"300 - L'alba di un impero": fate l'amore e fate la guerra

Giovedì, 13 Marzo 2014 18:19
  

Con un bagaglio di immagini e colori ricchissimo, intinto nel sangue e nel piacere della brutalità, torna un nuovo capitolo della saga 300, scritto da Zack Snyder per la regia di Noam Murro. All’inizio potremmo chiamarlo “300: l’Alba di un Flashback”, dal momento che il film si prenderà la briga di spiegarci un po’ di storia passata prima di passare a quella attuale, rendendo così fruibile la visione anche a chi (blasfemo) non ha visionato la pellicola precedente. Buona parte del primo tempo, dunque, consiste in un aperitivo di sangue e morte che ci fa conoscere Temistocle (Sullivan Stapleton), un leader certamente carismatico ma non ai livelli del defunto Leonida (Gerard Butler), e certamente più incline alle tentazioni della Persia.

Sento già le vostre proteste “è ovvio, a sedurre Leonida c’era quel tronco di pino intriso di olio abbronzante di Serse, mentre a Temistocle faceva gli occhioni dolci Artemisia”. Avete ragione, la bella e letale Eva Green ha dato prova di un grande talento recitativo e probabilmente alcune azioni ingiustificate del generale ateniese le avremmo compiute anche noi. Forse non avremmo portato un cavallo in una battaglia navale, con cui per definizione i cavalli (eccetto i cavallucci marini) non hanno molto a che spartire, ma tutto il resto sì. Al solito, la sottile trama di stampo politico del film dipinge gli orientali come perversi e bramosi di piacere sopra ad ogni cosa, comprese spinte incestuose e necrofile, ma dubito che un film fatto in America potrà mai fare a meno di sprizzare “libertà” da tutti i pori, ivi compresa la libertà di decontestualizzare qualsiasi altra cosa.

A proposito invece di decontestualizzazioni gradite, il film anche stavolta ha premiato l’inventiva: ci sono navi-lanciafiamme e uomini-sub-kamikaze (chi ha giocato a “Metal Slug” almeno una volta nella vita ci farà caso) che, se colpiti con una freccia infuocata, diventano pericolosi ordigni capaci di rendere inutili anche le strategie del prode Temistocle. Buono a sapersi che le frecce infuocate servono a questo, dal momento che non verranno mai più usate (come anche le frecce normali, del resto) lungo tutto il corso del film. In compenso vedremo come la guerra di abbordaggio e tattiche navali spesso possa essere risolta da una buona speronat,a come vuole la migliore tradizione di inseguimenti automobilistici, con navi che si spezzano (non che iniziano ad imbarcare acqua, proprio che si spezzano) se colpite nel punto giusto. Purtroppo, l’ambientazione marina non consente altre prodezze, che invece erano state più largamente dispensate nel primo capitolo (bombaroli, immortali e bruti dalle mani di falce), in compenso abbonda un sangue melassoso e denso che presto ci darà l’idea di star combattendo dentro un Brunello di Montalcino.

In conclusione, il film è consigliato a chi apprezza uno stile che ricalca passo dopo passo quello del fumetto, esagerato e violento, senza altra attenzione che non sia la guerra. Se quello che sognate è vedere individui che si colpiscono anche mentre fanno l’amore, e se volete vedere la compassata Cersei Lannister (Lena Headey) trinciare avversari d’oriente nei panni della moglie di Leonida, questo è il film che fa per voi!

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