(No Spoiler)

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Grande successo per l’ultima pellicola dell’eccentrico regista fanatico dello “Spaghetti Western”, il film proiettato nelle sale italiane dal 18 settembre già minaccia di sbancare il botteghino. 

Alla premiere a Roma infatti poco più di un mese fa i fan si erano accalcati davanti al cinema Adriano già da qualche ora nella speranza di vedere i protagonisti Leonardo Di Caprio e Margot Robbie e ovviamente il regista Quentin Tarantino. Le aspettative non sono state disattese infatti le star si sono dimostrate generose con i fan concedendo selfie e autografi.

 

Lo storico Cinema Adriano ha vestito i panni di un teatro anni 70’ con la tipica insegna rossa e le luci attorno al cartellone, alcuni potebbero vederci un collegamento  visivo con un’altra pellicola di Tarantino ovvero “Bastardi senza Gloria “ in quanto le due insegne sonosomiglianti.

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In pieno stile Seventy’s anche  biglietti della serata poichè riproduzioni fedeli dei ticket dell’epoca.

Una curiosità legata ai biglietti è che sul fronte veniva indicato il dresscode con cui prendere parte alla premiere ovvero capi di vestiario che dovevno richiamare il 1969.

 

 

Dopo la proiezione al Festival di Locarno in cui piazza grande ha fatto sold out fra meno di una settimana anche i comuni mortali oggi potranno godersi lo spettacolo in tutti i cinema italiani , ma vediamo nello specifico di cosa si tratta : La pellicola è ambientata ad Hollywood nel 1969, teatro di efferati delitti compiuti dalla setta di Charles Manson, uno in particolare passerà alla storia come la strage di Bel Air, dove la giovane attrice Sharon Tate , moglie di Roman Polanski, perse la vita mentre si trovava alsuo ottavo mese di gravidanza interpretata qui Dalla bellissima Margot Robbie.

Un quadro riprodotto fedelmente di ciò che era l’anticamera degli anni 70, un film che oscilla tra delicatezza, stivaletti, personaggi alquanto rudi, fotografia per nulla scontata (lodevoli i poster dei film italiani dell’epoca), Il tutto cucinato sapientemente per ricostruire l’atmosfera tipica del tempo, alleggerita di tanto in tanto dalla bellezza composta di Sharon/Margot e dalla sua presenza eterea che anche se provvista di poche battute rimane ben impressa nel cuore di chi osserva .Difficilmente appena usciti dal cinema ci si riabitua ad essere nel 2019,la sensazione è che non ci si sia soffermati su qualcosa e si debba tornare in sala a rivedere quale dettaglio sia sfuggito.

 

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Un viaggio introspettivo, in cui Leonardo si confronta con se stesso, attraverso rendez-vous mentali con artisti, politici e perfino con gli apprendisti della sua bottega. La comprensione dello sviluppo intellettuale, emozionale e spirituale del Genio del 400 è affidata alla voce profonda di Francesco Pannofino che da perfetto cicerone conduce lo spettatore ad analizzare il pensiero, la genesi delle opere ed eventi che hanno rivestito importanza fondamentale nella vita dell’ artista. La voce della mente e della coscienza diviene essa stessa protagonista in quanto dialoga, conversa soffre e gioisce insieme a Leoardo cercando di contestualizzare i pensieri e renderli comprensibili.

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Ma non si tratta solo di un film storico, infatti il sapiente uso di computer grafica, animazioni e proiezioni permette al pubblico di entrare a far parte delle visioni e delle epifanie, tant’è vero che alcune invenzioni scientifiche che nella realtà non hanno mai visto la luce, nella storia prendono magicamente forma si animano, e si mettono in funzione. I veri protagonisti di questo film sono appunto la mente e il genio di Leonardo, che fungono da ponte con il mondo esterno, i luoghi natali, paesaggi bucolici, la Valdarno,la città di Milano fino a giungere a Parigi, dove il pubblico può scoprire la nascita di opere quali  La Gioconda, L’Ultima Cena, L’Uomo Vitruviano  la Dama con Ermellino e molte altre.

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La pellicola discosta totalmente dai soliti schemi dei docufilm, La struttura narrativa e la fotografia rendono questo film innovativo e stravagante,in quanto è proprio la mente di Leonardo a condurre chi osserva nella storia, prendendo forma e vita e donando un ritratto di Leonardo che va al di là dell’inventore, del pittore e del genio, mostrandolo in vesti umane. Questa struttura narrativa particolare mostra e mette a confronto tre diverse tipologie di spazi mente –ricordo - natura.

Il primo spazio inerente la mente viene rappresentato come uno spazio chiuso, un luogo in cui le pareti girano su loro stesse e il tetto si apre proiettandola verso l’universo, creando una connessione con lo spazio del ricordo e quello della natura. Lo spazio del ricordo muta e si evolve ogni qual volta una reminiscenza viene evocata, queste contestualizzazioni fanno si che in Leonardo prendano vita personaggi, si materializzino ambientazioni e opere distinte. Quando ciò avviene lo spettaore si ritrova al di fuori dello studio, vivendo la scena evocata dal ricordo insieme a Leonardo. Lo spazio della natura è strettamente connesso con i luoghi in cui è cresciuto e vissuto divenendo elemento essenziale per tutto ciò che ruota attorno le sue percezioni e i suoi studi al punto che la definisce ” Maestra dei maestri”.

Anche i dialoghi sono significativi,considerando il fatto che esclusivamente ricavati da scritti autografi estrapolati per lo più dal “Trattato della Pittura” cosi come gli oggetti di scena, le ricostruzioni ambientali e i vari oggetti fedelmente riprodotti dai disegni di Leonardo.

Leonardo è interpretato da Luca Argentero che lo ricorda nei tratti e nell’ aspetto. Nella pellicola viene rappresentato come un uomo 35enne capelli ondulati e delicato nei tratti, descritto dai biografi come affabile gentile ed elegante oltre che di straordinaria bellezza, un’ immagine molto lontana dal viso invecchiato e malinconico che di solito si attribuisce al suo autoritratto, il quale sembra essere in realtà uno studio datato tra il 1490 e il 1495 periodo del cenacolo.

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La bella Cecilia Gallerani musa della “Dama con ermellino” e giovante amante a soli 16 anni di Ludovico il moro è portata in scena da Angela Fontana che con il candore della sua pelle e i tratti delicati incarna a pieno la bellezza della nobile feudataria. La regia del film è affidata al regista Jesus Garces Lambert già noto al pubblico per il documentario “Caravaggio L’anima e il sangue”. Il fil Io, Leonardo sarà in programmazione al cinema il 2 ottobre.

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Le ragazze, si sa, spesso si concentrano solo ed esclusivamente sui propri difetti: qualche chilo di troppo, quei brufoli persistenti, il naso pronunciato, il contorno labbra irregolare, le doppie punte e magari anche un’altezza limitata. E allora eccoci a soffrire su tacchi esagerati nella speranza di poter guardare negli occhi le persone che ci circondano perché si dice sempre che l’altezza costituisca già metà della bellezza.
Ma siamo sicure che essere alte sia davvero così bello?

Un radicale cambio di prospettiva ce lo dà proprio Tall Girl, una nuova commedia inserita sul catalogo Netflix lo scorso 13 settembre. Jodi (Ava Michelle), la protagonista, è una liceale alta ben 185 cm, che deve affrontare quotidianamente le conseguenze di ciò: essere perennemente la più alta tra le ragazze e spesso anche tra i ragazzi, ma soprattutto ascoltare ogni giorno battutine e frecciatine che, a lungo andare, minano la sua autostima.
Le cose cambiano quando arriva a scuola Stig (Luke Eisner), ragazzo svedese alto quanto lei e soprattutto tremendamente affascinante. Ma le cose non andranno come Jodi immagina…

Una commedia che si lascia guardare piacevolmente, ben strutturata e con un cast quasi esclusivamente young che però non ha nulla da invidiare agli adulti. Certo, le dinamiche liceali sono una storia già nota, ma l’originalità sta nel fatto che il tema dell’accettazione di se stessi nasce dall’altezza della protagonista (di solito in questi film c’è sempre una ragazza secchiona ma sotto sotto bellissima oppure un giovane che deve fare i conti con la propria omosessualità).
Inoltre bisogna notare che non solo Jodi deve imparare ad accettare se stessa e divenire padrona del proprio destino, ma anche chi le sta intorno, in particolare l’amico di sempre Jack “Dunkleman” (Griffin Gluck) – che dovrà scrollarsi di dosso l’etichetta di spasimante timido e goffo – e il bel Stig – che deve ritornare in sé dopo essersi smarrito, accecato dalla popolarità acquisita nella nuova scuola.





Link alla foto: https://www.playblog.it/il-film-netflix-tall-girl-quando-laltezza-e-un-problema/

La strana avventura di Leo ortolani, “Due figlie e altri animali feroci”, in realtà non è un’opera inedita, come qualcuno poco esperto potrebbe pensare, ma bensì un racconto che è stato già pubblicato nel 2011 dalla  casa editrice Sperling & Kupfer.

Il libro non è stato ristampato e pertanto è stato molto difficile trovarlo in commercio, finché la Bao Publishing, che già collabora con Ortolani, ha deciso di mandare in stampa il libro.

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Ogni pagina è intrisa dell’umorismo pungente e del sarcasmo a cui Ortolani ci ha sempre abituati e che ormai sono il suo tratto distintivo per eccellenza. Non è il classico graphic novel, ma di un racconto intenso scandito da qualche disegno di tanto in tanto. Quest’avventura inizia nel 2010, quando l’autore e sua moglie hanno deciso di affrontare il calvario dell’adozione internazionale, volando per la prima volta a Calì dove hanno conosciute Lucy Maria e Johanna, due bambine di 3 e 4 anni.

Due figlie e altri animali feroci è un’opera in cui l’autore si mette completamente a nudo raccontando, eviscerando, quest’esperienza che gli ha stravolto completamente la vita. Le pagine sono “impregnate” dalla sua ansia dovuta soprattutto alla sua incapacità iniziale di comunicare con le sue figlie, dato che non sapeva parlare spagnolo e dalla stanchezza fisica, perché Lucy Maria e Johanna sono due uragani!

 

In un’intervista Ortolani ha detto: “Mi secca, pensare che queste bimbe abbiano già fatto delle cose e io non c’ero. Sono geloso di questo loro passato che non conosco. Di chi le ha viste nascere, di chi ha guidato i loro primi passi, di chi ha sentito le loro prime parole… Non mi starò mica innamorando, eh?! Se mi innamoro…è finita.”

Questa nuova versione dell’opera si è arricchita di 50 pagine a fumetti inedite rispetto alla precedente, che tuttavia non sono collegate alla trama principale, quasi come se abbia voluto riempire il volume e renderlo forse più appetibile per il pubblico.

 

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Link alle immagini: https://anime.everyeye.it/articoli/first-look-due-figlie-e-altri-animali-feroci-15211.html  -  https://leortola.wordpress.com/2012/10/24/post-celere/  -   -  https://leortola.wordpress.com/category/due-figlie-e-altri-animali-feroci/

Un tempo il derby era tra i fan del Signore degli Anelli e quelli delle Cronache di Narnia.
Ora se si parla di fantasy non si può non fare i conti col Trono di Spade ed è giusto così.

La notizia del giorno è che proprio l’autore di quest’ultima opera ha rivolto delle critiche al lavoro di Tolkien. George R. R. Martin ha infatti espresso la sua opinione secondo cui nella trilogia tolkeniana ci sarebbero molti buchi di trama.

No, non si riferisce al noto dilemma delle aquile (ovvero: perché Gandalf non sfrutta subito le aquile risparmiando mesi di stenti e fatiche alla compagnia? Se fosse andata così, però, non avremmo avuto uno dei capolavori della letteratura del Novecento), ma pone la sua attenzione al finale dell’opera.
In questo si dice che Aragorn diviene re e governa saggiamente per cento anni. Martin si chiede come possa essere possibile concludere in modo così sbrigativo l’opera. In particolare l’autore delle Cronache del ghiaccio e del fuoco è sicuro che l’ex ramingo abbia dovuto affrontare delle situazioni problematiche, se non spiacevoli: ad esempio, che fine fanno tutti gli orchi? Vengono inseguiti e trucidati dagli uomini di Aragorn? O vengono riabilitati?

Senza dubbio si tratta di domande che non avranno mai una risposta, salvo la scoperta di nuovi scritti tolkeniani. Tuttavia, a modestissimo parere di chi vi parla, si tratta di domande relativamente di scarsa importanza. L’opera trattava delle vicende dell’anello del potere, che è stato distrutto quando Aragorn diviene re. Il finale mostra la conclusione della vicenda della compagnia dell’anello. Tutto ciò che viene dopo dovrebbe far parte di un’altra opera, non del Signore degli Anelli.

Magari la preoccupazione di Martin è che la serie sull’opera tolkeniana attualmente in lavorazione venga fatta bene e questo è il suo modo di dare un suggerimento? Staremo a vedere!





Link alla foto: https://www.lascimmiapensa.com/2019/09/13/george-martin-tolkien-signore-degli-anelli/

Era il 1990 quando l’NBA ha fatto conoscere al mondo giocatori di basket che hanno fatto la storia di questo sport, per citarne alcuni, Michael Jordan, Shaquille O’Neal, Larry Bird. Era sempre il 1990 quando in Giappone Takehiko Inoue  pubblica sulla rivista Weekly Shonen Jump le prime pagine di Slam Dunk, uno dei fumetti più apprezzati ancora oggi dopo 30 anni.

 

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Oggi 12 settembre esce in tutte le fumetterie Slam Dunk: Restayled Edition Slam Dunk: Restayled Edition , in una nuova versione rivista e corretta rispetto all’originale, conterà da 20 volumi e non 31 come la prima edizione ed avranno della copertine nuove di zecca e nuove traduzioni (come ogni nuova edizione che si rispetti).

Slam Dunk è una pietra miliare nel mondo dei fumetti perché è stato tra i primi a mettere in risalto il problema del bullismo, ancora molto attuale, e l’isolamento adolescenziale che ne consegue. Ha portato alla ribalta un nuovo modo di raccontare uno sport, stravolgendo i registri a cui ci si era abituati fino ad allora e influenzando anche altri sensei a fare lo stesso, dando vita a veri capolavori come ad esempio Holly & Benji.

 

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Non sono in molti a sapere che il sensei Inoue scelse di raccontare una storia incentrata sul basket andando in conflitto con il suo editore, che gli aveva sconsigliato in modo categorico di farlo. Lo fece tra l’altro per uno dei motivi più banali: al liceo usò il basket per conquistare le ragazze. Non è un caso se ci sono molte somiglianze con l’incipit del manga?

 

 

 

Link alle immagini: http://comics.panini.it/notizie/articolo/slam-dunk/http://comics.panini.it/notizie/articolo/slam-dunk/  -  https://anime.everyeye.it/articoli/speciale-slam-dunk-basket-come-maestro-manga-takehiko-inoue-45298.html  -  https://en.wikipedia.org/wiki/Slam_Dunk_(manga)

L'ultimo quadrimestre del 2019 sarà un periodo ricco di novità musicali, non solo perché usciranno album totalmente inediti, come quello di Franco Battiato, "Torneremo ancora", previsto per la metà di ottobre, ma sugli scaffali troveremo cofanetti in edizione deluxe di dischi "già sfornati", come l'imminente Abbey Road e come il "Pink Floyd The Later Years" che racchiude l'attività degli ultimi 35 anni del gruppo capitanato da David Gilmour.


Questo scrigno, è proprio il caso di dirlo, sarà disponibile il 29 novembre e conterrà 5 CD, 6 Blu-Ray e 5 DVD al cui interno ci saranno anche 13 ore di musica totalmente inedita. Tutto un lavoro supervisionato da David Gilmour ed Andy Jackson. I fans potranno riascoltare, in versione rimasterizzata, gli ultimi tre album registrati in studio - A Momentary Lapse of Reason, The Division Bell e The Endless River - , i live ufficiali usciti tra il 1988 e il 1995, Delicate Sound of Thunder e Pulse e due concerti eseguiti dal vivo a Venezia nel 1989 quello di Knebworth nel 1990.

 

Finalmente questi due concerti entreranno nel mercato ufficiale e non ci sarà più bisogno di ricorrere ai bootleg che per anni hanno invaso le bancarelle delle fiere del disco. Stranamente nel cofanetto non ci sarà nessuna traccia dell'ultima esibizione dei Floyd tenutasi sul palco del Live 8 nel 2005, ma invece video musicali inediti, tra cui il documentario di Endless River, tracce bonus e un libro che include immagini rare, artwork e testi.

 

La musica dei Pink Floyd fa respirare una serie di emozioni, come il desiderio di viaggiare con la mente e la voglia di riscattarsi da un sistema che ci vuole soli ed emarginati, perciò i puristi storcono il naso per il fatto che l' ultima fase di vita della band vede l'assenza di Roger Waters che per molti è stato il vero genio dietro al gruppo, l'unico in grado di dare forza e animo ai tappeti musicali ideati da Dave Gilmour e da Richard Wright. Invece non bisogna dimenticare che nel momento in cui la band passa tra le mani del chitarrista il successo planetario proseguirà.

Gli album in studio sono successi commerciali e ogni concerto è sold out sopratutto perché i Pink Floyd non hanno mai avuto bisogno di un frontman che li facesse contraddistinguere perché ciò che ha sempre contraddistinto i Pink Floyd è loro musica

 

 

L'immagine è stata presa dal sito ufficiale dei Pink Floyd

 

Chi ha ucciso Bryce Walker?

Non c’è pace alla Liberty High School, il liceo frequentato dai protagonisti della serie Tredici (13 reasons why, in originale).
La serie aveva debuttato nel marzo 2017 su Netflix con la prima stagione, con cui abbiamo assistito agli eventi seguiti al suicidio di Hannah Baker (Katherine Langford), la quale ha però registrato delle cassette, prima di morire, in cui esprimeva tutta la sua sofferenza ed esponeva i suoi tredici motivi per morire.
Ne era poi seguita nel maggio 2018 la seconda stagione in cui si era finalmente giunti al processo, alla resa dei conti e alla scoperta di molti retroscena.

Siamo ora alla terza stagione, caricata su Netflix lo scorso 23 agosto. Come vi ho anticipato, Bryce Walker (Justin Prentice) muore e gli episodi ruotano intorno alle indagini della polizia e al modo in cui i nostri beniamini affrontano tutto ciò, sempre con un occhio di riguardo per Clay Jensen (Dylan Minnette).

Gli ingredienti sono sempre gli stessi, il modus operandi c’è e quindi è fondamentalmente una buona stagione, che si fa guardare con notevole interesse: il cast è fenomenale, la trama è interessante, i colpi di scena dosati nel punto giusto, la fotografia è impeccabile, ecc.
Ma c’è una nota stonata, qualcosa che non va. Il problema sta proprio alla base: perché questa stagione?
La serie prendeva il nome dalle tredici cassette di Hannah e non basta conservare invariato il numero di episodi. A modestissimo parere di chi vi parla si è persa un po’ la vera ragion d’essere della serie. Tutto il caso di Hannah è stato concluso. Ora stiamo raccontando un’altra storia. Con gli stessi personaggi, ok, ma un’altra storia.

Nonostante ciò la serie è stata rinnovata per una quarta stagione, che però sarà l’ultima. Ci aspettiamo un finale col botto!





Link alla foto: http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/tv/2019/08/06/tredici-vira-sul-mystery-nuovo-omicidio_4ec16279-8d39-4c55-8fd9-f91af3accc66.htmlhttp://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/tv/2019/08/06/tredici-vira-sul-mystery-nuovo-omicidio_4ec16279-8d39-4c55-8fd9-f91af3accc66.html

Alla fine del 2018 pubblicammo un articolo sull’operato del governo (fai clic qui per leggerlo), e speravamo di riuscire a fare lo stesso anche per il 2019, un anno che si prospettava davvero meraviglioso! Tuttavia il destino, cinico e baro, ha voluto che l’esperienza di questo esecutivo (che senz’altro passerà alla storia come uno dei migliori, se non IL migliore della Repubblica Italiana) si interrompesse bruscamente in un caldo pomeriggio di agosto.

 

Eppure, in questi mesi i nostri eroi sono riusciti a fare tanto per il Paese, quindi ci sembra giusto omaggiarli con un articoletto vergin di servo encomio, e che dice solo la verità, tutta la verità e nulla più che la verità (baciando la Bibbia).

 

Un piccolo suggerimento: mettete il tema principale del film Missing (scritto da Vangelis) come colonna sonora per massimizzare l’esperienza.

 

Ci siamo? Partiamo!

 

Accise: magari con un po’ di ritardo rispetto a quanto detto in campagna elettorale, ma il Ministro Salvini ha mantenuto la promessa e ora il prezzo del carburante è tornato a livelli accettabili. D’altronde questo era il primo passo per preparare l’Italia al

 

Boom economico di cui parlava il ministro Di Maio. E i fatti gli hanno dato ragione: ci sentiamo già molto anni ‘60, anzi, sapete che facciamo? Andiamo in spiaggia con la nostra bella FIAT 600 con autoradio, ma attenzione! Che la radio trasmetta almeno una

 

Canzone italiana ogni tre! D’altronde chi tra noi, dopo aver ascoltato, che so, Stairway to Heaven, Child in Time e Another Brick in the Wall non ha voglia di rilassarsi con Felicità? Grazie alla Lega per questa illuminata e per nulla anacronistica proposta. E chi se non i nostri amici in verde poteva avere un’idea simile? Beh, con un Ministro

 

DJ solo loro, ovvio. E basta con le critiche al nostro Matteo Nazionale (che mica è l’altro, eh!): non ha fatto altro che avvicinare i giovani al nostro inno e a ciò che esso rappresenta: il verde dei mojito, il bianco della sabbia e il rosso della pelle abbronzata delle cubiste del Papeete Beach! Ma se a voi piace la vecchia politica (un po’ da kasta!!!111!!!, diciamocelo), quella dei palazzi, delle scartoffie e delle riunioni al chiuso, pensate a come Matteo ha gestito le varie

 

Emergenze umanitarie: con coerenza, ma fermezza. Ha detto che non si scendeva? E infatti nessuno è sceso sull’italico suolo da quelle brutte navi negriere che prelevano le persone dai villaggi vacanze in Libia e le portano qui. Nemmeno uno. Ma cambiamo argomento e parliamo dei social, più precisamente di

 

Facebook, e del ban sulla pagina del Capitano per chi digitava le parole “quarantanove” e “milioni” nella stessa frase. Giustissimo, perché c’è altro a cui pensare che questi quattro spiccioli, e poi i social si usano per cose serie, come il selfie col

 

Gatto, definito come “nuovo amico” dal leader della Lega.

 

Salvini e Gatto

 

L’unico problema è che il micio non sembrava gradire, scatenando l’ilarità dei radical chic, dei sisnistroidi buonisti e dei rosiconi da centro sociale. In attesa di nuove e più rigide regole per chi manchi di rispetto al Capitano, auspichiamo l’intervento immediato della crocchet-polizia per ridurre le razioni giornaliere dell’impertinente felino, e magari fargli passare un paio di notti in gattabuia… ma una seria, non come gli

 

Hotel a mille stelle in cui vengono alloggiati i migranti, eh! Ma spostiamoci su uno dei protagonisti assoluti dell’articolo dell’anno scorso e cioè, l’unico, inimitabile, inarrivabile Danilo Toninelli che ha praticamente ammesso la sua

 

Ignoranza del Def durante un’intervista con Gianni Floris. Vistosi irrispettosamente incalzare dall’inopportuno inquisitore, il mitico Danilo ha stupito tutti con una mossa à la Castelli, ricorrendo al più classico dei «Questo lo dicono i tecnici». Poco importa che questi ultimi siano proprio quelli del governo! Sofismi. Mistificazioni. Ma restiamo sul nostro Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti preferito che si vanta di possedere una

 

Jeep Compass Diesel dopo aver coraggiosamente difeso la scelta del suo ministero di dotarsi di una flotta di auto blue elettriche. Chissene! Più monossido di carbonio per tutti! E poi, viaggiare col jeeppone è meglio: pensate di dover andare all’Oasi di

 

Kufra a Sabaudia e… ma… dove sono le folle esultanti? Le turbe adoranti? Questo è quello che deve essersi chiesto il povero Salvini lo scorso 7 agosto trovando la struttura praticamente vuota. Un’azione di disturbo ordita da Renzi e dalla Boschi, senza dubbio alcuno. Lapalissiano. Come la falsità dello sbarco sulla

 

Luna, chiedere a Carlo Sibilia, Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Interno. Che dite? Terrapiattisti? No TAV? No vax? No TAP? Salite! C’è spazio per tutti! Anche per chi a Pasqua si fa fotografare con un

 

Mitra in mano. Non sapete di chi possa trattarsi? Fate uno sforzo… La stessa persona che risponde con un secco

 

No, anzi HET! A chi gli fa domande invadenti e un po’ maleducate su tale Savoini Gianluca o sulla Russia. E basta! Crescete! Se da soli non ci riuscite chiedetelo nelle vostre

 

Orazioni, dette naturalmente brandendo il Rosario come se foste Simon Belmont. Non sapete chi sia? Meritavate un posto nel governo, allora! Si scherza, si scherza! Non scherza invece uno dei nostri miti assoluti, Paola Taverna, che ha definito alcuni dissidenti del M5S come una

 

Piccola Pletora di miserabili. Signori, giù il cappello. Tralasciando il modo a dir poco sublime in cui le “l” e le “p” allitterano, è l’accostamento tra “piccola” e “pletora” a fondere in una meravigliosa armonia, quasi una “total and undivided philosophy” termini solo apparentemente lontani: α e ω, sacro e profano, 北斗 e 南斗, Milan e Inter… tutto finisce nel paiolo della mitica Paola. Grazie di esistere. Davvero. Ma facciamo un breve salto in Sardegna, giusto

 

Quarantotto ore per risolvere il problema del prezzo del latte. Fatto? Perfetto. Avanza tempo per un veloce

 

Ripensamento sulla festa del 2 giugno. Nemmeno troppo tempo fa non c’era un cappero da festeggiare e invece nel 2019 è diventata una festa per tutti. Che volete? Solo gli stolti, non cambiano mai idea! Chissà, magari anche Virginia Raffaele un giorno smetterà di invocare il Maligno e abbandonerà il

 

Satanismo, dopo l’increscioso espisodio dell’Ariston in occasione del Festival. Problemi seri, cavoli! Se i nostri ragazzi non ascoltassero tanto heavy metal straniero e ascoltassero più espressioni dell'italico sovranismo come Al Bano, Orietta Berti o Lorella Cuccarini, tanti problemi sparirebbero! Restando in tema Sanremo, come non lodare la proposta di Di Maio di far contare il solo

 

Televoto a partire dal 2020? Alla faccia dei radical chic buonisti da salotto e dei professoroni che inguaiano l’Italia! Un’altra trovata semplicemente geniale e un’altra spallata ai veri problemi del Paese! E come farlo senza avvicinarsi agli uomini e alle donne comuni? Partendo da tutti coloro che con orgoglio indossano un

 

Uniforme, ed è proprio per rendere loro il giusto omaggio che Salvini ne ha indossate tante (che Capitano va in giro senza divisa, scusate?) tra cui quella della Polizia, sfoggiata con orgoglio anche alla Camera. Il nostro mitico ministro è stato emulato anche dal collega Bonafede

 

Bonafede

 

che in un

 

Video girato per il ritorno in Italia di Cesare Battisti si è lanciato in una goffa imitazione del ben più esperto Matteo. Voto? 6+, per l’impegno. Così come per quanto riguarda la presunta confusione tra

 

Washington e Philadelphia e i loro monumenti da parte dell’onnipresente padano. Ammesso e non concesso che abbia scambiato la scalinata del Lincoln Memorial con quella assai meno famosa del Philadelphia Museum of Arts vista nel film Rocky (e se nottetempo Renzi, Boschi, Macron, Merkel e Obama le avessero invertite?), un errore lo commettono tutti! Professoroni arroganti che non siete altro! Incominciano le lettere difficili come la “X” di

 

Xylella, che da “bufala” è diventata una cosa talmente seria da richiedere contromisure nel Dl Semplificazioni dello scorso gennaio. Lo ripetiamo: solo gli stolti non cambiano mai idea! Ci avviciniamo alla fine perciò dedichiamo un’altra lettera al nostro Toninelli che ha – letteralmente – definito la Sea Watch uno

 

Yacht. Sì, una di quelle barche alla Abramovich, CR7, ecc. Signore e Signori, un bell’applauso al nostro boccoluto amico che esce di scena (?) alla grandissima. E anche noi, ci apprestiamo a fare l’inchino ai nostri lettori e a lasciarli con la “Z” del Mandato

 

Zero, una perla di rara bellezza. Una capriola degna del miglior e più spericolato luchador messicano quella con cui Di Maio ha rivoluzionato la matematica e il diritto, dopo aver pensato negli anni precedenti alla storia (Pinochet), alla geografia (Matera) e a chissà quali altre cose che non possono rientrare negli angusti limiti di questa sede.

 

Prima di chiudere, un pensiero a tutte quelle voci che non ce l’hanno fatta: in ordine rigorosamente alfabetico, una piccola rappresentanza:

 

la Agrigento-Caltanissetta,

la Coca-Cola a scuola,

il Decino di Zio Paperone,

la Moto d’acqua,

il Reggiseno di Carola Rackete,

la Zingaraccia.

 

Viva MAIGENERESCION! Viva l’Italia!

 

 

 

 

 

 

Link alle immagini originali:

 

https://www.ligurianotizie.it/cronaca-di-una-crisi-di-governo-annunciata-conte-la-colpa-e-di-salvini/2019/08/21/345794/

https://notizie.virgilio.it/salvini-foto-gatto-virale-ironia-688117

http://www.today.it/politica/bonafede-divisa-polizia-penitenziaria-polemica.htmlhttp://www.today.it/politica/bonafede-divisa-polizia-penitenziaria-polemica.html

Da quest'estate si ha l'occasione di ascoltare la compilation di Rino Gaetano "Ahi Maria 40th", una raccolta che, a differenza di quelle precedenti, ha il pregio di aver avuto il placet della famiglia del cantante e dei suoi discografici.
Il cofanetto, disponibile in 4 CD o in 2 LP, accompagnato da un libro di 40 pagine, contiene oltre alle interpretazioni del cantante calabrese anche quelle di vari interpreti che hanno voluto omaggiarlo.


Le canzoni di Rino Gaetano piacciono alle nuove generazioni, non solo perché a distanza di 40 anni risultano ancora fresche ed orecchiabili, ma perché lui ha saputo esprimere il disagio della società italiana degli anni '70, che, guarda caso, è lo stesso disagio della società odierna.
Ha avuto la capacità di raccontare gli esclusi e gli emarginati e, senza cadere nel pietismo, la loro solitudine. È stato anche capace di cantare, con sarcasmo, un proletariato volto al consumismo, ma schiacciato dai dominanti e, senza mai scadere nel populismo, i vizi di un'Italia corrotta.


Nelle sue canzoni non si è mai nascosto dietro un "si dice", ma si è sempre rivolto direttamente al politico di turno o ai vari personaggi che lui "non reggeva più".
Oggi è un mito, ma i suoi contemporanei lo ritennero semplicemente un cantante non-sense, un guitto da palcoscenico che cantava canzonette contro tutti e tutto. La sua sincerità lo rese antipatico ad una certa critica che gli remò contro con un atteggiamento che invece non usò nei confronti di Gaber e di De Andrè, artisti che pure criticavano la società.


In pochi lo capirono. Sono dovuti passare parecchi anni prima che si comprendesse il suo genio artistico. Paradossalmente lui stesso aveva profetizzato il fatto che le sue canzoni sarebbero state cantate dalle future generazioni.
Aveva ragione!

Qui la tracklist completa:


CD 1


Gianna
Sfiorivano le viole
Supponiamo un amore
Spendi spandi effendi
Berta filava
E io ci sto
Resta vile maschio dove vai
E cantava le canzoni
Rare tracce
Mio fratello è figlio unico
Ad esempio a me piace il sud
A mano a mano


CD 2


Aida
Nel letto di Lucia
Metà Africa metà Europa
La festa di Maria
Cogli la mia rosa d'amore
E la vecchia salta con l'asta
Ahi Maria
Nuntereggae più
Escluso il cane
Su e giù
A Khatmandu
Aida (Q Concert)


CD 3


Ma il cielo è sempre più blu
Visto che mi vuoi lasciare
Io scriverò
Fontana chiara
Rosita
Tu, forse non essenzialmente tu
Anche questo è sud
Ping pong
I tuoi occhi sono pieni di sale
Solo con io
Le beatitudini
Aida (Live) (Tour In Città Band)


CD 4


Ma il cielo è sempre più blu (Giusy Ferreri)
Sfiorivano le viole (Daniele Silvestri)
Aida (Gianluca Grignani)
Le beatitudini (Simone Cristicchi)
Escluso il cane (Fabrizio Moro)
E cantava le canzoni (P.F.M.)
Mio fratello è figlio unico (live) (Rino Gaetano & I Crash)
E Berta filava (Live)
Spendi spandi effendi (live)
Ma il cielo è sempre più blu (Live) (Rino Gaetano & I Crash)
Aida (Live)
Ahi Maria (demo)

 

La foto di copertina è stata presa dalla pagina FB di Rino Geatano

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