urante la manifestazione del Lucca Comics and Games 2018 non si è fatto desiderare di certo il piano editoriale di uno dei colossi dell'editoria italiana della nona arte. Vediamo cosa proporrà la Panini ComicsPanini Comics nel 2019:

 

-Ti amo ma fatti ammazzare (Konya Wa Tsuki Ga Kirei Desuga, Toriaezu, Shine!),di Kaname Majuro (storia) e Sousou Sakakikbara (disegni), 8 vol., in corso, bimestrale, da gennaio in edicola e fumetteria;

 

-Blue Flag (Ao No Flag), di Kaito, 5 vol., in corso, bimestrale, da aprile in edicola e fumetteria;

 

-Ossa (Hone Ga Kusaru Made), di Yae Utsumi, 7 vol., conclusa, mensile, in fumetteria e online;

 

-Game - Giochi di Seduzione (Game-Suits No Sukima), di Mai Nishikata, 4 vol., in corso, bimestrale, da marzo in fumetteria e online;

 

-Sono Solo Fantasie (Mosou Shoujo), di Yukino Seo, 3 vol., in corso, bimestrale, da aprile in fumetteria e online;

 

-Sister & Vampire (Sister To Vampire), di Akatsuki, 5 vol., in corso, bimestrale, da maggio in fumetteria e online;

 

-The Complete Art Of Fullmetal Alchemist, di Hiromu Arakawa, vol. unico, in fumetteria e online;

 

-Gantz/Osaka, di Hiroya Oku, 3 vol., cartonati con cofanetto, completo, in fumetteria e online;

 

-Rieraku, di Inio Asano, vol. unico, a giugno in fumetteria e online;

 

-Chi No Wadachi, di Shuzo Oshimi, 4 vol., in corso, bimestrale, da giugno in fumetteria e online;

 

-Jiro Taniguchi Deluxe Collection, cofanetto con 5 vol., da gennaio in fumetteria e online – vol. singoli, mensile, da gennaio in fumetteria e online;

 

-Ice Age Chronicle Of The Earth(Chikyu Hyokai Goto Osamu), di Jiro Taniguchi, 2 vol., conclusa, in fumetteria e online;

 

-In Questo Angolo Di Mondo (Kono Sekai No Katasumi Ni), di Fumiyo Kono, vol. unico, in fumetteria e online;

 

-Atelier Of Witch Hat (Tongari Boushi No Atelier), di Kamome Shirahama, 4 vol., in corso, in fumetteria e online;

 

-L'Attacco Dei Giganti – Colossal Edition, di Hajime Isayama, 8 vol., in corso, in fumetteria e online;

 

-Slam Dunk Restyled Edition (Slam Dunk Shinsou Seihenban), 20 vol., conclusa, in fumetteria e online;

 

Buona lettura!

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Ieri, 7 novembre 2018, Sky Atlantic (canale 110 di Sky) ha trasmesso i primi due episodi di Kidding, la nuova serie con Jim Carrey, che mancava da un bel po’ sugli schermi.
Al di là del titolo e del protagonista, l’obiettivo della serie però non è principalmente quello di far ridere. Si tratta anzi di una storia dolorosa, ma terribilmente umana.

Jeff Piccirillo (Jim Carrey) è bloccato nel ruolo di Mr. Pickles, conduttore di un famosissimo e apprezzatissimo programma tv per bambini. Il suo viso familiare e conciliante e la sua indole estremamente buona sono le doti che accomunano uomo e personaggio, tra i quali il confine è molto labile. Tuttavia Jeff è una bomba pronta ad esplodere: la moglie lo ha lasciato, uno dei due figli è morto in un incidente d’auto. Come può un uomo in lutto, pieno di un dolore che non ha espresso e non sa gestire, condurre un programma rassicurante per bambini?

 

Kidding 02


Questa la trama principale della serie, che da questo si rivela estremamente interessante. Una storia di dolore umano, in cui un padre perde il figlio, ma anche il resto della famiglia. Come affrontare tutto questo dolore? Se poi sei anche incastrato in un personaggio televisivo così positivo, la sfida si fa ancora più ardua. C'è possibilità di conciliazione tra le due cose? Sembrerebbe che per salvaguardare il brand televisivo (con tutto ciò che questo comporta), Jeff debba continuare a sopire le sue emozioni, a non affrontare la realtà e, di conseguenza, ad uccidersi lentamente a livello emozionale e psicologico.

A tutto ciò va aggiunta la prevedibile magistrale interpretazione del protagonista, ma anche di Judy Greer (moglie di Jeff), Cole Allen (che interpreta entrambi i figli di Jeff) e di Frank Langella (padre di Jeff e produttore del programma). Particolare anche la scelta di concentrare il tutto in soli 10 episodi da meno di 30 minuti.

A non convincere sono le trame secondarie, che mostrano un mondo dissacrante, privo di valori e aberrante, ma sono per lo più abbozzi che disturbano. Si potrebbe dire che l’unico loro lato positivo è quello di isolare ancora di più la dolente vicenda di Jeff, facendola emergere incontrastata su tutto il resto.

E voi? Che ne pensate?



Link alle foto: https://next-episode.net/kidding
https://nerdist.com/jim-carrey-kidding-first-episode-online-free/

Lucca Comics and Games 2018 è terminato e tutte le case editrici hanno indetto conferenze stampa per comunicare i loro piani editoriali del 2019.

Vediamo nello specifico quello della Star Comics:

 

-I Dipinti Maledetti, di Hachi, farà parte della collana Target, 3 vol. in corso, da Marzo disponibile in tutte le fumetterie, librerie e Amazon;

 

-My Ancient Sister - Anenarumono, di Pochi Iida, collana Storie di Kappa, 3 vol. in corso, da Marzo disponibile in tutte le fumetterie, librerie ed Amazon;

 

-Dragon BallVita da Yamcha, di Akira Toriyama, Dragon Garow Lee, collana Wonder, vol. unico, da Aprile disponibile in tutte le fumetterie, librerie ed Amazon;

 

-Dragon Ball Full Color – La Saga di Freezer, di Akira Toriyama, collana Dragon Ball Full Color, 5 vol. concluso, da Aprile disponibile in tutte le fumetterie, librerie e Amazon;

 

-Hungry Marie – Harapeko no Marie, di Ryuhei Tamura, collana Action, 4 vol. concluso, da Aprile disponibile nelle fumetterie, librerie e Amazon;

 

-Fairy Girls, di Hiro Mashima, Boku, collana Zero, 4 vol. concluso, da Aprile disponibile in fumetteria, libreria e Amazon;

-Perfect World, di Rie Aruga, collana Amici, 8 vol. in corso, da Aprile disponibile in fumetteria, libreria e Amazon;

 

-Fairy Tail Side Stories – Fairy Tail Gaiden, di Hiro Mashima, Kyota Shibano, collana Zero, 3 vol. concluso, da Maggio disponibile in fumetteria, libreria e Amazon;

 

-La Dura Vita della Vice Presidente – Fukukaicho Ganbaru, di Akira Hiromoto, ReDrop, collana Storie di Kappa, vol. unico, da Maggio diponibile in tutte le fumetterie, librerie e Amazon;

 

-King of Eden, di Takashi Nagasaki, Sangcheol Lee, collana Manhwa, sei volumi concluso, da Maggio disponibile in fumetteria, libreria e Amazon;

 

- Raisekamika, di Hajime Segawa, collana Storie di Kappa, 3 volumi in corso, da Aprile disponibile in fumetteria, libreria e Amazon;

 

-Starving Anonymous – Shokuryo Jinrui Starving Anonymous, di Kengo Mizutani, Yu Kuraishi, Kazu Inabe, collana Point Break, 6 vol. in corso, da Maggio disponibile in tutte le fummeterie, librerie e Amazon;

 

-Tales of the Wedding Rings – Kekkon Yubiwa Monogatari, di Maybe, collana Wonder, 6 vol. in corso, da Maggio disponibile in fummetteria, libreria e Amazon;

 

-Lo Sfigatto – NekoNaughey, di Q-rais, collana non ancora decisa, volume unico, da Febbraio disponibile in fumetteria, libreria e Amazon;

 

-Blade of the Demon Slayer – Kimetsu no Yaiba, di Koyoharu Gotoge, collana Big, 12 volumi in corso, da Aprile disponibile in fumetteria, libreria, Amazon;

 

-To Your Eternity – Fumetsu no Anata He, di Yoshitoki Oima, collana Starlight, 8 volumi in corso, da Aprile disponibile in fumetteria, libreria, Amazon;

 

-Card Captor Sakura Clear Card, di Clamp, collana Dragon, 5 volumi in corso, da Maggio disponibile in fumetteria, libreria, Amazon;

 

-Edenszero, di Hiro Mashima, collana Young, 1 volume in corso, da Maggio disponibile in fumetteria, libreria, Amazon;

 

-Lamù – Nuova Edizione, di Rumiko Takahashi;

 

Link alla foto: https://www.mangaforever.net/552135/star-comics-presenta-novita-manga-2019

 

 

 

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La periferia di ogni città è un luogo difficile dove vivere, ma può essere uno sprono per quei giovani pieni di energia e di passione che hanno voglia di cambiare l'immagine di un territorio dove il disagio sociale la fa da padrone.

Quasi sempre il termine “periferia” è associato ad aggettivi denigranti e specialmente quella di Scampia è raccontata come luogo senza futuro. Invece è proprio qui che il futuro si sta scrivendo ad opera di associazioni e persone che vogliono lasciare in eredità ai loro figli un posto migliore di quello che loro hanno trovato.

 

Una di queste persone è Maddalena Stornaiuolo, una giovane trentenne a cui le “famose” Vele, in cui è nata e cresciuta, non hanno tarpato le ali. Dopo essersi laureata in Psicologia si è dedicata alla sua passione: il teatro. Diplomata alla scuola di recitazione, diretta da Carlo Cerciello, ha prodotto in seguito spettacoli che l'hanno portata a calcare i palcoscenici dei più importanti teatri italiani.

Ma il suo sogno era più grande: voleva ritornare a Scampia per creare opportunità lavorative nel quartiere.

 

Lo scorso anno nella Scugnizzeria ha aperto uno spazio per i bambini dell'area Nord di Napoli, dove dirige, a costi popolari, una scuola di recitazione e dove i ragazzi possono cimentarsi anche con il teatro delle guarattelle, il teatro delle ombre, con la radio e tanto altro.

Per merito di Maddalena, alla Scugnizzeria quest'anno saranno ospitati attori del grande schermo, delle Fiction e della Rai per confrontarsi con i bambini. Si cancella finalmente quell'odioso paradigma secondo cui bisogna spostarsi dalla periferia al centro per studiare, per imparare un mestiere, per trovare nuove opportunità. Ma il maggior pregio di Maddalena è stato quello di coinvolgere nel suo progetto un'infanzia che altrimenti avrebbe potuto percorrere strade diverse.

 

Maddalena ha lo sguardo lungo. Non vuole gloriarsi dei suoi successi, ma intende, in futuro, creare a Scampia un vero e proprio teatro di quartiere e proporre spettacoli per grandi e piccini.

Siamo certi che riuscirà anche in questa impresa.

 

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Se c’è una star a essere nata, di sicuro non è un nuovo regista, ma… una nuova attrice! Bradley Cooper è un attore affascinante, versatile ma, al momento, lungi dall’essere capace di mettersi dietro la telecamera. Il suo debutto come regista non ha rivelato un grande talento, il film è a tratti deludente, privo di empatia, piatto, accademico.

 

Il suo punto di forza è una protagonista sopra le righe, un personaggio che, dopo parrucche biondo platino e lustrini, cerca di farsi conoscere come artista completo e pieno di talento: una Lady Gaga nuova, acqua e sapone, timida, commovente. Se dopo sei Grammy, tre BRIT, un Golden Globe e un’altra svariata quantità di altri premi musicali (oltre a ben dodici Guiness dei primati!) Lady Gaga ricevesse una candidatura all’Oscar, di certo non ci sarebbe da stupirsene.

 

La parte riservatale da Cooper è cucita su di lei, come in passato lo era stata per Barbra Streisand. A star is born, infatti, è il terzo remake di un film del ’37, È nata una stella, da cui Frank Pierson aveva tratto un altro film nel ‘76 con la Streisand come protagonista femminile.

 

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Nella versione di Bradley Cooper, il regista e attore protagonista interpreta Jackson Maine, una rockstar incline all’alcolismo e all’abuso di droghe. La prima volta che Jack vede Ally (Lady Gaga), sono in un bar per drag queen, lei canta La vie en rose, lui ne è folgorato e le chiede di continuare la serata insieme. È l’inizio di una storia d’amore piena di momenti drammatici. Jack capisce che Ally è un grande talento e la trascina sul suo palco mostrandola alla folla. Il delirio immediato del pubblico catapulta Ally nel mondo dello show business, quello stesso mondo in cui Jack resiste solo con l’ausilio di alcool e steroidi e in cui insieme cercheranno faticosamente di tener fede ai loro progetti e al loro amore per la musica.

 

Dopo il boom di incassi dei primi giorni, l’entusiasmo nelle sale ha iniziato pian piano a scemare. Un film e un cast con un bel potenziale avevano seminato grandi aspettative, forse troppe. Tra le poche note positive del film, la colonna sonora scritta a quattro mani da Cooper e Lady Gaga. La cantante, inoltre, ha severamente vietato al suo partner di cantare in playback: tutto ciò che sentirete, quindi, è frutto solo di un anno di lavoro sodo!

 

 

 

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Il 23 ottobre del 2018 ci ha lasciato Keiichiro Kimura.
Una brutta notizia per tutti quelli della mia generazione che, grazie a questo character designer giapponese, possono dire orgogliosamente di essere stati i primi ad apprezzare l'animazione nipponica. Quindi una lacrimuccia da parte del sottoscritto è più che legittima.
Gli Anime giapponesi furono trasmessi in Italia verso la fine degli anni settanta, ma diventarono i cartoni, per antonomasia, per tutti i nati negli anni '80.


Kimura e Go Nagai sono stati forse i disegnatori più importanti del Sol Levante, ed è grazie alla loro bravura che milioni di ragazzi europei e americani hanno conosciuto e apprezzato la cultura giapponese.
In queste illustrazioni non troviamo solo storie di robottoni, mostri, diavoli o extraterresti ma anche vicende di famiglie alle prese con la tipica quotidianità orientale.
Infatti grazie a questi disegni possiamo entrare nelle minka o nelle machiya o mangiare assieme ai nostri personaggi preferiti il sukiyaki, l'umeboshi, l'onigiri e tanto altro ancora.

 


Ma i Manga e gli Anime giapponesi raccontano anche un altro aspetto culturale: la fierezza di un popolo che ricorda ancora Hiroshima, ma sa risollevarsi con sacrificio e forza d'animo.
Non a caso questi valori li troviamo sopratutto nell'Uomo Tigre che, durante la vita, riesce a compiere su se stesso una metamorfosi. Originariamente era un puroresu wrestler scorretto e spietato, ma dopo l'incontro con i bambini dell'orfanotrofio, diretto dalla sua vecchia amica Ruriko, si redime e comincia a lottare contro quella stessa Tana delle Tigri che lo aveva fatto diventare un lottatore formidabile, ma senz'anima e senza valori. Grazie agli incassi degli incontri, riuscirà ad aiutare quell'orfanotrofio da cui era fuggito da bambino.
Kimura usa l'escamotage degli incontri per insegnare ai ragazzi i veri valori della vita: l'onore, l'altruismo e il rispetto per gli avversari solo per citarne alcuni.


Infatti l'Uomo Tigre si comporterà nei suoi match sempre con lealtà, nonostante debba combattere contro lottatori sempre pronti ad infliggergli ogni male possibile.
Purtroppo, nell'ultimo incontro, la perdita della maschera di Tigre gli farà dimenticare i principi per cui da tanti anni lottava e farà sì che in lui emerga il vecchio Diavolo Giallo, un diavolo che lo farà lottare senza pietà.
Un finale che lascia sconcertati. I valori predicati da Tiger Mask per tutta la serie vengono cancellati in pochi fotogrammi. Il wrestler vince e sconfigge Tana delle Tigri, ma l'uomo Naoto perde perché la rabbia oscura i valori che andava predicando.


All'epoca, i bambini italiani certamente non colsero tutti gli aspetti sociali che il cartone intendeva trasmettere. Per loro, il tardo pomeriggio, rappresentava il momento in cui potevano assistere ad un cartone coinvolgente e cantare la sua bella sigla che ancora viene canticchiata.

 

link alla foto:

https://www.cinezapping.com/uomo-tigre-dvd-24-agosto-gazzetta-dello-sport/

Ultima notte di Red Carpet

Ottobre 30

E siamo arrivati ai Red Carpet di chiusura di questa 13° edizione di Festa del Cinema di Roma 2018, tra gli ospiti abbiamo il giovane attore Giulio Berruti che sfila insieme ad altri suoi colleghi per l’anteprima del film di Paolo Virzì “Notti Magiche”. L’attore per l’occasione opta per un completo gessato grigio scuro, (scelta tra l’altro mai errata), che da quel tocco di classe in più. Barba incolta e capello arruffato donano particolarmente a Berruti, gli attribuiscono un’aria quasi da “bad boy”.Img 01-2

Ritroviamo anche la meravigliosa attrice Miriam Galanti, che stavolta opta per un abito lungo e svolazzante firmato Kuea. Il sopra del vestito, ricoperto da texture floreale finisce con una una lunga gonna color indaco che perfettamente si abbina con il resto. La Galanti, sempre disponibile e gentile con i fotografi, si presta molto bene all’obiettivo oltre che per la sua innata bellezza anche per la sua

carismatica attitude.

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Anche la showgirl italiana Alessia Fabiani, (che ormai è di casa qui alla Festa del Cinema di Roma), non si fa attendere. Con un abito nero ricco di pizzi e trasparenze qua e là firmato Babylon, tiene testa alla kermesse con quell’aria sempre sorridente ed entusiasta.Img 04Img 05

In chiusura abbiamo una delle protagoniste del cast del film di Paolo Virzì, l’adorabile Irene Vetere, che con il suo abito coloratissimo firmato Fendi e una scarpa molto semplice ma coordinata con l’intero outfit firmata Samuele Failli incanta tutti gli spettatori.

Un sorriso invidiabile quello della Vetere, tanto da far impazzire anche i fotografi che cercano in tutti i modi di catturare negli scatti il suo viso così adolescenziale ma che nasconde una maturità insita.

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Si chiude così anche questa edizione della passerella cinematografica italiana e straniera. Non ci resta che attendere le star che calcheranno il tappeto rosso il prossimo anno e sperare che il buongusto (e perché no, anche le stranezze) siano sempre al top.

 

Apre questo nono giorno di Festa del Cinema una inaspettata apparizione: lo stilista e imprenditore italiano Giorgio Armani, che si presenta sul tappeto rosso con il suo solito impeccabile charme e una eleganza degna del re indiscusso della moda italiana. Concede un sorriso ad ogni singolo fotografo, lasciando trasparire un leggero imbarazzo iniziale. Completo nero con cravatta perfettamente abbinata non lasciano spazio a nessun altro pensiero: la signorilità non si compra.

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A seguire sul Red Carpet troviamo Aurelio De Laurentis (produttore cinematografico e fondatore della Filmauro insieme al padre Luigi) che per la presentazione del suo nuovo film “La grande guerra” decide di indossare per l’occasione un raffinato completo organizzato nel minimo dettaglio: scarpa classica lucida, cravatta nera e la disponibilità che mai deve mancare in situazioni del genere.festival giorno 9 n 2festival giorno 9 n 3

Anche l’attrice Nathalie Rapti Gomez, si presenta con un look classico ma che mai sarà fuori luogo. Abito nero sopra al ginocchio con un vertiginoso spacco sul seno. Di certo la Gomez, anche grazie al suo viso un po' sbarazzino, ha incantato fotografi e non, mostrando che oltre alla bellezza c’è tanto altro.

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In conclusione di giornata un’affascinante Lucrezia Lante della Rovere, attrice molto acclamata in italia, che non opta per nessun abito vistoso.

La scelta ricade su un pantalone nero a palazzo e una liscia maglia pesante in coordinato con l’intero outfit.

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Una penultima passerella di Roma Cinema Fest aggraziata, fashion e ricca di grandi ospiti.

Arrivederci Roma

Ottobre 29

 

copertina

“Il vizio della speranza” film di Edoardo De Angelis, vince il premio del pubblico BNL. Ed è con questa premiazione che l’ edizione numero 13 della kermesse romana volge al termine. 266 proiezioni, 91 pellicole, 30 le nazioni che hanno visto ospitare i propri talenti, fattori che hanno portato la Festa del Cinema di Roma a campeggiare sulle prime pagine dei rotocalchi internazionali.

Al di là dei film in concorso, che hanno visto sfilare sul red carpet talenti nostrani e stranieri, molti sono stati gli ospiti internazionali a partire dalle splendide Cailee Spaney e Cate Blanchett che hanno inaugurato le passerelle per passare ad un simpaticissimo e brioso Michael Moore e all’elegantissima Isabelle Huppert, che nel corso delle varie giornate di festa hanno ceduto il posto ad un Martin Scorsese très charmant , ad una favolosa Sigourney Weaver ad un sempre fascinosiissimo Viggo Mortensen. Hanno chiuso i red Carpet i due fantastici interpreti della pellicola su Stanlio e Ollio, gli immensi John C. Reilly e Steve Coogan che con una semplicità disarmante hanno interpretato a favor di macchina fotografica le macchiette delle due icone della storica Hollywood in bianco e nero.

 

Icate blanchett

Oltre alle passeggiate sul red carpet però, questa Festa del Cinema è stata caratterizzata anche da altro, ad esempio Martin Scorsese ha fatto un dono a chi ha avuto la fortuna di esser presente all’ incontro ravvicinato, il noto regista infatti ha tenuto ben due lezioni di cinema della durata di un’ora e cosa si pò desiderare di più se non ricevere qualche dritta da un premio oscar della sua portata?

 

scorsese

 

Sua maestà Sigourney Weaver, che precisiamo, non era alla Festa del Cinema per promuovere un film è stata invece la destinataria oltre che dell’affetto dei fans italiani accorsi per acclamarla, di un  omaggio inaspettato e graditissimo, tanto da essersi commossa. Al suo arrivo di fronte al palco dei fotografi si è ritrovata di fronte niente di meno che i Ghostbusters,i quali tra un baciamano e un inchino hanno passato qualche istante indimenticabile insieme alla loro paladina, la quale, con un’eleganza fuori dal comune si è fatta fare qualche scatto in loro compagnia. C’è stato anche il momento serio però, durante il quale la Weaver ha parlato della mercificazione sessuale così “nomale” che aleggia nell’industria cinematografica e ha plaudito e lodato il movimento #MeeToo, che è riuscito a sovvertire un ordine di cose purtroppo diventato una prassi nell’ambiente cinematografico.

 

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Allegria  e vivacità, hanno caratterizzato la Festa, perchè diciamocelo, non è un festival nel senso più stretto del termine ma una vera e propria celebrazione della settima arte e degli interpreti che ci hanno fatto e ci fanno ancora sognare. Non a caso l’immagine simbolo di questa edizione è stata Peter Sellers che con la sua capacità camaleontica di interpretare qualsiasi ruolo ha rappresentato a pieno ciò che deve essere l’ attore, ovvero caratterizzare talmente tanto un soggetto da trasformarsi da uomo a personaggio.

Per giocare in casa invece l’organizzazione della Festa del Cinema ha messo in campo un fuoriclasse. Giuseppe Tornatore, Premio Oscar italiano ha incontrato il pubblico e ha svelato uno dei suoi segreti ovvero: “ Per realizzare un buon film, bisogna conoscere a fondo l’argomento che si tratta. Altrimenti si rischia di avere un film che sulla carta è perfetto ma che poi non funziona…” quindi parola d’ordine è studiare a fondo prima di portare sulle scene un argomento incompleto, un ottimo consiglio dato da chi per portare un film al cinema ci impiega qualche anno di duro lavoro, ma che alla fine vince gli Oscar.

Si conclude così la Festa del Cinema di Roma, che ha visto crescere l’interesse da parte del pubblico e della critica, che ha fatto appassionare i neofiti e ha fatto ricredere qualche scettico ma che soprattutto ha fatto rivivere la magia che solo la Capitale sa creare, coniugando il neorealismo pasoliniano e l’innovazione documentaristica, facendo coesistere il sogno Americano a quello Italico, il luogo in cui viene creato, celebrato e festeggiato il Cinema. La Festa rappresenta la devozione,la magnificazione e l’ossequio che questa città sa donare, esaltare ,porgere. Sarà forse per questo motivo che sempre più spesso i mostri sacri decidano di raccontare al mondo le loro storie preferendo girare tra i fasti o la modestia della Città Eterna?

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Immagini a cura di TripperPhotograph

Bodyguard, guardia del corpo.
No, non parleremo della magica love story tra Kevin Costner e Whitney Houston. Non imboccheremo il viale dei ricordi. Qui parliamo della nuova serie targata BBC con protagonista Richard Madden e sbarcata su Netflix lo scorso 24 ottobre.

Smessi gli sfortunati panni del primogenito Stark e lasciata Grande Inverno, l’attore scozzese qui interpreta David Budd, veterano dell’esercito e sergente di polizia, incaricato di proteggere il Segretario di Stato inglese, Julia Montague (Keeley Hawes). Oltre al disturbo da stress post-traumatico e alla separazione dalla moglie Vicky (Sophie Rundle), David dovrà fare i conti con la minaccia del terrorismo islamico e gli intrighi governativi, scoprendo che la politica è un campo minato ancor più subdolo di quelli che si trovano in guerra.

Bodyguard 02

I temi della serie si dimostrano subito come eterne piaghe della società, di qualsiasi società. La Londra in cui è ambientata la serie potrebbe essere qualsiasi città del mondo. Perciò Bodyguard è un prodotto affascinante, col giusto dosaggio di colpi di scena e suspense, che tiene incollato allo schermo lo spettatore nel desiderio spasmodico di capire la misteriosa situazione, prevedere le mosse, magari anche risolvere il caso.
Contribuiscono al successo della serie anche l’ottima interpretazione di tutto il cast e una sceneggiatura che con ottimo tempismo rimescola le carte in tavola, creando stupore e maggiore attrazione in chi guarda.
Un thriller politico che deve molto anche alla scelta di concentrare l’azione in soli sei episodi, anche se della durata media di un’ora ciascuno. Il ritmo è serrato, ma non frenetico.
Una maratona degli episodi è sicuramente un’ottima scelta.





Link alle foto: https://www.ign.com/articles/2018/10/28/netflixs-bodyguard-season-1-review
https://www.bbc.co.uk/programmes/b0bls8pr

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