The End.
Fine.
Sapevamo che questo giorno doveva arrivare. È arrivato. Eppure non è andata come previsto.
Di cosa parlo? Dell’ultima puntata dell’ultima stagione di Game of Thrones, la 8x06.
Compiendo una veloce ricognizione in rete risulta che l’ultimo episodio non abbia conquistato proprio tutti, anzi. Molti lo hanno ritenuto deludente quanto l’intera ultima stagione.

Questa, effettivamente, non è stata affatto tra le migliori, nonostante la durata da film degli episodi aveva inizialmente solleticato le attese di tutti e l’imminenza di dover affrontare situazioni problematiche preparate con sapienza da anni durante lo show. I pochi momenti di grande livello, degni di emozionare gli spettatori, sono probabilmente dovuti più all’indiscutibile bravura degli attori e a quanto detto e fatto dai loro personaggi in passato.
L’unica puntata che sembra elevarsi al di sopra delle altre è la 8x03, quella dello scontro con gli estranei, ma anch’essa non è riuscita ad evitarsi alcune critiche.

In particolare, cos’è andato storto? Beh, nel corso delle passate stagioni i personaggi hanno avuto uno sviluppo notevole, che li ha portati a crescere molto, che li ha spinti a cambiare, che li ha fatti maturare in modi perfettamente adatti al tipo di personaggio. In questa stagione, invece, si ha la sensazione che tutti – o quasi – compiano un’involuzione, ritornino a compiere errori che hanno già compiuto e che ora non dovrebbero più compiere. Anche le sopracitate situazioni problematiche predisposte nel corso degli anni con studiata sapienza vengono ora risolte nel modo più semplicistico possibile. Addio all’imprevedibilità, addio al doppio-gioco di alcuni, addio ai bruschi mutamenti di direzione.

Vogliamo parlare del finale? Parliamone. [SPOILER ALERT]
A ben vedere, si tratta di un lieto fine. Tutti sono dove vorrebbero essere. Tyrion al potere, Sansa regina del Nord (indipendente), Arya alla scoperta del mondo, Jon tra i Bruti e le terre selvagge. In più quella cattivona di Daenerys è morta (tralasciando il fatto che si è potuta evolvere a villain solo perché impazzita ed è arrivata dove è arrivata solo per i draghi, dato che poi ha una personalità e una capacità decisionale pari allo zero).
Parliamo dei personaggi principali, ovviamente, ma ci sarebbero anche i secondari. Si, perché nella serie in cui morivano 3 persone ad ogni respiro, paradossalmente, nel finale sono vivi in tantissimi!

La sensazione confusa che il pubblico prova è un misto di delusione e amarezza dovuto al fatto che la serie, in un’unica stagione, si è snaturata. Ha fatto proprio una brutta fine, insomma.
Che tutto ciò sia dovuto al mancato supporto dei meravigliosi libri di quella mente geniale di George R. R. Martin? Che sia dovuto alla fretta di porre fine alla serie?
Beh, l’unica cosa che conta è che, vista l’ultima stagione, Game of Thrones non ci mancherà poi così tanto.




Link alla foto: https://www.sololibri.net/Game-of-Thrones-8x6-streaming-finale.html

Chiunque sia nato negli anni ’90 ha passato l’inizio della decade successiva a vedere i Pokemon. Inutile provare a mentire.
Eppure i “mostriciattoli” nati dalla mente di Satoshi Tajiri continuano ad avere successo e stanno segnando più di una generazione. Dal Game Boy, infatti, i Pokemon sono facilmente passati alle moderne console e hanno fatto la loro comparsa anche sui nostri smartphone non molto tempo fa – ricordate l’app “Pokemon Go” che faceva sembrare tutti dei matti per strada? Ecco.

Tornano pure sul grande schermo, con Pokemon: Detective Pikachu, uscito nelle sale lo scorso 9 maggio.
Diretto da Rob Letterman, il film si ispira all’omonimo videogame del 2016 e vede come quasi assoluto protagonista il famosissimo Pikachu. Infatti, solo lui mostra delle vere e proprie interazioni, mentre gli altri innumerevoli Pokemon, pur notevolmente presenti in ogni inquadratura, sono relegati sullo sfondo. Manca anche lo storico Ash Ketchum, qui “sostituito” da Tim Goodman (Justice Smith), che accompagnerà il roditore elettrico nella risoluzione di un caso poliziesco.

Rivolto ad un pubblico di bambini, il film affronta temi quali il rapporto padre-figlio, la lealtà nell’amicizia, il rispetto della diversità e la negatività del cinismo degli adulti. C’è anche un lieve accenno al rispetto del pianeta. Tuttavia, l’ironia del film coinvolge grandi e piccini, e una sottile vena di sarcasmo mira dritta al divertimento degli adulti. Molto si deve alla voce di Pikachu, che in lingua originale appartiene a Ryan Reynolds (in italiano è di Francesco Venditti).

Con un incasso di oltre 175 milioni di dollari, al momento, il film sembra inscriversi sulla scia di Avengers: Endgame e pare si sia già deciso per un sequel.



Link alla foto: https://sito.libero.it/streaming/2019/05/10/pokemon-detective-pikachu/

Cosa spinge due persone a divenire amiche? Avere le stesse passioni, condividere i propri hobby, magari anche odiare una stessa persona – qui le ragazze potranno capire.
Può la morte unire due persone? Si. Ed è ciò che dà il via a Dead to me, serie televisiva inserita nel catalogo Netflix lo scorso 3 maggio.

Dieci episodi da circa mezz’ora l’uno in cui, a suon di segreti e rivelazioni, suspense e colpi di scena, si snoda la nascita e lo sviluppo dell’amicizia tra la vedova Jen (Christina Applegate) e l’eccentrica Judy (Linda Cardellini).

[SPOILER ALERT]

Si tratta di un buon prodotto televisivo, con un’ottima interpretazione di tutto il cast, un’ottima fotografia, ma che forse sfiora l’eccesso per quanto riguarda proprio i colpi di scena: ce ne sono così tanti, in ogni puntata, che il confine con la soap opera è abbastanza sottile. Se nei primi episodi lo spettatore non può che restare intrigato da ciò che vede, a lungo andare si finisce per non stupirsi più ad ogni – già prevista – rivelazione “sconvolgente”.
Forse ciò dipende anche dal tipo di fruizione: una maratona, seppur suggerita dalla brevità degli episodi, forse non è l’ideale.




Link alla foto: https://www.optimagazine.com/2019/05/09/recensione-dead-to-me-su-netflix-una-trama-noiosa-e-superficiale-affossa-la-comedy-non-comedy-con-christina-applegate/1456507

 

 

 

In questi giorni il “capitano” Salvini ha trovato nuovi nemici da estirpare: i negozi di cannabis light legali.

Probabilmente si muove in questa direzione perché questa piantina è mal vista dalle grandi lobbies da cui il vicepremier non vuole o non può prendere le distanze. Per chi non lo sapesse la canapa è il maiale del regno vegetale: non si butta mai niente.

Da essa si ricavano una miriade di prodotti ad un bassissimo costo economico ed ambientale.

 

L'uso straordinaria di questa pianta era già noto ai Fenici che, dopo averla lavorata, la trasformavano in tessuto utile per le vele delle navi, ma anche nel Medioevo la cellulosa di canapa veniva utilizzata dalle stamperie che la usavano per ricavarne carta per i loro libri.

Beppe Grillo, in uno dei suoi vecchi spettacoli, ricordava che Henry Ford stava per brevettare la Hemp Body Car, realizzata con fibra di canapa e alimentata con etanolo di canapa, ma nelle alte sfere americane, forse per questo motivo, si decise di bandire la pianta con il Marijuana Tax Act e proibirne il commercio e la coltivazione in tutto il territorio degli Stati Uniti. Infatti si paventava un pericolo per il nascente settore petrolchimico e per l'industria pesante che non volevano rivali che ostacolassero le loro produzioni.

Ebbe inizio una campagna mondiale di demonizzazione contro i cannabinoli, visti come il male assoluto e come anticamera di sostanze pericolose: eroina e cocaina.

 

Dal punto di vista farmaceuticoicannabinoli non sono droghe psicotrope, ma farmaci  farmaci  in grado di alleviare numerose patologie, quali ad esempio la spasticità correlata alla sclerosi multipla, il dolore di tipo neuropatico ed emicranico e alcune forme di epilessia farmaco-resistente.

Ricerche scientifiche hanno rilevato che l'uso medico della cannabis può essere usato come stimolante dell’appetito per i malati di HIV e come antidolorifico per i malati terminali. Queste proprietà benefiche della cannabis sono state riscontrate sia nella resina della pianta che nell’olio ricavato dai semi.

In Italia, grazie alla legge 242 del 2016, votata anche con il contributo della Lega, fu stabilito che era possibile coltivare e commercializzare canapa e i suoi derivati a patto che questi contenessero THC inferiore allo 0,6%, quindi un livello bassissimo di principio attivo, con il quale sarebbe risultato impossibile "sballarsi". Adesso il vicepremier ha rinnegato questa legge e, nonostante la Cassazione abbia ribadito la sua validità, ha espresso la volontà che i negozi di cannabis light chiudano. Ci si chiede come sia possibile che in un periodo di forte crisi come quello odierno si pensi di tornare al passato e chiudere un settore che per diecimila persone rappresenta una fonte legale di reddito. In attesa di un dietrofront da parte dei vertici politici ci auguriamo che la vicenda sia al centro di prossimi dibattiti. 

 

 

la foto per l'articolo è stata presa dal seguente link:

https://www.corriere.it/cronache/19_maggio_09/salvini-contro-cannabis-light-ma-si-puo-fare-cosa-dice-legge-cassazione-adf756fe-724d-11e9-861b-d938f88a2d19.shtml?refresh_ce-cp

Non esiste solo Pablo Escobar.

Negli ultimi tempi il cinema e la tv di tutto il mondo non possono resistere al fascino della vita criminale e, infatti, non si contano gli adattamenti per il piccolo e grande schermo della vita di Pablo Escobar e company.

L’Italia non poteva tirarsi indietro ed ecco che lo scorso 19 aprile è stato aggiunto al catalogo Netflix il film Lo spietato.
Diretto da Renato De Maria e tratto dal libro Gangster calibro 9 di Pietro Colaprico, il film ripercorre l’ascesa nel mondo della criminalità compiuta da Saverio Morabito, nel film chiamato Santo Russo e interpretato da un validissimo Riccardo Scamarcio.

Il film inizia col mostrare la problematica giovinezza del protagonista, trasferitosi da una povera e mafiosa Calabria nella periferia di una Milano snob e dura con gli immigrati meridionali, ma ricca di opportunità, non sempre pulite. Qui Santo/Saverio non riesce ad imporsi in modo onesto, ma solo collaborando con la criminalità. Segue poi un’escalation di violenza e illegalità, che porteranno il protagonista ad occuparsi di rapimenti e sequestri, ma anche di subappalti, droga e raggiri automobilistici.

Nonostante l’abilità di Scamarcio e del resto del cast, il film è penalizzato dalla totale assenza di approfondimento psicologico. Ciò rende la pellicola una sorta di elenco di fatti, senza che questi vengano motivati, esplicati e dunque valorizzati. Risulta impossibile la “conquista” emotiva dello spettatore.

Vedremo cosa ci riserverà il futuro, dato che – purtroppo – di simili personaggi loschi l’Italia è piena.




Link alla foto: https://www.smartworld.it/streaming/recensione-lo-spietato-netflix.html

Non è oro tutto ciò che luccica.

Siamo nella ricca ed avanzata Svezia, nel quartiere più in di Stoccolma, Djursholm. Nella scuola locale l’ultimo anno di alcuni studenti si trasforma in un incubo indimenticabile.
Tutto ha inizio con l’arresto di Maja, accusata di duplice omicidio ed istigazione all’omidicio.

Quicksand è una serie tv svedese tratta dall’omonimo romanzo di Malin Persson Giolito (edito in Italia da Salani Editore col titolo Sabbie mobili) e inserita nel catalogo Netflix il 5 aprile scorso.
Sei episodi altamente concentrati, dal ritmo in realtà serrato, nonostante la patina di “glaciale lentezza nordica” da cui è ricoperto.

Il tutto ruota intorno alla ricostruzione dei fatti, richiesta dal processo che muove il tutto. Passo dopo passo, lo spettatore, quasi investito della carica di detective, ripercorre gli eventi dell’ultimo anno di liceo di Maja & friends tramite dei flashback, il cui dosaggio è più che studiato per creare aspettative, suspense e colpi di scena.
Colpi di scena sì perché niente è come sembra, tutto è passibile di interpretazioni e reinterpretazioni in Quicksand, nella cui realtà l’apparenza è oltremodo ingannevole.

Una serie che si adatta benissimo ad una maratona, ma che soprattutto suscita nello spettatore tanti dubbi e quesiti, toccando essa temi molto forti: dalla fragilità degli adolescenti all’importanza della famiglia e dei genitori, dall’abuso di droga alla violenza sulle donne (e non solo).
Ciò che Quicksand intende fortemente trasmettere, a modesto parere di chi vi parla, è che bisogna stare attenti ai segnali di aiuto che ci inviano le persone che ci stanno attorno. Talvolta una tragedia può essere evitata.




Link alla foto: https://cinema.icrewplay.com/abbiamo-visto-per-voi-quicksand/

Durante la manifestazione, la casa editrice ha annunciato tutte le novità dei prossimi mesi dinanzi solo a 30 lettori, scelti tramite i propri profili social, con i quali hanno salutato l’ultimo numero della serie Tokyo Ghoul:re. Georgia Cocchi Pontalti (Marketing Manager) eJacopo Costa Buranelli (Literary Director di Edizioni BD e J-POP Manga)  hanno intrattenuto i loro ospiti con caffè, torte e cupcakes a forma di cervelli e occhi sanguinanti. Dinanzi a tutti i presenti sono stati annunciati con gran clamore i primi due annunci:

Tokyo Ghoul Past e Tokyo Ghoul:re Quest, prequel della serie manga, che ci mostra l’arrivo del ghoul, mostro che si nutre della carne umana. La terza e la quarta light novel della saga, scritte da Shin Towada e tratte dalle famose serie manga di Sui Ishida.

tokyo ghoul past

Tokyo Ghoul re quest

Jigokuraku – Hell’s Paradisedi Yuji Kaku. Gabimaru è un ex assassino, ogni giorno la sua vita è in bilico tra la vita e la morte. Ma un giorno incontra Beheader, anche lei assassina, che gli darà una nuova speranza con una proposta allettante. Ad oggi sono stati pubblicati in Giappone 5 volumi.

jigokuraku

Yakedo shojodi KantetsuYuu Satomi. Kaname Aizawa vive una vita difficile e complicata. Le cose a poco iniziano a cambiare dopo l’incontro con una ragazza, Shiina Hinami e il giorno in cui legge il suo diario ed entra in contatto con il lato oscuro della ragazza. La serie è composta da 4 volumi.

Yakedo shojo

Kaitotte moratteun giovane con poche speranze per il futuro viene a conoscenza di un negozio strano, in cui le persone possono cedere una parte della propria salute e tempo per ottenere in cambio del denaro. Il ragazzo ottiene in cambio della propria vita circa 300.000 yen da poter spendere e verrà affiancato da una “osservatrice” del negozio, in modo tale che non possa compiere atti sconsiderati. Il box completo è composto da 3 volumi di Sugaru Miaki e Shouichi Taguchi.

Kaitotte moratte

Il club delle esplosionidi Aoisei e Anajiro. A tre anni dalla scomparsa di uno studente che si è fatto esplodere nella sua classe, i sette studenti sopravvissuti a quella tragedia hanno deciso di riunirsi e di indagare su chi possa aver dato l’esplosivo al loro compagno di scuola. Inizia così una ricerca che porterà ad una verità sconcertante. La serie attualmente è composta da 3 volumi.

Il club delle esplosioni

Persona 5di Atlus e Hisato Murasaki. Il manga è il rifacimento dell’omonimo videogioco di Atlus, che ha ottenuto un grande successo nel 2018. Già adattato in un anime prodotto dallo studio CloverWorks, composto da 4 volumi.

Persona 5

I fiori del maledi Kazuo Kamimura. Il sadico proprietario di una scuola di ikebana addestra giovani ragazze a diventare giocattoli sessuali per lui ed i suoi amici. Opera carica di grande eorismo. Volume unico del maestro Kamimura.

I fiori del male

Pandora’s Choice di YudoriI tratti somatici di Pandora, ereditati dalla madre, la rendono un bersaglio per maldicenze e cattiverie. Il carattere esuberante e il rapporto con un padre dedito al alcool, le renderanno una sorta di mina vagante nell’alta borghesia americana. Manhwa (manga) coreano composto al momento da circa 37 capitoli.

Pandoras Choice

La regina d’Egitto– Aoi Horus no hitomi diChie Inudou. L’Egitto si appresta a celebrare le nozze tra la giovane Hatsheput e il suo fratellastro Sethi. Dietro la sembianze di moglie perfetta, ella aspira ad essere regina non in quanto sposa. Si tratta di un manga seinen storico ad oggi composto da 6 volumi.

regina degitto-min

Gogo Monster, Yuki Tachibana è uno studente cinvinto che il quanrto piano della sua scuola sia la casa di creature soprannaturali che soltanto alcuni bambini sono in grado di vedere. Quasi tutti i bambini deridono Yuki, perché lo reputano un pazzo. Quindi le sue uniche interazioni sono con il custode della scuola ed il nuovo studente e compagno di banco, Makoto Suzuki. volume unico di Taiyo Matsumoto.

Gogo Monster

 

Akebi-chan no sailor fuku di Hiro. Akebi Komichi vuole fare di tutto per realizzare il suo sogno, indossare l’uniforme della prestigiosa scuola privata Roubai. Avrà così inizio la sua nuova vita tra scorci di campagna e il lento scorrere del tempo. Slice of life composto attualmente da 4 volumi.

Akebi-chan no sailor fuku

World’s End Harem di Link e Kotaro Shouno. Uno strano virus stermina l’intera popolazione maschile, tranne pochi soggetti, tenuti al riparo in capsule criogeniche durante l’epidemia. A loro è stato affidato il compito di ripopolare la terra.

Worlds End Harem

 

Link alle immagini: https://www.animeclick.it/news/80576-comicon-2019-gli-annunci-j-pop  -  https://www.amazon.it/Tokyo-Ghoul-Past-Shin-Towada/dp/1421591774  -  https://www.amazon.it/Tokyo-Ghoul-Past-Shin-Towada/dp/1421591774  - https://myanimelist.net/manga/112318/Jigokuraku/pics -manga-digitally/.131714  -  https://www.animeclick.it/manga/23505/yakedo-shoujo  -  https://www.pinterest.it/pin/798263102679970901/?lp=true  -  https://www.animeclick.it/manga/27471/kyoushitsu-jibaku-club  -  https://www.amazon.it/Persona5-S-T-Game-Music/dp/B01N1HXZLI  -  https://www.animeclick.it/manga/27475/aku-no-hana-kazuo-kamimura  -  https://www.anime-planet.com/manga/pandoras-choice  -  https://www.j-pop.it/blog/415-le-novita-annunciate-al-napoli-comicon-2019  -  https://www.amazon.it/Gogo-Monster-1-Taiyo-Matsumoto/dp/1421532093  -  https://mangadex.org/title/20776/akebi-chan-no-sailor-fuku  -  https://mangapark.net/manga/world-s-end-harem

Continuiamo con la seconda parte dei titoli annunciati dalla Planet Manga al Comicon 2019.

 

Mad Chimera World

Mad Chimera World di Seishi Kishimoto. Serie completa composta da 4 volumi, sarà disponibile in tutte le librerie e fumetterie a partire da ottobre.

 

Hinowa ga yuku

Hinowa ga yuku! di Takahiro eStrelka. Si tratta di uno spin-off di Akame ga Kill!, attualmente composto da 3 volumi. Sarà disponibile in tutte le librerie e fumetterie a partire da ottobre.

Aposimz

Aposimz la nuova serie di Tsutomu Nihei composta da 4 volumi. Sarà disponibile in tutte le librerie e fumetterie a partire da ottobre.

Attack on Titan Anthology

Attack on Titan Anthology di Hajime Isayama, AA.VV. Volume colossale che raccoglie tante storie originali sull’opera del sensei Isayama realizzate da autori occidentali. Sarà disponibile in tutte le fumetterie e librerie da ottobre.

Marry Grave

Marry Grave di Hidenori Yamaji. Al momento sono stati pubblicati 5 volumi, che sarà disponibile in tutte le librerie e fumetterie a partire da novembre.

Jujutsu kaisen

Jujutsu kaisen di Gege Akutami Sono stati pubblicati 5 volumi in Giappone, sarà disponibile in tutte le librerie e fumetterie partire da novembre.

 

Gigant

Gigant , nuova serie di Hiroya Oku. Sarà disponibile in tutte le librerie e fumetterie a partire da novembre.

 

Limmortale

L’immortale di Hiroaki Samura, edizione kanzenban. Sarà disponibile in tutte le librerie e fumetterie a partire da settembre.

 

 

Fonte: https://www.animeclick.it/news/80575-comicon-2019-gli-annunci-planet-manga?fbclid=IwAR3GRfuPgiHn3G7cRO4QRgHFP6Dx4R-05lPu4yHOiLHalvYeK-AbbxbbFCE

 

Link alle immagini: https://www.animeclick.it/news/80575-comicon-2019-gli-annunci-planet-manga  - https://mangadex.org/title/22664/mad-chimera-world  -  https://akamegakill.fandom.com/wiki/Chapter_5_(Hinowa_ga_Yuku!)  -  https://www.comixology.eu/APOSIMZ-2/digital-comic/494969  -  https://kodanshacomics.com/series/attack-titan-anthology/  -  https://www.mangatown.com/manga/marry_grave/c014/  -  http://www.mangainn.net/jujutsu-kaisenhttp://www.mangainn.net/jujutsu-kaisen  -  http://mangaseeonline.us/read-online/Gigant-chapter-1-page-1.htmlhttp://mangaseeonline.us/read-online/Gigant-chapter-1-page-1.html  -  https://mangapedia.fandom.com/it/wiki/L%27Immortale

Bye Bye Woodstock

Maggio 04

Qualche giorno fa, sulle grandi testate musicali, è apparsa la notizia che Woodstock 2019, evento pensato per far rivivereil megaconcertone nel circuito automobilistico di Watkins Glen per celebrarne così il 50ennale, veniva cancellato dagli stessi organizzatori.

Tutto sembrava pronto: le prime locandinesul Web, la vendita dei biglietti, location mozzafiato, artisti che avevano dato la propria disponibilità, come i “veterani” Santana e Fogerty, o come le “nuove leve” come Jay-Z, e Miley Cyrus. Ma qualcosa è andato storto, probabilmente non si era tenuto conto della difficoltà da affrontare per ottenere i permessi per la manifestazione prevista quest’estate.

 

C’è stato rammarico da parte dei “meno giovani” perché il concerto di Woodstock fu il momento culminante di quella summer of love iniziata a San Francisco, quando si desiderava fortemente un mondo più equo e più solidale, dove potessero realizzarsi pienamente diritti sociali e civili. Questa poteva essere l’occasione giusta per passare il testimone alla nuova generazione e continuare la missione iniziata dagli attuali 60enni e 70enni.

La musica dell’epoca fu il megafono che i giovani adoperarono per sottolineare non solo l’esistente conflitto generazionale, ma soprattutto per opporsi, mettendo anche fiori nei cannoni, ai tanti sanguinosi conflitti esistenti.

 

Per questo motivo, verso la fine degli anni ’60, spuntarono come funghi (allucinogeni direbbe qualcuno), festival musicali come quelli di Monterey e Woodstock, che videro esibirsi artisti del calibro di Hendrix e di Cocker, giusto per citarne due, le cui esibizioni, diventate cult, appartengono a pieno diritto alla nostra memoria collettiva.

Ma oggi avrebbe avuto senso una manifestazione del genere? Sarebbe stata solo una festa per la musica. Una festa di compleanno dove gli invitati, in regalo, non avrebbero portato pari ideali, pari voglia di cambiamento, pari entusiasmo di una volta.

Quando si pensa a Woodstock, è meglio pensare solo quello originale!

 

foto di copertina presa da Wikimedia 

Gomorra 4: finale shock!

Maggio 04

Si è conclusa ieri sera la quarta stagione di Gomorra, con due episodi all’insegna dei colpi di scena.
Una stagione che potremmo dire all’insegna dei cambiamenti e delle deviazioni dal piano originale di ciascuno dei personaggi: nessuno dei protagonisti, infatti, riesce a conseguire i propri obiettivi ed è costantemente costretto a rivedere le proprie mosse.

Su tutti spiccano Genny e Patrizia. Il primo cerca di uscire dal mondo criminale in cui è nato e che, in realtà, è parte integrante, se non fondante, di lui; la seconda vorrebbe avere il controllo su tutti e tutto, vorrebbe poter eccellere in tutto – nel business, nel matrimonio, nella maternità – ma la vita non funziona così. È una parabola a descrivere l’evoluzione di questi due personaggi, i quali però si illudono di poter evitare la fase calante. Dunque, Genny si ritrova inevitabilmente a fare il boss, mentre Patrizia, venuta dal nulla, nel nulla ritorna.

Gomorra 4 02

Il finale della quarta stagione di Gomorra, quindi, sa di ritorno alle origini, con un Savastano nuovamente al comando e la guerra tra clan in pieno svolgimento – e tanti saluti alla famosa alleanza.
Ciò che la differenzia dalle stagioni precedenti è la visione totalmente antieroica della criminalità organizzata. In passato, la serie prodotta da Sky è stata spesso accusata di elogiare l’illegalità, mostrando in una veste gloriosa la vita dei boss, fatta di denaro e potere. Questa quarta stagione, invece, mostra il vero volto dei camorristi, la cui esistenza è fatta di incertezza e di tradimenti e omicidi meschini e vili.

Un ritorno alle origini si verifica anche per quanto riguarda gli aspetti tecnici: questa stagione, infatti, affascina e conquista – soprattutto negli ultimi episodi, non tanto nei primi – proprio come un tempo fecero le prime due stagioni (la terza invece era stata poco apprezzata da molti). Quindi regia, scenografia e sceneggiatura sono di alto livello.

Impossibile, parlando di ritorni, non menzionare l’ultimissima scena dell’ultimo episodio, in cui rivediamo un amatissimo personaggio, scomparso alla fine della terza stagione: Ciro Di Marzio, l’Immortale. Lo vediamo nuovamente sprofondare nel mare, mentre possiamo ascoltare alcune delle sue battute più memorabili. Alla fine, ecco una scritta che fa sobbalzare sul divano: “L’Immortale – Il film. A Natale al cinema”.
La prima reazione è di pensare ad uno scherzo. Ma in Gomorra c’è poco da ridere. Si tratta dunque di un annuncio decisamente improvviso e inaspettato, in quanto nulla era trapelato finora.
L’unica cosa che possiamo dire è che staremo a vedere!




Link alle foto: https://it.blastingnews.com/tv-gossip/2019/05/gomorra-4-il-finale-chi-e-o-maestrale-per-una-teoria-fantasiosa-e-fru-dei-the-jackal-002905449.html
https://www.leggo.it/spettacoli/televisione/gomorra_4_anticipazioni_finale-4464696.html

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