In arrivo il documentario sullo studio di registrazione di Abbey Road

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Abolizione del numero chiuse nelle università: è davvero possibile?

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In arrivo il documentario sullo studio di registrazione di Abbey Road
Settembre 25
La fotografa Mary McCartney, primogenita dell’arcinoto beatle Paul, ha annunciato, tramite social, l’arrivo di un documentario da lei diretto, “If These Walls Could Sing”, sull’ altrettanto arcinoto studio di registrazione di Abbey Road, che sarà pubblicato prossimamente sulla piattaforma online Disney +.   Questo suo lavoro è stato sicuramente un regalo sia per i fans che da più di cinquanta anni cercano di emulare lo scatto fotografico della celebre copertina di Abbey Road sulle omonime strisce pedonali, me compreso, sia per quelli che non hanno mai avuto la possibilità di vistare gli Studios all’interno e discoprire tutti i suoi tesori come il celebre piano Mrs Mills.   Miss McCartney ha dichiarato, in un post su Facebook, che il documentario in questione non sarà il solito e noiosissimo lungometraggio “storico-didascalico” su un luogo conosciuto da tutti come la base operativa dei Beatles, dove è stato inciso il 90% del loro repertorio discografico, ma sarà una sorta di lettera d’amore destinata ai più giovani, poiché buona parte della storia della musica è passata proprio lì, negli ex EMI Studios di Londra, un edificio innalzato quasi alla sacralità che ha portato molti artisti a lasciare la loro traccia con registrazioni ed eventi live nei 3 studi principali. Ricordarli tutti sarebbe impossibile, ma vengono alla mente i Pink Floyd, David Bowie, i Queen e gli Oasis.    Addirittura molte case di Hollywood hanno registrato nel sito londinese le loro colonne sonore, occupando, soprattutto negli anni ’80, lo Studio 1 dove sono state salvate su disco alcune delle più importanti soundrack del grande schermo, come ad esempio I predatori dell’arca perduta, Rambo, Aliens e Highlander.   Mary non ha voluto anticipsare niente su cosa verrà mostrato nel documentario, ma ha soltanto detto che molti musicisti, produttori e ingegneri del suono hanno voluto condividere attraverso quest’operazione le loro memorie. La lista dei nomi illustri, circolata in rete, è provvisoria, ma oltre a papà Paul, verranno intervistati Jimmy Page, Kate Bush, Noel Gallagher, John Williams, Celeste, Elton John, Giles Martin, Shirley Bassey, Liam Gallagher, e i membri in vita dei Pink Floyd.   Non vediamo l’ora di poterlo vedere.           link all'immagine : https://it.wikipedia.org/wiki/Abbey_Road_Studios#/media/File:Abbey_Rd_Studios.jpg
Abolizione del numero chiuse nelle università: è davvero possibile?
Settembre 22
La possibilità di abolire il numero chiuso nelle università italiane è un tema molto discusso. Il Presidente francese Emmanuel Macron, per esempio, ha deciso di inserire in tutte le facoltà francesi il test d’ammissione. In Italia questo è ancora argomento di discussione, considerata la difficoltà per entrare in molti corsi di laurea. In Italia, a livello nazionale esistono corsi di studio obbligatoriamente a numero programmato per i quali test di ammissione sono gestiti direttamente dal MIUR. Questi sono Medicina e chirurgia, Odontoiatria, Veterinaria, Farmacia e CTF, Scienze della formazione primaria, Professioni sanitarie e Architettura. A livello locale, invece, ogni ateneo può autonomamente stabilire un limite di posti disponibili per corsi di studio, prevedendo le relative prove di ammissione.   È importante, inoltre, introdurre anche la differenza tra il test d’ingresso e quello di verifica delle competenze. Nel primo caso il test deciderà se è possibile accedere o meno ad una facoltà, nel secondo andrà a verificare solo se è presente qualche problema in alcune materie. In effetti, un test ben elaborato che verifichi le competenze dello studente intenzionato ad iniziare un percorso universitario, potrebbe essere molto utile perché non limita l’iscrizione ma potrebbe andare a colmare le lacune presenti nel percorso di studi. Nonostante ciò, secondo il ministro dell’università e della ricerca Maria Cristina Messa non abbiamo le forze per riuscire a formare tutti dunque è necessaria una selezione.   Riguardo le prove d’ingresso per l’ammissione ai corsi di laurea sia studenti che istituzioni hanno diverse opinioni. I test d’ingresso previsti per le facoltà universitarie a numero chiuso mettono sicuramente a dura prova gli studenti che lottano per l’ammissione. Le università, d’altro canto, considerano queste prove dei mezzi necessari per selezionare un numero di studenti a cui sarà garantito un percorso di studi completo e ottimale. Nelle facoltà a numero aperto, di solito, il numero di iscritti è molto alto proprio per il libero accesso senza test vincolante. Nei grandi atenei, però, molto spesso questo causa una grande disorganizzazione e il tasso di abbandono è molto più alto rispetto alle facoltà a numero chiuso. Il test a numero programmato nella maggior parte dei casi, invece, aumenta la competitività e costringe molti ragazzi a ripiegare su qualcos’altro o ad andare via. Nonostante ciò il numero chiuso garantisce classi più piccole e una qualità migliore dell’insegnamento rispetto al numero aperto.   Sebbene si potrebbero trovare alternative al test obbligatorio per l’ammissione, In Italia in alcuni casi sembra essere necessario. Ci si è resi conto che l’università italiana, per garantire una formazione adeguata in alcuni insegnamenti, ha bisogno di avere numeri che siano compatibili con le potenzialità di strutture e Atenei. Questo significa che, per valutare la possibilità di aumentare il numero degli studenti che annualmente entra nelle università a numero chiuso, si dovrebbero modificare molti parametri. Bisognerebbe soprattutto fare un investimento in docenti e avere un finanziamento ministeriale. Sarebbe quindi necessaria l’assunzione di più insegnanti e la messa a disposizione di nuovi spazi in cui organizzare la didattica. Per rendere l’università accessibile a tutti, combattere la carenza di laureati (il nostro paese è penultimo in Europa per percentuale di laureati) e per rispettare il diritto allo studio, si potrebbe valutare l’abolizione dei test a numero programmato per accedere all’università ma solo se questa iniziativa sarà adeguatamente supportata.                 Link alla foto: https://images.fidhouse.com/fidelitynews/wp-content/uploads/2018/10/a88e87_f676d3f62e514cc48975cf2d4cb06ba0_mv2-640x334.jpg?w=580
Flat Tax: chi la propone e quali cambiamenti comporterebbe in Italia
Settembre 22
La flat tax è tornata protagonista delle proposte di riforma in materia fiscale, in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. La flat tax o letteralmente “tassa piatta” prevede un’aliquota unica che appiattisce la progressività dell’imposta dovuta. Si tratta di un modello di tassazione che nel corso dell’ultima legislatura è stata riproposta dalla Lega. Attuata in parte, ma mai partita davvero per i redditi fino a 100.000 €, prevedeva un’introduzione graduale della tassazione piatta con una Fase 2 in cui dare vita a una tassa unica del 15 per cento rivolta alle famiglie e una Fase 3 per tutti i contribuenti, senza alcun vincolo. Una delle grandi questioni sulla quale ci si interroga da anni e con maggiore insistenza è se all’Italia serva davvero la flat tax oppure se converrebbe partire dal ridurre la tassazione progressiva IRPEF sui redditi da lavoro.   La flat tax ha sicuramente fatto molto discutere in questa campagna elettorale. La proposta ufficiale del programma presentato dalla coalizione di centrodestra parla di flat tax incrementale ossia piatta. Questa sarebbe dunque uguale per tutti, solo su quella parte di reddito in più rispetto all’anno precedente e varrebbe solo per le partite IVA fino a 100.000 €. Chi è a favore della flat tax sostiene che questa avrebbe un impatto positivo sull’evasione fiscale. Chi è contrario, invece, fa notare che questa sarebbe un vantaggio solo per i più ricchi ma comporterebbe meno risorse per finanziare i servizi pubblici come sanità e istruzione. Questo significa che il welfare avrebbe meno risorse per finanziare questi servizi che sono importanti soprattutto per i meno ricchi.   Se alle elezioni del 25 settembre il partito di centrodestra prenderà la maggioranza dei voti, dunque, ci saranno molte modifiche di tassazione. Al posto delle attuali cinque aliquote IRPEF e dei cinque scaglioni di reddito, il centrodestra mira ad introdurre un’aliquota unica. Quella della Lega è la proposta più estrema che prevede la flat tax al 15 per cento per tutti, persone fisiche e società. Resterebbe invariato il sistema di esenzione totale per i redditi più bassi. Per ora la no tax area vale per i redditi fino a 7.000 €. Secondo la proposta di Forza Italia, invece, la flat tax dovrebbe essere al 23 per cento, con un’esenzione fiscale per i redditi fino a 12.000 € e, anche in questo caso, con sistemi di detrazioni e deduzioni per famiglie e redditi bassi. Secondo i fautori della proposta, questa ridurrebbe la pressione fiscale per le famiglie e per le imprese, contrasterebbe l’evasione fiscale e semplificherebbe il sistema con la razionalizzazione delle attuali detrazioni. Nonostante ciò, molti in Italia credono che la flat tax porterebbe per lo più svantaggi. Questa comporterebbe minori entrate per lo Stato ma anche il rischio di avvantaggiare i più ricchi e, quindi, di introdurre una legge ad alto rischio incostituzionalità.             Link alla foto: https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/07/flat-tax-1.jpg
Bereal: la nuova applicazione che mostra gli utenti senza filtri
Settembre 22
BeReal è un’applicazione nata nel 2020 in Francia con lo slogan “Your friends for Real” che in Italia ha iniziato a far parlare di sé solo ad inizio 2022. A gennaio è stato registrato il suo primo milione di download e ad agosto ha superato i 20 milioni. Il dato più significativo è quello dei recenti utenti giornalieri che secondo i dati forniti dall’azienda sarebbero 10 milioni, in forte crescita rispetto ai due milioni di inizio anno.   Questo social funziona in maniera molto semplice: dopo essersi registrati e aver impostato le informazioni del proprio profilo, si è pronti a costruire la propria rete di amici scegliendo tra quelli in rubrica. Subito dopo l’app chiederà all’utente di scattare la prima foto nel tempo massimo di due minuti. La foto può essere scattata anche successivamente, ma il ritardo verrà segnalato accanto alla foto pubblicata, quasi come un marchio di non completa autenticità. Gli utenti ricevono una notifica al giorno in orari sempre diversi con un invito; scattarsi una foto usando la fotocamera interna del cellulare e un’altra contemporaneamente con quella esterna.   Nelle ultime settimane questa applicazione sta riscuotendo sempre più successo come l’anti-Instagram, perché invita gli utenti ad essere loro stessi, senza filtri. Questo nuovo trend ha fatto proprio dell’autenticità il suo cavallo di battaglia. Molti, stanchi di mostrare e vedere online sempre e solo la parte migliore di sé e degli altri, lo usano per dare spazio all’imprevisto, alla sorpresa, al reale. In questo modo ognuno si presenta con le proprie imperfezioni, struccato, stanco, al lavoro, in palestra. Chi sceglie questo social sembra puntare all’indipendenza dalla perfezione e dal giudizio degli altri. Su questo social non esistono né follower né like, non esistono filtri per ritoccare le foto. Bereal vuole rispecchiare una dimensione più quotidiana, autentica e soprattutto non assorbe il tempo della propria giornata in maniera ossessiva. Infatti, si usa solo per pochi minuti al giorno e in quei pochi minuti è importante mostrare la propria autenticità.   Non possiamo sapere quanto durerà questa novità e se avrà un futuro ma di sicuro mostra un’esigenza di tanti ossia quella di tornare alle origini con meno contenuti artificiali e competitivi e più verità. Di sicuro, però, l’esplosione di questa nuova app ha inevitabilmente allarmato altri social come Instagram e Tik tok. Proprio nelle ultime ore, infatti, è stata lanciata in Italia TikTok Now. Questa nuova applicazione si collegherà direttamente all’account TikTok e sembra fornire le stesse funzioni di BeReal. Anche TikTok Now, infatti, fornisce tre minuti di tempo per scattare una foto agli utenti oppure 10 secondi per fare un video. Anche TikTok ha deciso di far vedere cosa fanno le persone senza filtri, probabilmente per abbattere ed eliminare la concorrenza, senza rischiare che BeReal possa prendere il sopravvento.                     Link alla foto: https://www.klatsch-tratsch.de/wp-content/uploads/2022/09/455b167e9f3d82d8928d03a96bdf686e.jpg
Domenico Modugno, il mister "Volare"
Settembre 18
  La storia dei “dopoguerra” si sofferma sempre sulla ricostruzione delle città e sul progresso economico che si prospetta all’orizzonte, ma mai sulle piccole e apparentemente inutili sensazioni di gente ancora intorpidita da quei recenti avvenimenti storici e che ha voglia di decollare via dalla miseria e dalla depressione. Ben seppe esprimere questo sentimento un “poeta”, a cui dedichiamo la rubrica di settembre, che rivoluzionò il panorama musicale italiano: Domenico Modugno.   Quest’artista salentino, sdoganando la tradizione melodica italiana, nel 1958 si esibì al Festival di Sanremo con un brano diventato celebre in tutto il mondo.  Nel blu dipinto di blu fece da spartiacque tra una musica vecchia e melensa con testi arcaici e privi di contenuto a favore di una musica moderna e al tempo stesso passionale, facendo da apripista agli autori impegnati degli anni ‘60 .   Da quel momento in poi la stessa canzone italiana, non vernacolare, fu apprezzata all’estero al punto tale che molti cantanti celebri, del panorama internazionale, vollero cimentarsi con la “lingua di padre Dante”. Nel blu dipinto di blu è una delle cover più abusate e fare una lista esaustiva di chi si è cimentato con questa hit richiederebbe un articolo a parte, ma ci piace comunque segnalare le versioni di Frank Sinatra e quella di Paul McCartney.   Ma la storia del cantante di Polignano a Mare non si fermò soltanto al successo sanremese di “Volare”, ne è prova il fatto che, recentemente, uno dei “brani minori” della sua discografia, Meraviglioso, oggi è sulla bocca di molti giovani che ignorano il fatto che sia una di quelle che gli inglesi chiamerebbero “Old but gold”.    Su Modugno si è detto di tutto, che era appassionato, cantore unico che sapeva rendere attraverso la sua voce brani drammatici, come Il Vecchio Frac, melodie oniriche.  Ma a noi piace ricordarlo come uno degli interpreti più rappresentativi della storia della musica partenopea che regalandoci classici, sebbene scritti in epoca moderna, come Lazzarella, Resta cu’mme, Tu si’ 'na cosa grande ha conquistato le chiavi e il cuore della di Napoli.  
Ungheria, ascoltare il battito del feto prima di abortire
Settembre 17
In Ungheria l’aborto è ufficialmente legale ma in realtà è ostacolato in ogni modo. Secondo un recente decreto emesso dal governo ungherese, infatti, a partire dal 15 settembre i medici e il personale sanitario che si occupano delle interruzioni di gravidanza dovranno far sentire alle pazienti, che hanno intenzione di abortire, il battito del cuore del feto. Nel decreto firmato dal ministro dell’Interno Sandor Pinter c’è scritto anche che i medici dovranno presentare un documento che attesti l’avvenuto ascolto del battito del cuore del feto, senza il quale la paziente non potrà accedere all’interruzione di gravidanza.   In Ungheria l’aborto è legale dal 1953 e le leggi sull’interruzione volontaria di gravidanza non sono state modificate dal 1992. Anche secondo l’attuale legislazione le interruzioni possono essere effettuate nelle prime 12 settimane di gravidanza solo per motivi medici e sociali. Se invece il feto non mostra segni di vita, l’aborto può essere eseguito in qualsiasi periodo della gravidanza. In particolare, in Ungheria l’interruzione della gravidanza è prevista in quattro casi: gravidanza in conseguenza di un reato di violenza sessuale, pericolo per la salute della donna, embrione con un handicap fisico grave, situazione sociale insostenibile della donna. Con l’ultimo decreto ungherese, però, l’aborto risulta quasi vietato silenziosamente. La decisione presa da Orban è infatti una tortura psicologica con la finalità di indurre la donna a ricredersi.   Il governo populista di destra dell’Ungheria ha sempre sostenuto i valori familiari tradizionali ed è convinto che l’introduzione di questa nuova legge serva soprattutto per combattere il calo del tasso di natalità che nell’ultimo periodo ha tanto preoccupato il Paese. Secondo la destra, questo provvedimento servirà a far comprendere realmente l’impatto della propria scelta, considerando che invece molte persone considerano un feto solo un grumo di cellule. Molti medici, in realtà, considerano il termine battito cardiaco fetale come fuorviante e clinicamente impreciso quando ci si riferisce alle prime settimane di gravidanza.   Aron Demeter, il portavoce di Amnesty International, si dichiara molto preoccupato. Questa decisione renderà più difficile l’accesso all’aborto e traumatizzerà tutte le donne che già si ritrovano in una situazione difficile. Ogni donna che abortisce lo fa per un motivo in particolare e provando grande sofferenza dunque, questa azione non farà cambiare idea ma sarà solo una tortura psicologica ulteriore. Purtroppo, in realtà, qualcosa di simile sembra accadere sempre più spesso che anche in Italia. Sembra che infatti, di recente, in Umbria sia stato chiesto alle pazienti in attesa di un’interruzione volontaria di gravidanza di aspettare finché non si sarebbe sentito con chiarezza il cuore del feto che batte. Una procedura psicologicamente devastante e scientificamente non necessaria. Sentire il battito di un feto non dissuaderà alcuna donna dalla propria scelta ma creerà in loro solo una grande lacerazione interiore. Una vera violenza psicologica. Ogni donna dovrebbe essere libera di far valere il proprio diritto di decidere liberamente, soprattutto in una situazione tanto delicata e personale come questa.               Link alla foto: https://www.notiziecristiane.com/wp-content/uploads/2022/09/Senza-titolo-36.png
Cinema in festa 2022: dal 18 al 22 settembre film a prezzi ridotti
Settembre 17
"Far vivere le sale cinematografiche è fondamentale perché sono presidi culturali e la visione collettiva di un film è un'esperienza unica che arricchisce. Sono convinto. Cinema in festa aiuterà a dimostrare che vivere la magia del cinema è un'esperienza irrinunciabile e preziosa per le persone ma anche interi territori, quartieri e citta”. Con queste parole il ministro della Cultura Dario Franceschini ha introdotto l’iniziativa "Cinema in festa" al fine di riportare gli spettatori in sala davanti al grande schermo dopo la crisi degli ultimi due anni. L’iniziativa offre la possibilità di vedere molti film al cinema ad un prezzo ridotto dal 18 al 22 settembre. In questi cinque giorni, i film saranno disponibili al costo di soli 3,50€. Il progetto è stato ideato dall’associazione delle industrie cinematografiche (Anica) e degli esercenti (Anec), con il supporto del Ministero della cultura e dei David di Donatello, per invogliare il pubblico a tornare in sala.   L'iniziativa "Cinema in festa" è stata presentata nel corso di una conferenza stampa durante la 79esima Mostra del Cinema di Venezia e il suo format si ispira alla "Fête du Cinéma" francese. I punti di forza dell’iniziativa sono due: il prezzo calmierato dell’ingresso e la qualità dei film coinvolti, selezionati per accontentare tutti gli appassionati. Questa iniziativa sarà ripetuta ogni anno fino al 2026. Dunque, ogni anno a partire da settembre 2022 ci saranno due appuntamenti, uno a settembre e uno a giugno. In queste occasioni il pubblico potrà assistere a tutti i film in normale programmazione, ma anche ad anteprime e altri eventi speciali.   Tra i film che rientrano in questa iniziativa troviamo quelli di recente proposti alla Mostra di Venezia come l’italiano “Il signore delle formiche” di Gianni Amelio e l’intimo e autobiografico “L’immensità” di Emanuele Crialese. Nel format ci sono anche il chiacchieratissimo “Don’t worry, Darling” di Olivia Wilde con Harry Styles, il dramma romantico “Love Life” di Kôji Fukada e “I figli degli altri” di Rebecca Zlotowski. Troviamo inoltre il film “Siccità” di Paolo Virzì, cast corale in una Roma assetata e distopica, e “Ti mangio il cuore” di Pippo Mezzapesa, esordio cinematografico in bianco e nero della cantante Elodie. È presente anche il documentario prodotto da Nanni Moretti Las Leonas, di Chiara Bondì e Isabel Achaval, sul campionato amatoriale femminile di calcio a otto della comunità latinoamericana a Roma, e la commedia punk Margini.   A beneficiare del prezzo ridotto del biglietto saranno anche le famiglie e i bambini che al cinema troveranno “Minions 2”, “Come Gru diventa cattivissimo”, “Taddeo l’esploratore”, “Avatar”, “Spiderman - No way home”, “Un mondo sotto social”. Tra le commedie invece figurano i titoli “Tutti amano Jeanne” di Céline Devaux, “Vengeance” di B.J. Novak e “Tuesday Club - Il talismano della felicità” di Annika Appelin e “Rumba Therapy” di Franck Dubosc. Ovviamente, sarà presente anche adrenalina ed energia grazie ai film d’azione “Beast” di Baltasar Kormákur, “Memory” di Martin Campbell e “Nido di vipere” thriller di Kim Yong-hoon. Sono presenti anche due i documentari: “Bowie - Moonage Daydream” di Brett Morgen e “È stato tutto bello” di Walter Veltroni. Tra i drammi infine troviamo “Per niente al mondo” di Ciro D'Emilio e il road movie “Le buone stelle - Broker” del coreano Hirokazu Kore'eda. Insomma, ci sono film per tutti i gusti e questa iniziativa permetterà a persone di ogni età di staccare un po’ la spina concentrandosi esclusivamente sulla pellicola scelta, trascorrendo una piacevole serata in compagnia.             Link alla foto: https://i.ytimg.com/vi/YRXwof2EaAs/maxresdefault.jpg
No Sleep Till Shengal: nuovo racconto di Zerocalcare
Settembre 15
No Sleep Till Shengal, la nuova opera di Zerocalcare, verrà pubblicato dalla casa editrice Bao Publishing il prossimo 4 ottobre.   La copertina è stata disegnata dallo stesso Zerocalcare e colorata da Alberto Madrigal, non sono previste variant cover in edizione limitata e sarà pubblicato nello stesso formato cartonato di Kobane Calling.   “Nella primavera del 2021 Zerocalcare si reca in Iraq, per far visita alla comunità ezida di Shengal, minacciata dalle tensioni internazionali e protetta dalle milizie curde, e documentarne le condizioni di vita e la lotta. Il viaggio si rivela difficile perché più volte la delegazione italiana viene respinta ai vari check point controllati dalle diverse forze politiche e militari che si spartiscono il controllo del suolo iracheno. Questo libro a fumetti è la fotografia di un momento geopolitico preciso, in cui un manipolo di persone si oppone allo strapotere di chi chiama “terrorismo” ogni tentativo di resistenza, mentre gli assetti di potere cambiano lentamente, e il sogno del confederalismo democratico in un pezzetto troppo spesso dimenticato di Mesopotamia rischia di svanire per sempre, nell’indifferenza assordante dell’occidente”.   Lo stesso Zerocalcare ha dichiarato al Salone del Libro di Torino, quest’opera«è una specie di diario di viaggio che ho fatto a giugno dell’anno scorso nel nord dell’Iraq, in particolare in una regione che si chiama Shengal di cui sono originari gli Ezidi, una popolazione che fa parte del Kurdistan, ma sono di una religione pre-islamica. Per questo gli Ezidi sono scappati da quella regione e poi aiutati dai curdi la hanno ripresa e da allora hanno una specie di autonomia in quella zona.»   Non ci resta che attendere il 4 ottobre per saperne di più.     Link alle immagini: https://fumettologica.it/2022/05/zerocalcare-nuovo-graphic-novel-no-sleep-till-shengal/ - https://www.zerocalcarefc.it/ultimi-aggiornamenti/
Anteprima 372, Panini Comics annuncia i manga in uscita ad ottobre 2022
Settembre 12
Panini Comics ha annunciato su Anteprima 372 tutti i nuovi che pubblicherà a ottobre 2022.   SOUL EATER ULTIMATE DELUXE EDITION 1 (DI 17) Autore: Atsushi Ohkubo <L’EDIZIONE DEFINITIVA DEL CAPOLAVORO DI ATSUSHI OHKUBO Ripercorriamo le avventure di Maka, Black★Star e Death the Kid nella loro ricerca di novantanove anime di persone malvagie, al fine di forgiare incredibili armi da mettere al servizio di Lord Shinigami, il dio della morte!>   FIRE FORCE 1 – ADRA BURST VARIANT Autore: Atsushi Ohkubo <L’INIZIO DELLA SAGA CON UNA NUOVA STREPITOSA COVER VARIANT CON EFFETTO METAL! In un mondo in cui le persone si trasformano in mostri di fuoco sono state costituite unità speciali di pompieri per far fronte a immani minacce. L’Ottava Brigata di Tokyo è una di queste… e Fire Force racconta la sua storia!>   BOTA BOTA Autore: Paru Itagaki <UN VOLUME UNICO DELL’ACCLAMATA AUTRICE DI BEASTARS Mako Higari, ventinove anni, maniaca dell’igiene… e con una pazza voglia di fare sesso! Peccato per quell’imbarazzante problemino che si manifesta ogni volta che entra in contatto con qualcosa di sporco, uomini compresi…>   BEAST COMPLEX II Autore: Paru Itagaki <TORNANO LE EMOZIONANTI STORIE BREVI AMBIENTATE NEL MONDO DI BEASTARS La grande Paru Itagaki firma una carrellata di episodi con protagonisti gli inquilini del Rifugio degli animali. Amicizia, amore, estro creativo e voglia di normalità animano i pittoreschi abitanti del condominio che ospita Legoshi.>   SOMNIA – ARTEFICI DI SOGNI OMNIBUS Autrici: Liza E. Anzen, Federica Di Meo <L’EDIZIONE DEFINITIVA DI UN SUCCESSO SBARCATO ANCHE IN FRANCIA Andate alla Corporazione dei Creatori ed esprimete un desiderio. Potete chiedere qualunque cosa, ma solo una. Attenti: la magia ha il suo prezzo da pagare. L’edizione integrale riveduta e corretta della saga cult firmata da Liza E. Anzen e Federica Di Meo, con tavole rifinite e perfezionate.>   JUJUTSU KAISEN OFFICIAL FANBOOK Autore: Gege Akutami <GODETEVI UN’AMPIA VARIETÀ DI INFORMAZIONI, CURIOSITÀ, ANEDDOTI NEL FANBOOK DEFINITIVO DI JUJUTSU KAISEN Il finale della serie è già stato deciso? Perché Gege Akutami ha iniziato a disegnare manga? Sapevate che il personaggio di Aoi Todo è ispirato a Kenpachi Zaraki? In appendice, una conversazione fra Akutami e Tite Kubo, l’autore di Bleach.>   L’ATTACCO DEI GIGANTI – LA GUIDA DEFINITIVA AI PERSONAGGI Autore: Hajime Isayama <LA GUIDA DEFINITIVA E AGGIORNATA SU TUTTI I PERSONAGGI APPARSI NELLA SERIE Dai membri dell’Armata ricognitiva ai cittadini senza nome, tutto quello che c’è da sapere su oltre trecento figure ideate da Hajime Isayama. Inoltre, un’inedita intervista al maestro realizzata dopo il completamento dell’opera. IL MANGA DA CUI È TRATTO L’ANIME SU NETFLIX E PRIME VIDEO.>   GIGANTOMACHIA – PRIMA RISTAMPA Autore: Kentaro Miura <DALL’AUTORE DI BERSERK! Su una Terra irriconoscibile a causa di una catastrofe che ha portato alla formazione di un nuovo ecosistema, si muovono l’ex gladiatore Delos e la sua guida Prome, una ragazza dai poteri ultraterreni. Assieme lottano per dare all’umanità la luce della speranza in un mondo crudele e inospitale.>   THE ELUSIVE SAMURAI 1 Autore: Yusei Matsui <Per un guerriero l’onore più grande è perire in battaglia, eppure l’abilità speciale di Hojo Toshiyuki, erede dello shogunato di Kamakura, è… restare vivo. Oltre che percorrere il cammino dell’eroe in un modo tutto suo… Il nuovo survival epico, geniale e irriverente di Yusei Matsui, autore di Assassination Classroom!>     Link alle immagini: https://anime.everyeye.it/notizie/bota-bota-manga-autrice-beastars-arrivera-estero-ci-italia-522040.html -  https://www.animeclick.it/video-intro?r=/anime/1365/soul-eater-  https://www.mangaforever.net/7266253474/fire-force-un-importante-traguardo-per-il-manga-dellautore-di-soul-eater - https://www.crunchyroll.com/it/anime-news/2020/12/19-1/beastars-manga-creator-reveals-new-manga-series-bota-bota - https://www.ibs.it/beast-complex-libro-paru-itagaki/e/9788891296900 - https://www.amazon.it/Somnia-Artefici-sogni-1-Manga-ebook/dp/B00MN0688S - https://verasia.it/manga-in-giapponese/2267-jujutsu-kaisen-official-fanbook-sorcery-fight-9784088826363.html - https://it.wikipedia.org/wiki/L%27attacco_dei_giganti- https://www.amazon.it/Gigantomachia-Kentaro-Miura/dp/2344007660 - https://www.amazon.it/Elusive-Samurai-1-Yusei-Matsui/dp/1974732517
I Beatles ripubblicano l'intramontabile Revolver
Settembre 11
Ebbene sì, torniamo a parlare dei Beatles, non solo perché, con una nuova lettura lontana dal lungometraggio originale del 1970 partorito dal regista Michael Lindsay-Hogg, il nuovo documentario sulle “Get Back sessions” ha vinto ben 5 Emmy Awards, ma perché il figlio dello storico produttore George Martin, Giles, ha dichiarato che in autunno, esattamente il 28 ottobre, ci sarà la ristampa di Revolver che conterrà tante novità.   Certo, dopo i recenti remasters, ci si domanda se ha senso riaggiornare dei dischi rimasterizzati meno di quindici anni fa e se è davvero il caso di riproporre, certo in formato diverso, la stessa musica. La risposta è “sì”. Quelli del 2009 partivano dai master tapes originali e venivano adattati alle frequenze digitali.  Basti pensare a come suonava male la discografia dei Beatles del 1987 pubblicata su CD,   Adesso c’è una tecnologia, la stessa utilizzata da Peter Jackson per Get Back, in grado di valorizzare davvero i Fab Four di quei tempi. L’ultima l’operazione di remixaggio è stata semplice poiché ha riguardato album registrati con 8/16 piste (White Album e Abbey Road) pensati sin da subito per essere riprodotti anche in stereofonia. Ma con quelli più datati sembrava impossibile metterci mano perché da prassi erano registrati perlopiù con un semplice registratore Studerj37 a 4 piste, così fino allo scorso anno non si potevano isolare strumenti e voci.   Allora perché non iniziare con Please Please me, uscito sessant’anni fa, perché iniziare proprio da Revolver che non contiene neanche la mitica Yesterday?   L’unica risposta che riteniamo valida è che il 1966 fu per i Beatles un anno di svolta che portò un cambiamento nel gruppo, sia dal lato artistico che da quello interiore. Proprio nel ’66 i Beatles smisero di comportarsi come una “semplice orchestrina” per folle urlanti e iniziarono a valorizzare la loro arte, ben prima di Sgt. Pepper’s, negli studi di Abbey Road. Il modo di lavorare cambiò non solo per la band, ma anche per i nuovi tecnici della EMI, tra cui Geoff Emerick, che erano costretti, dai quattro di Liverpool, a trovare nuovi escamotage, con i limitati mezzi che la casa discografica metteva a disposizione, per superare i limiti tecnologici degli anni ’60.   Tra queste intuizioni, oggi ovvie, citiamo quella di Emerick che per incrementare il suono dei vari dispositivi musicali abbandonò l’uso dei microfoni panoramici in favore di quelli ad asta, appoggiati sulle casse o sugli strumenti. Tra le altre furbate vi fu l’utilizzo di una strana “lavatrice”, definità così da George Martin, il varyspeed, utilizzata per cambiare tempo o pitch a un brano già registrato.   Ma torniamo al presente per conunicare agli appassionati che il “nuovo” Revolver non conterrà semplicemente le tracce rimasterizzate in Dolby Atmos, ma nella nuova super deluxe edition ci saranno 5 dischi che conterranno demo e takes alternative che faranno scoprire i lavori in corso di questa opera, e, addirittura si potrà ascoltare anche un mix aggiornato del 45 giri, Paperback Writer/Rain,registrato durante queste session. Tutto accompagnato da un librone di 100 pagine con la prefazione di Paul McCartney. Noi non vediamo l’ora di ascoltarlo!   link alla foto: https://www.amazon.it/Revolver-Special-Super-Deluxe-5CD/dp/B0BB3F4J1J/
Politici e reddito di cittadinanza: facciamo chiarezza
Settembre 10
Il tema del reddito di cittadinanza è tornato molto in voga in occasione dell’ultima campagna elettorale come misura di sostegno alle famiglie con reddito più basso. Il reddito di cittadinanza, che dovrebbe riguardare 9 milioni di italiani, è un sussidio consistente in una prestazione economica mensile, esentasse, accreditata a favore di coloro che possiedono un reddito sotto la soglia di povertà. Il reddito di cittadinanza fu proposto per la prima volta nel 1797 e in origine comprendeva un reddito per tutti senza considerare motivi economico-sociali. Il tratto comune a molti modelli di reddito di cittadinanza elaborati in passato è stato, infatti, l’erogazione del reddito in modo incondizionato a tutti, su base individuale. In Italia, invece, il reddito di cittadinanza è stato introdotto con il decreto legge del 28 gennaio 2019 come misura di contrasto alla povertà e sostegno economico finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. L’ultima legge di bilancio del 2022 ha poi apportato delle modifiche. Oltre ad essere stato rifinanziato con 8,8 miliardi di euro fino al 2029, le misure contengono importanti revisioni relative alla concessione, alla riduzione e al decadimento della misura di assistenza. Inoltre, è stato istituito l’obbligo alla partecipazione mensile ad attività e colloqui in presenza presso i centri di impegno.   In Italia ci sono 1,9 milioni di famiglie e 5,6 milioni di individui che vivono in una condizione di povertà assoluta. Il reddito di cittadinanza, nel tempo, si è proposto gli obiettivi di sostenere economicamente le famiglie e favorire la ricerca di un lavoro ma, soprattutto il secondo proposito, non sembra essere stato raggiunto. È evidente dunque che qualcosa non ha funzionato. Secondo molti i criteri d’accesso sono troppo severi penalizzando alcune categorie come le famiglie numerose e con minorenni e gli stranieri. Si critica anche la rigidità della soglia fissa del patrimonio mobiliare e immobiliare. Inoltre non ha contribuito a far trovare lavoro ma anzi secondo molti disincentiva la ricerca. Molti esperti consigliano però delle idee per migliorare il funzionamento del reddito di cittadinanza. Per esempio, propongono di ridurre da 10 a 5 anni il periodo di residenza in Italia degli stranieri per poter accedere alla misura e di ridurre la discriminazione verso le famiglie più numerose. Infine, propongono di aumentare la parte di sussidio a integrazione dello stipendio di un percettore che trova lavoro.   Ovviamente, ogni politico ha un’idea differente riguardo il reddito di cittadinanza in questo momento. Giorgia Meloni si propone di abolirlo e tutelare solo chi è privo di reddito e non può lavorare. Silvio Berlusconi crede che serva modificarlo in una politica di sostegno all’occupazione e trasformazione in una misura di sussistenza specifica. Matteo Salvini vuole modificarlo per trasformarlo in un ammortizzatore sociale finalizzato alla formazione e inserimento lavorativo. Enrico Letta è si propone di modificarlo seguendo le indicazioni del Ministero del lavoro a partire dalla penalizzazione delle famiglie numerose e con minori. Giuseppe Conte vuole rafforzarlo e rendere più efficace il sistema di ricerca del lavoro eliminando le frodi e infine Carlo Calenda vuole toglierlo dopo il primo rifiuto di un’offerta di lavoro congrua e dopo i due anni ridurre l’assegno di un terzo facendo passare il beneficiario in carica ai servizi sociali. Nonostante le diverse idee politiche riguardo il riformare, abolire o rafforzare il reddito di cittadinanza, è evidente che tutti sono d’accordo sul fatto chi attualmente questo non abbia raggiunto gli obiettivi inizialmente prefissati e che dunque debba essere almeno rivisitato.                   Link alle foto: https://www.theitaliantimes.it/public/economia/reddito-di-cittadinanza-2020-requisiti-isee-a-chi-spetta-domanda-modulo-durata-pagamento-novembre.jpg
Educazione sessuale e affettiva: i motivi per cui favorirla
Settembre 10
La mancanza dell’educazione sessuale nelle scuole è uno dei fattori che evidenzia l’arretratezza dell’Italia. In molti paesi, infatti, questa è già prevista da molti anni. La Svezia, per esempio, ha introdotto l’educazione sessuale nelle scuole nel 1955. In realtà, oltre all’educazione sessuale, è importante anche un programma sull’affettività dunque educare al consenso, al rispetto delle diversità e al superamento degli stereotipi di genere. L’agenzia di salute sessuale e riproduttiva delle Nazioni unite riconosce l’educazione sessuale come uno dei diritti umani ma in Italia la questione continua a passare in secondo piano. La chiesa cattolica, in particolare, ha sempre rappresentato un fattore di rallentamento alla sensibilizzazione e alla conoscenza dell’argomento.   Oggi, vivere la propria sessualità in maniera serena, sta diventando sempre più difficile. Favorire nei ragazzi uno sviluppo consapevole degli aspetti emotivi e sessuali che contraddistinguano le relazioni è uno degli obiettivi che si dovrebbe proporre nell’educazione sessuale a scuola. Educare alla consapevolezza della sessualità significa, quindi, rendere più consapevoli i ragazzi rispetto alle implicazioni di tipo mentale e sociale che la diversità sessuale comporta. La paura di essere giudicati o di porre quesiti sbagliati induce i giovani a non confrontarsi né con le figure adulte di riferimento né con i pari. I ragazzi e le ragazze cercano le risposte ai loro quesiti sui social, su Internet o su qualche blog. Tutto questo genera risposte poco precise ma soprattutto non sempre o non del tutto corrette, con il rischio di diffondere false credenze e aspettative errate sulla sfera sessuale, emotiva e relazionale. L’educazione sessuale a scuola è dunque da favorire perché il sistema scolastico è un punto di riferimento importante per tutti i giovani che eviterebbe disinformazione sull’argomento.   Ovviamente, nell’educazione sessuale è compreso anche il concetto di consenso. Spesso, infatti, anche coloro che sono più informati trascurano il rispetto che si dovrebbe sempre nutrire verso l’altra persona e il suo corpo. Istruire al consenso è qualcosa di indispensabile verso l’altra persona ma anche verso la propria. Inoltre, aiuta a favorire la comunicazione di coppia rispettando la libertà decisionale altrui. Troppo spesso, quando il consenso non viene rispettato, si entra in dinamiche di abuso. Educare al consenso potrebbe invece essere il punto dal quale partire per introdurre discorsi sul rispetto, sul piacere, sulla reciprocità e sull’autostima senza che vengano considerati ancora degli argomenti tabù. È fondamentale educare i più giovani all’affetto, alla relazione e alla sessualità ma soprattutto è importante la formazione dei cittadini futuri per prevenire violenze e abusi.             Link alla foto: https://www.repubblica.it/moda-e-beauty/2021/07/14/news/libri_sul_sesso_per_ragazzi_genitori_educazione_sessuale_dialogo-303771807/
Sorrento, viaggio nell'Impressionismo da Monet a Gauguin
Settembre 10
“Per un Impressionista dipingere la natura non significa dipingere il soggetto, ma concretizzare sensazioni.” Questa celebre frase di Cézanne ci riconduce alla sua corrente artistica dell’impressionismo che si è sviluppata in Francia nella seconda metà dell’Ottocento. Questa corrente artistica ricorre a pennellate veloci utilizzando colori puri escludendo il nero e il bianco. Gli impressionisti preferivano dipingere en plein Air cioè all’aria aperta per assaporare la natura e la luce che li circondava. Da giugno fino ad ottobre, la Fondazione Sorrento ha organizzato a Villa Fiorentino, nel cuore di Sorrento, la mostra “Viaggio nell’impressionismo da Monet a Gauguin” dedicata proprio al movimento Impressionista. I curatori della mostra Gilles Chazall, Vincenzo Sanfo, Gabriele Accornero hanno proposto 130 le opere esposte che trasporteranno il visitatore in un mondo che ha segnato profondamente la storia dell’arte moderna. La mostra, inoltre, si articola in 3 sezioni: “Dall’Ecole di Barbizon ai fermenti dell’Impressionismo”, “L’Impressionismo” e “L’eredità dell’Impressionismo”.   L’esposizione vanta contenuti inediti e importanti opere da Collezioni private: dipinti, disegni, ceramiche, incisioni, opere grafiche, libri originali dell’epoca, aforismi e citazioni impressioniste e materiali descrittivi che sapranno raccontare le fasi e figure di maggior spicco di un movimento così importante. In mostra anche un video con immagini originali rarissime degli artisti Monet, Renoir e Degas all’opera. Per l’occasione la Fondazione ha allestito anche una sezione dedicata all’influenza dell’Impressionismo sulla pittura Napoletana con opere di primari maestri campani che denotano la chiarissima influenza della cifra stilistica del movimento francese sulla loro produzione. L’esposizione, comprende raffigurazioni riconducibili alla malinconia agreste, alla carica di colori dei paesaggi, ai giochi di luce ma anche nuovi scorci di un mondo industriale.   La mostra è accessibile tutti i giorni dalle 10 alle 13:00 e dalle 17:00 fino all’orario di chiusura. A disposizione dei visitatori, incluso nel costo del biglietto di ingresso, anche un servizio di audio guide smartphone based che consente per numerose opere di ascoltare di fronte alle stesse o le schede delle singole opere in lingua italiana e inglese. L’iniziativa si propone di immergere il visitatore in un viaggio che attraversa i principali autori preimpressionisti, impressionisti e postimpressionisti, una vera e propria educazione artistica di questo eccezionale e rivoluzionario movimento artistico. La mostra intende accompagnare i visitatori in un viaggio attraverso colori, luci, paesaggi, ritratti ma anche tutte le tecniche utilizzate e sperimentate dai maestri dell’Impressionismo.                 Link alla foto: https://cdn.now.howstuffworks.com/media-content/57e465c8-4834-41b9-a66b-e29d06508810-1210-680.JPG
Mostra "Oltre Caravaggio. Un nuovo racconto della pittura a Napoli"
Settembre 10
“Oltre Caravaggio. Un nuovo racconto della pittura a Napoli” è una mostra d’arte che ha luogo nel Museo e Real bosco di Capodimonte fino al 7 gennaio 2023. La mostra è a cura di Stefano Causa, docente di Storia dell’arte moderna e contemporanea presso l’Università degli studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa”, e Patrizia Piscitello, responsabile Ufficio mostre e prestiti del Museo e Real Bosco di Capodimonte. L’esposizione delle opere si sviluppa nelle 24 sale del secondo piano del Museo e Real Bosco di Capodimonte, diretto da Sylvain Bellenger. In esposizione sono presenti 200 opere provenienti dalle collezioni permanenti del museo, senza prestiti esterni. Una mostra, realizzata in collaborazione con le associazioni Amici di Capodimonte Ets e American Friends of Capodimonte, che si propone di rilanciare il dibattito presentando un’altra lettura del ‘600 napoletano, diventato per gli storici e gli appassionati il secolo di Caravaggio.   Il 600 napoletano è una invenzione recente. È stato riscoperto e definito meno di un secolo fa dallo storico d’arte Roberto Longhi. Secondo lo studioso, il naturalismo di Caravaggio è il fulcro dell’arte napoletana. Gli studi seicenteschi sul Sud derivano, quasi totalmente, dalle sue proposte formulate in una serie di saggi che sono stati pubblicati nel secondo decennio del secolo scorso. Dall’inaugurazione della Pinacoteca di Capodimonte nel 1957 fino ad ora, l’esposizione dei dipinti del ’600 napoletano è stata in gran parte il risultato di quest’analisi. La realtà è più complessa e i curatori della mostra propongono di riconsiderare lo schema di Longhi e di ripensare l’intera articolazione di un secolo che non fu solo quello di Caravaggio, ma soprattutto quello di Jusepe de Ribera, uno spagnolo arrivato a Napoli nel 1616, sei anni dopo la morte di Caravaggio. La mostra “Oltre Caravaggio” infatti ci conduce a Ribera, rappresentato nelle collezioni di Capodimonte da opere sacre, mitologiche e nature morte, al centro della scena artistica napoletana.   Presentare la civiltà artistica napoletana significa mettere in risalto gli apporti esterni e gli scambi con gli altri centri, l’invio da fuori di opere e progetti, la residenza in città degli artisti forestieri. In quest’ottica si può spiegare il ruolo centrale che hanno in questa rassegna, del XVII e XVIII secolo, lombardi come Caravaggio, emiliani come Giovanni Lanfranco, Domenichino e Guido Reni, lo spagnolo de Ribera, i francesi Simon Vouet e Pierre-Jacques Volaire, il bergamasco Cosimo Fanzago, i romani Artemisia Gentileschi e Gregorio Guglielmi, il belga François Duquesnoy. Questa mostra d’arte si ripropone, infatti, di dar vita al 600 napoletano e alla vivacità e dinamicità dei protagonisti di quel periodo. La mostra è aperta al pubblico tutti i giorni eccetto il mercoledì, dalle ore 10.00 alle ore 17.30. Il biglietto intero è acquistabile al costo di 12 euro, il ridotto young (18-25 anni) a 2 euro ed è gratuito per giovani da 0 a 18 anni e possessori di Artecard.                 Link alla foto: https://www.vesuviolive.it/wp-content/uploads/2019/04/mostra-caravaggio.jpg
Miss Inghilterra e body positivity: Melisa Raouf sfila senza make-up
Settembre 10
"Con il trucco, sono tutta nascosta. Questo è quello che sono e non ho paura di condividere chi sono. Volevo mostrare chi è Melisa. È molto importante per me perché sento che molte ragazze di età diverse si truccano per adattarsi". Con queste parole Melisa Raouf ha voluto condividere un messaggio semplice ma importante durante l’attuale edizione di Miss Inghilterra 2022. Melisa Raouf ha 20 anni e ha agito in modo semplice e rivoluzionario partecipando alle finali di Miss Inghilterra senza trucco. Un gesto di forte impatto che la studentessa ventenne di Scienze politiche spiega di aver fatto per favorire l’accettazione di sé. Melisa ha partecipato alle qualificazioni del concorso di bellezza in Inghilterra e si è qualificata per competere alla finale che si terrà nel prossimo ottobre, mostrandosi al naturale.   Molti anni fa Anna Magnani chiese al suo truccatore: “Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere neppure una. Ci ho messo tutta una vita a farmele venire e le ho pagate tutte molto care”. Un messaggio forte ribadito anche da Coco Chanel quando disse: “La bellezza comincia nel momento in cui decidi di essere te stessa”. E anche Melisa Rauf ha deciso proprio di essere se stessa sfilando con il suo viso acqua e sapone, entrando nella storia per essere la prima finalista nei 94 anni di Miss Inghilterra a gareggiare senza trucco. “Io mi truccavo fin da giovanissima perché senza trucco mi sentivo incompleta. Ma non ho mai pensato di farlo solo per soddisfare determinati standard di bellezza. Recentemente poi ho acquisito più fiducia in me stessa, più consapevolezza, accettando di essere bella nella mia pelle: ed è stata una liberazione. Per questo ho deciso di mettere da parte il trucco. Voglio aiutare a far sentire bene tutte le ragazze, far capire che non esistono standard perché ognuna è bella a modo suo, difetti compresi”.   Non si tratta di una personale battaglia contro il make-up ma di una vera lezione di body positivity. Melisa, infatti, continua a pensare che per chi lo desidera sia giusto non rinunciare al trucco. Piuttosto quel che ci teneva a far capire è l’importanza di non sentirsi obbligati a truccarsi. Con la sua azione vuole ricordare che il trucco non è un’opzione definitiva e non definisce il nostro aspetto. Anche su Instagram la giovane ha ricordato a ragazze di ogni età che il make-up non deve essere un obbligo ma una scelta a disposizione delle donne che devono diventare capaci di accettare le proprie differenze e sentirsi libere di mostrarsi così come sono in ogni situazione. Il suo esempio è un’ottima dimostrazione del fatto che la bellezza può essere anche ritrovata in un viso naturale, senza ricorrere a trucchi spesso utilizzati per raggiungere standard di bellezza innaturali imposti dalla società. Sebbene alcuni contestino la sua scelta perché sostengono che il suo messaggio sia contraddittorio a causa dell’oggettificazione delle donne nei concorsi di bellezza, Melisa crede che il concorso in questione, invece, sia una buona circostanza per aiutare le giovani spingendole a mostrarsi per come sono davvero.                 Link alla foto: https://static.sky.it/images/skytg24/it/mondo/2022/08/26/miss-inghilterra-melisa-raouf/melisa_raouf_twitter.jpg.transform/hero-desktop/38923349bb00b0f19cf95033370e913230cc7971/img.jpg
"Margini": la nuova commedia italiana dalle venature drammatiche
Settembre 10
“Margini è finalmente una commedia italiana in cui si ride davvero ma che ha il sapore amaro di una realtà che non sorride ai giovani, in particolare agli artisti”. Così è stata definita la commedia diretta da Niccolò Falsetti con Francesco Turbanti ed Emanuele Linfatti.     Il film dal sapore dolce amaro è uscito al cinema l’8 settembre e dura 91 minuti. Questa commedia è stata presentata a Venezia in occasione della Settimana Internazionale della Critica. Il road movie è ambientato nel 2008 a Grosseto e racconta la storia di tre giovani amici, Edoardo, Iacopo e Michele, interpretati da Emanuele Linfatti, Matteo Creatini e Francesco Turbanti, che hanno formato una band punk. I tre amici hanno sempre suonato unicamente a sagre e feste dell'Unità ma, finalmente, gli si presenta un'occasione d'oro: aprire il concerto dei Defense, gruppo punk hardcore americano, a Bologna. Purtroppo il concerto verrà annullato ma i tre ragazzi non si perdono d’animo e decidono di organizzare la data italiana dei Defense proprio a Grosseto. Il loro piano si rivelerà difficile da attuare, soprattutto a causa dei paradossi della vita di provincia. Questa, infatti, comporta diversi imprevisti e spesso trasforma i piccoli avvenimenti in grandi problemi, portando scompiglio nell'organizzazione e nell'amicizia tra i tre ragazzi.   "Margini" è una commedia e come tale suscita la risata dello spettatore. Il film ha però anche una venatura drammatica e che fa riflettere su un argomento raramente approfondito ossia le difficoltà dei giovani artisti. "Margini" è una storia di provincia, una storia di passioni musicali, una storia d'amicizia e di sguardo sul mondo, ma è soprattutto un racconto di formazione. A contribuire alla buona riuscita della narrazione c’è soprattutto la recitazione dei tre ottimi attori protagonisti. Anche gli sfondi e i paesaggi della provincia maremmana sono ben curati: sagre, processioni, balere, supermercati, comuni e province. Il film risulta ben calibrato tra i momenti più comici e i tratti più crepuscolari e decadenti. L’energia che attraversa la narrazione rende coinvolgente questa storia di tentato riscatto che sembra ritornare alle zone di provincia degli anni 80 fino ad arrivare alla fine degli anni 90.   Sembra impossibile non fare il tifo per i tre amici ribelli che si ritrovano immersi nelle avversità del mondo che li circonda e che rispecchia con grande veridicità la realtà di tanti giovani oggi. I momenti più drammatici del film diventano palesi quando i tre giovani si rendono conto che non si può fare tutto ciò che si vuole o che si ha intenzione di fare. I tre protagonisti sono animati dallo stesso sentimento di rivalsa, tentando di non rimanere chiusi nella propria bolla di provincia. Nel mondo reale, al contrario dei film, non basta un sogno per realizzare ogni proprio obiettivo. Per rendere la propria passione un lavoro, come nel caso di tanti artisti e musicisti, è necessario tanto impegno, costanza e fortuna in una realtà che non sempre apre la porta con facilità ai più giovani. I protagonisti del film, infatti, non sono mai rimasti nei margini della propria provincia ma si sono sempre mossi per inseguire i propri sogni e per cercare opportunità. Anche la collaborazione Zerocalcare-Giancane rimanda subito alla serie Strappare lungo i bordi che ha riscosso successo su Netflix un anno fa. Quei bordi ci ricordano il disagio provato da una generazione che perde facilmente certezze e punti di riferimento. Quei bordi, però, sono anche il varco che dovremmo superare e che non dovremmo avere paura di affrontare, i margini da superare.               Link alla foto: https://toscanadaily.com/wp-content/uploads/2021/04/f323bc79-3469-4531-945b-6aadc794c624.jpg
Dylan Dog, annunciata nuova trilogia a novembre
Settembre 10
Dal mese di novembre, sul numero 435 di Dylan Dog, avrà inizio una nuova trilogia che porterà la firma di Roberto Recchioni e che promette di sconvolgere di nuovo la serie dedicata all’indagatore dell’incubo.   L’albo “Due minuti a mezzanotte” sarà sceneggiato dallo stesso Recchioni, che è anche l’attuale curatore di Dylan Dog, insieme a Claudio Lanzoni e disegnato da Giorgio Pontrelli, che fa parte del team di disegnatori di Dylan Dog già dal 2015. Nella storia vedremo il grande e atteso ritorno di John Ghost, nuovo nemico di Dylan Dog introdotto all’inizio del rilancio ideato da Recchioni, nel 2014.   < Il primo capitolo di una trilogia destinata a sconvolgere nuovamente la serie. “Il mio mondo sta sfaldandosi… le incoerenze del tessuto narrativo si replicano come una massa tumorale in espansione… Tutti i miei calcoli erano… sbagliati!”, dice John Ghost, mentre una versione di Dylan Dog del passato si presenta a Craven Road lasciando un pacco di enigmatiche foto e la Morte torna ad aggirarsi per le strade londinesi…>   Contemporaneamente all’albo mensile, Sergio Bonelli Editore ha annunciato anche l’uscita per novembre di un nuovo numero della serie Dylan Dog Color Fest, dal titolo Utopia modulare, che sarà realizzato sempre dagli stessi autori, Recchioni e Pontrelli, insieme allo sceneggiatore Dario Sicchio. Ad oggi non sono state ancora fornite ulteriori informazioni su questa nuova trilogia e nemmeno se il Color Fest di novembre, la cui storia è ambientata in una “realtà modulare” di nome Ideak, sarà in qualche modo collegato alle vicende principali della trilogia.       Link alle immagini: https://www.repubblica.it/cultura/2021/09/19/news/buon_compleanno_dylan_dog_e_dire_che_all_inizio_sembrava_un_flop_-318054882/ - https://www.meganerd.it/dylan-dog-nuova-trilogia-scritta-da-roberto-recchioni/
Dylan Dog, annunciata nuova trilogia a novembre
Settembre 10
Dal mese di novembre, sul numero 435 di Dylan Dog, avrà inizio una nuova trilogia che porterà la firma di Roberto Recchioni e che promette di sconvolgere di nuovo la serie dedicata all’indagatore dell’incubo.   L’albo “Due minuti a mezzanotte” sarà sceneggiato dallo stesso Recchioni, che è anche l’attuale curatore di Dylan Dog, insieme a Claudio Lanzoni e disegnato da Giorgio Pontrelli, che fa parte del team di disegnatori di Dylan Dog già dal 2015. Nella storia vedremo il grande e atteso ritorno di John Ghost, nuovo nemico di Dylan Dog introdotto all’inizio del rilancio ideato da Recchioni, nel 2014.   < Il primo capitolo di una trilogia destinata a sconvolgere nuovamente la serie. “Il mio mondo sta sfaldandosi… le incoerenze del tessuto narrativo si replicano come una massa tumorale in espansione… Tutti i miei calcoli erano… sbagliati!”, dice John Ghost, mentre una versione di Dylan Dog del passato si presenta a Craven Road lasciando un pacco di enigmatiche foto e la Morte torna ad aggirarsi per le strade londinesi…>   Contemporaneamente all’albo mensile, Sergio Bonelli Editore ha annunciato anche l’uscita per novembre di un nuovo numero della serie Dylan Dog Color Fest, dal titolo Utopia modulare, che sarà realizzato sempre dagli stessi autori, Recchioni e Pontrelli, insieme allo sceneggiatore Dario Sicchio. Ad oggi non sono state ancora fornite ulteriori informazioni su questa nuova trilogia e nemmeno se il Color Fest di novembre, la cui storia è ambientata in una “realtà modulare” di nome Ideak, sarà in qualche modo collegato alle vicende principali della trilogia.       Link alle immagini: https://www.repubblica.it/cultura/2021/09/19/news/buon_compleanno_dylan_dog_e_dire_che_all_inizio_sembrava_un_flop_-318054882/ - https://www.meganerd.it/dylan-dog-nuova-trilogia-scritta-da-roberto-recchioni/
Bonus affitto giovani 2022
Settembre 08
Il sogno o la necessità di andare a vivere da soli per motivi di studio o lavorativi è condiviso da molti ragazzi e ragazze ma spesso si scontra con la difficoltà del pagamento d’affitto elevato. La nuova legge di bilancio 2022 ha introdotto un’importante agevolazione per i giovani: il bonus affitto. Il Bonus affitto per i giovani è una detrazione che agevola fiscalmente i giovani di età compresa tra i 20 e i 31 anni non compiuti, con un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro che stipulano un contratto di locazione per una casa o sua porzione. La detrazione può essere pari a 991,60 euro e si propone di favorire l’indipendenza dei giovani. Nel caso in cui questo importo venga superato, si può richiedere la detrazione del 20% del canone di locazione, per un massimo di 2.000 euro. La detrazione è valida per i primi quattro anni di durata contrattuale.   Per ricevere il bonus è necessario aver stipulato un contratto di affitto di un’intera abitazione o di una stanza all’interno di un appartamento condiviso. Sono esclusi gli alloggi di lusso, storici, popolari e turistici. L’immobile inoltre deve essere sito di residenza e deve essere diverso da quello dal luogo di residenza dei genitori. In presenza dei requisiti necessari per poterne beneficiare, trattandosi di un’agevolazione fiscale, è sufficiente presentarla in sede di dichiarazione dei redditi. Non si tratta di uno sconto sul canone di affitto concesso dal proprietario, né si riferisce a un’erogazione di somme di denaro dallo Stato. Per poter usufruire del Bonus è indispensabile la regolarizzazione del contratto di affitto. Questo deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni da parte del locatore che, entro 60 giorni, è tenuto a informare l’inquilino dell’avvenuta registrazione.   In effetti ci sono state delle ulteriori agevolazioni rispetto alle concessioni del bonus precedente. La misura, prevista dall’articolo 1, comma 155 della legge di bilancio 2022 che sostituisce l’articolo 16 comma 1-ter del TUIR, è finanziata con il fondo affitti giovani. L’agenzia delle entrate con la circolare 9 del 1 Aprile ha chiarito le modifiche normative rispetto alla disciplina precedente. Quest’anno, infatti, la detrazione è prevista anche nel caso in cui la locazione riguardi solo una porzione dell’unità immobiliare mentre precedentemente riguardava solo il possesso di un immobile completo. La circolare del 1 Aprile inoltre ha introdotto una detrazione più elevata, una validità del bonus di 4 anni invece della precedente proposta che ne comprendeva solo 3 e un’estensione di validità del bonus fino ai 31 anni d’età. Nel caso in cui il contratto di locazione è stipulato da più locatari, solo coloro che hanno i requisiti di età previsti dalla norma potranno usufruire della detrazione. Sebbene questo bonus sia una buona agevolazione per molti ragazzi, la soluzione migliore sarebbe proporre una diminuzione degli affitti per i più giovani ma purtroppo questa è un’utopia.                 Link alla foto: https://www.bing.com/images/search?view=detailV2&ccid=wBK4uj%2bQ&id=4E46A7819931DCE152189A2B95497205B5429BB2&thid=OIP.wBK4uj-Q8mzqxhBO5GjJDQHaEO&mediaurl=https%3a%2f%2fwww.ilcorrieredellacitta.com%2fwp-content%2fuploads%2f2020%2f04%2fBonus-affitto.jpg&cdnurl=https%3a%2f%2fth.bing.com%2fth%2fid%2fR.c012b8ba3f90f26ceac6104ee468c90d%3frik%3dsptCtQVySZUrmg%26pid%3dImgRaw%26r%3d0&exph=684&expw=1200&q=foto+bonus+affitto+giovani+2022&simid=608053093384739611&FORM=IRPRST&ck=15D1AB8DFB8A4164E6D37A67BD6698DB&selectedIndex=0
Matrimonio e unioni civili: la situazione in Italia
Settembre 08
In Italia il matrimonio è consentito solo a persone di sesso differente. Alle coppie omosessuali, invece, sono concesse unicamente le unioni civili. Tanti credono che non ci siano differenze tra unioni civili e matrimonio ma non è così.   In Italia la legge Cirinnà del 2016 ha segnato un punto di svolta per i diritti civili LGBTQA+. Questa legge, infatti, riconobbe le unioni civili per le coppie omosessuali che prima non avevano alcuna possibilità di unione. In realtà, anche le unioni civili sono molto limitanti ed escludono alcuni diritti e doveri previsti invece per le coppie sposate. Per esempio, a differenza del matrimonio, nelle unioni civili manca il riconoscimento automatico di figli e figlie dal momento della nascita. Un bambino nato in un’unione civile, quindi, non è automaticamente figlio di tutti e due i coniugi. Questo vale sia in caso di adozione da parte di entrambi i genitori, sia per la stepchild adoption che in caso di fecondazione artificiale eterologa con donatore esterno. Chi è unito civilmente infatti non può adottare. In questi casi un bambino sarà figlio biologico di uno dei due coniugi ma sarà riconosciuto figlio dell’altro coniuge solo a livello giurisprudenziale.   Nel 2014 è stata esposta una sentenza dal tribunale dei minori di Roma che non vieta totalmente la richiesta d’adozione. Questa dichiara che l’adozione può essere ammessa dopo un’indagine svolta da un giudice che riconosca che l’adozione realizza il preminente interesse del minore. La legge Cirinnà, inoltre, non riconosce neppure la possibilità per le coppie omosessuali di fare ricorso alla fecondazione assistita eterologa. Questi evidenti limiti riscontrati in Italia per le coppie omosessuali trovano spesso soluzione recandosi all’estero. Nel caso in cui un’adozione avvenga all’estero, questa è riconosciuta in quanto non va contro i principi di ordine pubblico internazionale. La maggior parte delle coppie, quindi, si reca in altri paesi per la fecondazione assistita ma il problema si ripresenta al ritorno in Italia. Qui infatti la Corte di Cassazione proibisce la rettificazione dell’atto di nascita per il genitore non gestante o non biologico.   Il mancato riconoscimento della possibilità di sposarsi alle coppie omosessuali evidenzia come il nostro paese sia indietro rispetto a molti membri dell’unione europea. Pochi giorni fa, ad esempio, La Slovenia ha riconosciuto gli stessi diritti delle coppie eterosessuali alle unioni civili. Si propone, inoltre, un ulteriore miglioramento proponendo una legge per l’uguaglianza e le pari dignità familiari. Questa differenza dimostra come alle coppie omosessuali non vengano riconosciute la stessa dignità e lo stesso status delle coppie eterosessuali. Inevitabilmente, inoltre, questo causa disagio e sofferenza anche ai figli. Nonostante la legge Cirinnà sia stata un miglioramento storico in passato, questa attualmente si mostra avversa al mantenimento dei pari diritti di ogni individuo. Per colmare le lacune Italiane e per garantire la tutela di tutti i cittadini si dovrebbe introdurre il matrimonio egualitario, il riconoscimento alla nascita per i figli delle coppie dello stesso sesso, l’accesso alle adozioni e l’accesso ai percorsi di procreazione medicalmente assistita.                 Link: https://th.bing.com/th/id/R.6d99c7f7f5421a36b23c20c45ce2fdc6?rik=DYUoXcc30rxCNw&pid=ImgRaw&r=0
Un grande pezzo di storia se ne va: ci lascia la regina Elisabetta II
Settembre 08
Risale alle ore 19:33 di oggi la sconvolgente notizia della morte della regina Elisabetta II. All’età di 96 anni la regina d’Inghilterra si è spenta, oscurando i cuori di tanti suoi sostenitori.   Nelle scorse ore il Palazzo Reale aveva diffuso un comunicato per dire che i medici della regina erano preoccupati per le sue condizioni di salute e, poco dopo, tutti i familiari l’avevano raggiunta al castello di Balmoral, in Scozia. La famiglia reale ha comunicato dopo poche ore che la regina è morta in pace questo pomeriggio e che il re Carlo e la regina consorte Camilla rimarranno lì questa sera e torneranno a Londra domani.   Elisabeth Alessandra Mary nacque a Londra il 21 Aprile 1926 e divenne la nuova erede al trono inglese il 6 Febbraio 1952 dopo la morte del padre Giorgio VI. Il 2 giugno 1953 fu ufficialmente incoronata e divenne la prima monarca inglese proclamata in eurovisione. La regina ha regnato per ben settant’anni ed è stata la sovrana più longeva del mondo. Inoltre, ha visitato ben 193 Paesi, ha incontrato 15 premier britannici, 13 presidenti degli Stati Uniti e molti grandi leader del mondo.    L’operazione London Bridge è stata da poco avviata tramite la celebre frase in codice “London Bridge is down”. Con questa frase prende avvio l’operazione che descrive cosa debba accadere alla morte della regina. Questo piano esiste da più di 65 anni ed è suddiviso in diverse tappe. Inizialmente il premier britannico viene avvertito da un funzionario dell’accaduto. Dall’unità di crisi del ministro degli Esteri britannico parte un messaggio per i governi del Commonwealth di cui la regina è capo dello Stato. Infine, vengono informati ambasciatori e primi ministri stranieri e poi il mondo intero. Intanto, viene posto sul cancello del Palazzo Reale un avviso di lutto. Il sito web reale diventerà una pagina con quello stesso avviso su uno sfondo nero. Subito dopo la morte della regina il futuro re Carlo ha parlato al Paese: “La morte della mia amata madre è un momento di grande tristezza per me e per tutti i membri della mia famiglia. So che la sua morte sarà profondamente sentita in tutto il Paese, il Regno, il Commonwealth e da innumerevoli persone nel mondo. È di conforto la consapevolezza dell’affetto e del rispetto provato per la regina”.   Elisabetta II ha dedicato tutta la sua vita alla monarchia ed è stata fedele alla promessa che fece da giovane a Cape Town, quando era appena diventata regina. In quell’occasione dichiarò davanti a tutti che avrebbe trascorso la sua intera vita, sia essa lunga o breve, al servizio della grande famiglia imperiale a cui tutti appartengono. Fin dai primi anni del suo Regno la regina mostrò un grande rigore che si era autoimposta ma, con il passare degli anni, si è notevolmente ammorbidita, anche se si è sempre dimostrata riservata in pubblico. Fin dal 1952, quando divenne regina, ha dimostrato determinazione, onestà, sensibilità e preparazione fuori dalla norma. Sebbene fosse una regina inglese, tutto il mondo ne sentiva il suo impatto e purtroppo la morte della Regina Elisabetta rappresenta la fine un’era.               Link alla foto: https://www.google.com/imgres?imgurl=https%3A%2F%2Fwww.quotidianodiragusa.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2022%2F09%2Fmorta-regina-elisabetta.jpg&imgrefurl=https%3A%2F%2Fwww.quotidianodiragusa.it%2F2022%2F09%2F08%2Fdal-mondo%2Fe-morta-la-regina-elisabetta-scatta-london-bridge-carlo-e-re%2F&tbnid=UX5CeSWKAZo2FM&vet=12ahUKEwiMjdXa74X6AhVewLsIHVYJApAQMygpegUIARCHAg..i&docid=5ff7OeWQ1mMsPM&w=1524&h=1054&itg=1&q=foto%20morte%20regina%20elisabetta&ved=2ahUKEwiMjdXa74X6AhVewLsIHVYJApAQMygpegUIARCHAg
Bonus trasporti pubblici 2022
Settembre 07
Dal 1 settembre 2022 è possibile richiedere il bonus trasporti pubblici riconosciuto a studenti e lavoratori che hanno un reddito inferiore a 35.000 €. Questo bonus fornisce un aiuto economico di 60 € mensili per mitigare gli effetti negativi dell’aumento dei prezzi sull’economia familiare.   La misura è stata introdotta nel decreto Aiuti che ha previsto un fondo di 79 milioni di euro, poi arricchito dal decreto Aiuti bis con ulteriori 101 milioni di euro per l’anno 2022. Il bonus trasporti pubblici è un contributo erogato a tutti coloro che sottoscrivono abbonamenti per i servizi di trasporto pubblico e di trasporto ferroviario nazionale che hanno dichiarato nel 2021 un reddito personale al di sotto dei 35.000 €. Il buono è pari o inferiore al 100% della spesa da sostenere. Ogni beneficiario può chiedere un solo bonus trasporti al mese nel limite dei 60 € previsti entro il 31 dicembre 2022 o fino a esaurimento risorse.   Il bonus di 60 € per abbonamenti ai trasporti pubblici spetta a studenti, lavoratori e pensionati, dunque a tutti coloro che usufruiscono di tali servizi. L’agevolazione è riconosciuta a coloro che hanno già attivi o sottoscriveranno abbonamenti per i servizi di trasporto pubblico locale, regionale o interregionale ovvero per i servizi di trasporto ferroviario nazionale. Il bonus è utilizzabile per l’acquisto di abbonamenti annuali o mensili a seconda delle necessità. Per richiedere il bonus trasporto pubblico deve essere usata la piattaforma informatica raggiungibile presso il sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. La persona interessata presenta un’istanza a titolo personale o per conto di un minore effettuando l’accesso alla registrazione sul portale tramite Spid o carta d’identità elettronica. All’atto della registrazione, il beneficiario fornirà le dichiarazioni sostitutive di autocertificazione.   Senza dubbio questo bonus ha riscontrato fin da subito un buon esito infatti nella prima settimana di settembre sono già più di 515mila i voucher emessi nell’ambito del bonus trasporti. Questa è una misura importante a sostegno delle famiglie, dei lavoratori e dei giovani per ridurre i propri costi di trasporto. Di recente, infatti, la popolazione è già provata a causa dell’aumento del caro-energia dunque può essere utile una riduzione di prezzi che favorisce l’uso di veicoli pubblici. Questa iniziativa è fondamentale soprattutto perché induce molte più persone ad utilizzare i mezzi pubblici e non privati, favorendo la riduzione dell’inquinamento dell’aria e un minor impatto ambientale.               Link alla foto: https://www.google.com/imgres?imgurl=https%3A%2F%2Fwww.motori.news%2Fwp-content%2Fuploads%2F2022%2F07%2FBonus-autobus-e-treni.jpg&imgrefurl=https%3A%2F%2Fwww.motori.news%2Fbonus-trasporti-60-e-tutti-per-te-sbrigati-a-fare-richiesta-la-scadenza-e-vicina-70606.html&tbnid=BehQuxLjgaPHEM&vet=12ahUKEwiIh8ee8oX6AhUlxgIHHbgvCUgQMygCegUIARCwAQ..i&docid=5iZCNXj8pHx5kM&w=1280&h=720&q=foto%20bonus%20trasporti&ved=2ahUKEwiIh8ee8oX6AhUlxgIHHbgvCUgQMygCegUIARCwAQ
Perché sarebbe opportuno abolire i jet privati per difendere l'ambiente
Settembre 06
Nelle ultime settimane si sta discutendo molto dell’impatto ambientale dei jet privati e della possibilità di vietarne il volo in Italia. Ovviamente, la proposta di abolizione dei jet privati ha diviso i social tra chi è a favore e chi è contrario.   È un dato di fatto che la componente di popolazione più ricca del pianeta inquina il doppio della metà più povera. Per questo, il prezzo delle necessità dei più ricchi è pagato da tutti e lo pagheranno soprattutto le generazioni future. In realtà, i jet privati rappresentano una questione di disuguaglianza climatica. In quattro ore, infatti, un jet privato emette circa la stessa quantità di CO2 di quella che un individuo produce in un anno. I viaggi su jet privati potrebbero essere sostituiti percorrendo tragitti via treno che sono 50 volte meno inquinanti oppure via aereo commerciale che sono tra Le 5 e le 14 volte meno inquinanti.   Nella campagna elettorale di settembre l’alleanza verdi e sinistra italiana ha presentato su Facebook la propria campagna per l’abolizione dei jet privati. “Jet privati per spostamenti brevi e superflui, come un aperitivo a Mykonos dalla Sardegna e ritorno in 24 ore. Tonnellate e tonnellate di CO2 emesse quasi per gioco. Una follia”. Anche parte del programma elettorale del partito Unione Popolare chiede: “Uno stop all’utilizzo di jet privati e una progressiva eliminazione dei viaggi aerei su tratte brevi coperte da adeguate linee ferroviarie”. Inevitabilmente questa discussione ha creato un grande dibattito tra chi sostiene che sia necessario abolire un mezzo di trasporto utilizzato da pochi privilegiati ed altamente inquinante e chi invece crede che la questione sia irrilevante.   Alcuni, per esempio, evidenziano come in Italia risultino solo 133 jet privati registrati fiscalmente ma la realtà è ben diversa. Molti jet privati posseduti in Italia, infatti, non sono registrati nel nostro paese ma altrove, dove è più conveniente. Inoltre, ad inquinare sono anche i jet stranieri che volano in Italia.  Purtroppo è da considerare il fatto che l’abolizione dei jet privati si scontri con gli interessi legati al turismo e all’economia. I jet privati in Italia, infatti, favoriscono il turismo di lusso che porta grandi guadagni. Una soluzione per combattere le emissioni di CO2 dei jet privati potrebbe essere il carbon offsetting ossia compensare il proprio impatto ambientale finanziando progetti per ridurre le emissioni altrove. Questo però non disincentiva le emissioni e permette agli attori principali di liberarsi della responsabilità di ridimensionare il proprio impatto ambientale. Questa iniziativa potrebbe dunque funzionare solo se accompagnata da un impegno nel ridimensionare il proprio impatto ambientale. Sarebbe opportuno almeno limitare l’utilizzo dei jet privati per questioni di sicurezza e non per motivi futili; tutti dovrebbero responsabilizzarsi di più data la terribile situazione climatica e ambientale in cui verte il paese.                   Link alla foto: https://www.bing.com/images/search?view=detailV2&ccid=5DbtSxPp&id=09AF6CC1A5B6BEFC9E4A2B92ACB54B02ECA5B62E&thid=OIP.5DbtSxPpA_n-7PNftCUCFwHaEM&mediaurl=https%3a%2f%2fq3.informazione.it%2fpics%2fb7157bde-add6-48c2-8d5d-37c47bfcea9c.jpg&cdnurl=https%3a%2f%2fth.bing.com%2fth%2fid%2fR.e436ed4b13e903f9feecf35fb4250217%3frik%3dLral7AJLtaySKw%26pid%3dImgRaw%26r%3d0&exph=1020&expw=1800&q=foto+abolizione+jet+privati&simid=608021508196282171&FORM=IRPRST&ck=7005E2F53ECAA7D5A7CA4500FD159584&selectedIndex=0
Eventuale ritorno del nucleare in Italia: pro e contro
Settembre 04
Parlare di energia nucleare in Italia ha assunto, soprattutto negli ultimi vent’anni, le caratteristiche di un argomento avvolto di disinformazione e stereotipi. L’alta pericolosità degli impianti e lo sfruttamento del materiale radioattivo hanno convinto gli italiani a decretare la fine della presenza di centrali atomiche nel nostro Paese. Questo ha determinato l’utilizzo di altre fonti energetiche sfruttando risorse fossili o rinnovabili. La scelta italiana di uscire dal nucleare, in realtà, non è mai stata presa direttamente dei cittadini perché gli italiani hanno sempre risposto unicamente a domande referendarie legate all’utilizzo e al deposito di materiali fossili. Il nucleare, invece, è spesso stato materia di competenza dello Stato. Dagli anni 60, dunque, si è assistito al graduale spegnimento delle centrali presenti sul territorio e alla loro progressiva dismissione.   Lo sfruttamento dell'energia nucleare in Italia ha avuto luogo tra il 1963 e il 1990. Le quattro centrali nucleari italiane sono state poi chiuse a causa dei limiti d'età o a seguito dei referendum del 1987. Il dibattito sull'eventuale reintroduzione dell'energia nucleare si era aperto fra il 2005 ed il 2008 dopo l'impennata dei prezzi di gas naturale e petrolio. L’argomento è stato poi nuovamente messo da parte con il referendum abrogativo del 2011. Attualmente, sembra che il nucleare sia tornato ad essere argomento di discussione prima delle elezioni di settembre. Sostenuta o avversata dai partiti per motivi diversi; l’energia nucleare è spesso vista dall’opinione pubblica in modo negativo. Il nucleare, ovviamente, ha i suoi pro e i suoi contro. L’energia nucleare, per esempio, ridurrebbe le emissioni di anidride carbonica responsabile dell’effetto serra, eliminerebbe il legame di dipendenza dell’Italia da altri Paesi fornitori di energia e gas, fornirebbe energia più pulita e a basso costo. D’altra parte, però, i costi per costruire una centrale nucleare sono elevati così come quelli dello smaltimento delle scorie. Ci vogliono innumerevoli anni affinché i rifiuti nucleari non siano più radioattivi, il trasporto di scorie nucleari ha un alto costo e le eventuali fuoriuscite dalle centrali provocherebbero danni a lungo termine all'ambiente e all'uomo.   Prima della presentazione degli attuali programmi elettorali, ambiente e transizione energetica non sono stati temi su cui i partiti politici hanno puntato molto. Eppure, la lotta al cambiamento climatico dovrebbe essere una priorità assoluta per tutti e potrebbe essere uno dei principali temi di dibattito in campagna elettorale. È necessario considerare che il tema energetico sia molto complesso da affrontare in questo momento. Questo accade soprattutto perché la recente guerra in Ucraina ha reso evidente a molti italiani l’eccessiva dipendenza dal gas russo. Un altro motivo che rende difficile ma indispensabile la discussione riguardo le fonti energetiche è l’emergenza climatica. Questa, infatti, necessita di un piano strutturato di investimenti per migliorare le condizioni climatiche future. Servono soluzioni realistiche, urgenti ed efficaci per contrastare l’aumento dei prezzi, la dipendenza energetica e tutto ciò che ne deriva.                 Link alla foto: https://static.ohga.it/wp-content/uploads/sites/24/2020/07/reattore-nucleare-attivo.jpg

Toy Story 4: l'anteprima italiana

Sabato, 22 Giugno 2019 16:11 Pubblicato in Cinema

Il ciclone "Elite"

Sabato, 08 Dicembre 2018 12:51 Pubblicato in Serie Tv

16 anni e incinta. . . che dico?! Molto meno!

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Giovedì, 22 Novembre 2012 09:12 Pubblicato in Al Femminile

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