Nuove (e non tanto) per l'anno nuovo!

La Star Comics sta facendo le pulizie d’autunno, rispolverando da vecchi scaffali serie manga che ha...

Nuove (e non tanto) per l'anno nuovo!

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"8 giorni alla fine" (8 tage): una lenta marcia verso il disastro

[SPOILER ALERT] Una donna in abito da sposa stringe il figlio appena nato e guarda in alto, verso la...

La partita del futuro, al San Paolo la sfida tra saperi e nuove idee

Il 16 ottobre 2019 allo stadio San Paolo di Napoli si terrà "La partita del futuro, al San Paolo la ...

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Nuove (e non tanto) per l'anno nuovo!
Ottobre 16
La Star Comics sta facendo le pulizie d’autunno, rispolverando da vecchi scaffali serie manga che hanno da tempo imboccato la strada del “dimenticatoio” e le ennesime nuove edizioni di serie manga non ancora terminate in Italia, riproponendole in “nuove”, nemmeno più di tanto, vesti.     Ritorna in tutte le fumetterie dal 9 ottobre una delle serie più apprezzate e longeve in Italia, Jojonium. Le Bizzarre Avventure di JoJo ripartono dal principio con un’edizione nuova e scintillante, a detta dell’editore. Riparte la lotta tra bene e male concepita dalla mente geniale del sensei Hirohiko Araki, ospite atteso al Lucca Comics and Games 2019.   Da gennaio, invece, ripescato dai meandri di qualche magazzino, ritorna un cult del mondo dei manga, Tokimeki Tonight, meglio conosciuto in Italia come Ransie La Strega. La serie sarà accompagnata anche da Eto Mori Na Kakeuchi, volumetto unico. Si tratta di un prequel sul passato dei genitori della strega più famosa. Ranze Eto è la classica liceale come tante, se solo non fosse per un dettaglio di non poco conto: i suoi genitori sono un vampiro e di una lupa mannara. E se la sua vita da umana è di per sé complicta, le cose in famiglia si fanno ancor più incasinate. Ranze finisce con l'innamorarsi del suo compagno di classe Shun Makabe, ma i suoi genitori, ovviamente, sono contrari, perché vorrebbero vederla accanto a qualcuno che provenga dal mondo magico!   Link alle immagini: https://global.rakuten.com/en/store/mangazenkan/item/m8780402382/  -  https://myanimelist.net/anime/10594/Tokimeki_Tonight_Recaps/pics  https://redcapes.it/lucca-comics-games-2018-tutti-gli-annunci-manga-di-edizioni-star-comics/
Nuove (e non tanto) per l'anno nuovo!
Ottobre 16
La Star Comics sta facendo le pulizie d’autunno, rispolverando da vecchi scaffali serie manga che hanno da tempo imboccato la strada del “dimenticatoio” e le ennesime nuove edizioni di serie manga non ancora terminate in Italia, riproponendole in “nuove”, nemmeno più di tanto, vesti.     Ritorna in tutte le fumetterie dal 9 ottobre una delle serie più apprezzate e longeve in Italia, Jojonium. Le Bizzarre Avventure di JoJo ripartono dal principio con un’edizione nuova e scintillante, a detta dell’editore. Riparte la lotta tra bene e male concepita dalla mente geniale del sensei Hirohiko Araki, ospite atteso al Lucca Comics and Games 2019.   Da gennaio, invece, ripescato dai meandri di qualche magazzino, ritorna un cult del mondo dei manga, Tokimeki Tonight, meglio conosciuto in Italia come Ransie La Strega. La serie sarà accompagnata anche da Eto Mori Na Kakeuchi, volumetto unico. Si tratta di un prequel sul passato dei genitori della strega più famosa. Ranze Eto è la classica liceale come tante, se solo non fosse per un dettaglio di non poco conto: i suoi genitori sono un vampiro e di una lupa mannara. E se la sua vita da umana è di per sé complicta, le cose in famiglia si fanno ancor più incasinate. Ranze finisce con l'innamorarsi del suo compagno di classe Shun Makabe, ma i suoi genitori, ovviamente, sono contrari, perché vorrebbero vederla accanto a qualcuno che provenga dal mondo magico!   Link alle immagini: https://global.rakuten.com/en/store/mangazenkan/item/m8780402382/  -  https://myanimelist.net/anime/10594/Tokimeki_Tonight_Recaps/pics  https://redcapes.it/lucca-comics-games-2018-tutti-gli-annunci-manga-di-edizioni-star-comics/
"8 giorni alla fine" (8 tage): una lenta marcia verso il disastro
Ottobre 15
[SPOILER ALERT] Una donna in abito da sposa stringe il figlio appena nato e guarda in alto, verso la pioggia di fuoco che solca il cielo. [SPOILER ALERT]   Con questa immagine si chiude 8 giorni alla fine (titolo originale 8 tage), miniserie prodotta da Sky Deutschland e trasmessa in Italia su Sky Atlantic.   Un delicato tableau vivant? Forse. Ma di poetico c'è davvero poco in questa serie TV: nel corso dei suoi – ovviamente – otto episodi assistiamo al progressivo imbarbarimento dell'umanità, attraverso il collaudato espediente narrativo delle storie indivudali di un gruppo di personaggi che finiscono inevitabilmente con l'intrecciarsi e con l'acquistare significato.   Un movimento a spirale che trascina verso il basso qualsiasi forma di legame o solidarietà: al disordine sociale che aumenta man mano che l'asteroide Horus si avvicina alla Terra, si accompagna infatti lo stato di entropia dei rapporti umani, mostrati impietosamente in tutta la loro pochezza. Non ci sono personaggi positivi in questo mondo moribondo, ad eccezione forse di Deniz, poliziotto di origine turca che fino alla fine rimane ligio al suo ruolo e al suo dovere, [SPOILER ALERT] e per il quale non c'è – emblematicamente – posto né nel bunker di Klaus, né tantomeno in qualunque futuro attenda i sopravvissuti. [SPOILER ALERT]   È qui che risiede la forza e l'originalità di 8 giorni alla fine: pur trattando il tema trito e ritrito delle catastrofi globali, lo fa da un'angolazione diversa. Se serie come The Walking Dead, Falling Skies o Jericho descrivevano il mondo all'indomani della distruzione, 8GAF insiste con precisione da chirurgo – o da vivisettore? – su quello che succede immediatamente prima, sulla graduale dissoluzione della società civile e dei rapporti tra le persone: colleghi, conoscenti, amici, amanti o parenti più o meno stretti... non ha importanza, chiunque abbandona i propri simili, e presto o tardi si raggiunge lo stato in cui l'uomo, per l'altro uomo, è un lupo.   E se, come detto, c'è poco spazio per la poesia in questa corsa verso la catastrofe tanto realistica da far davvero paura in certi frangenti, ci si bea di quelle rare, anzi rarissime, eccezioni, come il "funerale vichingo" improvvisato da Hermann per suo padre Egon, in cui il rosso della barca in fiamme che si riflette nelle acque, si perde nel blu e nel nero dell'oscurità che attende l'umanità. Stesso discorso per la colonna sonora di David Reichelt, fatta di brani di assoluta bellezza, come Horus, che è anche il main title theme della serie.   Non sarà certamente Westworld, ma 8 giorni alla fine si dimostra un prodotto di eccellente fattura, una B+ alla quale manca davvero poco per essere una A. Benché il creatore Rafael Parente non lo abbia escluso a priori, al momento non è dato sapere se ci sarà una seconda stagione in cui provare ad innalzare ancora il livello dell'esperienza. Quel che è certo è che anche una volta spenta la TV, la domanda rimbomba ossessivamente nel cervello:   E tu, che saresti disposto a fare?             Link all'immagine: https://www.movietele.it/post/8-giorni-alla-fine-serie-sky-original
La partita del futuro, al San Paolo la sfida tra saperi e nuove idee
Ottobre 15
Il 16 ottobre 2019 allo stadio San Paolo di Napoli si terrà "La partita del futuro, al San Paolo la sfida tra saperi e nuove idee". La partita del futuro, non un match calcistico ma una "gara" tra gli studenti, è stata promossa dal Centro di Cultura e Studi Giuseppe Toniolo. L'evento, ad ingresso gratuito, si svolgerà presso lo Stadio S. Paolo di Napoli e avrà inizio alle ore 9.00 con i saluti istituzionali del Sindaco di Napoli on. Luigi De Magistris e del Mons. Nicola Longobardo, Rettore della Basilica Incoronata Madre del Buon Consiglio. Protagonisti della manifestazione saranno i ragazzi degli Istituti superiori e delle Università che hanno aderito all'iniziativa con la presentazione e la premiazione di progetti. I dodici lavori migliori, selezionati da un comitato scientifico presieduto dal Prof. Antonino Zichichi, saranno presentati e votati dagli studenti delle scuole tramite un'apposita app. In rappresentanza dell'Università degli studi di Napoli "Partenope", a seguito di una selezione tra molteplici progetti candidati realizzata da una commissione di esperti dell'Associazione Onlus Toniolo, parteciperanno ben due dei gruppi vincitori della I Edizione del Contamination Lab Uniparthenope: MUSH Better (ORCESINI Samuele, IOVINELLI Riccardo, FRANCIER Gabriele, FINIZIO Alessandro) e Shark Patch (TODISCO Valeria, VOLLARO Carmen, PARISI Ornella, POZIELLO Vincenzo, POZIELLO Giuseppe, CIRILLO Angelina). Il Contamination Lab è un progetto promosso dal Dipartimento di Studi Economici e Giuridici (DiSEG) dell'Università degli studi di Napoli "Partenope", coordinato dal Prof. Antonio Garofalo e finanziato dal MIUR. Il Clab è nato con l'obiettivo di generare idee imprenditoriali attraverso la contaminazione di conoscenze, competenze e talenti sui temi della Blue Economy e della Circular Economy.   I partner dell'iniziativa sono:USR Campania - CISL Campania - BCC NAPOLI - CONFCOOPERATIVE - AIDP – UCID - REGIONE CAMPANIACisl Scuola Campania.Sono previste testimonianze di Presidi e Direttori Didattici delle Scuole Superiori della Campania, Arcidiocesi di Napoli e Pastorale Universitaria, Questore di Napoli, Prefetto di Napoli, Comandante della Polizia Locale di Napoli, Rettori delle Università campane, Associati AIDP ed Associati UCID Campania.
El Camino: il film di Breaking Bad non convince...
Ottobre 13
Era il 29 settembre 2013 quando (in America) andava in onda l’ultima puntata di Breaking Bad. Cinque stagioni che sono passate alla storia, amatissime da milioni di spettatori. Al punto che, quando nel novembre 2018 The Albuquerque Journal annunciò l’inizio di alcune riprese nella zona per un film tratto dalla serie, i fan andarono in visibilio. E il film si è fatto ed è stato distribuito su Netflix lo scorso 11 ottobre. El Camino è un sequel che promette di mostrare la fuga di Jesse Pinkman (Aaron Paul), non senza flashback che riportino a momenti importanti della serie. Il risultato, però, non è dei migliori. All’inizio del film Jesse è, come già detto, un fuggitivo. Alla fine? Ugualmente un fuggitivo. E nelle due ore di film che succede? Non molto, in realtà. Anzi, pochissimo. Nel “presente” – parliamo del 2013 in cui Jesse fugge dopo la sparatoria organizzata da Walt (Bryan Cranston) – il nostro protagonista si rimette in sesto, recupera dei soldi e organizza il proseguimento della sua fuga. Tutto qui. A riempire la pellicola sono numerosi – e lunghi – flashback riguardanti il periodo in cui Pinkman è stato prigioniero di Todd (Jesse Plemons) e la banda dello zio. Vi sono poi due flashback che hanno il sapore di essere stati messi lì giusto per autoreferenzialità: il primo è quello in cui si vede Walter White consigliare a Jesse l’iscrizione al college, quando la loro impresa era ancora agli albori; il secondo vede un rapidissimo scambio di battute tra Jesse e Jane (Krysten Ritter). Il problema è che questi flashback che costituiscono gran parte del film non aggiungono o rivelano particolari fondamentali alla storia del nostro spacciatore. Sembrano, anzi, quasi scene tagliate dalla serie proprio perché non rilevanti. Per quanto riguarda la fuga di Jesse nel “presente”, questa poteva essere tranquillamente inserita in un’ulteriore puntata del telefilm (cioè in un prodotto di breve durata). Ad aggravare la situazione c’è la totale assenza di familiarità e legame estetico, artistico e “di atmosfere” tra il film e la serie di cui è sequel: sembra di assistere ad una storia totalmente diversa, in cui anche i personaggi sono radicalmente cambiati rispetto a ciò che erano nello show. Altro piccolo dettaglio: il titolo. Il film prende il nome dall’auto con cui Jesse fugge, la Chevrolet El Camino inizialmente appartenuta a Todd. Ciò porta a credere che quest’auto abbia un ruolo determinante nella storia – come pure la scena di Skinny Pete (Charles Baker) interrogato dalla polizia che si vede nel trailer portava a credere che nel film la polizia avrebbe avuto un ruolo importante nella fuga di Jesse, ma non è stato così. In realtà, Jesse, proprio nei primi minuti del film, dopo aver raggiunto la casa di Badger (Matt L. Jones) e del sopracitato Skinny Pete, la lascia lì e ne prende un’altra. Certo, la El Camino appare nel flashback con Todd, ma non ha nessun ruolo importante. In conclusione, siamo quindi autorizzati a dire che il primo film prodotto, scritto e diretto da Vince Gilligan sia stato un flop? “Peccato, non hai vinto. Ritenta!” Link alla foto: https://www.news18.com/news/movies/el-camino-a-breaking-bad-movie-review-aaron-pauls-performance-aside-film-is-a-big-letdown-2342947.html
Continua la sua ascesa Alessandra Pepe
Ottobre 11
Anche quest'anno al Palazzo delle Arti di Napoli è ritornato, per il quinto anno, l'appuntamento con l'Expò Art Polis, rassegna culturale e artistica, a cura di Daniela Wollmann, organizzata dall'associazione culturale RivoluzionART/CreativiATTIVI in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e con Radio LDR, media partner ufficiale dell'evento. Il tema dell'edizione 2019 è: Mille colori, la città dell'accoglienza. Un'accoglienza riservata a performance artistiche e musicali, e proprio su questo ultimo aspetto ci siamo concentrati noi della sezione musicale di MyGeneration poiché abbiamo saputo che, tra i tanti artisti, è prevista anche la presenza di Alessandra Pepe, presentata proprio sulle nostre pagine in occasione del lancio del suo singolo "Donna in ogni senso" che, scritto in collaborazione con Giuseppe Deliberato ed il giornalista Lello La Pietra, verrà riproposto al pubblico del PAN. Ci fa piacere seguire la carriera di questa giovane e promettente cantante, presenza fissa nell'importante coro dei cantori di Posillipo, che ha già alle spalle molteplici esibizioni, sorrette da basi solide, come lo studio del pianoforte per oltre dieci anni, lo studio in didattica al Conservatorio di San Pietro a Majella e quello del canto. La sua versatilità permette alla sua voce di spaziare tra il mondo della musica lirica e quello della musica leggera, ed è per questa ragione che al PAN ci regalerà il 14 ottobre, alle 17 e 30, oltre all'ascolto del suo inedito anche l'ascolto delle canzoni napoletane classiche di cui non conosciamo la scaletta perché Alessandra vuole che sia una sorpresa per il pubblico. In alternativa all'ascolto dal vivo si potrà gustare la performance cliccando su questi link: http://www.radioldr.eu o https://www.facebook.com/radioldr .   La foto dell'articolo è stata presa dalla pagina Facebook di EmozionArt
Extravergine: comicità, critica, ma poco pathos...
Ottobre 10
Appiattimento e pregiudizio. Viviamo in un’epoca in cui il fatto di conoscere (anche) un solo ed unico dettaglio riguardante una persona fa credere agli altri di essere autorizzati ad etichettare quella persona. Che poi quella persona sia un individuo a 360°, con una sua storia e con le proprie sfaccettature non conta. Perciò se incontrassimo una ragazza che a trent’anni è ancora vergine potremmo benissimo giudicarla come una sfigata, giusto? Eppure una trentenne vergine è la protagonista di una nuova serie tv, Extravergine, i cui primi due episodi sono andati in onda ieri sera su FoxLife (canale 114 di Sky). La nostra eroina si chiama Dafne, è interpretata da Lodovica Comello, è vergine ma si ritrova a dover curare una rubrica di sessualità nella rivista per cui lavora. La prima a rivelare il pregiudizio è proprio Dafne, convinta di doversi vergognare del fatto di non aver ancora fatto sesso per paura dell’opinione della gente. Ne è convinta perché è circondata da persone superficiali, insensibili e allucinate. Ciò si rivela, in modo estremamente piacevole e originale, in vari elementi della serie: innanzitutto nei dialoghi, che vedono solo Dafne parlare in modo “normale”, mentre gli altri utilizzano frasi fatte e hashtag; in secondo luogo anche le ambientazioni e la fotografia comunicano questa distorsione riempiendo lo schermo di colori scintillanti, accesissimi e in contrasto tra loro, come se fossimo catapultati in un trip allucinogeno. Detto ciò e aggiungendoci che ogni episodio ha una durata di circa venti minuti, la serie ha un ritmo notevolmente sostenuto e rapido e, per quanto riguarda le prime due puntate, questo influisce non poco sulla reazione emotiva del pubblico e sulla trama, che appare alquanto sbrigativa e semplice – per non dire banale (SPOILER ALERT: vogliamo parlare del bad boy fighetto che ovviamente ci prova con l’inconsapevole Dafne?) – e impedisce un approfondimento psicologico della figura della protagonista che permetterebbe agli spettatori di stabilire un reale legame, al di là delle risate che indubbiamente la serie produce. Link alla foto: https://www.dituttounpop.it/extravergine-serie-tv-fox-foxlife-lodovica-comello-trama-quando-inizia/
Un personale ricordo di Ginger Baker
Ottobre 09
  Per quelli come me, che sono cresciuti ascoltando i Pink Floyd, gli Who, i Cream e i Led Zappelin, il 6 Ottobre scorso è stato un giorno triste, poiché si è avuta notizia della morte di un altro dei nostri eroi, uno dei migliori batteristi al mondo: Ginger Baker.   Nel celebrare questo grande musicista non voglio scrivere semplicemente il solito coccodrillo riempi-pagina, ma vorrei focalizzare la mia attenzione sul perché, in molti casi, l'uomo dietro ai tamburi risulta essere il cuore pulsante di un gruppo musicale. Per avvalorare la mia tesi mi basterebbe ricordare che due musicisti ingombranti come Jimmy Page e Robert Plant si sono sempre rifiutati di riformare la loro band senza il compianto John Bonham.   In linea generale il batterista è stato sempre sottovalutato dagli ascoltatori rispetto a chitarristi e bassisti, ma invece è proprio lui che dà risalto al sound di un complesso musicale. Non si tratta semplicemente di ammirare solo chi è in grado di eseguire virtuosismi esagerati, ma di apprezzare chi è riuscito a dare il giusto "feel"ad ogni brano a cui ha dato il suo apporto.E Ginger Baker era uno di questi.   Dai suoi colleghi, a causa del suo carattere e del modo di suonare, era soprannominato Selvaggio e in realtà il suo stile focoso calzava a pennello per i Cream e i Blind Faith, nonché per tutti gli altri artisti che lo hanno voluto nelle loro formazioni.Lui non si limitava ad accompagnare il ritmo delle canzoni con un colpo di rullante e di charleston, (battutona), ma, scegliendo personalmente pelli e configurazione della batteria, come per esempio la doppia grancassa, ha rivoluzionato il modo suonare, dando vita ad uno stile ruvido e affascinante che enfatizzava con assoli interminabili.   Ma il suo genio creativo si mostrava in tutta la sua pienezza sopratutto quando suonava drum-fill particolari che davano al pezzo un colore di funky, di jazz o addirittura di musica etnica africana poiché intuiva che non bisognava essere intrappolati nei singoli generi musicali, ma, ponendo forse le basi alla Fusion Music, nata proprio proprio verso la fine degli anni '60, bisognava incorporarli.Niente male per chi non si sentiva affatto un ribelle!   La foto è stata presa dal seguente link: https://www.nme.com/blogs/ginger-baker-obituary-1939-2019-2551866   Ecco una sua esibizione presa da Youtube        
Road to Lucca: eventi, sorprese e novità!
Ottobre 07
Il sensei Rokuda Noboru padre del celebre manga Dash Kappei sarà presente alla convention grazie alla collaborazione con il Festival, Jungle, Anime Import e Edizioni Star Comics. È prevista la sua partecipazione ad eventi, incontri con il pubblico e attività varie, tra cui la presentazione dell’unica action figure su licenza ufficiale della Tatsunoko/Shogakukn in edizione limitata di 200 pezzi numerati.   L’acquisto della figure in fiera darà il diritto di farsi firmare la scatola dal sensei nello spazio creato appositamente per l’evento unico. In Piazza Star Comics Rokuda Noboru parteciperà ad una sessione autografi per la nuova edizione del manga.  Don Rosa sarà un altro attesissimo ospite della convention grazie alla collaborazione tra Lucca Comics and Games e Panini Comics. L’erede di Carl Barks è conosciuto in tutto il mondo per le sue storie di Paperon de’ Paperoni. La sua “Saga di Paperon de Paperoni” gli ha fatto vincere negli Stati Uniti il premio molto prestigioso Eisner Award. Don Rosa si è distinto perché è stato in grado di dare un certo spessore ai personaggi di una delle famiglie più famose dell’intero pianeta.    Altro ospite d’onore sarà Jim Starlin, padre della prima Marvel graphic novel, “La morte di Captain marvel”. Ha saputo creare esseri con poteri indicibili, come Thanos. Ha co-creato “Shang-Chi maestro del kung fu”, che sarà uno dei protagonisti nel 2021 nella quarta fase del Marvel Cinematic Universe. Ancora altre incredibili sorprese attenderanno i fans nell’edizione di quest’anno del Lucca Comics and Games.   Link alle immagini: https://www.mondofox.it/2019/07/30/lucca-comics-games-2019-aperte-le-prevendite-di-biglietti-e-abbonamenti/  -  https://www.luccacomicsandgames.com/it/2019/japan/ospiti/rokuda-noboru/  -  https://www.ebay.it/itm/THE-DON-ROSA-LIBRARY-19-ZIO-PAPERONE-E-PAPERINO-FUMETTO-PANINI-DISNEY-ITALIANO-/254231539386  -  https://comicstore.marvel.com/Captain-Marvel-by-Jim-Starlin-The-Complete-Collection/digital-comic/43257  - 
Joker, 50 sfumature di psicosi
Ottobre 07
  Attenzione. Spoiler alert.   Un’ Interpretazione profonda, sofferente,lo specchio di un dramma interiore, pervaso dalla voglia di riscatto, perfuso a tratti da un delirio d’ onnipotenza. Quello del Joker è un ritratto intimo e Phoenix lo incarna alla perfezione. Trae origine da un film del 1928 “ l’Uomo che ride” di Paul Leni, ispirato al romanzo di Victor Hugo. Il film vero e proprio ha principio nel momento in cui con un calcio letterale ad una porta, ne da uno figurato ai modelli di comportamento familiari e alle consuetudini. Cancellando con un pennarello non solo dal poster ma anche dalla sua mente il messaggio di sorridere sempre, inizia la dolorosa metamorfosi. E’ un personaggio, Arthur Flack, che sente, ancora prima di venire a conoscenza di determinate cose, il peso del giudizio di Thomas Wayne, forse dettato dall’ammirazione che la madre nutre nei confronti del milionario. Alle spalle di ogni risata incontrollabile, ben diversa dalla gioviale e scanzonata a cui siamo abituati si percepisce un senso di smarrimento oscuro, indotto dal suo problema psicologico e dal fatto che si tratti di un suono malato e compulsivo. Anche quell’attimo di soddisfazione crescente data dalla notizia che lo riguarda sul giornale, viene convertito in risentimento alla rivelazione sulla vera identità del padre, che muta ancora in rabbia nei confronti della madre. La stessa rabbia che lo logora quando Murray Franklin, suo idolo lo deride. Joker è pregno di sentimenti fanciulleschi che si acutizzano nel momento d’imbarazzo conseguente l’incontro col presunto padre, e dall’ angoscia quando viene a conoscenza della realtà sulla madre. Nutre però una forte speranza che puntualmente viene disattesa, non solo per via della patologia ma anche e soprattutto dalla delusione, risultato fisiologico della vita di tutti i giorni, traducendosi in un alternarsi di emozioni contrastanti. Non è così facile essere sempre felice. Non sa chi è, non sa definirsi ma ne sente un disperato bisogno. Quando finalmente viene a contatto con le proprie emozioni e riscopre la capacità di piangere nasce il nuovo Arthur Flack o meglio il vero e proprio Joker che si scrolla di dosso la vecchia vita attraverso La consapevolezza che “la sua vita non è una tragedia ma una commedia” come dice lui stesso. Si trasforma nel villain che tutti conosciamo, uno splendido, brillante, psicopatico Joker. La cattiveria gli dona un’ aura di freschezza, di giovinezza e finalmente sopraggiunge l’accettazione, la gratificazione la convivialitá attraverso l’acclamazione della Società ( anche se dalla parte malata) ma in fondo anche questa “That’s Life”. Raccontando della sua interpretazione Joaquin Phoenix rivela: "Ho perso quasi 25 chili. Ogni giorno mi alzavo con la paura di essere ingrassato: è una situazione assurda, quasi una malattia. Ma ho scoperto che senza tutto quel peso addosso ero molto più fluido, potevo fare movimenti che prima non sarei stato in grado di fare. Il lato negativo è che ero spesso di cattivo umore, sempre affamato e abbastanza debole. Però alla fine era proprio quello lo stato d’animo giusto per il Joker, uno che cerca di combattere i suoi seri problemi psicologici. La risata che incarna la fragilità del suo stato d’animo. È una risata dolorosa che nasce dal fondo dell’anima, disperata, più triste che felice. E poi il modo in cui si muove: ci sono momenti in cui danza in modo così leggero che sembra sollevarsi dalla tristezza del mondo in cui vive. Per questo mi sono ispirato a Ray Bolger, lo spaventapasseri de Il mago di Oz. Adoro il fatto che il suo personaggio risplenda attraverso la danza, la musica, le note, i solfeggi. Il mio Joker ha dei movimenti un po’ meccanici, un modo di gesticolare e muovere la testa che denota un’arroganza quieta prima … della tempesta. Spesso combinavo danza moderna e musica disco: il bello del Joker è che è davvero imprevedibile Non mi sono ispirato a nessun Joker. Però mi ricordo benissimo Jack Nicholson nel Batman di Tim Burton. E il bravissimo Heath Ledger. Ma ho preferito prepararmi senza fare riferimento a nessun lavoro precedente, neanche ai fumetti o serie tv. Volevo creare il mio Joker. Che fosse frutto della mia immaginazione. O della mia pazzia. Non è un film sui soliti supereroi, cattivi e umani con poteri speciali. A me i personaggi ispirati ai fumetti piacciono perché hanno problematiche reali, le stesse che abbiamo noi. Joker è proprio questo: uno di noi. Non ha padre, non ha amici, è ansioso, depresso, un lavoro infimo. Ha subito dei traumi ed è stato anche abusato da bambino… Poveraccio… Ha tutti i problemi di questo mondo. Non è stato né piacevole né facile entrare nella sua testa… ma sono orgoglioso di averlo conosciuto...".   Il film di Todd Phillips da un quadro esaustivo delle conseguenze che possono  verificarsi nel contesto di una società malata, dove la sopraffazione, il bullismo, la violenza gratuita sono ingrediente fondamentale. Caratteristica vincente del film è la dissonanza rispetto al modo del comic, e la preferenza di inserirlo in un contesto reale, quello della quotidiana frustrazione, dal sentore di fallimento sempre dietro l’angolo, condizione che porta l’ uomo a sviluppare atteggiamenti violenti. E' proprio questa fedeltà al mondo reale che rende la pellicola un gioiellino, una storia in cui il pubblico si sente, in un certo senso più vicino alla povera disillusa e insoddisfatta vittima degli eventi Joker, piuttosto che al patinato e straricco paladino Batman. Piccola curiosità, nel film è presenta anche un’ omaggio a Heath Ledger sebbene possa essere sfuggita ai più, La scena del Bacio alla dottoressa nello studio televisivo di Murray Franklinè un evento successo realmente quando il giovane Heath durante un’ intervista viene spaventato dal grido di una fan e per tranquillizzala le da un bacio sulla bocca, lasciandola finalmente senza parole.    https://www.instagram.com/p/B3ShAoGhBGl/?igshid=1s4t6uca57og6 Cosi come è presente un easter egg di Batman, nella scena iniziale del film dove attraverso un sofisticato gioco di inquadrature e luci prende forma il faccione mascherato del suo acerrimo nemico.  
Tu chiamale se vuoi… Emozioni: Battisti online sulle piattaforme di Streaming
Ottobre 06
C'è una bella notizia per gli affezionati che seguono la nostra sezione musica: le canzoni di Lucio Battisti sono finalmente disponibili sulle piattaforme di Streaming. Il contenzioso che vedeva contrapposti gli interessi degli eredi del cantante a quelli del paroliere Mogol e alla casa discografica Universal si è concluso. Infatti la società "Acqua Azzurra, Acqua Chiara", che deteneva i diritti editoriali del catalogo delle opere di Battisti-Mogol, per il declino degli introiti, è stata messa in liquidazione, e a partire dal 29 settembre 2019 il curatore fallimentare ha deciso di restituire alla SIAE il mandato per l'utilizzo online dei brani.   Battisti, come è capitato per Sergio Endrigo, per Jimmy Fontana e tanti altri cantanti, rischiava di non essere conosciuto e apprezzato dalle nuove generazioni poiché il suo "Canto libero", negli ultimi vent'anni, non è stato messo in risalto con musical, tributi o spettacoli a lui dedicati, e di questa mancanza qualcuno deve recitare il mea culpa.   Non scopriamo certo l'acqua calda affermando che Battisti è stato uno uno dei cantanti più importanti della musica leggera italiana e convintamente sosteniamo che il suo volto non meritava di finire impolverato sulle copertine di vecchi vinili né il suo nome meritava di essere chiuso nelle pagine ingiallite di un qualsiasi libro di storia della musica nazionale. Non a caso quando i suoi album sono stati distribuiti via streaming c'è stato un boom di ascolti. Spotify ha diramato due notizie apparentemente scollegate: la Playlist più ascoltata in questo momento in Italia è quella di Battisti e il 30% di chi ascolta "musica datata", come quella dei Beatles, è costituita da giovani che vanno dai 18 ai 24 anni.   Ciò dimostra che la nuova generazione non vuole ascoltare solo brani come "Carote", ma è pronta ad affiancare l'ascolto di musica Trap e Reggaeton con le melodie di Battisti che, nonostante avesse una voce priva di tecnica, sapeva, con le sue interpretazioni, stregare e provocare emozioni. Ma forse il suo più grande merito è stato quello di aver mandato in cortocircuito le regole del bel canto, miscelando, a suo piacimento, la melodia italiana con sonorità di varia provenienza.   Speriamo di non aspettare altri 20 anni per lo sdoganamento online degli ultimi album pubblicati in vita dove troviamo un Battisti irriconoscibile rispetto a Battisti del periodo d'oro.   La foto di copertina è stata presa dal seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Lucio_Battisti#/media/File:Lucio_Battisti_chitarra.jpg  
1994 l' Anno della Restaurazione
Ottobre 04
Andrà in onda da stasera( per ora) su sky e Now tv il capitolo finale della trilogia che racconta degli anni che hanno cambiato il paese a cavallo tra la prima e la seconda repubblica. La serie originale prodotta da Wildiside. creata da Alessadnro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo da un' idea di Stefano accordi andrà in onda ogni venerdì.La serie che si sviluppa in 8 episodi, è contestualizzzata nel 1994 anno cruciale della storia contemporanea italiana, e viene sviluppata attraverso le vicende personali professionali e poliiche dei protagonisti che si concretizzano nei rapporti con i protagonisti del terremoto politico dei primi anni 90'.   Attenzione da qui in poi Spoiler Alert.     Il 1994  è l'anno del cambiamento, l'anno della restaurazione, l' anno in cui Leonardo (Stefano Accorsi) si rende conto che se ascendere ial potere è una questione difficile conservarlo  è un' impresa da titani. Mentre Pietro ( Guido Caprino) fa i conti con se stesso  e pur avendo raggiunto la vetta del potere, dal suo ufficio del Viminale si rende conto di non esser cambiato poi tanto, trascinandosi sempe dietro il suo bagaglio di difetti umani e non riuscendo a staccarsi dal ricordo del suo unico vero amore. Veronica ( Miriam Leone)dal canto suo è sempre combattuta nella scelta di chi sarà il suo compagno però si fa strada in lei la consapevolezza di non voler avere più un ruolo marginale ma di voler essere protagonista si liberadell' idea di essere solo il trofeo di uomini potenti e si butta in politica diventando parlamentare. Sarà di nuovo presente anche Antonio di Pietro (Antonio Gerardi) impegnato nella sua strenua lotta a Silvio Berlusconi (Paolo Pieorbon) accompagnato dal fedelissimo Paolo Pellegrini neo onorevole che avevamo già visto in 1992 e 1993.    La nuova stagione come spiegato dai registi rinnova il suo concept, infatti  come spiega Giuseppe Gagliardi, la narrazione multistrand evolve in ogni singolo epidsodio e si dipana in stile e forma diversi, cambiano i toni, la messinscena, la fotografia e anche la musica. Netto il passaggio da ambientazioni claustrofobiche da politic-thriller ad atmosfere più glamour della Costa Smeralda. Ovviamente il carattere e la coerenzadei personaggi rimane tale.    Claudio Noce invece spiega come il 1994 costituisce lo spartiacque tra due mondi. Due modi diversi di essere cittadini, elettori, politici. E' l'inizio della Seconda Repubblica. " Ho avuto la fortuna di poter raccontare un pezzo di storia del nostro paeseattraverso le quattro puntate da me dirette .L' occasione di mettere in scena un quadro a volte distonico,all' interno del quale i personaggi si muovono spinti dalla voglia di vincere l' uno sull' altro. L' occasione di potergli stare così vicino da sentirne il respiro affannato della loro personale "guerra fredda". Sul terreno ci sono tutti gli elemnti della tragedia classica: il coro,la guerra,la politica, lo stato, il tradimento, l'amore e l' odio. La procura di Milano è teatro di una lunga battaglia. La sfida tra Silvio Berlusconi e Antonio di Pietro passa e si interseca  nella mente e nelle anime dei personaggi. Un quadro dove anche un gesto piccolo e semplice come levarsi di dosso la " divisa della battaglia" ( la toga) risulterà un gesto violento e strategico che si ripercuote nella Storia. ( Claudio Noce)  Immagini di Foti D.  
Le decostruzioni di Guy Bourdin.
Ottobre 04
   Tra qualche giorno avrà termine la mostra su Guy Bourdin ad Arlès. È certo che molti, leggendo questo articolo di una testata italiana, si chiederanno “Bhe si, grazie dell’informazione, ma come faccio ad andare in Provenza in due giorni?!”. Perdonatemi! Me lo chiedo anche io. Tuttavia la mostra, curata da Shelley Verthime, potrebbe essere un ottimo pretesto per parlare di quest’artista: fotografo di moda che ha rivoluzionato il modo stesso di rappresentare le donne all’interno di un’industria fortemente selezionata, in un contesto estremamente differente da quello attuale e che anzi, oggi, appare lo standard principale. Bourdin ha saputo mettere nelle sue foto innovazione, creatività e colori con contrasti forti, caricando tutto con un senso di angoscia ed effettuando una vera e propria decostruzione -tutte le sue foto si basano sulla rottura metaforica e reale dei corpi delle modelle- del mondo della moda.    Bourdin nasce nel 1928 a Parigi, in una città quindi dal forte fermento artistico. La sua vita però sarà caratterizzata da un rapporto conflittuale con le donne, dovuto, probabilmente, innanzitutto all’abbandono all’età di un anno da parte della madre e dal suicidio di sua moglie nel 1971.   Si dice del fotografo che avesse dei comportamenti piuttosto crudeli nei confronti delle sue modelle: atteggiamento che forse si può rivedere anche nelle sue foto, dove il soggetto scompare e diviene una sorta di manichino assemblato. Il corpo non è più rappresentato nella sua interezza, ma viene dato spazio alle sue parti: una vera e propria sineddoche della modella. Forse è proprio il rapporto “conflittuale” con le figure femminili più importanti della sua  vita ad emergere nelle sue opere. Le donne di Bourdin si caricano di un eros dirompente e spezzato, dando peso a corpi senza anima, ma carichi di colore: la plasticità delle forme femminili emerge dalle immagini allargando così i confini –letteralmente e metaforicamente- della fotografia di moda e pubblicitaria.        Dopo la sua morte sono poche, in realtà, le opere dell’artista ad essere state conservate: Bourdin non amava pubblicizzarsi e dunque molti lavori sono andati persi nel corso della sua vita, soprattutto a causa dell’autore stesso, che addirittura ne voleva la distruzione dopo la sua morte. La sua prima mostra è infatti una retrospettiva tenutasi a Londra, al Victoria & Albert Museum, nel 2003 e la sua prima raccolta è del 2001, ad oper del suo unico figlio Samuel, Exhibit A.    Con le sue opere Bourdin ha influenzato il lavoro di numerosi artisti e rivoluzionato il modo di fotografare la moda, creando, si può dire, un cambiamento all’interno dello stesso immaginario comune e dando, probabilmente a sua insaputa, un nuovo volto alla moda stessa che ha caratterizzato e costruito l’immagine mondiale di testate come Vogue.   Inmmagini: Guy Bourdin - Charles Jourdan, spring 1979 © THE GUY BOURDIN ESTATE, 2019 /COURTESY OF ART AND COMMERCE.  
ALESSIO BELLINI: RACCOLTA DEI MOZZICONI DI SIGARETTE, SIETE SICURI DI SAPERE TUTTO?
Ottobre 01
Alessio Bellini, 20 enne di Sanremo raccoglie mozziconi di sigarette dalle strade e dalle spiagge. La sua iniziativa ,concreta ed importante, è paradigma di impegno costante per la salvaguardia del nostro pianeta. Prima di agire è molto importante conoscere, per questo abbiamo deciso di intervistare Alessio.        Da dove è nata l'idea di raccogliere mozziconi di sigarette per strada?   Già da quando ero piccolo ero molto sensibile ai temi ambientali: la nonna mi faceva guardare i cartoni animati di David Gnomo e passavo molto tempo nella natura, è un amore che dura da sempre. L'idea di attivarmi, però, è nata lo scorso inverno, quando si è tanto parlato di Greta Thunberg e del suo Global Strike: questo mi ha portato a riflettere e a dirmi che protestare è una buona cosa, ma poi bisogna passare alle azioni. E io l'ho fatto. Non ho partecipato allo sciopero, ho preferito parlare poco e agire molto. Da febbraio, dedico un'ora al  giorno alla raccolta dei mozziconi.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           Cosa ti ha spinto a dedicarti quotidianamente a questa attività?   L'idea che non c'è tempo. Ogni giorno la gente getta i mozziconi per terra, se si vuole per lo meno mantenere un equilibrio, si devono raccogliere tutti i giorni, e più si è, meglio è. Purtroppo, l'inquinamento non fa pause, e quindi non possiamo farne nemmeno noi che lo combattiamo. E poi, voglio dimostrare a chi mi segue che io ci credo davvero, ci credo così tanto da investire ogni mia giornata in ciò che faccio.   Noti una maggiore sensibilità dei giovani rispetto agli anni precedenti?   Fortunatamente sì. Purtroppo, ci sono ancora un sacco di giovani che alla materia non sono interessati affatto o lo sono solo superficialmente, ma cosa mi conforta è che, in generale, vige una solida informazione. La gente sa. Qualcuno dice che la nostra sia la generazione del cambiamento: io non voglio deludere questa aspettativa, e invito tutti i miei coetanei a mettersi in gioco.   Pensi che le persone sappiano che la sigaretta è tra i rifiuti più dannosi per l'ambiente?   Purtroppo, questa è un'informazione che oggi manca a un sacco di gente. Si parla molto della plastica, ma in realtà la sigaretta rappresenta quasi metà dell'inquinamento degli oceani: basti pensare che un singolo filtro può inquinare oltre un litro d'acqua. Mi sento di dire che la responsabilità appartenga anche e soprattutto alle aziende che si occupano di rifiuti: esse, infatti, suggeriscono di conferire il mozzicone nell'indifferenziata. Questo è un grave errore, perché la sigaretta, contenente catrame, nicotina e polonio, è in realtà un rifiuto speciale che necessita un tipo di smaltimento particolare.   Che campagna si potrebbe utilizzare per aumentare l'informazione riguardante la pericolosità del filtro della sigaretta?   La mia azione di raccolta quotidiana non ha l'arroganza di voler cambiare il mondo, vuole essere, per l'appunto una campagna di sensibilizzazione e un po' di provocazione. Se poi, tanti ragazzi dovessero accettare la sfida, allora sì che si può puntare al cambiamento! Questo è ciò che si può fare dal basso, poi molto spetta anche alle istituzioni. Benissimo Sanremo, la mia città, la quale ha emanato l'ordinanza smoke free che vieta di fumare in spiaggia. Ora, il passo successivo è organizzare un processo di smaltimento dedicato alla sigaretta. Spero che le aziende se ne accorgano.   Quale fascia d'età noti sia maggiormente disinteressata alla questione ambientale?   Difficile a dirsi, ho notato sensibilità abbastanza diffusa, fortunatamente. Forse, però, gli anziani sono coloro che comprendono di meno l'urgenza: sono stati educati in una società dove la maggior crescita e la maggior produzione significavano un aumento del benessere, si era ben lontani dall'allarme ambientale. Tuttavia, questa è una panoramica molto generalista, non significa che un anziano non possa essere interessato o attivo in questo campo.   A 20 anni quanto ognuno di noi può concretamente aiutare il pianeta?   Marcel Proust diceva che ognuno può cambiare una piccola parte del mondo, ossia se stesso. Raccogliere qualche mozzicone o due bottigliette di plastica da una spiaggia, usare una borraccia, spostarsi con i mezzi pubblici, cercare di acquistare il più possibile prodotti a chilometro zero sono tutte azioni che chiunque può fare per migliorare il pianeta di quel poco. L'errore da non fare è pensare “se cambio solo io, non cambia niente”. Perché non è assolutamente così, ognuno di noi ha il dovere di essere controcorrente, poi il resto viene da sé. Io sono partito da Sanremo realizzando la mia iniziativa in solitaria, poi si è aggiunta mia sorella, poi i suoi amici, poi i miei colleghi in tutta la Liguria e il Piemonte. Se non avessi iniziato per paura che fosse inutile, oggi saremmo un centinaio in meno.   Pannellli informativi soprtattutto nelle grandi città potrebbero incentivare il cittadino al rispetto per l'ambiente?   Non saprei, posso dare una mia opinione. Io, sinceramente vedo che le parole, di per sé, costano poco e rendono ancora meno. La rivoluzione industriale, la Rivoluzione Francese, il Rinascimento... non sono stati incentivati da un governo, sono scaturiti dalla genialità delle persone più lungimiranti. Secondo me, più che pubblicizzare, le istituzioni dovrebbero organizzare iniziative che coinvolgano le imprese quanto il singolo cittadino, perché gli artefici dell'inquinamento quanto della pulizia, alla fine, siamo noi. Io sono fermamente convinto che le rivoluzioni debbano venire “dal basso”, bisogna metterci la faccia, come Thunberg, come tutti coloro che si stanno impegnando in un'iniziativa ecologica, e sono tanti.
Lucca Comics and Games 2019: anticipazioni su alcuni degli ospiti più attesi
Settembre 30
Manca sempre meno al Lucca Comics and Games 2019, la più importante convention italiana che ogni anno attrae sempre più persone. Si tratta di un evento in cui giovani e meno giovani si ritrovano a condividere in un clima di festa le proprie passioni. Molti saranno ospiti illustri e attesissimi, pronti a firmare autografi, a fare sketches, stringere mani e concedere foto. Tra loro ci saranno alcune leggende della nona arte come Hirohiko Araki uno dei più grandi mangaka, autore de Le bizzarre avventure di Jojo, quest’anno sarà ospite d’onore al Lucca comics and Games 2019 grazie alla sua collaborazione con la Star Comics. È certamente uno dei personaggi più attesi dell’edizione di quest’anno. Considerato che il sensei non ha mai partecipato ad una fiera del fumetto oltre i confini del Giappone, si tratterà di un evento più unico che raro. La casa editrice ha confermato la sua presenza soltanto il 30 e il 31 ottobre.   Altro importante e graditissimo ospite alla convetion lucchese è l’autore Chris Claremont, fumettista e scrittore inglese che lavora da circa cinquant’anni con la Marvel. Ha raggiunto un grande successo ineguagliabile con la serie Uncanny X-Men. Il suo successo dovuto anche al fato che è stato tra i primi ad usare i mutanti come metafora per tutti colori che vengono discriminati. Le sue storie ormai sono un caposaldo nell’industria del fumetto, dettando legge come trend topics sempre attuali.   Non poteva mancare all’appello Alessandro Bilotta, autore molto apprezzato, che ha conquistato Italia e Francia. È uno degli autori di Dylan Dog che ha ideato e scrive la saga Il Pianeta dei Morti. Bilotta ha vinto il premio il Gran Guinigi, il Micheluzzi, il Premio Repubblica XL e il Romics d’oro. Tra le sue ultime opere ricordiamo Valter Buio, lo psicanalista di fantasmi edito da Star Comics.   Questi e molti altri autori attenderanno i loro fans alla più importante fiera del fumetto italiana. Link alle immagini: https://www.imdb.com/name/nm1064632/  -  http://www.unleashthefanboy.com/comics/exclusive-interview-legendary-chris-claremont/76577  -  http://racconta.repubblica.it/repubblica-delle-idee/2018/bologna/index.php?page=speaker&id=684  -  https://www.wired.it/play/fumetti/2019/07/03/lucca-comics-games-programma-2019/
Bao Publishing, novità in arrivo: Le ragazze del Pillar
Settembre 29
Pilar to Post, forse per la maggior parte delle persone è un nome che non dice nulla, che non richiama nessun vago ricordo, ma tutti quelli che lo hanno conosciuto grazie al graphic novel  il Porto Proibitosanno che mi riferisco ad un locale molto in voga.   Teresa Radice e Stefano Turconi sono tornati con uno spin off dell’opera che li ha resi celebri e li ha consacrati come una delle coppie più prolifiche del settore fumettistico. Le ragazze del Pillar è un’opera che si è fatta attendere per tutti i fans in trepida attesa di rivivere le atmosfere delicate e romantiche assaporate nell’opera precedente, per altri un po’ meno, suscitando reazioni contrastanti.   “Lo avete aspettato, vi entrerà nel cuore, è in stampa in questo momento... è Le ragazze del Pillar Volume 1 di Teresa Radice e Stefano Turconi. Questo è il primo volume di una serie aperta, senza un finale previsto, per il momento, di storie autoconclusive, ma interconnesse, sulle prostitute del bordello che avete conosciuto nelle pagine de Il porto proibito. Ogni volume conterrà due storie, complete e a colori, e questo primo volume esce il 7 novembre (in anteprima a Lucca Comics & Games 2019, con gli autori).” (post dell’editore sulla propria pagina su Facebook)   A differenza dell’opera principale, Turconi ha fatto una scelta stilistica molto lontana dallo stile “sketchy” utilizzata ne il Porto Proibito. Le pagine saranno interamente a colori, inoltre la prima stampa dell’opera conterrà  pagine inedite create appositamente per l’edizione speciale e che non saranno pubblicate nelle successive ristampe.     Link alle immagini: https://stefanoturconi.blogspot.com/2015/04/17-napoli-comicon.html?m=1  -  https://www.tagsmood.com/hashtag/leragazzedelpillar  
Sailor Moon: novità e chiarimenti sul blocco dei diritti d'autore
Settembre 28
Negli ultimi giorni si è diffusa sul web la notizia secondo cui Naoko Takeuchi abbia di nuovo bloccato i diritti mondiali della serie Pretty Guardian Sailor Moon, escluso il Giappone. Sembra, però, che  non sia stata ancora confermata. Il tram tram delle supposizioni è iniziato dopo che sulla pagina Facebook della Viz Europe/Kaze Germania è comparso un post con cui si annuncia che l’uscita del blue ray di Sailor Moon è temporaneamente bloccata, senza fornire alcuna motivazione.   Secondo alcune indiscrezioni pare che ila causa sia che nel Box di Sailor Stars edito dalla Viz, la relazione tra Michiru e Haruka sia stata etichettata come amicizia, quando in realtà si tratta una storia d’amore. Anche se l’azienda ha cercato di ricorrere ai ripari, la Takeuchi non ha comunque gradito la censura. La serie ormai è abituata a subire ogni tipo di censura che ha stravolto totalmente la storia. Interi dialoghi tagliati, relazioni omosessuali omesse, parentele completamente inventate e negli Stati Uniti la colonna sonora è stata cambiata.   In Italia la serie è edita dalla Star Comics che ha pubblicato un comunicato stampa per tranquillizzare tutti i fans: “In seguito ai rumor che si susseguono online, secondo i quali l’autrice Naoko Takeuchi avrebbe bloccato i diritti di Sailor Moon in tutto il mondo, Giappone escluso, Edizioni Star Comics rende noto di aver preso contatto con la casa editrice Kodansha, la quale ha confermato che non c’è alcun riscontro ufficiale in merito alla questione e che comunque, trattandosi di rumor relativi all’anime, non hanno nulla a che vedere con la sezione publishing che gestisce i diritti internazionali del manga.” In Italia il fumetto di Sailor Moon Eternal Edition uscirà il prossimo 13 novembre.     Link alle immagini: https://kodanshacomics.com/2018/04/01/sailor-moon-eternal-edition-trailer/
TerraProject: uno sguardo collettivo
Settembre 27
    TerraProject è un collettivo italiano, nato a Firenze nel 2006. L’obiettivo del progetto, portato avanti da quattro fotografi – Michele Borzoni, Simone Donati, Pietro Paolini e Rocco Rorandelli –, è una ricerca fotografica di stampo documentaristico, incentrata su tematiche geopolitiche e sociali. Tra i primi collettivi fotografici a nascere in Italia, si propone, non solo come una piattaforma di promozione dei lavori dei singoli, ma anche come base per lo sviluppo di una nuova tecnica sperimentale: TerraProject non è solo una collaborazione, ma è anche il punto di partenza da cui creare, attraverso questa stessa collaborazione, uno sguardo multiplo favorito dalla presenza di più punti di vista che si vengono incontro; quattro membri in funzione di un quinto, un vero e proprio autore multiplo, come essi stessi lo chiamano. I fotografi, quindi, lavorano insieme su progetti collettivi, parallelamente ai propri individuali.    Nel corso di questi anni, le opere del collettivo hanno, inoltre, ottenuto numerosi riconoscimenti a livello mondiale, in particolare il World Press Photo nel 2010 e nel 2012. I membri. Michele Borzoni (1979) si diploma nel 2006 all’International Center of Photography di New York. Ottiene nel 2010 il riconoscimento, presso il World Press Photo, Singles, People in the news. Simone Donati (1977) ha frequentato il corso triennale di fotografia alla Fondazione Marangoni di Firenze. Dopo averlo concluso nel 2005, effettua presso Magnum Photos di New York uno stage, dopo il quale comincia a lavorare come fotografo professionista. Pietro Paolini (1981) frequenta anche lui il corso triennale di fotografia presso la Fondazione Maragoni di Firenze. Interessato al Sud America sarà proprio grazie ad esso che nel 2012 riuscirà ad ottenere il premio World Press Photo per la categoria Daily Life nel 2012. Rocco Rorandelli (1973), infine, intraprende la carriera fotografica dopo aver svolto il dottorato in biologia, nel 2006. Da allora realizza numerosi reportage in tutto il mondo ottenendo svariati riconoscimenti. Le immagini presenti in questo articolo sono dei fotografi sopra citati , lagallery completa può esser visionata sul sito Terreproject.net
TerraProject: uno sguardo collettivo
Settembre 27
    TerraProject è un collettivo italiano, nato a Firenze nel 2006. L’obiettivo del progetto, portato avanti da quattro fotografi – Michele Borzoni, Simone Donati, Pietro Paolini e Rocco Rorandelli –, è una ricerca fotografica di stampo documentaristico, incentrata su tematiche geopolitiche e sociali. Tra i primi collettivi fotografici a nascere in Italia, si propone, non solo come una piattaforma di promozione dei lavori dei singoli, ma anche come base per lo sviluppo di una nuova tecnica sperimentale: TerraProject non è solo una collaborazione, ma è anche il punto di partenza da cui creare, attraverso questa stessa collaborazione, uno sguardo multiplo favorito dalla presenza di più punti di vista che si vengono incontro; quattro membri in funzione di un quinto, un vero e proprio autore multiplo, come essi stessi lo chiamano. I fotografi, quindi, lavorano insieme su progetti collettivi, parallelamente ai propri individuali.    Nel corso di questi anni, le opere del collettivo hanno, inoltre, ottenuto numerosi riconoscimenti a livello mondiale, in particolare il World Press Photo nel 2010 e nel 2012. I membri. Michele Borzoni (1979) si diploma nel 2006 all’International Center of Photography di New York. Ottiene nel 2010 il riconoscimento, presso il World Press Photo, Singles, People in the news. Simone Donati (1977) ha frequentato il corso triennale di fotografia alla Fondazione Marangoni di Firenze. Dopo averlo concluso nel 2005, effettua presso Magnum Photos di New York uno stage, dopo il quale comincia a lavorare come fotografo professionista. Pietro Paolini (1981) frequenta anche lui il corso triennale di fotografia presso la Fondazione Maragoni di Firenze. Interessato al Sud America sarà proprio grazie ad esso che nel 2012 riuscirà ad ottenere il premio World Press Photo per la categoria Daily Life nel 2012. Rocco Rorandelli (1973), infine, intraprende la carriera fotografica dopo aver svolto il dottorato in biologia, nel 2006. Da allora realizza numerosi reportage in tutto il mondo ottenendo svariati riconoscimenti. Le immagini presenti in questo articolo sono dei fotografi sopra citati , lagallery completa può esser visionata sul sito Terreproject.net
Gigi la trottola: un grande ritorno molto atteso
Settembre 26
Gli anni 80 hanno segnato l’infanzia di molte generazioni. Sono gli anni in cui i millennials sono cresciuti guardando le migliori serie animate mai create come l’Uomo Tigre, Daitarn 3, Mazinga, Gigi la trottola e tanti altri, trasmessi su canali della tv nazionale e canali un po' più di nicchia che solo i veri nerd riuscivano a trovare.     Quest’anno uno dei colossi dell’editoria italiana ha deciso di annunciare il ritorno di una delle serie manga più irriverenti e geniali, Gigi – La trottola ritorna in Italia in una versione manga tutta nuova. La star Comics ha annunciato l’uscita di Dash Kappei ad ottobre e sarà composta da circa nove volumi.   “Un nuovo, geniale talento naturale sta per sconquassare i tranquilli giorni del Liceo Seirin: è Kappei Sakamoto, un aitante adolescente di neanche un metro d’altezza?!? Ma il fisico non è tutto, quando ci sono genialità, determinazione e una fede incrollabile. Fede nelle mutandine bianche, ovvio! Ed è proprio cercando una fanciulla dall’animo candido che indossi biancheria immacolata che Kappei finisce con l’iscriversi al club sportivo sulla carta meno adatto a lui: quello di basket! Sarà solo l’inizio di un’escalation che porterà il nostro vulcanico amico a conquistare la vetta di ogni sport in cui sceglierà di misurarsi. Torna finalmente uno dei personaggi più amati e ricordati dalla generazione degli anni ottanta, in una nuova, splendida edizione in formato perfect.”   Link alle immagini: https://www.nerdpool.it/2019/09/12/gigi-la-trottola-lautore-a-lucca-comics-games/  -  https://www.animeclick.it/manga/10380/dash-kappei  - https://en.wikipedia.org/wiki/Dash_Kappei  -    https://www.animeclick.it/manga/10380/dash-kappei
Gigi la trottola: un grande ritorno molto atteso
Settembre 26
Gli anni 80 hanno segnato l’infanzia di molte generazioni. Sono gli anni in cui i millennials sono cresciuti guardando le migliori serie animate mai create come l’Uomo Tigre, Daitarn 3, Mazinga, Gigi la trottola e tanti altri, trasmessi su canali della tv nazionale e canali un po' più di nicchia che solo i veri nerd riuscivano a trovare.     Quest’anno uno dei colossi dell’editoria italiana ha deciso di annunciare il ritorno di una delle serie manga più irriverenti e geniali, Gigi – La trottola ritorna in Italia in una versione manga tutta nuova. La star Comics ha annunciato l’uscita di Dash Kappei ad ottobre e sarà composta da circa nove volumi.   “Un nuovo, geniale talento naturale sta per sconquassare i tranquilli giorni del Liceo Seirin: è Kappei Sakamoto, un aitante adolescente di neanche un metro d’altezza?!? Ma il fisico non è tutto, quando ci sono genialità, determinazione e una fede incrollabile. Fede nelle mutandine bianche, ovvio! Ed è proprio cercando una fanciulla dall’animo candido che indossi biancheria immacolata che Kappei finisce con l’iscriversi al club sportivo sulla carta meno adatto a lui: quello di basket! Sarà solo l’inizio di un’escalation che porterà il nostro vulcanico amico a conquistare la vetta di ogni sport in cui sceglierà di misurarsi. Torna finalmente uno dei personaggi più amati e ricordati dalla generazione degli anni ottanta, in una nuova, splendida edizione in formato perfect.”   Link alle immagini: https://www.nerdpool.it/2019/09/12/gigi-la-trottola-lautore-a-lucca-comics-games/  -  https://www.animeclick.it/manga/10380/dash-kappei  - https://en.wikipedia.org/wiki/Dash_Kappei  -    https://www.animeclick.it/manga/10380/dash-kappei
"See you in an another life, brother" - 15 anni di Lost.
Settembre 23
Esistono momenti talmente importanti che cambiano la nostra percezione del passato e del futuro, che inevitabilmente ci spingono a porci delle domande e ad osservare ciò che ci circonda con occhi nuovi, costituendo di fatto degli spartiacque tra ciò che c'era prima e ciò che ci sarà dopo. Tali avvenimenti non riguardano solo ed esclusivamente la Storia con la S grande, ma investono virtualmente ogni ambito o attività umana. In letteratura l'annus mirabilis del 1921 ha cambiato le carte in tavola definitivamente, così come il mondo della musica non sarebbe stato più lo stesso dopo l'uscita di The Dark Side of the Moon.   Poiché la percezione di tali momenti non è uguale per tutti (potremmo stare a discutere per ore se nel mondo dei videogiochi abbia avuto un impatto maggiore l'uscita di Shenmue, Resident Evil Metal Gear Solid), esiste un metodo infallibile per individuare un evento spartiacque: l'orologio. Questo perché il Tempo - come si diceva una volta - è galantuomo, e se una cosa è fatta bene, prima o poi sarà chiaro a tutti. O quasi. Lunghissimo preambolo per celebrare Lost, parto della mente di J.J. Abrams che oggi spegne 15 candeline: benché la serie abbia diviso i fan come poche altre, anche in virtù del suo controverso finale, è innegabile che abbia costituito LO spartiacque dell'universo delle serie TV, almeno di quelle moderne.   È anche grazie a Lost che la televisione ha iniziato a rispondere al cinema con investimenti - e prodotti! - di livello sempre crescente, i cui ultimi risultati sono sotto gli occhi di tutti. Altro che «Dracarys!», senza Jack, Kate e Locke probabilmente Il Trono di Spade(per dirne una) sarebbe stato più simile a Xena La Principessa Guerriera che a un blockbuster hollywoodiano. E che dire della complessità dei contenuti? Benché non sia stata certo la prima serie a trattare certi temi in determinati modi, ha senz'altro spianato la strada ad altri prodotti, che a loro volta hanno contribuito a scrivere la storia recente della TV. Se qualunque considerazione a livello di intreccio, trama, regia, recitazione o fotografia chiama in causa il gusto personale di ciascuno, è innegabile come la sua struttura sfacciatamente (post)moderna, con il suo penchant per il frammento e la sua de-costruzione sistematica di spazio e tempo, ridotti da costanti assolute a mere variabili, abbia contribuito a una vera e propria rivoluzione copernicana del fare TV. In una puntata de I Simpson, Chester J. Lapwick, creatore di Grattachecca & Fichetto afferma di aver inventato la violenza nei cartoni animati, che prima di lui si erano limitati a suonare l'ukulele. J.J. Abrams magari non si vanterà di essere stato il primo a introdurre la filosofia o il viaggio nel tempo in una serie TV, ma potrà sicuramente affermare di aver trovato un modo inedito per farlo. Perciò, non derideteci se, ancora oggi ruzzoliamo volentieri con Alice nella tana del Conig... ehm, dell'Orso, cercando il nesso tra un mostro di fumo nero, un galeone e una sequenza di numeri da ripetere ossessivamente. E se, un giorno, voleste unirvi al nostro viaggio, interrogandovi senza sosta sul finale più enigmatico (e aperto!) mai visto sul piccolo schermo, avremmo quattro semplici parole per voi: Namaste, and good luck. : l'immagine è stata presa da: https://flyingfisch.wordpress.com/2010/05/22/lost-so-am-i/  
One Piece. Eiichiro Oda annuncia possibile fine a breve. Sarà vero?
Settembre 22
“La fine di One Piece è molto vicina” così Eiichiro Oda ha scioccato i fan di tutto il mondo a gennaio di quest’anno. Già in passato il sensei ha rilasciato diverse dichiarazioni sulla presunta fine del manga, lasciando tutti con il fiato sul collo.   Anche se il suo editor, Takuma Naito, non sembra esserne tanto convinto, infatti in un’intervista ha dichiarato:"Ho pensato tra me e me: ma perché tutti gli hanno creduto? Non c'è modo di chiudere One Piece in 5 anni!Non è che vogliamo per forza trascinare la storia, ma le trame a venire sono talmente dense, abbiamo ancora così tanto da fare che non ce la faremo mai in 5 anni. In questo momento abbiamo appena concluso il secondo atto di Wano Country, il che vuol dire che ci stiamo avvicinando al punto nodale di One Piece, ecco perché questo arco è così importante".     Oda nel 2016 aveva dichiarato che l’opera era arrivata al 65%, un anno fa era arrivata al 80%, ora in una recente intervista ha annunciato che ha intenzione di concludere entro cinque anni e non oltre, la notizia è rimbalzata in ogni angolo del mondo scatenando tutti i fans. Cinque anni potrebbero essere giusti per poter chiudere un arco narrativo nel miglior modo possibile dando una degna conclusione ad un manga che dal 1997 ad oggi ha registrato solo successi e record da capogiro.  Non resta che aspettare e vedere se riuscirà nell’impresa o meno!   Link alle immagini: https://anime.everyeye.it/notizie/one-piece-uscita-anticipata-capitolo-941-manga-torna-meta-maggio-374443.html  -  https://kissmanga.com/Manga/One-Piece/Chapter-906--The-Holy-Land-Mary-Geoise?id=422953  -  https://www.readmangaonline.org/manga/one-piece/912/9  -  https://www.viz.com/shonenjump/chapters/one-piece
Vasco non delude mai!
Settembre 22
Vasco Rossi, all'inizio di settembre, sui canali social, ha annunciato l'uscita, per il 25 ottobre, del suo nuovo singolo arrangiato da Celso Valli.Un brano definito dal cantante di Zocca un vero gioiello, la sua ultima confessione. La canzone, afferma il Blasco, è il riassunto della sua vita, ma anche il decalogo di tutto ciò a cui si è attenuto durante la sua carriera e su  Rockol.it  si afferma che il suo titolo potrebbe essere proprio "Se ti potessi dire", già diffusa in rete nel 2014. Certo quest'anno il cantante di "Vita spericolata", nonostante l'età che avanza, non si è sottratto alle fatiche poiché è riuscito ad esibirsi nello stadio di San Siro senza perdere un colpo. Ha saputo regalare emozioni a raffica e coinvolgere il pubblico non solo con la sua voce particolare, ma sopratutto con il suo carisma da rockstar. Così lo scorso giugno, per la prima volta, il mondo della musica, ha visto un artista esibirsi, sbancando i botteghini, 6 volte nello stesso luogo, nello spazio di soli quindici giorni. I fans di Vasco potranno ascoltare questi live poiché, come ha dichiarato il cantante, adesso sono in fase di mixaggio e saranno presto disponibili sul mercato, racchiusi in un cofanetto, in concomitanza delle vacanze natalizie. Ma le notizie non finisco qua poiché la Sony Music è pronta a celebrare i 40 anni dell'album "Non siamo mica gli Americani!", che contiene la mitica "Albachiara", con una una speciale edizione rimasterizzata del secondo disco di Vasco Rossi uscito nell'aprile del 1979 per l'etichetta indipendente Lotus. Nel corso degli anni Vasco, per gli appassionati, è diventato un mito, una leggenda, non solo perché ha scritto brani che rimarranno per sempre scolpiti nella storia della musica italiana, ma perché ascoltando le sue canzoni hanno sempre la sensazione di ritrovarsi in qualcuna di loro. Certo è che è riuscito a coinvolgere, tramite i suoi testi a volte malinconici, a volte rabbiosi e graffianti, almeno tre generazioni di fans per i quali partecipare ai suoi concerti è quasi un obbligo morale, un dovere a cui non possono sottrarsi.   L'immagine è stata presa dalla pagina FB ufficiale di Vasco Rossi

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