“Pitti Uomo 96”

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Giovedì 20 giugno 2019 alle ore 18 presso l'Institut Français di Napoli (Palazzo Grenoble, via Crisp...

It's Bruno: quando l'amore per i cani supera il limite...!

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“Pitti Uomo 96”
Giugno 15
Si è concluso ieri il salone fiorentino del menswear più famoso e atteso degli ultimi anni: Pitti Uomo 96. Come ogni anno la kermesse è ricca di personaggi di ogni genere e gentlemen da tutto il mondo, che, per l’occasione, si riuniscono nella location in Fortezza da Basso nella città di Firenze. La manifestazione, iniziata l’11 Giugno, ha visto passare in città una quantità infinita di mise, che, stravaganti o meno, hanno fatto parlare di sé. La parola d’ordine? RIFLETTORI. Esatto, perchè tutti, da ospiti del mondo dello spettacolo e del cinema a influencer, hanno come unico scopo quello di essere paparazzati dal fotografo di turno che, diciamoci la verità, trova pane per i suoi denti. Giacche con stampe a righe, camicie in seta, occhiali tartarugati, colori al limite del sobrio e cappelli da gondoliere, ne hanno fatto da padrone, e non venitemi a dire che per un uomo è difficile avere tante cose nel proprio armadio perché questa teoria è stata totalmente respinta! Pitti Uomo è da sempre stata considerata universalmente come la fiera dell’eleganza maschile ed è proprio questo il mood che si segue a tutti i costi, spesso con abbinamenti eccentrici, altre volte con look centratissimi e “must-have”. Molti erano i brand ospiti all’interno della Fortezza, con capi sempre giusti e per le occasioni giuste. Interi padiglioni e negozi dedicati alla moda uomo del momento: American Vintage, Best Company, Bikkembergs, Spektre, Borsalino, Fila e tanti altri, che esibivano le anteprime delle loro nuove collezioni al pubblico. Tutto era al suo posto: ogni spazio curato nel minimo dettaglio, il personale cordiale e attento, insomma, dall’esterno all’interno si respirava l’aria incontenibile della passerella. Ora non ci resta che attendere e cercare di carpire quali potranno mai essere le tendenze che accompagneranno la prossima edizione, con l’augurio che si vada sempre migliorando. Le foto all'interno dell'articolo sono state scattate dall'autrice Camilla Greco.
André Gide… à Naples
Giugno 14
Giovedì 20 giugno 2019 alle ore 18 presso l'Institut Français di Napoli (Palazzo Grenoble, via Crispi, 86) si terrà l'evento André Gide... à Naples. L'incontro sarà incentrato sulla presentazione, in anteprima internazionale, di un originale volume della prof. Carmen Saggiomo, dedicato al celebre autore. Si tratta di un unicum: il testo manoscritto, in copia anastatica, tradotto e commentato, dell'ultima conferenza pubblica del celebre scrittore André Gide, svoltasi a Napoli, proprio presso l'Istituto francese, il 24 giugno 1950. Un omaggio del Premio Nobel francese al capoluogo partenopeo, all'amata Italia, ma, soprattutto, secondo gli studiosi gidiani, una sorta di 'testamento spirituale' dell'autore, una riflessione di ampio respiro caratterizzata dalla profondità e dallo spessore culturale che anima lo scrivere di Gide, con particolari e attualissimi riferimenti al concetto di Europa.   L'evento si inserisce nelle celebrazioni internazionali per i centocinquanta anni dalla nascita dello scrittore e rappresenta uno dei momenti più attesi del programma di festeggiamenti per il centenario dell'Istituto francese a Napoli. Del resto l'iniziativa è stata fortemente voluta dal Console generale di Francia a Napoli Laurent Burin des Roziers, su proposta della S.I.DE.F. Società italiana dei francesisti, storico sodalizio fondato a Napoli cinquanta anni fa, che ha incoraggiato la pubblicazione del volume, in collaborazione con i principali sodalizi internazionali gidiani, ossia la Fondation Catherine Gide, l'Association d'Amis des André Gide, il C.E.G. Centre d'Études Gidiennes, e con l'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.   All'incontro interverrà l'autrice, rinomata studiosa gidiana, ricercatore di Lingua e Traduzione francese presso l'Università della Campania, membro del C.E.G. e Socia della S.I.DE.F. Ad affiancare la professoressa Saggiomo ci saranno il Console di Francia a Napoli, il Segretario generale della S.I.DE.F. Aldo Antonio Cobianchi, organizzatore dell'evento, e il Presidente del Centro di Simbolica Giuridica dell'Università degli Studi di Pavia Giulio Maria Chiodi, professore ordinario di Filosofia del Diritto e della Politica presso Università degli Studi dell'Insubria.   Il volume suddetto, che si avvale della prefazione del professore emerito dell'Università di Nantes Pierre Masson, considerato il più autorevole esperto gidiano nel mondo, è stato realizzato in copie limitate e in edizione di pregio da AdHoc Cultura - società editoriale che si occupa di numerose pubblicazioni dell'Istituto dell'Enciclopedia italiana Giovanni Treccani - corredato da un'immagine tratta dall'opera creata per l'occasione da Carla Castaldo, intitolata Reconaissance ad André Gide, che sarà esposta per la prima volta, alla presenza della celebre artista.   Info: 335 6252230; coala28@yahoo.it Titolo: André Gide... à Naples. Tipologia: evento culturale e presentazione di un saggio con testo dello scrittore francese. Data e orario: 20/06/2019 - ore 18.00. Luogo: Institut français Napoli – via Crispi, 86 (Palazzo Grenoble) Napoli. Ingresso: libero e gratuito, fino a esaurimento posti. Info: 335 6252230 coala28@yahoo.it   Sarà disponibile un servizio bus gratuito da Caserta (partenza alle ore 16 davanti alla Chiesa del Buon Pastore per 50 persone. Per info: 3298355387 (Carmen Conte)Link alla foto: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/08/28/news/andre_gide_in_un_diario_del_1950_il_suo_viaggio_in_campania-146788541/
It's Bruno: quando l'amore per i cani supera il limite...!
Giugno 10
Il cane, da sempre considerato il migliore amico dell’uomo. L’uomo, però, è un buon amico per il cane? Molti di voi avranno sicuramente un amico o un conoscente che ricopre d’amore il proprio cane e dedica all’amico peloso cure, attenzioni, tempo e fatica. Talvolta un po’ troppo, magari, come chi gli organizza anche le feste (si, cercate sul web e troverete che esistono un’infinità di servizi di questo tipo che organizzano il perfetto tea party canini). Ma si sa, l’amore non sente ragione e perciò ben venga ricopre di amore il proprio cagnolino, che – ahimè – ha una vita più decisamente breve di quella umana. Tuttavia, nel farlo si potrebbe risultare bizzarri e alquanto buffi. Ed è proprio ciò che succede a Malcolm in It’s Bruno!, nuova serie aggiunta al catalogo Netflix lo scorso 17 maggio. Prodotta, ideata, diretta e interpretata dal rapper Solvan “Slick” Naim, la serie mostra le peripezie che il giovane Malcolm e il suo fedele compagno canino Bruno si trovano a vivere quasi quotidianamente nella zona di Bushwick, Brooklyn: dalla ricerca della pappa perfetta alla competizione con un vicino, dalla caccia al “criminale” che non raccoglie la pupù del suo amico a quattro zampe alla love story con una rapitrice di cani. Tutte queste avventure sono intraprese dal Malcolm una serietà tale da risultare buffa, così come lo sono tutti gli strambi personaggi che lo circondano. Si tratta quindi di una divertentissima serie dell’assurdo ed è consigliatissima la maratona, che tra l’altro vi richiederà circa un paio d’ore, dato che solo l’ultimo degli otto episodi di questa prima stagione raggiunge i 20 minuti di durata. Link alla foto: https://www.netflix.com/title/80999455
X-Men - Dark Phoenix: bocciato!
Giugno 09
È la fine di un’era. L’era degli X-Men che abbiamo tanto amato negli ultimi vent’anni circa. Li ritroveremo, trasformati si presume, perché la Fox è stata acquistata dalla Disney, con tutti i diritti di questi personaggi che si riuniranno ai colleghi fumettistici nel Marvel Cinematic Universe.[SPOILER ALERT: se avete visto il film, avete notato che i poliziotti nella scena del treno avevano scritto MCU sulla spalla? MCU come Marvel Cinematic Universe. Coincidenze?] Ora però dobbiamo salutarli per un po’ e lo facciamo con un ultimo film, ahimè, deludente. X-Men – Dark Phoenix, infatti, non soddisfa le altissime aspettative che la narrazione della storia di Jean Grey (Sophie Turner), una tra i mutanti più amati e più potenti, porta sempre con sé. Bisogna in realtà dire che la prima parte del film, l’antefatto in cui si narra delle origini di questa supereroina e del suo ingresso nella casa/scuola del Professor X (James McAvoy), è estremamente ben fatta e calca molto la mano sul lato emotivo, suscitando una forte reazione nello spettatore. Tuttavia un film di supereroi è sostanzialmente un film d’azione. Nella seconda parte di azione ce n’è poca, ma soprattutto è strutturata male a causa di una debolezza di trama. Jean, durante una missione nello spazio, viene travolta da un’energia misteriosa – che poi si scopre essere l’entità cosmica nota come Fenice – e, tornata sulla Terra, si scopre incredibilmente più forte ma anche tremendamente instabile. Presa dal panico, dopo aver distrutto un po’ di cose e ferito persone a lei vicine, lascia la scuola degli X-Men e finisce nelle mani degli alieni D’Bari intenzionati a sfruttare la Fenice per conquistare l’universo. Il tutto però avviene in modo così rapido e senza profondità che delude: basti pensare che Jean si fida cecamente di questi alieni senza neanche chiedere nulla sul loro conto. Ancora, si percepiscono delle fratture all’interno degli X-Men, ma queste sono allo stesso modo abbozzate e non ben delineate come dovrebbero. Gli effetti speciali almeno ci sono, ma non bastano quelli a rendere realmente bella una pellicola. Un triste addio agli X-Men. Cala il sipario. Link alla foto: https://www.express.co.uk/entertainment/films/1137312/X-Men-Dark-Phoenix-end-credits-scene-is-there-post-credits-after-scene
Black Mirror: la quinta stagione ha snaturato la serie!
Giugno 08
Ebbene sì, è uscita su Netflix la quinta stagione di Black Mirror, la serie britannica più ansiogena e rivelatrice di sempre. La serie è infatti nota per la sua capacità di sconvolgere il pubblico, mettendolo di fronte alla dura realtà in modo diretto e implacabile. L’idea di fondo è quella di rivelare l’immane pericolosità insita nella tecnologia, di cui ormai siamo schiavi. Tale messaggio è veicolato in modo diverso nei vari episodi, che non presentano, infatti, sostanziali legami di trama, ma solo sottili richiami – avete notato che c’è quasi sempre un ospedale chiamato San Jupitero? Ecco che ora possiamo guardare la quinta stagione, fatta di tre episodi proprio come le prime due stagioni (solo la terza e la quarta erano formate da sei episodi). Il primo episodio, Striking Vipers, è incentrato sulla relazione instauratasi tra gli avatar di due vecchi amici, la quale scatena dubbi, perplessità e malessere nei due uomini, interpretati da Anthony Mackie (il Falcon amico di Captain America) e Yahya Abdul-Mateen II (Aquaman). Smithereens, il secondo, narra del rapimento ai danni di uno stagista di una società di social network operato da un tassista che si sente responsabile per la morte della promessa sposa avvenuta in un incidente d’auto. Infine, il terzo, Rachel, Jack and Ashley Too, mostra i dolorosi retroscena della vita di una famosa pop star interpretata da Miley Cyrus, che verrà aiutata da una fan, dalla sorella di questa e da una bambola robotica. A dirla così, i tre episodi sembrano alquanto interessanti e promettenti. In realtà è tutto dovuto alla fama che Black Mirror si è conquistata con le precedenti stagioni, in quanto questa nuova serie è la peggiore di sempre. Le uniche note positive infatti sono la magistrale interpretazione di Andrew Scott (Sherlock), nel ruolo del rapitore nel secondo episodio, e di Miley Cyrus, che interpreta la pop star dalla vita difficile – un po’ come nella realtà, no? I tre episodi, infatti, sono superficiali e piatti, non approfondiscono quanto dovuto le importanti tematiche che abbozzano e, a dirla tutta, non presentano il senso di minaccia e ansia tipico di Black Mirror. Sembra di vedere tutta un'altra serie, e neanche delle migliori. Che sia la fine di un’era? Link alla foto: https://www.mangaforever.net/590593/black-mirror-stagione-5-recensione
Alessandra Pepe: una cantante con lo Swing.
Giugno 08
  Il mondo della musica è sempre stato attraversato da giovani talenti che non sempre sono riusciti a farsi apprezzare dal grande pubblico. Oggi invece, con le tecnologie che corrono su web, è più facile per un cantante far ascoltare, sui social, le proprie esibizioni e sperare in innumerevoli condivisioni. Grazie ad una di queste condivisioni ho potuto ascoltare il singolo “Donna in ogni senso”, dalla voce di una giovane cantante emergente: Alessandra Pepe.    In un’epoca in cui i cantanti, molto spesso, arrivano al successo o grazie ai videoclip ammiccanti, o alla furbesca tattica di attrarre il pubblico con brani commerciali, che durano il tempo che trovano, fa piacere ascoltare chi non segue questa corrente, ma canta la sua anima affidando le proprie corde vocali allo Swing, travolgente ritmo di derivazione jazzistica. Quella di Alessandra è una voce limpida e cristallina che lei mostra di saper modulare perfettamente con un brano per niente banale. Abbiamo incontrato Alessandra per darle modo di presentarsi al pubblico di Mygeneration:   - Ciao Alessandra, ti puoi presentare ai nostri lettori? Sono nata e vivo a Napoli. Il mio percorso musicale inizia all’età di 12 anni, quando ho incominciato ad intraprendere gli studi di pianoforte fino ad arrivare al diploma. Attualmente studio per completare un discorso iniziato qualche anno fa, ma contemporaneamente in me è nata anche la passione per il canto. Sono partita dal canto lirico fino ad arrivare oggi al canto moderno.    - Quanto è stato importante raggiungere la propria identità musicale? È un traguardo fondamentale per ogni artista. È un percorso che comincia pian piano fino ad arrivare al proprio mondo. Si arriva ad un punto in cui dici: “Questa sono io e voglio fare questo”.   - Sul tuo percorso hai trovato difficoltà? Sì, di vario genere, soprattutto quando si è costretti a fare qualcosa in cui non ti riconosci, tuttavia ho sempre dato il massimo in tutto ciò che ho fatto.   - Che genere di musica proponi? Sono arrivata allo Swing spaziando attraverso vari generi musicali, dalla lirica al musical, un genere che adoro, infatti ho fatto uno stage con importanti artisti che hanno partecipato al “Notre Dame de Paris”.   - Ci parli del tuo singolo? È uscito a fine aprile, si chiama “Donna in ogni senso” ed è stato un lavoro molto voluto e molto lavorato, ma che sta dando tante soddisfazioni. Un lavoro che è stato gratificato con il premio della critica al Talent- Contest “EmozionArt”   - Quali sono i tuoi programmi futuri? Sicuramente penso di scrivere altri brani, nel frattempo continuo il mio percorso musicale esibendomi in vari locali, il 13 giugno sarò a “La Perla”, ma può capitare anche di sentirmi cantare in qualche chiesa, in occasione di un matrimonio, “L’Ave Maria”.   La foto di Alessandra è stata presa dal suo profilo Facebook
Good Omens: satira e Sacre Scritture!
Giugno 06
Una settimana fa, Amazon Prime ha rilasciato i sei episodi che costituiscono la prima (ed unica, purtroppo) stagione di Good Omens, tratta dal romanzo di Terry Pratchett e Neil Gaiman del 1990 Good Omens: The Nice and Accurate Prophecies of Agnes Nutter, Witch (tradotto in italiano come Buona Apocalisse a tutti!). La trama risulterà abbastanza ovvia: si parla di angeli e demoni, dell’Apocalisse e dell’anticristo. Nel dettaglio, i due protagonisti sono l’angelo Azraphel (Michael Sheen) e il demone Crowley (David Tennant), i quali, stabilitisi sulla Terra fin dai tempi di Adamo ed Eva e abituati allo stile di vita terrestre, tentano di scongiurare l’Apocalisse collaborando tra loro. Si tratta di una serie estremamente sarcastica e dotata di un umorismo fine e sottile, ma decisamente forte come è tipico degli inglesi. La fedeltà al testo narrativo è pressoché totale e voluta da Gaiman, sceneggiatore, come omaggio al collega Pratchett, scomparso nel 2015. Abbiamo dunque preservata quella che potremmo definire l’interpretazione parodica e sarcastica delle Sacre Scritture: se il maestoso e terrificante Cerbero diventa un cane di piccola taglia, il Paradiso e l’Inferno ci appaiono come i regni rispettivamente della luce e delle tenebre, ma i relativi abitanti, angeli e demoni, al di là dell’aspetto fisico, non differiscono molto. Sono infatti tutti ossessionati dal potere, reale obiettivo del sarcasmo autoriale. Tuttavia, è soprattutto la perfetta e fenomenale interpretazione dei due attori principali contribuisce a rendere Good Omens una serie eccezionale. Le scene in cui i protagonisti sono assenti appaiono, infatti, meno effervescenti, ma comunque gradevolissime. Tra il piccolo anticristo Adam e i suoi amici, i due cacciatori di streghe, le suore sataniste (!) e il buffissimo arcangelo Gabriele interpretato da Jon Hamm ce n’è un po’ per tutti i gusti. Sono però Michael Sheen (Masters of Sex) e David Tennant (Doctor Who, Jessica Jones) a catturare l’attenzione e il cuore degli spettatori: il primo col suo Azraphel tanto impostato fisicamente quanto espressivo a livello facciale, il secondo con un Crowley subdolo e sinuoso, ma anche profondo e – perché no? – dolce, in fondo. Molto in fondo, ovviamente. Lato negativo? Troppo breve. Lato positivo? Rewatch assicurato! Link alle foto: https://www.dituttounpop.it/recensione-good-omens-serie-tv-amazon-david-tennant-stagione-1/ https://www.vanityfair.it/show/tv/2019/06/04/good-omens-serie-tv-amazon-prime-video
Piazza Mercato: dalla rivoluzione di Masaniello all’attacco poetico “SegninVersi”
Giugno 02
Piazza Mercato è stata scelta, a buon diritto, come una delle sedi per le manifestazioni del XXV maggio dei monumenti, dedicato quest'anno a Gaetano Filangieri, ispiratore della costituzione americana, e al secolo dei lumi.     Già con Carlo d’Angiò l’allora Campo del Moricino divenne un grande spazio riservato al commercio e fece da volano allo sviluppo urbanistico della fascia costiera. Dal 1268 fino al 1800 fu anche lo spazio riservato alle esecuzioni capitali, la prima delle quali fu quella di Corradino di Svevia e l’ultima quella di Luisa Sanfelice. Ma la piazza è soprattutto legata alla figura di Masaniello che lì iniziò e concluese la sua parabola di rivoltoso, per cui quel luogo mantenne nel corso dei secoli un fascino particolare.   Un fascino storico che purtroppo non fermò i bombardamenti alleati della II guerra mondiale che produssero alla piazza gravi danni, a cui poi si cercò di rimediare con la ricostruzione, basata purtroppo più su esigenze speculative che su quelle architettoniche. Gli ultimi decenni hanno visto la presentazione di molti progetti volti a riqualificare Piazza Mercato, ma non sono mai andati in porto. Finalmente adesso, speriamo non per lungo tempo, si sta provvedendo al rifacimento della pavimentazione, della rete fognaria e dell'illuminazione.   E se le istituzioni hanno pensato al panem, ai circenses hanno pensato le associazioni del territorio che il 26 maggio avevano programmato di ridare colore e anima ad uno dei luoghi-simbolo di Napoli. Quel giorno eravamo tutti in piazza, ma la pioggia non ha permesso lo svolgimento dei vari eventi che sono stati rinviati al 9 giugno. Infatti l'Associazione culturale no profit “Poesie metropolitane” e il Consorzio “Antiche Botteghe Tessili”, Napoli, Sii Turista della tua città, NAcosa (un progetto di arte contemporanea) e ArteRunning presenteranno, con il patrocinio del Comune di Napoli, vari progetti per ridare la magia, attraverso interventi poetici e disegni artistici, interventi musicali, teatrali e tanto altro ancora, ad un luogo pregno di tanta storia. Sotto una pioggia scrosciante abbiamo rivolto qualche domanda a Rosa Mancini, presidente di Poesie Metroplitane e a Valentina Guerra, cofondatrice del collettivo artistico NaCosa:   - L’arte, la poesia e la creatività, interagendo tra loro possono migliorare la società? Rosa Mancini: Sì. Assolutamente sì. L’arte in generale è un mezzo per migliorare la società, tante volte si urla per cambiare le cose, invece l’arte riesce, in senso positivo, a portare nuova luce e speranza in questo territorio e in questa società così frammentata. - L’evento odierno, slittato al 9 giugno, è un primo passo verso questa direzione? Vi siete già impegnati per altre manifestazioni del genere? Rosa Mancini: Il nostro intento è quello di creare un collettivo artistico per riqualificare altre zone di Napoli attraverso la poesia, l’arte, il teatro e la musica. Le istituzioni vi hanno supportato? - Come si possono mantenere i riflettori accesi su Piazza Mercato? Rosa Mancini: Ci hanno supportato solo moralmente. Questa iniziativa è tutta autofinanziata. Ci muoviamo grazie ad una raccolta fondi con una produzione dal basso. Ci aiuta molto la comunità. Rosa Mancini: Creando costantemente e ciclicamente degli eventi per riportare la piazza alla bellezza di un tempo. Non bisogna assolutamente fermarsi qui.   - Nel corso degli anni quali sono stati i cambiamenti che più hanno inciso sul declino di Piazza Mercato? Valentina Guerra: Sicuramente i lavori interminabili, spesso interrotti per problemi burocratici e che certamente non aiutano i commercianti della zona.  - Il declino commerciale è associato a quello sociale? Valentina Guerra: Sono parecchio legati, c’è un effetto domino perché se non si aiuta l’uno non si aiuta neanche l’altro. Noi speriamo con questo tentativo di riqualificare la piazza, con la partecipazione di tante associazioni di dare una mano in primis ai commercianti e poi alle persone che abitano questa zona da anni. - Molti sostengono che Palazzo Ottieri sia un pugno in faccia alla storia architettonica della piazza. Andrebbe abbattuto? Valentina Guerra: Secondo me bisogna innanzitutto preoccuparsi di portare a termine i lavori nella piazza e poi si può pensare a tutto il resto, poiché solo ripartendo da questo punto centrale si può pensare di intervenire su altre cose.    La foto di copertina è stata presa al seguente link:https://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_del_Mercato_(Napoli)#/media/File:Piazza_mercato.jpg    
"Giù il velo dai pregiudizi": conferenza sulla donna islamica all'Istituto "Palasciano"
Maggio 30
Nei giorni scorsi si è tenuta, presso l'I.C. 72° "F. Palasciano" in via Padula di Napoli, la conferenza dal titolo "Giù il velo dai pregiudizi". L'evento, fortemente voluto dalla Dirigente scolastica dell'Istituto nonché moderatrice della conferenza, Maria Luisa Salvia e dalla docente Piera Gatti, organizzatrice e ideatrice della giornata di studio, ha visto la partecipazione di studiosi del settore tra cui la Dirigente Scolastica della scuola secondaria di I grado "F. Solimena" di Avellino, Amalia Carbone, il Consigliere alle Pari Opportunità della Regione Campania, Domenica Maria Lomazzo, del Presidente della IX Municipalità, Lorenzo Giannelavigna, il Vicepresidente della IX° Municipalità alle Attività Scolastiche, Marco Lanzaro e la docente della scuola "F. Solimena" di Avellino, Lucia Savelli.     Durante la conferenza sono emerse una pluralità di posizioni circa il femminismo islamico e si è partiti, ricollegandosi al titolo della conferenza, proprio dai pregiudizi, talvolta esacerbati, legati alla donna islamica, da sempre associata ad un lungo velo nero. Ma questo è solo uno dei mille volti dell'Islam. Nel mondo islamico i movimenti delle donne hanno infatti una storia lunga oltre un secolo. Nel corso del convegno, la docente Lucia Savelli ha mostrato il lavoro realizzato dalla propria alunna Martina P. della sua scuola. L'alunna è stata personalmente ringraziata da Malala Yousafzai e dal Malala Found per la sensibilità dimostrata in una lettera scritta in merito a questa tematica. La giornata di studio ha voluto approfondire un argomento di sovente sottovalutato, sminuito, quello della femminilità della donna musulmana, vista, erroneamente, solo negli aspetti estremi e negativi, mai realmente compresa. L'obiettivo del convegno è stato pertanto quello di portare a conoscenza, attraverso i contributi dei relatori nonchè di testimonianze-video, un Islam fatto di donne che difendono ogni giorno il loro diritto alla femminilità. La giornata si è conclusa sugli stereotipi di genere nonchè sui pregiudizi su uomo e donna, pregiudizi esistenti ancora in molti paesi. La Dirigente dell'Istituto 72° Palasciano, Maria Luisa Salvia, chiude la sessione sostenendo "che è importante eliminare il pregiudizio, disporsi alla tolleranza, alla condivisione e allo scambio in una reale società multiculturale".
"Bonding", la nuova serie Netflix che parla di... secondo voi di cosa parla?
Maggio 25
Se il titolo e l’immagine di copertina non fossero già abbastanza espliciti, ve lo diremo chiaramente: questa è una serie sul Bondage. Corde, corsetti, cappucci, bavagli tutti rigorosamente in plastica o pelle, identità segrete, catene e altre perversioni suggeriscono meglio l’idea di quello che vedrete iniziando Bonding, la nuova miniserie firmata Netflix. Sembra spaventoso, perverso, ma possiamo assicurarvi che non è affatto così! Bonding è una comedy al 100%, ironica e irriverente, insomma sette episodi tutti da ridere.   Per arrotondare il magro stipendio da cameriere, Pete decide di accettare una proposta di lavoro come assistente di una sua amica, Tiff. Quello che non sa è che a lavoro Tiff si fa chiamare Mistress May, che la sua divisa è un completo di pelle aderentissimo e che il suo studio è una stanza rosa piena di strani oggetti dall’aria inquietante.   Una serie che mette a nudo, letteralmente, le più improbabili delle perversioni umane, senza essere giudicante o sprezzante. A tener testa alla narrazione è l’autoironia dissacrante dei personaggi e un gusto tipicamente Netflix per costumi e scenografia.   Vi consigliamo di vederla? Certo. È la serie dell’anno? Non proprio. Qualche difetto ce l’ha: gli episodi sono molto brevi (i quindici minuti circa tipici delle miniserie Netflix), ma il vero problema non è la durata, quanto la mancanza di una trama forte che tenga insieme quei pochi minuti. Il tema, l’idea e le battute sono esilaranti e non c’è dubbio che vi divertirete a guardarla. Ma non aspettatevi un capolavoro.               link immagine: http://www.serialminds.com/wp-content/uploads/2019/05/Bonding-netflix-7.jpg
Catch-22: il paradosso della guerra!
Maggio 24
- Bell’inghippo questo Comma 22. - È il migliore in assoluto. Cos’è questo Comma 22? Beh, è una normativa militare con cui John Yossarian (Christopher Abbott), protagonista della serie Catch-22, deve fare i conti quotidianamente. Questo Comma 22 lo costringe a continuare a fare missioni perché l’unico modo di evitarle è essere pazzi. Tuttavia, chiedere di essere esonerati dimostrerebbe sanità mentale e senza una richiesta l’esonero non può essere concesso. Un bell’inghippo si. Catch-22, la serie prodotta da Hulu che ha debuttato lo scorso 22 maggio su Sky Atlantic (canale 110 di Sky) e tratta dall'omonimo romanzo di Joseph Heller (1961), è proprio come la normativa da cui prende il nome: un inghippo. Si viene risucchiati da questo piccolo gioiellino televisivo che è effettivamente di grande qualità. Al di là dei due divi che compaiono – in realtà, marginalmente – nel cast, George Clooney e Hugh Laurie (rispettivamente nei panni del tenente Scheisskopf e del maggiore de Coverley), tutto è di grande livello: fotografia, regia, interpretazione di tutti gli attori e soprattutto i dialoghi, vero pezzo forte di questa serie che mostra la vita delle truppe d’aviazione americana durante la Seconda guerra mondiale, ma che potrebbe tranquillamente essere letta in totale chiave comica. C’è infatti una sottile ma potente ironia di fondo dietro le fastose parate militari, gli addestramenti estenuanti e le pericolose missioni. Probabilmente, il termine più adatto a definire questo show è ‘paradossale’. Ma molto attraente. Consigliatissimo! Link alla foto: https://www.fattiperlastoria.it/catch-22-serie-tv-sky-original-trama-cast-trailer-e-streaming/
"Shhh, l'estate in cui tutto cambia", il graphic novel che racconta come si cresce
Maggio 23
Come si fa a spiegare a una ragazza quella delicatissima fase di passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza? Come si spiegano il turbamento, la confusione, i sentimenti contrastanti, i giochi che cambiano di significato, i gesti nuovi, il corpo nuovo?   Non si può spiegare. È per questo che il graphic novel di Magnhild Winsnes riesce a comunicare tutte queste emozioni, perché lo fa rifuggendo dalle parole e affidandosi alle immagini, alle espressioni del viso, alle azioni stesse.   Shhh, l’estate in cui tutto cambia (Mondadori 2019) è un libro di una delicatezza rara, che racconta la storia di un incontro speciale, quello tra Hanna e l’adolescenza. Come ogni estate, Hanna trascorre alcune settimane a casa delle sue cugine, Siv, che ha la sua stessa età, e Mette, a cui è comparso un ingombrante seno, che l’estate precedente non aveva. Anche Siv è diversa, attratta com’è dal nuovo mondo di Mette, un mondo di ragazzi, sigarette, bugie ed è anche meno interessata ai loro giochi. Hanna non è pronta a crescere come Siv, ma non vuole neanche restare sola e il suo lavoro su se stessa per essere meno bambina e più giovane donna è il cuore tenero di questo eccezionale graphic novel.   Magnhild Winsnes, norvegese, è illustratrice e disegnatrice di film e cortometraggi d’animazione. Shhh, l’estate in cui tutto cambia è il suo primo libro e sfoggia un gusto raffinato, originale e assolutamente irresistibile.   Una lettura perfetta per chi desidera dare colore a questa piovosa primavera e per chi vuole già sentire sapore d’estate.                     link immagini: http://www.ragazzimondadori.it/content/uploads/2019/03/978880471002HIG.JPG        
Parigi e altri demoni, "La stanza di Giovanni" di James Baldwin
Maggio 23
Parigi, luminosa e romantica come solo gli occhi di un americano sanno guardarla, è la città dove David, ragazzo newyorkese in cerca di nuove esperienze, trascorre un periodo della sua vita. La sua fidanzata Hella si è presa un momento di riflessione ed è partita per la Spagna. Solo, energico e curioso, David affronta le sue notti parigine con un gruppo di uomini stravaganti e dalla sessualità ambigua che lo condurranno al bar dove lavora Giovanni, un affascinante ragazzo italiano destinato a rimescolare tutte le carte in tavola.   La stanza di Giovanni di James Baldwin (Fandango 2017) è un romanzo dalla voce seducente che racconta la drammatica storia di un giovane americano alla ricerca del proprio ruolo nel mondo. Una storia intensa che disegna con delicati chiaroscuri il profilo incantato e crudele di una Parigi di un'altra epoca.   Un libro caldamente consigliato a chi crede che l’amore possa avere diverse facce, e che nessuna di esse sia quella sbagliata.   "Giorno dopo giorno ce ne stavamo in quella stanza e Giovanni cominciò a lavorarci di nuovo. Aveva la stana idea che sarebbe stato bello avere una libreria incassata nella parete e scheggiò il muro finché non arrivò ai mattoni e poi cominciò a batterci sopra. Era un lavoro faticoso, un lavoro nevrotico, ma non avevo l'energia o il coraggio per fermarlo. In un certo senso lo stava facendo per me, per provarmi il suo amore. Forse stava cercando, con tutte le sue forze, di far indietreggiare le pareti, senza, però, farle crollare."       link immagine: https://s3-eu-west-1.amazonaws.com/iltascabile/wp-content/uploads/2017/12/15111520/baldwin-hero.png 
Il romanzo per chi torna e per chi va: "La canzone del ritorno" di David Trueba
Maggio 22
I libri belli si trovano per caso, oppure sono loro a trovare noi. Ricordo il giorno in cui ho comprato La canzone del ritorno di David Trueba (Feltrinelli 2017); ero a Pavia, in un’incantevole libreria indipendente chiamata Il Delfino. Lo ammetto, conoscevo Trueba solo come regista. “Non sapevo scrivesse anche romanzi”, confidai al libraio, e tanto bastò per convincermi a comprarlo. Sono passati alcuni mesi prima che mi decidessi a iniziarlo. Questa volta, a spingermi a tirarlo giù dallo scaffale è stato il titolo. Forse perché sto traslocando per tornare, forse perché tutti quando siamo spaventati cerchiamo la nostra canzone del ritorno.   David è un musicista, uno di quelli che ha fatto della musica l’unica ragione di vita. Ha due figli giapponesi avuti dalla sua compagna giapponese, Kei. Suo padre, uno di quelli severi, diretti e incontentabili, è morto di recente. Il rapporto tra padre e figlio non è mai stato sereno, ma David sente di dover onorare il genitore scomparso, ha bisogno di un gesto simbolico per riavvicinarsi a lui, o forse a se stesso. Inizia così il suo viaggio a bordo di un veicolo molto particolare: un carro funebre che trasporta la salma di suo padre. La ragione del viaggio è quella di seppellire il padre nel paese in cui è nato, un piccolissimo villaggio di contadini in cui David ha trascorso le più torride e sconclusionate estati della sua vita; ma le lunghe distese di campi tra Madrid e Tierra de Campos diventano un eccezionale espediente per ripercorrere tutte le strade percorse da David, tutti i bivi, le incertezze, gli ostacoli e gli amori.   Un romanzo dalle note sincere e dal sapore aspro delle confessioni. David è un Barney Panofsky tutto spagnolo; Trueba sa cogliere la stessa drammatica ironia dell’opera di Mordecai Richler, dandole il però gusto autentico della sua voce. Di quei libri da leggere con una matita in mano, denso com’è di riflessioni profonde, autentiche e delicate sulla vita, sull’arte e sull’amore. Una lettura assolutamente consigliata a chi crede che anche tornare sia in qualche modo andare.       (Molto tempo dopo aver comprato il romanzo, ho scoperto che il Trueba di cui parlavo al libraio di Pavia non era lo stesso Trueba autore del libro: stesso cognome, entrambi registi... insomma, un malinteso da manuale. Uno di quei momenti imbarazzanti che David avrebbe amato raccontare nel suo romanzo!)       link immagine: https://www.lindiceonline.com/wp-content/uploads/2015/01/byn-david-trueba-por-e-valverde.jpg 
Game of Thrones 8: la fine!
Maggio 20
The End. Fine. Sapevamo che questo giorno doveva arrivare. È arrivato. Eppure non è andata come previsto. Di cosa parlo? Dell’ultima puntata dell’ultima stagione di Game of Thrones, la 8x06. Compiendo una veloce ricognizione in rete risulta che l’ultimo episodio non abbia conquistato proprio tutti, anzi. Molti lo hanno ritenuto deludente quanto l’intera ultima stagione. Questa, effettivamente, non è stata affatto tra le migliori, nonostante la durata da film degli episodi aveva inizialmente solleticato le attese di tutti e l’imminenza di dover affrontare situazioni problematiche preparate con sapienza da anni durante lo show. I pochi momenti di grande livello, degni di emozionare gli spettatori, sono probabilmente dovuti più all’indiscutibile bravura degli attori e a quanto detto e fatto dai loro personaggi in passato. L’unica puntata che sembra elevarsi al di sopra delle altre è la 8x03, quella dello scontro con gli estranei, ma anch’essa non è riuscita ad evitarsi alcune critiche. In particolare, cos’è andato storto? Beh, nel corso delle passate stagioni i personaggi hanno avuto uno sviluppo notevole, che li ha portati a crescere molto, che li ha spinti a cambiare, che li ha fatti maturare in modi perfettamente adatti al tipo di personaggio. In questa stagione, invece, si ha la sensazione che tutti – o quasi – compiano un’involuzione, ritornino a compiere errori che hanno già compiuto e che ora non dovrebbero più compiere. Anche le sopracitate situazioni problematiche predisposte nel corso degli anni con studiata sapienza vengono ora risolte nel modo più semplicistico possibile. Addio all’imprevedibilità, addio al doppio-gioco di alcuni, addio ai bruschi mutamenti di direzione. Vogliamo parlare del finale? Parliamone. [SPOILER ALERT] A ben vedere, si tratta di un lieto fine. Tutti sono dove vorrebbero essere. Tyrion al potere, Sansa regina del Nord (indipendente), Arya alla scoperta del mondo, Jon tra i Bruti e le terre selvagge. In più quella cattivona di Daenerys è morta (tralasciando il fatto che si è potuta evolvere a villain solo perché impazzita ed è arrivata dove è arrivata solo per i draghi, dato che poi ha una personalità e una capacità decisionale pari allo zero). Parliamo dei personaggi principali, ovviamente, ma ci sarebbero anche i secondari. Si, perché nella serie in cui morivano 3 persone ad ogni respiro, paradossalmente, nel finale sono vivi in tantissimi! La sensazione confusa che il pubblico prova è un misto di delusione e amarezza dovuto al fatto che la serie, in un’unica stagione, si è snaturata. Ha fatto proprio una brutta fine, insomma. Che tutto ciò sia dovuto al mancato supporto dei meravigliosi libri di quella mente geniale di George R. R. Martin? Che sia dovuto alla fretta di porre fine alla serie? Beh, l’unica cosa che conta è che, vista l’ultima stagione, Game of Thrones non ci mancherà poi così tanto. Link alla foto: https://www.sololibri.net/Game-of-Thrones-8x6-streaming-finale.html
Detective Pikachu: i Pokemon son tornati!
Maggio 19
Chiunque sia nato negli anni ’90 ha passato l’inizio della decade successiva a vedere i Pokemon. Inutile provare a mentire. Eppure i “mostriciattoli” nati dalla mente di Satoshi Tajiri continuano ad avere successo e stanno segnando più di una generazione. Dal Game Boy, infatti, i Pokemon sono facilmente passati alle moderne console e hanno fatto la loro comparsa anche sui nostri smartphone non molto tempo fa – ricordate l’app “Pokemon Go” che faceva sembrare tutti dei matti per strada? Ecco. Tornano pure sul grande schermo, con Pokemon: Detective Pikachu, uscito nelle sale lo scorso 9 maggio. Diretto da Rob Letterman, il film si ispira all’omonimo videogame del 2016 e vede come quasi assoluto protagonista il famosissimo Pikachu. Infatti, solo lui mostra delle vere e proprie interazioni, mentre gli altri innumerevoli Pokemon, pur notevolmente presenti in ogni inquadratura, sono relegati sullo sfondo. Manca anche lo storico Ash Ketchum, qui “sostituito” da Tim Goodman (Justice Smith), che accompagnerà il roditore elettrico nella risoluzione di un caso poliziesco. Rivolto ad un pubblico di bambini, il film affronta temi quali il rapporto padre-figlio, la lealtà nell’amicizia, il rispetto della diversità e la negatività del cinismo degli adulti. C’è anche un lieve accenno al rispetto del pianeta. Tuttavia, l’ironia del film coinvolge grandi e piccini, e una sottile vena di sarcasmo mira dritta al divertimento degli adulti. Molto si deve alla voce di Pikachu, che in lingua originale appartiene a Ryan Reynolds (in italiano è di Francesco Venditti). Con un incasso di oltre 175 milioni di dollari, al momento, il film sembra inscriversi sulla scia di Avengers: Endgame e pare si sia già deciso per un sequel. Link alla foto: https://sito.libero.it/streaming/2019/05/10/pokemon-detective-pikachu/
Dead to me: troppa suspense è noiosa...
Maggio 15
Cosa spinge due persone a divenire amiche? Avere le stesse passioni, condividere i propri hobby, magari anche odiare una stessa persona – qui le ragazze potranno capire. Può la morte unire due persone? Si. Ed è ciò che dà il via a Dead to me, serie televisiva inserita nel catalogo Netflix lo scorso 3 maggio. Dieci episodi da circa mezz’ora l’uno in cui, a suon di segreti e rivelazioni, suspense e colpi di scena, si snoda la nascita e lo sviluppo dell’amicizia tra la vedova Jen (Christina Applegate) e l’eccentrica Judy (Linda Cardellini). [SPOILER ALERT] Si tratta di un buon prodotto televisivo, con un’ottima interpretazione di tutto il cast, un’ottima fotografia, ma che forse sfiora l’eccesso per quanto riguarda proprio i colpi di scena: ce ne sono così tanti, in ogni puntata, che il confine con la soap opera è abbastanza sottile. Se nei primi episodi lo spettatore non può che restare intrigato da ciò che vede, a lungo andare si finisce per non stupirsi più ad ogni – già prevista – rivelazione “sconvolgente”. Forse ciò dipende anche dal tipo di fruizione: una maratona, seppur suggerita dalla brevità degli episodi, forse non è l’ideale. Link alla foto: https://www.optimagazine.com/2019/05/09/recensione-dead-to-me-su-netflix-una-trama-noiosa-e-superficiale-affossa-la-comedy-non-comedy-con-christina-applegate/1456507
I negozi di cannabis light sono nel mirino di Salvini
Maggio 14
      In questi giorni il “capitano” Salvini ha trovato nuovi nemici da estirpare: i negozi di cannabis light legali. Probabilmente si muove in questa direzione perché questa piantina è mal vista dalle grandi lobbies da cui il vicepremier non vuole o non può prendere le distanze. Per chi non lo sapesse la canapa è il maiale del regno vegetale: non si butta mai niente. Da essa si ricavano una miriade di prodotti ad un bassissimo costo economico ed ambientale.   L'uso straordinaria di questa pianta era già noto ai Fenici che, dopo averla lavorata, la trasformavano in tessuto utile per le vele delle navi, ma anche nel Medioevo la cellulosa di canapa veniva utilizzata dalle stamperie che la usavano per ricavarne carta per i loro libri. Beppe Grillo, in uno dei suoi vecchi spettacoli, ricordava che Henry Ford stava per brevettare la Hemp Body Car, realizzata con fibra di canapa e alimentata con etanolo di canapa, ma nelle alte sfere americane, forse per questo motivo, si decise di bandire la pianta con il Marijuana Tax Act e proibirne il commercio e la coltivazione in tutto il territorio degli Stati Uniti. Infatti si paventava un pericolo per il nascente settore petrolchimico e per l'industria pesante che non volevano rivali che ostacolassero le loro produzioni. Ebbe inizio una campagna mondiale di demonizzazione contro i cannabinoli, visti come il male assoluto e come anticamera di sostanze pericolose: eroina e cocaina.   Dal punto di vista farmaceuticoicannabinoli non sono droghe psicotrope, ma farmaci  in grado di alleviare numerose patologie, quali ad esempio la spasticità correlata alla sclerosi multipla, il dolore di tipo neuropatico ed emicranico e alcune forme di epilessia farmaco-resistente. Ricerche scientifiche hanno rilevato che l'uso medico della cannabis può essere usato come stimolante dell’appetito per i malati di HIV e come antidolorifico per i malati terminali. Queste proprietà benefiche della cannabis sono state riscontrate sia nella resina della pianta che nell’olio ricavato dai semi. In Italia, grazie alla legge 242 del 2016, votata anche con il contributo della Lega, fu stabilito che era possibile coltivare e commercializzare canapa e i suoi derivati a patto che questi contenessero THC inferiore allo 0,6%, quindi un livello bassissimo di principio attivo, con il quale sarebbe risultato impossibile "sballarsi". Adesso il vicepremier ha rinnegato questa legge e, nonostante la Cassazione abbia ribadito la sua validità, ha espresso la volontà che i negozi di cannabis light chiudano. Ci si chiede come sia possibile che in un periodo di forte crisi come quello odierno si pensi di tornare al passato e chiudere un settore che per diecimila persone rappresenta una fonte legale di reddito. In attesa di un dietrofront da parte dei vertici politici ci auguriamo che la vicenda sia al centro di prossimi dibattiti.      la foto per l'articolo è stata presa dal seguente link: https://www.corriere.it/cronache/19_maggio_09/salvini-contro-cannabis-light-ma-si-puo-fare-cosa-dice-legge-cassazione-adf756fe-724d-11e9-861b-d938f88a2d19.shtml?refresh_ce-cp
Lo spietato: la criminalità italiana di Netflix non convince...
Maggio 13
Non esiste solo Pablo Escobar. Negli ultimi tempi il cinema e la tv di tutto il mondo non possono resistere al fascino della vita criminale e, infatti, non si contano gli adattamenti per il piccolo e grande schermo della vita di Pablo Escobar e company. L’Italia non poteva tirarsi indietro ed ecco che lo scorso 19 aprile è stato aggiunto al catalogo Netflix il film Lo spietato. Diretto da Renato De Maria e tratto dal libro Gangster calibro 9 di Pietro Colaprico, il film ripercorre l’ascesa nel mondo della criminalità compiuta da Saverio Morabito, nel film chiamato Santo Russo e interpretato da un validissimo Riccardo Scamarcio. Il film inizia col mostrare la problematica giovinezza del protagonista, trasferitosi da una povera e mafiosa Calabria nella periferia di una Milano snob e dura con gli immigrati meridionali, ma ricca di opportunità, non sempre pulite. Qui Santo/Saverio non riesce ad imporsi in modo onesto, ma solo collaborando con la criminalità. Segue poi un’escalation di violenza e illegalità, che porteranno il protagonista ad occuparsi di rapimenti e sequestri, ma anche di subappalti, droga e raggiri automobilistici. Nonostante l’abilità di Scamarcio e del resto del cast, il film è penalizzato dalla totale assenza di approfondimento psicologico. Ciò rende la pellicola una sorta di elenco di fatti, senza che questi vengano motivati, esplicati e dunque valorizzati. Risulta impossibile la “conquista” emotiva dello spettatore. Vedremo cosa ci riserverà il futuro, dato che – purtroppo – di simili personaggi loschi l’Italia è piena. Link alla foto: https://www.smartworld.it/streaming/recensione-lo-spietato-netflix.html
Quicksand: colpi di scena svedesi!
Maggio 09
Non è oro tutto ciò che luccica. Siamo nella ricca ed avanzata Svezia, nel quartiere più in di Stoccolma, Djursholm. Nella scuola locale l’ultimo anno di alcuni studenti si trasforma in un incubo indimenticabile. Tutto ha inizio con l’arresto di Maja, accusata di duplice omicidio ed istigazione all’omidicio. Quicksand è una serie tv svedese tratta dall’omonimo romanzo di Malin Persson Giolito (edito in Italia da Salani Editore col titolo Sabbie mobili) e inserita nel catalogo Netflix il 5 aprile scorso. Sei episodi altamente concentrati, dal ritmo in realtà serrato, nonostante la patina di “glaciale lentezza nordica” da cui è ricoperto. Il tutto ruota intorno alla ricostruzione dei fatti, richiesta dal processo che muove il tutto. Passo dopo passo, lo spettatore, quasi investito della carica di detective, ripercorre gli eventi dell’ultimo anno di liceo di Maja & friends tramite dei flashback, il cui dosaggio è più che studiato per creare aspettative, suspense e colpi di scena. Colpi di scena sì perché niente è come sembra, tutto è passibile di interpretazioni e reinterpretazioni in Quicksand, nella cui realtà l’apparenza è oltremodo ingannevole. Una serie che si adatta benissimo ad una maratona, ma che soprattutto suscita nello spettatore tanti dubbi e quesiti, toccando essa temi molto forti: dalla fragilità degli adolescenti all’importanza della famiglia e dei genitori, dall’abuso di droga alla violenza sulle donne (e non solo). Ciò che Quicksand intende fortemente trasmettere, a modesto parere di chi vi parla, è che bisogna stare attenti ai segnali di aiuto che ci inviano le persone che ci stanno attorno. Talvolta una tragedia può essere evitata. Link alla foto: https://cinema.icrewplay.com/abbiamo-visto-per-voi-quicksand/
J-Pop Manga: tutte le novità annunciate al Comicon 2019
Maggio 07
Durante la manifestazione, la casa editrice ha annunciato tutte le novità dei prossimi mesi dinanzi solo a 30 lettori, scelti tramite i propri profili social, con i quali hanno salutato l’ultimo numero della serie Tokyo Ghoul:re. Georgia Cocchi Pontalti (Marketing Manager) eJacopo Costa Buranelli (Literary Director di Edizioni BD e J-POP Manga)  hanno intrattenuto i loro ospiti con caffè, torte e cupcakes a forma di cervelli e occhi sanguinanti. Dinanzi a tutti i presenti sono stati annunciati con gran clamore i primi due annunci: Tokyo Ghoul Past e Tokyo Ghoul:re Quest, prequel della serie manga, che ci mostra l’arrivo del ghoul, mostro che si nutre della carne umana. La terza e la quarta light novel della saga, scritte da Shin Towada e tratte dalle famose serie manga di Sui Ishida. Jigokuraku – Hell’s Paradisedi Yuji Kaku. Gabimaru è un ex assassino, ogni giorno la sua vita è in bilico tra la vita e la morte. Ma un giorno incontra Beheader, anche lei assassina, che gli darà una nuova speranza con una proposta allettante. Ad oggi sono stati pubblicati in Giappone 5 volumi. Yakedo shojodi Kantetsu e Yuu Satomi. Kaname Aizawa vive una vita difficile e complicata. Le cose a poco iniziano a cambiare dopo l’incontro con una ragazza, Shiina Hinami e il giorno in cui legge il suo diario ed entra in contatto con il lato oscuro della ragazza. La serie è composta da 4 volumi. Kaitotte moratte, un giovane con poche speranze per il futuro viene a conoscenza di un negozio strano, in cui le persone possono cedere una parte della propria salute e tempo per ottenere in cambio del denaro. Il ragazzo ottiene in cambio della propria vita circa 300.000 yen da poter spendere e verrà affiancato da una “osservatrice” del negozio, in modo tale che non possa compiere atti sconsiderati. Il box completo è composto da 3 volumi di Sugaru Miaki e Shouichi Taguchi. Il club delle esplosionidi Aoisei e Anajiro. A tre anni dalla scomparsa di uno studente che si è fatto esplodere nella sua classe, i sette studenti sopravvissuti a quella tragedia hanno deciso di riunirsi e di indagare su chi possa aver dato l’esplosivo al loro compagno di scuola. Inizia così una ricerca che porterà ad una verità sconcertante. La serie attualmente è composta da 3 volumi. Persona 5di Atlus e Hisato Murasaki. Il manga è il rifacimento dell’omonimo videogioco di Atlus, che ha ottenuto un grande successo nel 2018. Già adattato in un anime prodotto dallo studio CloverWorks, composto da 4 volumi. I fiori del maledi Kazuo Kamimura. Il sadico proprietario di una scuola di ikebana addestra giovani ragazze a diventare giocattoli sessuali per lui ed i suoi amici. Opera carica di grande eorismo. Volume unico del maestro Kamimura. Pandora’s Choice di Yudori. I tratti somatici di Pandora, ereditati dalla madre, la rendono un bersaglio per maldicenze e cattiverie. Il carattere esuberante e il rapporto con un padre dedito al alcool, le renderanno una sorta di mina vagante nell’alta borghesia americana. Manhwa (manga) coreano composto al momento da circa 37 capitoli. La regina d’Egitto– Aoi Horus no hitomi diChie Inudou. L’Egitto si appresta a celebrare le nozze tra la giovane Hatsheput e il suo fratellastro Sethi. Dietro la sembianze di moglie perfetta, ella aspira ad essere regina non in quanto sposa. Si tratta di un manga seinen storico ad oggi composto da 6 volumi. Gogo Monster, Yuki Tachibana è uno studente cinvinto che il quanrto piano della sua scuola sia la casa di creature soprannaturali che soltanto alcuni bambini sono in grado di vedere. Quasi tutti i bambini deridono Yuki, perché lo reputano un pazzo. Quindi le sue uniche interazioni sono con il custode della scuola ed il nuovo studente e compagno di banco, Makoto Suzuki. volume unico di Taiyo Matsumoto.   Akebi-chan no sailor fuku di Hiro. Akebi Komichi vuole fare di tutto per realizzare il suo sogno, indossare l’uniforme della prestigiosa scuola privata Roubai. Avrà così inizio la sua nuova vita tra scorci di campagna e il lento scorrere del tempo. Slice of life composto attualmente da 4 volumi. World’s End Harem di Link e Kotaro Shouno. Uno strano virus stermina l’intera popolazione maschile, tranne pochi soggetti, tenuti al riparo in capsule criogeniche durante l’epidemia. A loro è stato affidato il compito di ripopolare la terra.   Link alle immagini: https://www.animeclick.it/news/80576-comicon-2019-gli-annunci-j-pop  -  https://www.amazon.it/Tokyo-Ghoul-Past-Shin-Towada/dp/1421591774  -  https://www.amazon.it/Tokyo-Ghoul-Past-Shin-Towada/dp/1421591774  - https://myanimelist.net/manga/112318/Jigokuraku/pics -manga-digitally/.131714  -  https://www.animeclick.it/manga/23505/yakedo-shoujo  -  https://www.pinterest.it/pin/798263102679970901/?lp=true  -  https://www.animeclick.it/manga/27471/kyoushitsu-jibaku-club  -  https://www.amazon.it/Persona5-S-T-Game-Music/dp/B01N1HXZLI  -  https://www.animeclick.it/manga/27475/aku-no-hana-kazuo-kamimura  -  https://www.anime-planet.com/manga/pandoras-choice  -  https://www.j-pop.it/blog/415-le-novita-annunciate-al-napoli-comicon-2019  -  https://www.amazon.it/Gogo-Monster-1-Taiyo-Matsumoto/dp/1421532093  -  https://mangadex.org/title/20776/akebi-chan-no-sailor-fuku  -  https://mangapark.net/manga/world-s-end-harem
Comicon 2019, Planet Manga: tutti gli annunci parte 2
Maggio 05
Continuiamo con la seconda parte dei titoli annunciati dalla Planet Manga al Comicon 2019.   Mad Chimera World di Seishi Kishimoto. Serie completa composta da 4 volumi, sarà disponibile in tutte le librerie e fumetterie a partire da ottobre.   Hinowa ga yuku! di Takahiro eStrelka. Si tratta di uno spin-off di Akame ga Kill!, attualmente composto da 3 volumi. Sarà disponibile in tutte le librerie e fumetterie a partire da ottobre. Aposimz la nuova serie di Tsutomu Nihei composta da 4 volumi. Sarà disponibile in tutte le librerie e fumetterie a partire da ottobre. Attack on Titan Anthology di Hajime Isayama, AA.VV. Volume colossale che raccoglie tante storie originali sull’opera del sensei Isayama realizzate da autori occidentali. Sarà disponibile in tutte le fumetterie e librerie da ottobre. Marry Grave di Hidenori Yamaji. Al momento sono stati pubblicati 5 volumi, che sarà disponibile in tutte le librerie e fumetterie a partire da novembre. Jujutsu kaisen di Gege Akutami.  Sono stati pubblicati 5 volumi in Giappone, sarà disponibile in tutte le librerie e fumetterie partire da novembre.   Gigant , nuova serie di Hiroya Oku. Sarà disponibile in tutte le librerie e fumetterie a partire da novembre.   L’immortale di Hiroaki Samura, edizione kanzenban. Sarà disponibile in tutte le librerie e fumetterie a partire da settembre.     Fonte: https://www.animeclick.it/news/80575-comicon-2019-gli-annunci-planet-manga?fbclid=IwAR3GRfuPgiHn3G7cRO4QRgHFP6Dx4R-05lPu4yHOiLHalvYeK-AbbxbbFCE   Link alle immagini: https://www.animeclick.it/news/80575-comicon-2019-gli-annunci-planet-manga  - https://mangadex.org/title/22664/mad-chimera-world  -  https://akamegakill.fandom.com/wiki/Chapter_5_(Hinowa_ga_Yuku!)  -  https://www.comixology.eu/APOSIMZ-2/digital-comic/494969  -  https://kodanshacomics.com/series/attack-titan-anthology/  -  https://www.mangatown.com/manga/marry_grave/c014/  -  http://www.mangainn.net/jujutsu-kaisen  -  http://mangaseeonline.us/read-online/Gigant-chapter-1-page-1.html  -  https://mangapedia.fandom.com/it/wiki/L%27Immortale
Bye Bye Woodstock
Maggio 04
Qualche giorno fa, sulle grandi testate musicali, è apparsa la notizia che Woodstock 2019, evento pensato per far rivivereil megaconcertone nel circuito automobilistico di Watkins Glen per celebrarne così il 50ennale, veniva cancellato dagli stessi organizzatori. Tutto sembrava pronto: le prime locandinesul Web, la vendita dei biglietti, location mozzafiato, artisti che avevano dato la propria disponibilità, come i “veterani” Santana e Fogerty, o come le “nuove leve” come Jay-Z, e Miley Cyrus. Ma qualcosa è andato storto, probabilmente non si era tenuto conto della difficoltà da affrontare per ottenere i permessi per la manifestazione prevista quest’estate.   C’è stato rammarico da parte dei “meno giovani” perché il concerto di Woodstock fu il momento culminante di quella summer of love iniziata a San Francisco, quando si desiderava fortemente un mondo più equo e più solidale, dove potessero realizzarsi pienamente diritti sociali e civili. Questa poteva essere l’occasione giusta per passare il testimone alla nuova generazione e continuare la missione iniziata dagli attuali 60enni e 70enni. La musica dell’epoca fu il megafono che i giovani adoperarono per sottolineare non solo l’esistente conflitto generazionale, ma soprattutto per opporsi, mettendo anche fiori nei cannoni, ai tanti sanguinosi conflitti esistenti.   Per questo motivo, verso la fine degli anni ’60, spuntarono come funghi (allucinogeni direbbe qualcuno), festival musicali come quelli di Monterey e Woodstock, che videro esibirsi artisti del calibro di Hendrix e di Cocker, giusto per citarne due, le cui esibizioni, diventate cult, appartengono a pieno diritto alla nostra memoria collettiva. Ma oggi avrebbe avuto senso una manifestazione del genere? Sarebbe stata solo una festa per la musica. Una festa di compleanno dove gli invitati, in regalo, non avrebbero portato pari ideali, pari voglia di cambiamento, pari entusiasmo di una volta. Quando si pensa a Woodstock, è meglio pensare solo quello originale!   foto di copertina presa da Wikimedia 
Gomorra 4: finale shock!
Maggio 04
Si è conclusa ieri sera la quarta stagione di Gomorra, con due episodi all’insegna dei colpi di scena. Una stagione che potremmo dire all’insegna dei cambiamenti e delle deviazioni dal piano originale di ciascuno dei personaggi: nessuno dei protagonisti, infatti, riesce a conseguire i propri obiettivi ed è costantemente costretto a rivedere le proprie mosse. Su tutti spiccano Genny e Patrizia. Il primo cerca di uscire dal mondo criminale in cui è nato e che, in realtà, è parte integrante, se non fondante, di lui; la seconda vorrebbe avere il controllo su tutti e tutto, vorrebbe poter eccellere in tutto – nel business, nel matrimonio, nella maternità – ma la vita non funziona così. È una parabola a descrivere l’evoluzione di questi due personaggi, i quali però si illudono di poter evitare la fase calante. Dunque, Genny si ritrova inevitabilmente a fare il boss, mentre Patrizia, venuta dal nulla, nel nulla ritorna. Il finale della quarta stagione di Gomorra, quindi, sa di ritorno alle origini, con un Savastano nuovamente al comando e la guerra tra clan in pieno svolgimento – e tanti saluti alla famosa alleanza. Ciò che la differenzia dalle stagioni precedenti è la visione totalmente antieroica della criminalità organizzata. In passato, la serie prodotta da Sky è stata spesso accusata di elogiare l’illegalità, mostrando in una veste gloriosa la vita dei boss, fatta di denaro e potere. Questa quarta stagione, invece, mostra il vero volto dei camorristi, la cui esistenza è fatta di incertezza e di tradimenti e omicidi meschini e vili. Un ritorno alle origini si verifica anche per quanto riguarda gli aspetti tecnici: questa stagione, infatti, affascina e conquista – soprattutto negli ultimi episodi, non tanto nei primi – proprio come un tempo fecero le prime due stagioni (la terza invece era stata poco apprezzata da molti). Quindi regia, scenografia e sceneggiatura sono di alto livello. Impossibile, parlando di ritorni, non menzionare l’ultimissima scena dell’ultimo episodio, in cui rivediamo un amatissimo personaggio, scomparso alla fine della terza stagione: Ciro Di Marzio, l’Immortale. Lo vediamo nuovamente sprofondare nel mare, mentre possiamo ascoltare alcune delle sue battute più memorabili. Alla fine, ecco una scritta che fa sobbalzare sul divano: “L’Immortale – Il film. A Natale al cinema”. La prima reazione è di pensare ad uno scherzo. Ma in Gomorra c’è poco da ridere. Si tratta dunque di un annuncio decisamente improvviso e inaspettato, in quanto nulla era trapelato finora. L’unica cosa che possiamo dire è che staremo a vedere! Link alle foto: https://it.blastingnews.com/tv-gossip/2019/05/gomorra-4-il-finale-chi-e-o-maestrale-per-una-teoria-fantasiosa-e-fru-dei-the-jackal-002905449.html https://www.leggo.it/spettacoli/televisione/gomorra_4_anticipazioni_finale-4464696.html

Good Omens: satira e Sacre Scritture!

Giovedì, 06 Giugno 2019 17:08 Pubblicato in Serie Tv

Disney+ annuncia le sue prime serie Marvel!

Venerdì, 12 Aprile 2019 08:40 Pubblicato in Serie Tv

The Punisher - La seconda stagione...e poi?

Venerdì, 25 Gennaio 2019 10:23 Pubblicato in Serie Tv

Nel regno dei Cinemaniac

Domenica, 20 Maggio 2018 00:00 Pubblicato in Musica
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