FILTERDROP: ABOLITO L’USO DI FILTRI PER INCREMENTARE GLI EFFETTI DEI COSMETICI

Negli ultimi anni  si stanno sempre più affermando degli standard di bellezza spesso non riscon...

Supergirl: la DC Comics ha annunciato la pubblicazione del fumetto negli U.S.A.

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FILTERDROP: ABOLITO L’USO DI FILTRI PER INCREMENTARE GLI EFFETTI DEI COSMETICI
Marzo 07
Negli ultimi anni  si stanno sempre più affermando degli standard di bellezza spesso non riscontrabili nella realtà. Infatti, ogni giorno, milioni di consumatori sono attratti da pubblicità ingannevoli, che promettono al cliente dei risultati impossibili da ottenere. Ogni individuo perde così la sua naturalezza e i suoi tratti unici, per adattarsi a canoni estetici artificiali. La bellezza è soggettiva ma, con il tempo, le si è associato il concetto di perfezione, spesso creato tramite sistemi alternativi. Per esempio, oltre ad essere utilizzati i ritocchi fotografici, vengono anche applicati sul volto filtri che modificano completamente la propria immagine. In questo modo sui social viene proposta, tramite l’uso dei virtual filters, una bellezza irreale e irraggiungibile per la maggior parte delle persone. Il vero problema, però, è nato nel momento in cui  le influencer hanno iniziato ad usare i filtri di bellezza anche per promuovere prodotti cosmetici, al fine di rendere più evidenti i risultati benefici dei propri articoli. Nonostante ciò, alcune modelle rifiutano tale sistema; tra queste ricordiamo la make-up artist e curve model Sasha Louise Pallari che, promuovendo la campagna #filterdrop, invita le blogger ad eliminare i filtri dalle loro storie di Instagram, per rivelare il loro vero viso e la loro vera pelle, con le proprie imperfezioni e senza vergogna. Sulla situazione è intervenuta anche l’Advertising Standards Authority (ASA), autorità britannica per la regolamentazione dei settori pubblicitari, che ha stabilito che i filtri non possono essere applicati alle pubblicità sui social se ingigantiscono l’effetto del prodotto, perché possono illudere i consumatori di poter raggiungere degli ideali di bellezza inesistenti. Sasha Pallari sottolinea che, in passato, desiderando di somigliare a coloro che vedeva nelle immagini ritoccate, ha modificato spesso le sue foto usando filtri ma, dopo aver esercitato per ben 10 anni la sua professione, ha compreso che era necessario un cambiamento. I contenuti filtrati non dovrebbero essere usati per accrescere i profitti ma, piuttosto, si dovrebbero promuovere cure per la pelle e prodotti di bellezza che si adattino alle vere esigenze dei consumatori. Dunque, è giusto prendersi cura di sé, anche facendo uso di cosmetici, ma bisogna saper prendere le distanze da prototipi di bellezza lontani dalla realtà. Sarebbe sicuramente un buon proposito riuscire ad allargare il divieto applicato in Inghilterra, anche negli altri paesi, cercando di proporre un rapporto con l’estetica più sano e veritiero.     link immagine: https://c.files.bbci.co.uk/CE8C/production/_114267825_4191418a-90c0-4f50-80a2-f82348b39c06.jpg
Supergirl: la DC Comics ha annunciato la pubblicazione del fumetto negli U.S.A.
Marzo 04
Da un po’ di tempo circolava la notizia, ufficializzata soltanto due giorni fa dalla DC Comics, del lancio di un nuovo fumetto dedicato a Supergirl. Stando a quanto dichiarato, la serie sarà formata solo da 8 numeri, sarà scritta da Tom King.   La serie, che negli Stati Uniti sarà pubblicata da giugno, vedrà Supergirl e Krypto partire per un lungo viaggio nello spazio, la DC Comics ha dichiarato in una nota ufficiale: «Una ragazza aliena la cerca per una pericolosa missione. Il suo mondo è stato distrutto e i cattivi responsabili sono ancora in circolazione. Lei vuole vendicarsi, e se Supergirl non la aiuterà, lo farà da sola, a qualunque costo».   Oltre che su Supergirl, lo sceneggiatore Tom King, uno dei più apprezzati e proficui sceneggiatori americani al momento, è attualmente al lavoro anche sulle serie Batman e Catwoman con il disegnatore Clay Mann e su Rorschach, con protagonista il vigilante mascherato del Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons, per i disegni di Jorge Fornés.   La Worner Bros e la DC Comics hanno, inoltre, annunciato che Supergirl comparirà nella serie tv The Flas e sarà interpretata dall’attrice Sasha Calle.     Link alle immagini: https://www.comicsuniverse.it/warner-bros-vuole-la-regista-reed-morano-per-il-film-di-supergirl/  -  https://www.dccomics.com/blog/2021/03/02/dc-proudly-announces-supergirl-woman-of-tomorrow-launching-in-june
Golden Globes 2021: cerimonia via zoom - Tutti le candidature e i vincitori
Marzo 01
Nella notte appena trascorsa si è svolta la 78esima cerimonia di consegna dei Golden Globes. Quest'anno, però, c'è stato un po' meno luccichio: l'evento non si è potuto svolgere come da tradizione con tutte la star riunite al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills. A causa della restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19, la cerimonia, che si sarebbe dovuta tenere a inizio gennaio ed è slittata al 28 febbraio (in Italia già 1 marzo), ha visto i candidati collegati in remoto, dalle proprie abitazioni. Il tutto è stato condotto da Tina Fey ed Amy Poehler, per la quarta volta, ma la prima era al Rainbow Room a New York, la seconda nella sede tradizionale di Beverly Hills. Niente tappeto rosso: tutte le star collegate via webcam, come Jodie Foster, sul divano insieme a moglie e cagnolina, o il regista di origini coreane Lee Isac Chung, con la figlia in braccio. Ancora, niente show luccicanti o esibizioni scintillanti, ma le due conduttrici, pilastri del Saturday Night Live, hanno fatto di tutto per tenere alto lo spirito, con la loro comicità e non poco sarcasmo.   Le candidature erano state annunciate lo scorso 3 febbraio da Sarah Jessica Parker e Taraji P. Henson. Moltissimi i premi, suddivisi innanzitutto tra cinema, televisione e premi onorari, e cinque candidature per ogni premio. Come premi onorari sono stati assegnati il Golden Globe alla carriera a Jane Fonda, il Golden Globe alla carriera televisiva a Norman Lear e il Golden Globe Ambassador a Jackson Lee e Satchel Lee, cioè i figli di Spike Lee e Tonya Lewis Lee.   A saltare subito, tra i premi “ordinari”, all'occhio è la forte presenza di registe donne: ben tre su cinque, con Chloe Zhao, Emerald Ferrell e Regina King in maggioranza rispetto ai colleghi maschi David Fincher e Aaron Sorkin. Seguono poi le due candidature per l'Italia: il film Netflix con Sophia Loren, La vita davanti a sé, si aggiudica la nomination come Miglior film in lingua straniera e come Miglior canzone, per Io sì – Seen, di Laura Pausini e Niccolò Agliardi, che si aggiudica il premio. Purtroppo nessun nomination per l'attrice protagonista della pellicola, come invece in molto si aspettavano. Magari si tratta solo di aspettare, perché ancora devono essere annunciate, ad esempio, le candidature per gli Oscar.   Qui l'elenco delle candidature con i vincitori:   Miglior film drammatico: The Father (regia di Florian Zeller); Mank (David Fincher); Nomadland (Chloé Zhao); Una donna promettente (Promising Young Woman, Emerald Fennell); Il processo ai Chicago 7 (The Trial od the Chicago 7, Aaron Sorkin). Si è aggiudicato il premio Nomadland, che tratta il tema della povertà e della solitudine e da molti considerato il favorito.   Miglior film commedia o musicale: Borat – Seguito di film cinema (Borat Subsequent Moviefilm: Delivery of Prodigious Bribe to American Regime for Make Benefit Once Glorious Nation od Kazakhstan; regia di Jason Woliner); Hamilton (Thomas Kail); Music (Sia); Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani (Palm Springs, Max Barbakow); The Prom (Ryan Murph). Vince l'irriverente sequel di Borat che non le manda a dire all'ex presidente USA Donald Trump.   Migliore regista: Emerald Fennell, Una donna promettente (Promising Young Woman); David Fincher, Mank; Regina King, Quella notte a Miami... (One night in Miami...); Aaron Sorkin, Il processo ai Chicago 7 (The Trial of the Chicago 7); Chloé Zhao, Nomadland. È proprio quest'ultima, Chloé Zhao, ad aggiudicarsi il premio, divenendo così la seconda donna nella storia del premio, 37 anni dopo Barbara Straisand, che su Twitter dichiara “era ora”.   Miglior attore in un film drammatico: Riz Ahmed, Sound of Metal; Chadwick Boseman, Ma Rainey's Black Bottom; Anthony Hopkins, The Father; Gary Oldman, Mank; Tahar Rahim, The Mauritanian. Il premio è stato consegnato alla moglie di Chadwick Boseman, prematuramente scomparso a fine agosto 2020.   Miglior attrice in un film drammatico: Viola Davis, Ma Rainey's Black Bottom; Andra Day, The United Stares vs. Billie Holiday; Vanessa Kirby, Pieces of a Woman; Frances McDormand, Nomadland; Carey Mulligan, Una donna promettente (Promising Young Woman). Si aggiudica il premio l'esordiente Andra Day, che ha interpretato la cantante afroamericana perseguitata dall'FBI.   Miglior attore in un film commedia o musicale: Sacha Baron Cohen, Borat – Seguito di film cinema; James Corden, The Prom; Lin-Manuel Miranda, Hammilton; Dev Patel, La vita straordinaria di David Copperfield (The Personal History of David Copperfield); Andy Samberg, Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani (Palm Springs). Vince Sacha Baron Cohen per il suo irriverente personaggio Borat.   Migliore attrice in un film commedia o musicale: Marija Bakalova, Borat – Seguito di film cinema; Kate Hudson, Music; Michelle Pfeiffer, French Exit; Rosamund Pike, I Care a Lot; Anya Taylor-Joy, Emma. Vince Rosamund Pike per l'interpretazione della spietata e senza scrupoli tutrice legale di anziani in I care a lot.   Migliore attore non protagonista: Sacha Baron Cohen, Il processo ai Chicago 7; Daniel Kaluuya, Judas and the Black Messiah; Jared Leto, Fino all'ultimo indizio (The Little Things); Bill Murray, On the Rocks; Leslie Odom Jr., Quella notte a Miami... Vince Daniel Kaluuya per Judas and the Black Messiah, in cui si racconta la storia dell'attivista Fred Hampton, ucciso dall'FBI nel 1969.   Miglior attrice non protagonista: Glenn Close, Elegia americana (Hillbilly Elegy); Olivia Colman, The Father; Jodie Foster, The Mauritanian; Amanda Seyfried, Mank; Helena Zengel, Notizie dal mondo (News of the World). Vince Jodie Foster per il film, tratto da una storia vera, The Mauritanian.   Miglior film in lingua straniera: Un altro giro (Druk), regia di Thomas Vinterberg (Danimarca): La llorona, regia di Jayro Bustamante (Guatemala); La vita davanti a sé (The Life Ahead), Edoardo Ponti (Italia); Minari, Lee Isaac Chung (Stati Uniti d'America); Due (Deux), Filippo Meneghetti (Francia). Vince Minari, film che narra la vita di una famiglia di origine coreana negli Stati Uniti e che vanta tra i suoi produttori anche Brad Pitt. Miglior film d'animazione: I Croods 2 – Una nuova era (The Croods: A New Age), regia di Joel Crawdord; Onward – Oltre la magia (Onward), Dan Scanlon; Over the Moon – Il fantastico mondo di Lunaria (Over the Moon), Glen Keane; Soul, Pete Docter e Kemp Powers; Wolfwalkers – Il popolo dei lupi (Wolfwalkers), Tomm Moore e Ross Stewart. Vince Soul, il film d'animazione Disney che insegna a cercare la bellezza nella vita.   Migliore sceneggiatura: Emerald Fennell, Una donna promettente; Jack Fincher, Mank; Aaron Sorkin, Il processo ai Chicago 7; Florian Zeller e Christopher Hampton, The Father; Chloé Zhao, Nomadland. Si aggiudica il premio Aaron Sorking per la sceneggiatura del film Netflix Il processo ai Chicago 7.   Migliore colonna sonora originale: Trent Reznor, Atticus Ross e Jon Batiste, Soul; Trent Reznor e Atticus Ross, Mank; James Newton Howard, Notizie dal mondo; Alexandre Desplat, The Midnight Sky; Ludwig Goransson, Tenet. Vincono Trent Reznor, Atticus Ross e Jon Batiste per la colonna sonora del film Disney Soul.   Miglior canzone originale: Fight for You (H.E.R., D'Mile e Tiara Thomas), Judas and the Black Messiah; Hear My Voice (Daniel Pemberton e Celeste), Il processo ai Chicago 7; Io sì – Seen (Diane Warren, Laura Pausini e Niccolò Agliardi), La vita davanti a sé; Speak Now (Leslie Odom Jr. e Sam Ashworth), Quella notte a Miami...; Tigress & Tweed (Andra Day e Raphael Saadiq), The United States vs. Billie Holiday. Vince l'italiana Io sì – Seen di Diane Warren, Laura Pausini e Niccolò Agliardi, ascoltata nel film Netflix La vita davanti a sé, interpretato da Sophia Loren e diretto dal figlio Edoardo Ponti. Miglior serie drammatica: The Crown; Lovecraft Country – La terra dei demoni (Lovecraft Country); The Mandalorian; Ozark; Ratched. Vince The Crown, la serie sulla famiglia reale inglese che tiene incollati milioni di spettatori in tutto il mondo.   Miglior attore in una serie drammatica: Jason Bateman, Ozark; Josh O'Connor, The Crown; Bob Odenkirk, Better Call Saul; Al Pacino, Hunters; Matthew Rhys, Perry Mason. Premiato Josh O'Connor per la sua interpretazione del Principe Carlo in The Crown.   Miglior attrice in una serie drammatica: Olivia Colman, The Crown; Jodie Comer, Killing Eve; Emma Corrin, The Crown; Laura Linney, Ozark; Sarah Paulson, Ratched. Si aggiudica il premio Emma Corrin, la giovanissima interprete di Lady Diana Spencer in The Crown.   Miglior serie commedia o musicale: Emily in Paris; The Flight Attendant: The Great; Schitts's Creek; Ted Lasso. È Schitt's Creek, serie televisiva canadese, a vincere il premio come miglior serie commedia o musicale.   Miglior attore in una serie commedia o musicale: Don Cheadle, Black Monday; Nicholas Hoult, The Great; Eugene Levy, Schitt's Creek; Jason Sudeikis, Ted Lasso; Ramy Youssef, Ramy. Si aggiudica il premio Jason Sudeikis per Ted Lasso.   Miglior attrice in una serie commedia o musicale: Lily Collins, Emily in Paris; Kaley Cuoco, The Flight Attendant; Elle Fanning, The Great; Jane Levy, Lo straordinario mondo di Zoey (Zoey's Extraordinary Playlist); Catherine O'Hara, Schitt's Creek. È proprio quest'ultima, Catherin O'Hara – che molti ricordano come la mamma di Mamma ho perso l'aereo – ad aggiudicarsi il premio.   Miglior miniserie o film televisivo: Normal People; La regina degli scacchi (The Queen's Gambit); Small Axe; The Undoing; Unorthodox. Dopo aver fatto nascere la voglia di imparare a giocare, La regina degli scacchi si aggiudica il premio.   Miglior attore in una miniserie o film televisivo: Bryan Cranston, Your Honor; Jeff Daniels, Sfida al presidente – The Comey Rule; Hugh Grant, The Undoing – Le verità non dette; Ethan Hawke, The Good Lord Bird – La storia di John Brown; Mark Ruffalo, Un volto, due destini – I Know This Much Is True. A vincere il premio è Mark Ruffalo, per la sua interpretazione dei gemelli Thomas e Dominick in Un volto, due destini – I Know This Much Is True.   Miglior attrice in una miniserie o film televisivo: Nicole Kidman, The Undoing – Le verità non dette; Cate Blanchet, Mrs. America; Daisy Edgar-Jones, Normal People; Shira Haas, Unorthodox; Anya Taylor-Joy, La regina degli scacchi. È Anya Taylor-Joy ad aggiudicarsi il premio per la sua interpretazione della campionessa protagonista de La regina degli scacchi.   Miglior attore non protagonista in una serie, miniserie o film televisivo: John Boyega, Small Axe; Brendan Gleeson, Sfida al presidente – The Comey Rule; Dan Levy, Schitt's Creek; Jim Parsons, Hollywood; Donald Sutherland, The Undoing – Le verità non dette. Si aggiudica il premio John Boyega, che nella miniserie Small Axe interpreta un poliziotto che nell'Inghilterra degli anni '60 si batte contro il razzismo.   Miglior attrice non protagonista in una serie, miniserie o film televisivo: Gillian Anderson, The Crown; Helena Bonham Carter, The Crown; Julia Garner, Ozark; Annie Murphy, Schitt's Creek; Cynthia Nixon, Ratched. A vincere il premio è Gillian Anderson con la sua Mrs T, come lei chiama Margaret Thatcher, vista in The Crown.           Link alla foto: https://spettacolomusicasport.com/2021/02/26/golden-globe-2021-su-sky-atlantic-e-sky-tg24-la-diretta-della-lunga-notte-dei-premi-della-hfpa/
Retrospettive: Doisneau e la realtà ricreata
Febbraio 26
Robert Doisneau, considerato un esponente della cosiddetta fotografia umanista, è stato un fotografo francese del '900, sicuramente tra i più significativi.   Nato nel 1912 a Gentilly, alla periferia sud di Parigi, farà dei suoi luoghi natii il suopalcoscenico e solo verso la fine della sua vita si trasferirà a Montrouge, dove poi morirà nel 1994. Tra il 1925 e il 1930 studia incisione e litografia all'École Estienne di Parigi e dopo gli studi,nel 1929, lavora come grafico e disegnatore presso L'Atelier Ullman e inizia a fotografare professionalmente.In un contesto parigino in forte fermento culturale, Doisneau, nel1931 lavora come assistente del fotografo pubblicitario André Vigneau, dove incontra poeti e artisti d'avanguardia (Prévert sarà, infatti, uno dei suoi più grandi amici). Il contatto con l'ambito pubblicitario gli permette di diventare fotografo ufficiale delle officine Renault di Boulogne-Billancourt per poi passare a lavori da freelance. Nel 1939 conosce Charles Rado, fondatore dell'agenzia Rapho, di cui, nel1946 Doisneau diventerà membro attivo e lo rimarrà anche quando Cartier-Bresson gli offrirà un posto nell'agenzia Magnum.Doisneau pubblica le sue foto su riviste di notevole spessore, comeVogue, ma uno degli eventi più significativi sarà sicuramente il rapporto con la rivista americana Life. Gli americani, infatti, commissioneranno al fotografo una serie di scatti di "vita vera" e li promuoveranno ai lettori come tali, descrivendolo come un fotografo in grado di catturare attimi di quotidianità vissuti nella fugacità del momento,ma la realtà è che Doisneau mette in posa i suoi attori, ricreando le scene come un regista di teatro.     Famosissimo è lo scatto che ritrae i due giovani amanti ai piedi del municipio di Parigi,mostrata come l'abilità di un fotografo di entrare per un secondo nell'intimità di una giovane coppia che sboccia o che trova la sua realizzazione in un'Europa post-bellica, ma altro non si tratta che di una scena ricreata con una giovane attrice ed il suo ragazzo che agiscono sotto direttive.     Questa foto, che otterrà un incredibile successo e di cui ancora oggi se ne parla, guardandola come uno degli esempi più romantici ed emozionanti di "fotografia dal vero", sarà accompagnata da un processo dove i due amanti avrebbero richiesto un risarcimento in denaro, rifiutato dalla corte stessa che darà ragione al fotografo che sarebbe riuscito a dimostrare, non si sa esattamente come, di aver scritturato loro ed altri attori per ulteriori "messe in scena". Si potrebbe quindi dire che le foto di Doisneau sono finte? Che le emozioni che un individuo prova guardando quelle foto non sono forse vere? In che modo la consapevolezza di come qualcosa sia stato realizzato può influire sull'emozione che si prova osservandola? Non è forse vera quella stessa emozione? Perché non nutrirsi di essa e basta? Doisneau ha creato opere che sono entrate nella quotidianità e nel cuore di coloro che si rivedono in esse. È riuscito ad immegersi, ed immergerci, in un territorio che conosceva a fondo e anche a ricrearlo in modo estremamente naturale, forse anche grazie a quella incredibile conoscenza che aveva di esso, essendone un membro attivo e partecipante. Indipendentemente da come sono state realizzate le foto di Doisneau trasudano di vita umana, tanto da essere definito un esponente di un "profondo umanesimo".  
Considerazioni sulla querelle del Joker
Febbraio 25
"All art is quite useless".   Tutta l'arte è perfettamente inutile: non sono parole di chi scrive, per carità! A pronunciarle, anzi a scriverle fu Oscar Wilde, alla fine della prefazione di The Picture of Dorian Gray (1890), vero e proprio manifesto dell'estetismo inglese. Certo, sono passati più di 130 anni da allora, ma, a ben vedere la lezione del poeta irlandese è ancora valida: parafrasando A Defence of Poetry di Percy Bysshe Shelley, un altro gigante della letteratura in lingua inglese, una grande opera d'arte è come una fontana traboccante di saggezza, capace di parlare in maniera differente, ma egualmente potente a ogni epoca e generazione, come scopriremo.   Recentemente, l'artista vomerese Ruben D'Agostino, già noto per l'opera di riqualificazione Tetris Urbano in via Massimo Stanzione, ha sottoposto alla V Municipalità un progetto riguardante la parte alta dei gradini Cacciottoli che prevede la realizzazione di un murale del Joker danzante di Joaquin Phoenix nella celebre scena della scalinata. Il progetto, attualmente in esame, ha incontrato le opposizioni di alcuni rappresentanti delle istituzioni e di una parte dei cittadini, non del tutto a loro agio con l'idea che un criminale possa essere immortalato, e, in un certo qual modo, magnificato.     Tralasciando per un attimo l'assoluta bellezza della sequenza e il fatto che essa sia già entrata nella storia del cinema, l'idea che D'Agostino intenda glorificare o giustificare le azioni di Arthur Fleck sembra del tutto peregrina, come egli stesso ha affermato. D'altronde, basterebbe aver semplicemente prestato attenzione alla pellicola di Todd Phillips per comprendere come essa, lungi dall'essere una celebrazione, si configuri, piuttosto, come una drammatica discesa agli inferi. A proposito della scena in questione, il direttore della fotografia Lawrence Sher in un'intervista a Variety nel 2019 affermò come «the movie is a lot about dichotomies and about two sides of our own self. We are all good, and we all have the potential to be bad».   Se, a tutti i costi, siamo costretti a suggerire una chiave di lettura a ciò che nasce come semplice celebrazione della bellezza, che almeno sia quella della solidarietà: tendere la mano, mettersi nei panni dell'altro, comprendere coloro che soffrono. Questo perché la discesa di Arthur Fleck nell' "abisso Joker" non si sarebbe verificata in un mondo, magari non perfetto ma in cui la malattia mentale venisse vista per quello che è: malattia, appunto, e non stigma. Allo stesso modo, se ci sforzassimo di vedere il bicchiere pieno, useremmo il nostro potenziale per qualcosa di buono, ritornando alla dicotomia di cui parlava Sher, e – chissà! – anche attraverso l'arte, e le sue innumerevoli declinazioni, eviteremmo che tanti potenziali Arthur Fleck si trasformino in altrettanti Joker.     Tralasciando, infine, come altri iconici villains siano apparsi sui muri di mezzo mondo (da Hannibal Lecter a Alex DeLarge, da Norman Bates alla Malvagia Strega dell'Ovest senza che nessuno abbia interpretato tali opere come apologie del cannibalismo o della stregoneria), può rivelarsi produttivo chiudere il cerchio con Wilde, il quale sottolinea come i libri non siano morali o immorali, ma solo scritti bene o scritti male. Allo stesso modo, non sarebbe una cattiva idea giudicare l'opera di D'Agostino tenendo presente un unico, infallibile parametro.   La bellezza.
DC Comics: ecco cos'è il nuovissimo Linearverse
Febbraio 25
Questa settimana arriverà nelle fumetterie e librerie un albo davvero speciale intitolato Generations: Forged 1. Pubblicato dalla DC Comics, in cui farà il suo debutto un luogo inedito, il Linearverse, e che sarà la nuova ambientazione di alcune storie della casa editrice.   In questo universo le realtà alternative non esistono e non sono mai esistite. Come ha spiegato, Dan Jurgens, uno degli sceneggiatori del nuovo fumetto, il Linearverse “è un luogo che utilizza in modo diverso la storia di DC. Saràun luogo in cui potranno essere ambientate storie singolari e indipendenti”.   Qui i personaggi invecchiano molto più lentamente e vivono vite molto più lunghe. Ciò significa che il Bruce Wayne che diventò un vigilante nel 1939 è la stessa persona che combatte il crimine nel 2021. Questa “dilatazione” del tempo vale sia per gli umani come Batman sia per alieni come Superman.   Il concetto del multiverso è poi tornato nel 2006, con la creazione successiva di più di 50 mondi, grazie al crossover Crisi infinita di Geoff Johns e Phil Jimenez. Soltanto di recente la DC Comics ha creato l’omniverso, stabilendo una forte connessione tra tutte le storie presenti e peaaste di DC Comics.       Link alle immagini: https://www.gamesradar.com/dcs-new-linearverse-explained/  -  https://insidepulse.com/2021/02/23/forget-multiverse-metaverse-omniverse-dc-comics-introduces-linearverse-as-dc-future-state-wraps-up-infinite-frontier-begins-small-spoilers/
Goodfellas chiude i battenti
Febbraio 24
Prima del Covid, i locali in cui imperversava la movida a Napoli, per trascorrere una spensierata serata in compagnia di drink e musica dal vivo, erano pochi poiché la crisi economica degli ultimi decenni aveva messo in ginocchio un settore che già a stento riusciva a mantenersi a galla solo grazie alle proprie forze, alla propria imprenditorialità e alla propria capacità di promuoversi al pubblico, offrendogli uno spazio speciale sia per l’udito che per il gusto, alle etichette discografiche, che fremevano per far esibire i propri artisti e agli esordienti a cui veniva data l’opportunità di farsi conoscere.   Anche sul GoodFellas, noto locale del Vomero, pesava la crisi economica, il caro affitto, nota dolente che interessatutto il quartiere, ma nonostante tutto il gestore Bob Gallino è riuscito per 12 anni a far si che quel luogo, baluardo della musica live a Napoli, fosse un punto di riferimento e di aggregazione per tantissimi giovani. Gallino ha combattuto contro le avversità sempre con grande impegno per riuscire a tenere in vita la sua attività. Ma niente ha potuto, come d’altronde è successo e succederà a molti altri, contro la pandemia.   Il Goodfellas ha alzato bandiera bianca ed ha dovuto arrendersi perché la mancanza delle entrate non è stata supportata da adeguati ristori. Gallino sul proprio profilo Facebook ha affidato il suo sfogo ad un post che pubblichiamo interamente: Io sono Bob Gallino,Fondatore del GoodFellas che dal 2008 è stato l’ultimo baluardo della musica live; musica di quella suonata con batteria e chitarra elettrica, di quel genere che visse bene negli anni ‘80 e alla fine degli anni ‘90 andò a scemare. Il GoodFellas, nel cuore del Vomero, ha attirato a se per 12 anni due generazioni di ragazzi per il semplice gusto di aggregarsi e di andare a sentire quel solista piuttosto che quell’altra band, o per la scusa del panino o della birra. Io sono Bob Gallino e il GoodFellas era la mia attività fatta di arte, cultura, musica: svariate piece teatrali, meeting culturali e sociali, incontri con gli alunni di conservatori e scuole musicali, contest musicali e per non parlare dei concerti, i cosiddetti live: Stef Burns, Robben Ford, Greg Howe,Kiko Lourerio, Neil Zaza, Shawn Jones, Corrado Rustici, Peppino D'Agostino, Andrea Palazzo, Federico Poggipollini, Will Hunt,Juan van Emmerloot, Dennis Chambers, Marco Minnermann, Alfredo Golino, Luca Martelli, Roby Pellati, Billy Sheehan, Stuart Hamm, Max Gelsi, Antonio Righetti, Claudio Golinelli, Martin Allcock, Claudio Simonetti, Piero Pelù, Raiz,Erminio Sinni e tanti, tanti altri, per non parlare di tutti i tributi e gli omaggi e tutte le band inedite che abbiamo accolto ed aiutato a formare nel corso del tempo. Tutti professionisti della musica che si esibivano nel mio locale, tutti abituati ai grandi palchi che passavano volentieri una serata con me,con Noi. Io sono Bob Gallino e la pandemia, un governo impreparato, un comune assente, un proprietario senza scrupoli, una Giuria poco attenta hanno fatto si che il GoodFellas interrompesse la sua attività, che non sia più cultura, suoni, vita. Oggi non lo accetto e non ho ancora metabolizzato il lutto. Forse oggi cammino con lo sguardo calante e con la tristezza nel cuore, ma ho intravisto un bagliore di positività. Le persone che amavano il Good Fellas si sono fatte sentire, hanno mostrato la loro solidarietà e non è poco per me! Non so se mi aprirò un altro locale e se si chiamerà GoodFellas ma so che voi mi seguirete e so che seguirete il mio nome perché io sono Bob Gallino (quello con sorriso e con i dread).   Purtroppo per molti la musica è considerata un’arte minore a cui viene data meno valore, partendo dalle istituzioni, sopratutto quelle nazionali e locali che non la supportano, non l’aiutano e non la valorizzano. Dobbiamo sperare che il vento cambi e augurare a Bob Gallino di poter in futuro riaprire quei battenti tanto cari a chi ama la buona musica.   link all'immagine: https://pixabay.com/it/photos/club-bar-musica-luce-persone-378021/
IL FUTURO DEI GIOVANI ITALIANI: MIGRARE O RESTARE?
Febbraio 21
In questi primi mesi del 2021, sono saliti ad oltre trecentomila i giovani italiani che si sono diretti all’estero per studio o per lavoro (aumento del 33% negli ultimi cinque anni). Attualmente i giovani ritengono che l’Italia sia un paese dal quale prendere le distanze anche se, talvolta, risulta difficile costruirsi una vita lontani dalle proprie origini. In questo momento, però, il nostro paese è un paese senza crescita, proprio a causa delle continue partenze dei ragazzi che lasciano la penisola. Le mete più scelte da chi emigra sono Regno unito, Francia, Germania e Svizzera, tutti paesi con migliori politiche giovanili e con una pressione fiscale più bassa. I giovani italiani che vanno all’estero sono portati a farlo soprattutto perché la cultura del lavoro è inadeguata rispetto agli standard europei. Solo il 54,6% dei giovani italiani infatti riesce ad ottenere un lavoro, contro il 75% della media europea; inoltre il 19,7% dei ragazzi italiani è disoccupato, rispetto alla media dell’Europa del 9,2%. Questi dati palesano la profonda crisi in cui si trova il nostro paese. La fuga dei ragazzi, è costata all'Italia 16 miliardi di euro, cifra che si sarebbe riversata nel PIL dello Stato, se i giovani avessero trovato occasioni lavorative in Italia e non all'estero. In Italia, non solo i salari sono troppo bassi ma, coloro che hanno un titolo o una qualificazione, spesso non trovano una posizione lavorativa adeguata alle loro competenze. Il differenziale salariale, inoltre, ha un alto effetto di attrazione ma un ridotto effetto di ritorno. Ciò significa che, chi parte verso i paesi meglio organizzati, difficilmente tornerà nei paesi natii. I migranti sono attratti dai salari più elevati di questi paesi, dai sistemi di welfare più protettivi, dalla loro maggiore attenzione al merito, dal loro rispetto delle differenze e dell’uguaglianza di genere. Lavorare sui salari di ingresso è quindi fondamentale per la crescita italiana, ma è da considerare solo come un punto di partenza di un lavoro lungo e complicato, del quale nessuna classe politica ha mai voluto davvero occuparsi. In effetti, il principale responsabile del deserto lavorativo italiano è il disinteresse generale, che peggiora le tragiche condizioni del paese, soprattutto in prospettiva delle generazioni future.   L’Italia è potenzialmente uno stato prospero, tra i primi al mondo per patrimonio culturale, artistico e naturalistico, perché decidere di sprecare questa fortuna?     link all'immagine: https://www.adviseonly.com/wp-content/uploads/2014/03/%E2%80%9CMe-ne-vado-perch%C3%A8%E2%80%A6%E2%80%9D.-Gli-otto-motivi-della-fuga-dei-giovani-italiani-all%E2%80%99estero.jpg
Rubrica Mensile: Ravi Shankar
Febbraio 15
Robindra Shankar Chowdhury, in arte Ravi Shankar, nacque nel 1920 a Varanasi, in India, da una famiglia di ballerini e musicisti. La sua vita sul palco iniziò in tenera età, come ballerino, con la compagnia di danza del fratello. Solo a 18 anni il suo interesse si spostò interamente verso il sitar, strumento a corde indiano, perché, dopo aver molto viaggiato, voleva riappropriarsi della sua cultura d’origine dove la musica ha che fare con la religione, con la filosofia e con la concezione della vita e del mondo.     Una musica molto lontana dai suoni e dalle forme occidentali a cui il nostro cercò di togliere quel carattere elitario per renderla accessibile  alle altre culture e invogliare gli ascoltatori ad apprezzare la sua complessità e la sua profondità attraverso esperimenti interculturali in cui si amalgamavano in un unico suono strumenti indiani e occidentali. Nella sua visione non dovevano esitare vari generi musicali: la musica è musica e basta. Questa sua voglia di contaminare ed essere musicalmente contaminato gli portò aspre critiche in patria, mentre in Occidente veniva osannato e apprezzato per la sua apertura intellettuale e musicale tanto da guadagnarsi, in seguito, il nome di padrino della World Music.   Negli anni ‘50 divenne direttore di All India Radio e proprio da allora la sua musica cominciò ad essere meglio conosciuta fuori dalla patria anche grazie all’esibizione presso il Royal Festival Hall in Inghilterra. Né sono da dimenticare le sue partecipazioni come musicista al Festival di Woodstock e al concerto per il Bangladesh organizzato da George Harrison nel 1971.   Era stato il suo modo di suonare i Raga (improvvisazioni) che aveva catturato l’interesse di molti musicisti inglesi, tra cui i Beatles, che incominciavano a vedere nel sitar non un semplice oggetto etnico, ma uno strumento che poteva dare nuove sfumature alla loro musica. E infatti in Norwegian Wood il sitar è lo strumento solista.    Ravi Shankar ha vissuto in California con la sua seconda moglie Sukanya ed è morto all’età di 92 anni, ma la sua eredità musicale continua a vivere.   link alla foto di copertina: https://www.facebook.com/ravishankarfoundation/photos/10155465173062633       
Sergio Bonelli annuncia il ritorno di Nick Raider
Febbraio 15
La Sergio Bonelli Editore ha annunciato che quest’anno, probabilmente in autunno sarà pubblicata la nuova serie dedicata a Nick Rider, il detective della squadra omicidi.    Conterà circa dieci numeri e partirà con l’avventura scritta da Claudio Nizzi, creatore del personaggio, e ambientata prima di La vittima senza nome, l’albo con cui ha esordito nel 1988. L’arco narrativo delle storie successive trasporteranno Nick Raider ai giorni nostri accompagnato da personaggi vecchi e nuovi.   Tra gli autori della serie ci saranno gli sceneggiatori Davide Rigamonti e Giovanni Eccher e i disegnatori di Giovanni Freghieri, Mario Jannì, Marco Foderà, Massimo Cipriani, Ivan Vitolo, Ivan Zoni e Rosario Raho. Un assaggio delle nuove storie è stato fornito in occasione del Free Comic Book Day Italia lo scorso dicembre, con la distribuzione di un albo gratuito.   Nick Raider, investigatore della squadra omicidi di New York, è stato creato nel 1988 e la serie, edita da Sergio Bonelli Editore sino al 2005, conta circa 200 numeri. Il suo fu il primo fumetto di genere giallo mai pubblicato dalla casa editrice. Tra gli sceneggiatori della serie ci sono stati, Gianfranco Manfredi, Alfredo Nogara, Michele Medda, Gianluigi Gonano e Gino D’Antonio. Tra i disegnatori: Giampiero Casertano, Corrado Mastantuono, Aldo Capitanio, Gustavo Trigo, Marco Foderà, Bruno Ramella, Ivo Milazzo, Ferdinando Tacconi e Luigi Siniscalchi.       Link alle immagini: https://www.sergiobonelli.it/sezioni/26/nick-raider  -  https://www.sergiobonelli.it/sezioni/589/il-mio-nome-e-nick-raider
Inizia ufficialmente il governo Draghi: recap!
Febbraio 13
Alle 19 di ieri Mario Draghi ha sciolto la riserva e ha ufficialmente accettato l’incarico di formare un nuovo governo, affidatogli dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In diretta dal Quirinale, ha anche rivelato i nomi dei ministri che andranno a formare il suo esecutivo. Alle 12 di oggi, il giuramento.   Dopo due giri di consultazioni con i partiti e le parti sociali, l’ex presidente della BCE è salito al Quirinale per comunicare al presidente Mattarella di essere pronto a sciogliere la riserva ed a formare un nuovo governo. Ha pertanto comunicato la lista dei ministri che lo accompagneranno. Ventitré dicasteri, di cui quindici affidati a uomini politici e otto a figure tecniche, così come quindici ministeri sono affidati a uomini e otto a donne.   Hanno ricevuto l’incarico da Draghi alcuni dei nomi più citati negli uomini giorni, dall’ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia alla Giustizia al direttore generale della Banca d’Italia Daniele Franco per il Ministero di Economia e Finanza, passando per il manager Vittorio Colao nuovo ministro dell’Innovazione tecnologica e della transizione digitale.   Confermati nel proprio dicastero quattro ministri del governo Conte-bis: Lamorgese agli Interni, Di Maio agli Esteri, Speranza alla Salute, Franceschini ai Beni Culturali, D’Incà ai rapporti col Parlamento. Torna al Ministero delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti, dopo le dimissioni che, insieme a quelle di Teresa Bellanova, hanno praticamente innescato la crisi del governo Conte-bis. Molta attenzione sul “nuovo” Ministero della Transizione Ecologica – che però tecnicamente è il già esistente ministero dell’Ambiente con un nuovo nome. A guidarlo sarà Roberto Cingolani, fisico, ex responsabile dell’innovazione tecnologica di Leonardo e ex direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.   Il nuovo esecutivo Draghi rivela l’ampio sostegno ottenuto durante le consultazioni nell’assegnazione dei ministeri a rappresentanti di tutti i partiti che hanno sostenuto l’ex governatore della Banca d’Italia. A formare l’esecutivo sono infatti quattro ministri pentastellati, tre ciascuno per Pd, Lega e Forza Italia, uno per Leu e uno per Italia Viva. Ovviamente esclusi Fratelli d’Italia, unico partito ad essersi opposto fin dai primi istanti alla partecipazione al governo di Mario Draghi.   I membri del nuovo esecutivo sono entrati ufficialmente in carica dopo il giuramento di fedeltà alla Repubblica che si è tenuto alle 12 di oggi al Quirinale. A causa della pandemia da Covid-19 è stato un giuramento diverso dal solito. Non sono stati ammessi parenti dei nuovi ministri, né giornalisti e fotografi. In attesa del giuramento, i ministri sono stati seduti a debita distanza nel Salone delle Feste e, poi, si sono spostati nel salone dei Corazzieri per la rituale foto di gruppo, a cui hanno preso parte posizionati in tre file da sette, ad un metro di distanza gli uni degli altri. si è svolta poi la cosiddetta cerimonia della campanella, cioè il passaggio della campanella che segna l'inizio del Consiglio dei ministri dalle mani del presidente del Consiglio uscente al suo successore. Dopo questi rituali, può tenersi il primo Consiglio dei ministri del nuovo governo.   Il nuovo esecutivo dovrà poi chiedere la fiducia alle Camere, entro dieci giorni dal decreto di nomina del presidente del Consiglio, secondo la Costituzione. Si ipotizza dunque che Draghi si recherà a chiedere la fiducia al Senato (secondo la regola dell’alternanza tra le due Camere, visto che il precedente esecutivo chiese la fiducia prima ai Deputati) mercoledì 17 gennaio, per poi presentarsi alla Camera il giorno successivo, giovedì 18. Non ci si aspettano sorprese: è prevedibile che il nuovo governo otterrà una fiducia molto larga, trovando unicamente l’opposizione di Fratelli d’Italia, che potrebbe però anche astenersi.   Numerosi i temi caldi che aspettano l’attenzione del nuovo Presidente del Consiglio, in gran parte conseguenza della situazione di emergenza generata dalla pandemia. Il 25 febbraio scade il divieto di spostamento tra regioni, ed è probabile che all’interno dell’esecutivo vi siano opinioni diverse a riguardo. Segue poi la necessità di valutare il rinnovo del blocco dei licenziamenti che scade il 31 marzo e i ministri interessati dalla questione – il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andra Orlando del PD e quello allo Sviluppo economico, il leghista Giancarlo Giorgetti – hanno posizioni di partenza distanti. Infine, il piano vaccinale, di cui Draghi discuterà in una videoconferenza informale con i leader del Consiglio europeo il prossimo 25 febbraio.               Link alla foto: https://www.ilpost.it/2021/02/13/giuramento-governo-draghi-diretta-foto/
Pedigreender: l'app per gli incontri a quattro zampe!
Febbraio 10
Vi ricordate la scena de La carica dei 101 in cui Pongo, il cane protagonista, per far sì che il suo amico umano Rudy incontrasse la bella Anita e la sua dalmata Peggy, inizia a correre e a girare intorno ai due bipedi, costringendoli ad “abbracciarsi” creando un intrico di guinzagli? Sicuramente la scena avrà fatto ridere tanti bambini, ma c'è un fondo di verità: tra i tanti benefici degli amici a quattro zampe, c'è anche quello di regalarci una maggiore socialità – perciò non abbandoniamoli mai.Se volessimo ricambiare e regalare noi una maggiore socialità al nostro amico peloso, ci sono tanti modi: uscite più lunghe, soste più durature al parco, incontri e asilo nei centri cinofili e – udite udite – un'app di incontri. Sì, avete letto bene. Stiamo parlando di Pedigreender, disponibile su Android e iOS. Scaricata l'app, bisogna creare un account con email e password, oppure si può accedere con il proprio account Facebook o Google. L'app richiederà il consenso a utilizzare la posizione. Effettuato l'accesso, si crea il profilo del proprio pet, con foto, nome, data di nascita, tipo (cane o gatto), data di nascita, genere e razza. È possibile aggiungere in seguito ulteriori informazioni, come la taglia, il possesso del pedigree, eventuali trofei vinti, e anche una breve didascalia di presentazione. Completati questi passaggi, si inizia il gioco vero e proprio: si possono visualizzare scorrendo col dito da destra verso sinistra i profili di papabili partner di passeggiate e incontri, con foto, nome, razza e distanza. Cliccando su “più info” si ottengono ulteriori dettagli del cane/gatto, ovvero quelle info opzionali aggiunte in un secondo momento che abbiamo citato sopra.Nella schermata di visualizzazione dei vari profili pet, in basso, sono presenti due tasti per esprimere il proprio apprezzamento o meno: uno rosso col pollice in giù sulla sinistra ed uno verde col pollice in su sulla destra. Per restringere la ricerca secondo alcuni specifici parametri è sufficiente, nella schermata principale dell'app, inserire i filtri desiderati dopo aver cliccato in basso su “avanzate”. Infine, cliccando in alto a destra sull'icona coi due fumetti sovrapposti, si ha la possibilità di leggere e accedere alle conversazioni intrattenute con gli altri utenti.   Che dire? Idea un po' bizzarra, ma davvero carina per poter ricambiare a tutto l'amore che i nostri amici pelosi ci regalano, creando per loro maggiori occasioni di socialità con simili. I benefici saranno sicuramente godibili anche dagli umani: un'occasione in più per uscire e, in questi tempi di distanziamento sociale, avere l'opportunità di incontrare persone diverse e avere nuovi amici, con cui sicuramente si ha già una cosa importante in comune: l'amore per gli animali.Link alla foto: https://it.mashable.com/5223/pedigreender-dating-app-cani-gatti
Sanremo è Sanremo. Questo detto vale ancora?
Febbraio 07
In questo periodo il Festival di Sanremo torna ad essere protagonista nelle rubriche musicali di vari giornali, e, come al solito, non manca mai di suscitare polemiche. Sebbene in passato anche noi di MyGeneration ci siamo occupati del Festival della canzone italiana, quest’anno torniamo sull’argomento, non come i soliti assassini che tornano sul luogo del delitto almeno due volte, ma perché l’edizione del 2021, nonostante debba ancora cominciare, già si presenta diversa da quelle del passato.   Diversa perché in sala non ci sarà pubblico. Diversa perché la sua messa in onda è stata messa in dubbio. Ma allora perché nonostante i vari ostacoli alla fine c’è stato il via libera affinché la trasmissione si svolgesse? La risposta è semplice e va ricercata sugli interessi economici che si muovono intorno al carrozzone di Sanremo.   La Rai investe tanti bei soldini in uno show in cui i super ospiti e i presentatori vengono pagati profumatamente, ma, al netto delle spese, quello che resta in tasca a mammina, grazie agli spot pubblicitari, è decisamente più di quello che spende. Infatti gli slot pubblicitari da 30 secondi variano tra i 25.000 e 414.000 euro a seconda della serata e della fascia oraria.   Ma vi sono tanti altri attori che aspettano l’arrivo della manna dal cielo cominciando dagli Hotel, dal Casinò, dai commercianti e dallo stesso comune che, per ospitare la canzone, riceve bei finanziamenti statali. Ma specialmente è il mondo della musica che attende questo momento con trepidazione, infatti da un lato vi sono i cantanti ansiosi di lanciare, rilanciare o riaffermare la propria carriera e dall’altro i produttori che non aspettano altro che vendere quello su cui hanno investito.   Speriamo che almeno quest’anno riesca ad emergere un vero talento e con questo pensiero buttiamoci alle spalle i nostri problemi, la pandemia, la caduta del Governo, la crisi economica sociale e sanitaria, accomodiamoci sul divano e assistiamo alla kermesse più famosa dell’anno: il Festival di Sanremo!link alla foto: https://it.wikipedia.org/wiki/Festival_di_Sanremo#/media/File:Festival_di_Sanremo_16_febbraio_2013.JPG
Giappone: lo Studio Ghibli sta costruendo nuovo parco a tema
Febbraio 05
Il parco a tema dedicato al leggendario universo dello Studio Ghibli non è più un sogno e dovrebbe essere inaugurato in Giappone nell’autunno del 2022. I lavori di costruzione sono già iniziati nella prefettura di Aichi, (tra Tokyo e Osaka) dove sorgerà il parco, come annunciato in una conferenza stampa i lavori saranno svolti nel pieno rispetto dell’eco sistema locale.   Si preannuncia un luogo fantastico, in cui sarà realizzato Castello errante di Howl non a grandezza naturale, in omaggio al celebre film d’animazione del 2004 diretto da Hayao Miyazaki. La struttura sarà un po’ più piccola di quello che siamo stati abituati a vedere nel film, non sarà mobile, Ma sarà alto quanto un edificio di circa 5 piani e i visitatori potranno accedervi per visitare le varie camere. Nella stessa zona dove sorgerà il castello di Howl sarà possibile ammirare diversi splendidi giardini e fermarsi per un boccone in uno dei ristoranti.     Il parco sorgerà nell’ex area Expo del 2005, al Monicoro Park, a Nagoya. Sarà completamente immerso nel verde e sarà diviso in ben cinque aree tematiche, che si ispireranno ai grandi classici d’animazione del sensei Miyazaki: Youth Hill, Ghibli Warehouse, Prinicpessa Mononoke, Witch Valley e Donkonmori.     Link alle immagini: https://www.lascimmiapensa.com/2021/02/04/studio-ghibli-vero-castello-errante-di-howl-parco-a-tema/ - https://www.tomshw.it/culturapop/lo-studio-ghibli-regala-i-fotogrammi-dei-film/  -  https://www.lascimmiapensa.com/2019/01/06/parco-ghibli-foto/ 
Clubhouse: il nuovo rivoluzionario social
Febbraio 04
Sta facendo molto parlare di sé, da qualche giorno a questa parte, un nuovo social network, Clubhouse. La popolarità arriva grazie ad Elon Musk, che lo scorso 31 gennaio ha deciso di installare l'app e di partecipare ad un evento virtuale. Da lì sono aumentati esponenzialmente i download.   Ma cos'è? Nonostante stia divenendo molto famoso, molti ancora non sanno cos'è Clubhouse. Sì, perché in realtà non tutti possono scaricare l'app ed accedere, creandosi un account. Bisogna ricevere un invito da qualcuno che è già membro, a sua volta invitato da un altro, e così via. Inoltre, almeno per il momento, non è disponibile su Android, ma solo su iOS.   Eppure l'interesse è altissimo perché Clubhouse è totalmente diverso da tutti i social a cui siamo abituati. Al bando foto, immagini, testi e messaggi. Solo voce. All'interno di Clubhouse potrete creare una stanza (una sorta di gruppo) o entrare in una stanza già creata da altri. Ogni stanza è dedicata ad un tema o ad un argomento specifico, deciso dal fondatore. Entrando a far parte di queste stanze si diviene uditori dei discorsi degli altri e si può chiedere ai moderatori il permesso di parlare.   In una società sempre più veloce e in un periodo di isolamento sociale dovuto alla pandemia, questo social si prospetta come rivoluzionario. Clubhouse sembra, infatti, voler tirare il freno, ricostruire le interazioni umane ad un passo più lento e soprattutto ad un livello più profondo. Niente più like tattici o faccine che poi in fin dei conti non significano niente e non trasmettono nulla. Su Clubhouse si ascolta direttamente la voce degli altri, con tutte le sensazioni e le informazioni che l'intonazione può trasmettere. Niente più velocissime frasi ad effetto: con Clubhouse si ritorna al tempo dilatato del discorso e alla riscoperta dell'attesa.     Tutto ciò sembra bellissimo, ma c'è anche chi sta mettendo in guardia gli utenti. Si tratta pur sempre di conversazioni su internet, con tutta l'insicurezza che questo comporta. Infatti, mentre la scrittura di un messaggio comporta l'esigenza di riflettere su ciò che vogliamo dire e permette di poter cancellare e riscrivere anche più volte il testo, il discorso “in diretta” che caratterizza Clubhouse è praticamente immutabile, una volta pronunciato. Inoltre, vi è l'incognita di poter urtare la sensibilità dei membri della stanza, che non sono necessariamente amici – anzi, quasi sempre si tratta di estranei, perché questo nuovo social non prevede la lista di amici. Non a caso una delle maggiori critiche che si stanno avendo negli USA riguarda proprio la mancanza di una chiara disciplina in materia di moderazione delle conversazioni. Chiunque, infatti, può creare una stanza ed esserne moderatore, senza nessun requisito (un domani si dovranno soddisfare requisiti? Siamo di fronte ad una nuova professione?). Ed essendo tutto “live”, senza la possibilità di un recupero in un secondo momento, è anche difficile avere prove in caso di comportamenti molesti o illegali ed intervenire.   Dunque, la strada è ancora lunga e vanno apportate alcune modifiche e migliorie, ma Clubhouse sembra molto promettente. Lo terremo d'occhio!               Link alla foto: https://www.agi.it/economia/news/2021-02-02/come-funziona-clubhouse-11241324/ https://www.wired.it/internet/social-network/2021/02/02/clubhouse-social-app-audio-stanze-invito/
Il commissario Ricciardi: un successo tra libri, fumetti e tv
Febbraio 03
La settimana scorsa è andata in onda la seconda puntata de Il commissario Ricciardi, telefilm tratto dalla fortunata serie di romanzi – ben 12! – di Maurizio De Giovanni. Si tratta di una produzione Rai Fiction che prevede sei episodi dalla durata di 100 minuti circa per ciascuno e che ha come Lino Guanciale come interprete principale.   Le vicende ruotano attorno alle indagini condotte, nella Napoli degli anni '30, dal commissario Luigi Alfredo Ricciardi (Guanciale), un uomo riservato, caratterizzato da uno strano “potere”: Ricciardi ha la capacità di vedere lo spirito di chi muore per morte violenta (incidente o omicidio), udirne le ultime parole e percepirne il dolore. Il commissario considera tale abilità come una maledizione, ma soprattutto un segreto da celare anche ai pochi affetti che si concede di avere: il fedele brigadiere Maione (Antonio Milo), la vecchia tata Rosa (Nunzia Schiano) e l'anatomopatologo antifascista Bruno Modo (Enrico Ianniello).   È proprio la capacità di Ricciardi a rendere la serie (e prima ancora i romanzi e poi il fumetto) interessante e originale, rispetto all'infinità di polizieschi che sono proliferati negli ultimi tempi. Vedere il “fantasma” del defunto e udirne le ultime parole è un elemento che interviene ad indirizzare le indagini del commissario, la cui soluzione è spesso solo apparentemente semplice: capita infatti che la prima ipotesi si riveli solo in un primo momento la più corretta e venga poi smentita proprio da ciò che Ricciardi percepisce grazie alla sua abilità.     Non solo indagini, però. Anche se la parte investigative prevale, c'è spazio per delle trame secondarie dal tono più sentimentale, ma mai banale. Il fedele Maione, ad esempio, vive una situazione familiare davvero commovente. Ricciardi, invece, perso nell'ammirazione a distanza – dalla finestra di casa – per la dolce e sensibile Enrica (Maria Vera Ratti), si troverà preda dell'infatuazione della tenace e carismatica Livia (Serena Iansiti).   Il risultato è un prodotto molto piacevole per lo spettatore, con una buona ricostruzione storica degli elementi di scena (abbigliamento, acconciature, automobili d'epoca), location importanti e bellissime (ma con Napoli si ha gioco facile in questo) e un'interpretazione di tutto il cast davvero buona, posata e non macchiettistica.   Siamo curiosissimi di vedere la terza puntata stasera!       Link alle foto: https://it.wikipedia.org/wiki/Il_commissario_Ricciardi https://tv.fanpage.it/i-fantasmi-del-commissario-ricciardi-invadono-la-tv-e-boom-di-ascolti/
Cosplay: in arrivo una stangata da parte del governo giapponese
Febbraio 03
Negli ultimi giorni si sta scatenando un vero e proprio putiferio sui social a causa di una voce sempre più insistente secondo cui il governo giapponese ha intenzione di introdurre una nuova tazza per tutelare gli autori. L’obiettivo è quello di “colpire” i cosplayer che fanno soldi e costruiscono una carriera sfruttando l’operato degli autori di manga, anime e videogiochi.   Il settore del cosplay genera in Giappone un volume d’affari da capogiro. I piiù fortunati riescono a costruire dei veri e propri imperi. Basti pensare alla più importante cosplayer professionista giapponese, Enako, che arriva a guadagnare fino 90.000 dollari al mese tra apparizioni pubbliche, merchandising, book fotografici, sessioni autografi e di chat, pubblicità e molto altro ancora, mentre altri cosplayer ricavano vendendo proprie foto o video vestiti da personaggi famosi. Tutto questo non contempla affatto una percentuale dovuta gli autori, che quindi non ricavano nulla.   Secondo quanto riferito dai media giapponesi, i membri del governo sono quindi attualmente al lavoro per trovare una soluzione che possa accontentare in qualche modo tutti, consultando sia chi detiene i diritti sia i cosplayer come la stessa Enako.   L’argomento più spinoso pare che sia quello dei social media. Il governo vorrebbe infatti considerare una violazione dei diritti anche pubblicare foto e video su Instagram e altre piattaforme online, andando, però, a colpire anche i cosplayer amatoriali.       Link alle immagini: https://anime.everyeye.it/notizie/guadagna-cosplayer-giapponese-enako-mostra-impressionante-fatturato-2020-489943.html  -  https://www.reddit.com/r/cosplaygirls/comments/6tvgy6/enako_cosplay_at_comiket_92/    
Bernie Sander inaugura la beneficenza con i meme
Febbraio 03
I meme possono aiutare la beneficenza? A quanto pare sì.   Le immagini ironiche e sarcastiche che girano sui social, che ci fanno tanto ridere, potrebbero essere più utili di quanto si pensa. Strapparci un sorriso, in questi tempi duri di pandemia, è sicuramente il primo e più immediato dei risultati dei meme. Ancora, se un meme ha per soggetto/oggetto un personaggio politico o comunque noto, potrebbe far nascere, al fine di capire la battuta insita nel meme, la voglia di informarsi, di cercare la notizia in questione, portandoci magari anche ad una riflessione. Tuttavia qui si parla di fare beneficenza con i meme. Com'è possibile? Si tratta di guadagnare con le visualizzazioni come per i video YouTube? No, ma ce lo spiega addirittura Bernie Sanders, senatore americano.   Il politico 79enne è divenuto oggetto di un meme che ha fatto il giro del mondo: la sua immagine, seduto su una sedia con grossi guanti di lana (che tra l'altro sono sold out su internet) e aria torva ripresa durante l'insediamento di Biden, è stata inserita in una miriade di scenari improbabili, come seduto accanto alla regina Elisabetta o fuori alla Trump Tower o addirittura in una tipica stazione della Circumvesuviana.     C'è anche chi lo ha “photoshoppato” al centro della Venere di Botticelli o in scene di film e telefilm (Casa Vianello, Friends, The Big Bang Theory, Game of Thrones, La regina degli scacchi, Sex and the City, The Avengers, Deadpool, Harry, Potter, Forrest Gump), chi lo ha paragonato a coloro che aspettano il corriere o il fattorino della pizza un minuto dopo aver effettuato l'ordine, ma ce n'è davvero per tutti i gusti.     Il meme ha suscitato una fortissima ilarità, ma in un certo modo è anche entrato nei cuori di molti americani, che hanno iniziato a desiderare di portarlo con sé. Da qui l'idea di produrre diversi gadget, felpe e t-shirt messi in vendita in tutto il paese a partire dal Vermont, stato in cui è senatore Sanders. Si tratta di un'iniziativa che diverte molto, ma che sta portando notevoli fondi alla beneficenza: sono infatti stati raccolti 1,8 milioni di dollari. “Il denaro raccolto, mi aspetto un paio di milioni di dollari” ha detto il senatore “andrà a programmi come Meals on Wheels che danno il cibo agli anziani a basso reddito”, ma anche Feeding Chitteden (che assicura pasti caldi agli indigenti), Chill Foundation e altri programmi di welfare.   E non è tutto! Un artista americano, Tobey King, ha realizzato una bambolina all'uncinetto che ritrae il senatore nella sua ormai celebre posa. Dopo aver postato la foto su instagram e aver ricevuto migliaia di commenti, ha messo la sua creazione su eBay, vendendola per ben 20.300 dollari. Il ricavato è stato donato in beneficenza alla sopracitata Meals on Wheels.     Link alle foto: https://video.corriere.it/esteri/bernie-sanders-ride-meme-che-ha-fatto-giro-mondo-cercavo-solo-stare-caldo/a546b2be-5e34-11eb-9d4d-6cce1a220c09 https://consent.yahoo.com/v2/collectConsent?sessionId=3_cc-session_2c3e801c-a6cc-41cc-8542-c3edfa436852 https://www.dagospia.com/mediagallery/Dago_fotogallery-295241/1411648.htm https://tg24.sky.it/mondo/2021/01/28/meme-bernie-sanders-bambola
PROTESTE UNIVERSITARIE A NAPOLI: GLI STUDENTI CHIEDONO PIÙ ATTENZIONE
Febbraio 03
Febbraio 2021. Ormai è passato quasi un anno dall’inizio della pandemia e da quando gli studenti universitari si sono cimentati nella didattica a distanza, senza avere mai la possibilità di tornare in sede. Dall’inizio dell’emergenza causata dal COVID-19, sono stati elaborati moltissimi di DPCM ma, in nessuno di questi, è stato affrontato il problema delle condizioni di studio degli studenti universitari che, proprio per questo motivo, dal 29 gennaio hanno deciso di protestare cercando di attirare l’attenzione sulla propria condizione. A Napoli, alla facoltà di Lettere e Filosofia della Federico II, gli studenti hanno occupato le sedi tra Corso Umberto e Porta di Massa, al fine di manifestare il proprio malcontento. In molti sottolineano che la didattica a distanza era stata proposta come provvedimento provvisorio, in seguito all’emergenza di chiusura totale iniziale, ma sembra che ormai gli studenti universitari siano lasciati al proprio studio monotono, solitario e per nulla stimolante, senza prendere in considerazione delle soluzioni da adottare per migliorare le loro condizioni d’apprendimento. Senza dubbio la didattica a distanza è il metodo più sicuro da adottare in questo momento di crisi, ma è scorretto credere che questa metodologia possa essere una definitiva sostituzione delle lezioni tradizionali. Considerato l’alto numero di iscritti alle diverse facoltà, è evidente che un ritorno totale in sede sarebbe improponibile, l’ideale, quindi, sarebbe concedere agli studenti la possibilità di scegliere la modalità mediante la quale seguire le lezioni. Tramite prenotazione, un numero limitato di studenti con possibilità di spostamento adatte a raggiungere le sedi universitarie, potrebbe seguire in presenza rispettando sempre tutte le norme di sicurezza, mentre coloro che trovano più comoda e adatta la DAD potrebbero continuare ad adottarla. Anche se i ragazzi più piccoli richiedono necessariamente un’istruzione in presenza non avendo ancora assunto un solido metodo di studio, in realtà anche per gli universitari questo è fondamentale, perché un approccio fisico alle lezioni e alle discipline è consigliato in ogni ambito d’apprendimento e rende più piacevole e leggero il tortuoso percorso universitario intrapreso. In effetti sembra che in molti abbiano dimenticato che frequentare l’università non comprende solo l’ascolto statico delle lezioni, lo svolgimento degli esami e il raggiungimento della laurea. Essa ingloba anche la conoscenza dei diversi approcci, mentalità e modalità di spiegazione dei professori e la conoscenza di altri compagni che condividono le stesse ansie, paure, emozioni e percorsi di crescita, con cui aiutarsi ed entrare in sintonia. L’istruzione è fondamentale per la propria carriera e le lezioni a distanza purtroppo non riescono a garantire lo stesso risultato di quelle in presenza. Pertanto, dovrebbe essere garantita una modalità di scelta valida per ogni studente, in attesa di miglioramenti definitivi che ci faranno gradualmente tornare alla normalità.     link immagine di copertina https://napoli.zon.it/wp-content/uploads/2021/01/WhatsApp-Image-2021-01-30-at-14.27.43.jpeg  
Sweet Home: il nuovo dramma horror coreano regalatoci da Netflix
Gennaio 24
Anno domini 2020. Teatro di una pandemia mondiale che ora, ad inizio 2021, ancora ci perseguita. Un anno che si è insidiato dentro di noi come un macigno che preme dall’interno e ci schiaccia dall’esterno. Può sembrare un discorso pesante, trito e ritrito, ma la verità è che il Covid “non è una malattia, ma una maledizione”. Ed è con queste parole che Netflix ci regala la più bella rappresentazione (coreana) del coronavirus.   Sweet Home, nuovo drama coreano di genere horror/apocallittico originale Netflix, tratto dall’omonimo webtoon coreano di Kim Kan-bi e Hwang Young-chan. Sbarcato sulla piattaforma il 18 dicembre 2020 in lingua originale e con sottotitoli in italiano, è il più bel regalo che potevamo ricevere. Il protagonista, Cha Hyun-soo (Song Kang), un adolescente che ha perso la famiglia in un incidente stradale e con tendenze suicide, si trasferisce in un condominio in un quartiere popolare di Seul. Da qui la serie prende subito piede: una strana malattia colpisce i vari condomini che a poco a poco si traformano in mostri, mostrando i loro più oscuri desideri.   Man mano vengono presentati i vari personaggi: il custode che scompare subito dalla scena, mantenendo attiva la suspense per poi lasciarla finire in uno dei momenti di maggior tensione emotiva (bisogna tenere conto che la serie, che regala notevoli situazioni splatter, alcune meglio riuscite di altre, ad un certo punto rallenta, forse un po’ troppo considerandone la natura stessa, per dare ai personaggi il giusto peso emotivo e la caratterizzazione che gli spetta), l’adolescente ex-ballerina Eun-yoo (Go Min-si), il costruttore di armi su una sedia a rotelle Han Du-sik (Kim Sang-ho), il samurai iper-cristiano Jae-Heon (Kim Nam-hee) e la giovane bassista Ji-soo (Park Gyu-young), il killer dal cuore tenero Sang-wook (Lee Jin-wook), che si avvicinerà alla giovane (e asmatica) Yoo-ri, infermiera a sua volta dell’anziano Ahn Gil-seob (Kim Kap-soo) e non dimentichiamoci la super pompiera Yi-Kyeong (Lee See-young)e lo studente universitario Eun-hyuk (Lee Do-hyun). Questi sono solo alcuni di una schiera di personaggi che vi spingeranno ad amarli e il cui cuore si spezzerà insieme al vostro, in alcune delle scene più strazianti del catalogo Netflix.     Certo, è una serie che probabilmente non può essere annoverata tra le migliori in assoluto degli ultimi anni a causa di diversi, a volte notevoli, buchi di trama, passaggi spesso forzati, sparizioni improvvise ed estrema ripetitività, soprattutto a livello drammatico, su alcuni punti. Altra pecca è la mancata caratterizzazione a 360 gradi dei personaggi e il loro rapporto col passato, affidato ad una serie di flashback frammentati, mai chiarito del tutto (spinge infatti chi guarda a dover andare per un’idea). Ciò lascia un velo d’incertezza e troppe domande, come anche lo stesso finale, nello spettatore. La chiusura, infatti, lascia un po’ a desiderare, a causa proprio della presenza di una serie di filoni aperti, troppi, che non danno la possibilità alle emozioni di chi sta guardando di emergere e che smorzano la suspense stessa.   Insomma, si può dire che i realizzatori di Sweet Home, con un prodotto del genere, avrebbero sicuramente potuto fare di meglio, ma, nonostante le sue pecche, è comunque una delle serie più interessanti degli ultimi mesi, forse anche grazie ai personaggi e alla loro umanità (meravigliosa sarà la singora An, che penetrerà nel cuore di tutti) e che grazie ad altri lavori provenienti dal mondo orientale come Alice in borderland o Smoking, sta prendendo piede sui prodotti americani o europei. Possiamo dire tutto sommato di attendere con impazienza una seconda stagione e la risposta alle nostre domande.Qui il trailer! Link alla foto: www.netflix.com 
Alla scoperta del folletto del Rock: Marc Bolan
Gennaio 24
  Il quinto anniversario dalla morte di David Bowie, avvenuta il 10 gennaio del 2016, mi ha fatto pensare a Marc Bolan, un cantante ai molti sconosciuto, ma fondamentale per la costruzione della strada verso il nascente movimento punk che ha caratterizzato buona parte della musica degli anni ‘70 e, senza quest’artista, probabilmente non avremmo avuto lo straordinario Duca Bianco né il nostro Renato Zero.   Si distinse per il suo aspetto androgino, per gli abiti vistosi, capelli cotonati e occhi truccati, ma soprattutto per un atteggiamento teatrale e provocante accentuato da un fascino psichedelico, che in quegli anni lo rese unico, tanto che nel 1967 con i mitici T. Rex diede una nuova direzione alla musica. E se all’inizio della sua carriera fu influenzato fortemente da Syd Barrett non fu intrappolato dentro le sonorità lisergiche, ma seppe andare oltre.   Da noi non è mai stato famoso, ma in Gran Bretagna, tra il 1970 e il 1973, raggiuse il culmine del successo che scemò pian pano con la crescente ascesa di David Bowie. Sembrò quasi che ci fosse tra i due un passaggio di testimone nell’ambito del glam rock e non sappiamo se questo scettro sarebbe ripassato di nuovo tra le mani di Bolan, poiché in un incidente automobilistico, perse la vita nel 1977 a soli 29 anni. Di sicuro sappiamo solo che tra questi due cantanti non vi fu mai rivalità, anche se venivano presentati dai mass media come acerrimi nemici.   Dai critici dell’epoca la sua musica fu spesso liquidata come muzak, in realtà Bolan seppe imporsi nel panorama musicale specialmente con l’album, Electric Warrior nel 1971. E sarà proprio questo disco a lanciare la T.Rexmania nel Regno Unito. Un album perfetto che mischiava le sonorità dell’hard rock e del rock progressive dei Led Zeppelin con un eccessivo edonismo. Oggi l’album è incluso nella classifica dei 500 migliori album stilata da Rolling Stone.   Marc Bolan piaque soprattutto a quella generazione punk degli anni '70, ma non seppe essere amato da quelle successive, forse perché è stato uno degli ultimi artisti a non scendere a compromessi con le logiche del mercato. Fortunatamente rubriche come la nostra servono anche a recuperare cantanti e album caduti nel dimenticatoio.   link alla foto: https://it.wikipedia.org/wiki/Marc_Bolan#/media/File:Marc_Bolan_In_Concert_1973.jpg
Marvel Comics annuncia Heroes Reborn 2021
Gennaio 22
La Marvel Comics ha presentato un teaser per il lancio nel 2021 di un nuovo evento, Heroes Reborn. Un chiaro richiamo al crossover pubblicato tra il 1996 e il 1997 che coinvolgeva personaggi importanti come Avengers, Fantastici Quattro, Dottor Destino e Hulk. La Marvel affidò l’evento ai WildStorm Studios di Jim Lee e agli Extreme Studios di Rob Liefeld dopo che i due ex impiegati avevano lasciato la casa editrice per fondare la Image Comics.   L’evento durò un solo anno e fu poi seguito da Il ritorno degli eroi, una “restaurazione” con i personaggi di ritorno nella continuity ufficiale e storie di taglio più classico. Nel corso degli anni, però, Marvel è tornata saltuariamente a raccontare storie ambientate all’interno dell’universo narrativo de la rinascita degli eroi. Può darsi che questa nuova Heroes Reborn sia la conseguenza della storyline attualmente in corso negli Stati Uniti sulla testata Avengers, in cui gli eroi sono alle prese con la Forza Fenice.   A dicembre, Tom Brevoort – editor esecutivo e vicepresidente del settore publishing di Marvel Comics – aveva infatti affermato che in seguito allo storyarc intitolato Enter the Phoenix e alla distruzione operata dalla Fenice ci sarebbe stata una “rinascita”.     Link alle immagini: https://www.marvel.com/articles/comics/marvel-comics-announces-heroes-reborn
BUONE NOTIZIE : CHIUSO IL BUCO DELL’OZONO IN ANTARTIDE
Gennaio 16
Dopo pochi giorni dall’inizio del nuovo anno la World Meteorological Organization ha annunciato la chiusura del buco dell’ozono in Antartide, finalmente una buona notizia. Il buco dell’ozono del 2020 è stato il più duraturo e ampio (ha raggiunto quasi i 25 milioni di chilometri quadrati) fin dalle prime osservazioni del 1985 e per fortuna si è ridotto del tutto lo scorso 28 dicembre. L'ozono è lo strato di gas naturale presente nella stratosfera che protegge gli esseri viventi dalle radiazioni ultraviolette del sole, responsabili di vari disturbi e malattie. L’emissione eccessiva di sostanze nocive e l’avvento di particolari condizioni meteorologiche sono responsabili della riduzione e della successiva perforazione dello strato di ozono. L'assottigliamento di questa superficie di gas è un fenomeno stagionale che si verifica in Antartide durante il periodo tra agosto e novembre (primavera antartica). Quest’anno, in particolare, il foro si è allargato a dismisura e per più tempo, a causa di un vortice polare forte, stabile e freddo. Le concentrazioni di ozono sono state monitorate per la prima volta dalla British Antartic Survey nel 1957 e con gli anni si è notata la loro progressiva diminuzione. Nel 1987 è stato siglato il protocollo di Montreal, al fine di ripristinare lo strato di ozono tramite la riduzione e la graduale interruzione di emissione delle ODS cioè delle sostanze usate nelle attività umane che reagiscono con i raggi UV e che, liberando bromo e cloro nell’atmosfera, ostacolano la formazione di ozono. Grazie all’efficacia del protocollo ci sono stati, fino al 2019, dei miglioramenti riguardo l’eliminazione della produzione e del consumo delle sostanze dannose per l’ozono anche se, Oksana Tarasofa, capo della divisione di ricerca sull’ambiente atmosferico della World Meteorological Organization, afferma che bisogna continuare ad applicare le norme dell’accordo di Montreal perché c’è ancora molto lavoro da fare prima di giungere ai miglioramenti sperati. Nonostante le sostanze nocive abbiano la loro influenza sul fenomeno, questa volta le maggiori responsabili sono le anomale temperature dell’ozonosfera. Di solito, durante la primavera antartica, il buco dell’ozono sulla regione si dilata; quando le alte temperature nella stratosfera iniziano a salire, l’esaurimento dell’ozono rallenta, il vortice polare diventa più debole fino ad esaurirsi, ottenendo livelli di ozono normali entro il mese di dicembre. Tuttavia, questa volta, un vortice polare forte ha mantenuto la temperatura dell’ozonosfera costantemente fredda ostacolando la mescolanza di aria impoverita di ozono sopra l’Antartide, con altra aria ricca di ozono che deriva dalle elevate altitudini. Questa volta, dunque, le concentrazioni di ozono stratosferico hanno raggiunto valori prossimo alle zero, causando l’estensione duratura del buco e il consequenziale allarmismo degli scienziati che analizzano ogni anno il fenomeno. Anche se l’origine del fenomeno è naturale, il processo è stato accelerato dai materiali inquinanti da noi prodotti e ciò è un ulteriore monito affinché ognuno di noi dia il proprio contributo per tutelare l’ecosistema.       Link immagine di copertina: https://i1.wp.com/www.scientias.nl/wp-content/uploads/2014/10/gatozonlaag.jpg?resize=848%2C424
Che zona siamo oggi? Gira Conte e lo saprai!
Gennaio 16
Un DPCM è scaduto ieri, il prossimo entra in vigore domani. E oggi? In che zona siamo? Possiamo uscire, andare a ristorante o solo divano e pizza a domicilio?Questo sabato 16 gennaio 2021 si apre all'insegna della confusione per molti italiani, ma un sito internet accorre in nostro soccorso. Cliccando qui potrete scoprire in che zona è la vostra regione e magari godervi la bella giornata di sole, almeno per quanto riguarda la Campania.Basta selezionare la propria regione dal menù a tendina che apparirà al centro dello schermo e la data, cliccare “START SPIN!” e il gioco è fatto. Scoperto di che colore siete, vi verrà anche data la possibilità di scaricare l'autocertificazione e, cliccando il tasto “Scopri di più”, di essere reindirizzati alla pagina web creata sul sito del governo in cui sono raccolte le domande più frequenti sull'emergenza Covid-19. Nella homepage, inoltre, viene ricordato di lavare spesso le mani, di mantenere il distanziamento sociale e di indossare la mascherina.Infine, si può anche condividere il risultato su Whatsapp o Telegram.Il tutto è reso più simpatico dalla presenza di immagini che raffigurano il premier Giuseppe Conte in pose diverse a seconda del colore: con lo champagne per la zona gialla, con una pizza da asporto per la zona arancione e sul divano intento a leggere per la zona rossa. Cliccando "START SPIN!" queste immagini del Giuseppi nazionale inizieranno a girare come se fossimo davanti ad una slot machine, per poi divenire tutte e tre uguali e scoprire dunque in che zona si è.Non si può dire che non ci metta la faccia!E voi in che zona siete? O, meglio, che Conte vi è uscito? Collezionali tutti!Link alle foto: www.chezonaeoggi.it

The Crown: la quarta intensissima stagione!

Giovedì, 19 Novembre 2020 09:40 Pubblicato in Serie Tv

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Venerdì, 05 Gennaio 2018 10:17 Pubblicato in Napoli

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Giovedì, 17 Marzo 2016 00:00 Pubblicato in Serie Tv

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Giovedì, 14 Gennaio 2016 00:00 Pubblicato in Manga & Co

Dal Roma Fiction Fest: "Trepalium" e "Bad Guys"

Domenica, 15 Novembre 2015 15:08 Pubblicato in Serie Tv

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Giovedì, 06 Giugno 2013 23:00 Pubblicato in Napoli

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