La verità sul caso Harry Quebert - La serie dei colpi di scena!

Si è conclusa ieri la prima stagione di una serie ricca di colpi di scena, suspense e intrighi: La v...

Game of Thrones 8: il primo episodio!

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“Chagall, Sogno d’amore”: mostra alla Basilica della Pietrasanta di Napoli

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Lunedì 15 aprile alle 9,30 si svolgerà a Palazzo Packanowski, sede dell’Università di Napoli Parthen...

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La verità sul caso Harry Quebert - La serie dei colpi di scena!
Aprile 18
Si è conclusa ieri la prima stagione di una serie ricca di colpi di scena, suspense e intrighi: La verità sul caso Harry Quebert. Trasmesse ogni mercoledì dalle 21.15 su Sky Atlantic (canale 110 di Sky), le dieci puntate di questa serie, dopo un inizio da bene-ma-non-benissimo (ne avevamo parlato qui), si sono poi rivelate davvero interessanti, con un crescendo di impreviste ma studiatissime svolte di trama che riuscivano a tenere incollati allo schermo gli spettatori, continuamente presi di sprovvista: basti pensare che tutta la vicenda investigativa che anima la serie sembrava felicemente conclusa già nell’ottava puntata, per poi venir smentita drasticamente negli ultimissimi minuti e dar vita a due ulteriori episodi. Una serie, insomma, che è cresciuta e ha carburato nel corso della sua prima stagione. Oltre alla interessantissima trama e ai sorprendenti colpi di scena, anche la fotografia, la regia e l’interpretazione di tutto il cast sono risultate estremamente piacevoli. Anche Patrick Dempsey, che nei primi due episodi ci era apparso un po’ sbiadito, nel corso della serie è riuscito a rivelare tutta la profondità del suo personaggio, con una buona interpretazione. Da rivedere! Link alla foto: https://tg24.sky.it/spettacolo/serie-tv/la-verita-sul-caso-harry-quebert/home.html
Game of Thrones 8: il primo episodio!
Aprile 15
Il Trono di Spade è tornato!! Ieri notte è andata in onda la prima puntata dell’ottava – e ultima – stagione, che sarà composta unicamente da 6 episodi, ma più lunghi del solito: pare che infatti l’ultimo episodio – ma forse anche il penultimo – durerà intorno agli 80 minuti. [SPOILER ALERT] Torniamo a noi e al primo episodio. Le emozioni più forti sono legate al ritorno dei vari personaggi, che ormai sono un po’ membri delle nostre famiglie, e soprattutto dal fatto che molti di loro si rincontrano ora dopo intere stagioni di lontananza. Vogliamo parlare di Arya e Jon? Commoventissimo. Oppure del finale in cui Jaime Lannister vede Bran? La faccia di Jaime è tutto un programma! Tuttavia queste sono state le emozioni più forti. Certo, vedere Jon Snow cavalcare un drago pure non è stato male, ma non basta. Bisogna pur ricordare che è la prima puntata di una nuova stagione e il suo compito è quello di ricordare dove ci eravamo lasciati, a che punto eravamo rimasti, etc., ma non si è aggiunto nulla di più ed effettivamente dal Trono di Spade ci si aspetta qualcosa in più. Staremo a vedere! Link alla foto: https://www.dailynews24.it/game-of-thrones-8-yara-greyjoy/
“Chagall, Sogno d’amore”: mostra alla Basilica della Pietrasanta di Napoli
Aprile 13
In una cornice magica, tra i vicoli del centro storico ed i profumi di Napoli, arriva Chagall (1887-1985) ad incantare turisti ed appassionati. La Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta fino al 30 giugno 2019 farà da scenografia di ben 150 opere dell'affascinante pittore russo. Il percorso consta di 5 sezioni ( Infanzia e tradizione russa; Sogni e fiabe; Il mondo sacro, la Bibbia; Un pittore con le ali da poeta; L’amore sfida la forza di gravità) nelle quali possiamo ammirare la sua atipicità e la sua tipicità. Atipicità perché si è distanti dai colori vivaci e ideali: il bianco e il nero predominano con le incisioni all'acquaforte e all'acquatinta, grazie all'incontro con l'illuminato Ambroise Vollard. Egli propose al pittore russo di illustrare "Le Anime Morte" di Gogol. Chagall ne fu entusiasta e lavorò alle lastre di rame del '23 al '27, anche se le acqueforti furono diffuse solo nel '48. Nelle acqueforti delle Favole emerge anche l’interesse per la natura e gli animali e le riflessioni sul comportamento umano. La sua tipicità, invece, si racchiude nell'idea, quasi illusoria, di un amore che è al di sopra di tutto. L'amore come potenza delle anime, che rende le persone libere e capaci di volare. L'amore come modello. La usa amata, Bella, è la protagonista di molte sue raffigurazioni. Bella e Marc si incontrano e innamorano a Vitebsk ma è il 1909, il padre di Bella si rifiuta di dare sua figlia – di circa 14 anni – a un pittore squattrinato. Chagall parte per Parigi e i due si scrivono lettere per sei anni. Nel 1914 sposa Bella al suo ritorno a Vitebsk, sua città natale, che rimarrà un riferimento ricorrente alle sue opere. Due anni dopo nasce la figlia Ida e nel 1923 si trasferiscono a Parigi. Vivono in Francia, hanno lasciato la Russia portando con sé i loro ricordi: l’infanzia al villaggio, il colore blu della casa del pittore, le figure degli animali, la fattoria di famiglia, gli acrobati delle festività ebraiche. Non è la guerra a separarli ma un’infezione violenta che la uccide nel 1944. 35 anni di amore e un tragico vuoto che precipitano il pittore in una profonda depressione. Per nove mesi, Chagall abbandona i pennelli senza ispirazione. Tornerà a dipingere e amare, pur rimanendo eternamente devoto alla sua musa ispiratrice. Attraverso la lettura delle sue opere ci si trova di fronte ad un mondo che un po' tutti noi vorremmo, un mondo dove tutto è in perfetta armonia. La Russia, presente nei suoi ricordi di infanzia tra paesaggi, religione e guerra. Al termine del percorso si trova la “Dream room”, una piccola stanza dove è possibile sognare per un attimo. Gioco di colori con le opere di Chagall, musica di sottofondo ed il gioco è fatto. Gli orari di apertura sono tutti i giorni delle 10.00 alle 20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima), il costo del biglietto: Intero € 14 + 1 € audioguida, Ridotto € 12 + 1 € audioguida, bambini € 6 + 1 € audioguida (http://www.arthemisia.it/it/chagall-sogno-damore/). Una mostra che vuole portare all'essenza di Chagall , ma che allo stesso tempo non aiuta alla diffusione della cultura dato il costo del biglietto sproporzionato rispetto alle opere presenti.
Gomorra 4: ieri i due episodi diretti da Marco D'Amore!
Aprile 12
Ieri sera sono andati in onda gli episodi 5 e 6 della quarta stagione di Gomorra. Si tratta di due episodi che potremmo definire speciali, in quanto vedono la regia di Marco D’Amore, che nelle precedenti tre stagioni aveva interpretato Ciro Di Marzio, detto l’Immortale. Beh, l’Immortale è morto ma il legame con la serie non si è spezzato. Ancora nei cuori dei fan, Marco D’Amore è passato dall’altro lato della macchina da presa. In realtà non è la prima volta per il giovane casertano: oltre che interprete, è stato anche sceneggiatore e produttore del film Un porto sicuro (2015) e regista teatrale di American Buffalo (2016). Al suo fianco in questa nuova sfida registica Enrico Rosati, già aiuto-regista nelle precedenti tre stagioni di Gomorra. Il risultato? Due episodi ovviamente in linea con gli altri della serie, data la costante supervisione artistica di Francesca Comencini. Tuttavia si può dire che in queste due puntate traspare un maggior senso di solitudine dei personaggi e soprattutto il lato negativo di questa solitudine. C’è un’insistenza delle inquadrature sui volti dei protagonisti e una sottile luce che, anche nell’oscurità tipica di Gomorra, mette in risalto lo sguardo in realtà spaventato dei personaggi. Certo, si tratta di due episodi ricci di pathos a livello di trama, ma il sapiente tocco di Marco D’Amore è riuscito a tenere lontano l’effetto melodramma, concentrandosi proprio sulla desolazione che genera la vita criminale. Ne risulta anche una distanza dall’epicità – pur sempre negativa – di altri momenti passati. Marco D’Amore può dirsi ben fiero del proprio lavoro e aspettiamo di vederlo nuovamente all’opera, sia davanti sia dietro la macchina da presa! P.S. L’omaggio alla prima stagione l’avete notato? Vi rimandiamo alla 1x09 per la precisione. Link alla foto: https://video.sky.it/skyatlantic/gomorra-la-serie/gomorra-4-backstage-marco-damore-nel-ruolo-di-regista/v426289.vid
The Perfect Date: la nuova commedia di Netflix!
Aprile 12
Il primo appuntamento è sempre un’incognita. Tante aspettative, le farfalle nello stomaco e a speranza di non fare figuracce! Ma se potesse andare esattamente come vogliamo? Questo è quello che offre il giovane e bello Brooks Rattigan, un ragazzo che per avere i soldi necessari ad andare a Yale inizia ad accompagnare le ragazze che lo “assumono”, tramite l’apposita app, a feste, mostre d’arte, serate di rodeo e chi più ne ha più ne metta. Ma la chiave del successo è un’altra… Purtroppo non è la realtà, ma è la trama di The Perfect Date, commedia romantica aggiunta proprio oggi al catalogo Netflix. Un film dai un’ora e mezza circa, molto piacevole e anche originale, con un’idea di fondo moderna e innovativa, davvero sfiziosa. Consigliata un po’ a tutti, questa commedia è forse diretta soprattutto ai più giovani, non solo per la presenza del bel Noah Centineo (Tutte le volte che ho scritto ti amo) nel ruolo del protagonista, ma soprattutto per il messaggio che trasmette: in una società dell’immagine come la nostra è facile perdersi e diventare ciò che non siamo per soddisfare gli altri e le loro aspettative. Tuttavia è fondamentale sapere che tipo di persona si è in realtà ed è ancora più importante sapersi accettare, senza timore dell’opinione altrui. Essere se stessi è la chiave dell’originalità. D’altronde lo diceva anche Oscar Wilde: “sii te stesso, tutti gli altri sono già presi”. Link alla foto: https://www.latimes.com/entertainment/movies/la-et-mn-capsule-noah-centineo-perfect-date-review-string-20190412-story.html
CLab Uniparthenope: lunedì 15 aprile il Ceremony Day
Aprile 12
Lunedì 15 aprile alle 9,30 si svolgerà a Palazzo Packanowski, sede dell’Università di Napoli Parthenope, la cerimonia di chiusura della prima edizione del Contamination Lab, un’iniziativa nata con l’obiettivo di generare idee imprenditoriali attraverso la contaminazione di conoscenze, competenze e talenti sui temi della Blue Economy e della Circular Economy, finanziata dal MIUR e coordinata dal Dipartimento di Studi Economici e Giuridici.     Al Ceremony Day del Clab, organizzato dal Direttore del Dipartimento di Studi Economici e Giuridici, prof. Antonio Garofalo, saranno presenti tra gli altri il Presidente della Camera Roberto Fico, il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris e il Magnifico Rettore dell’Università Parthenope prof. Alberto Carotenuto.     Giunto al termine della prima edizione, il Contamination Lab ha visto la partecipazione di oltre 50 studenti provenienti da percorsi di studio differenti (laureandi, laureati e dottorandi) e la nascita di 11 idee imprenditoriali innovative, consentendo all’Università Parthenope di porsi come luogo di confronto privilegiato tra stakeholder del territorio, Istituzioni e imprese.   Il Ceremony Day chiude un percorso di formazione ricco di stimoli, che ha consentito di rafforzare la cultura imprenditoriale e la capacità di lavoro di squadra dei partecipanti attraverso quattro fasi: Clab Activation per allineare tutti i partecipanti rispetto alle metodologie e ai concetti fondamentali; Flipped Classroom durante il quale i Clabber organizzati in team hanno iniziato il processo di sviluppo della propria business idea anche grazie alla gamification applicata ai processi di apprendimento; i Labs gestiti in collaborazione con alcuni dei partner esterni tra cui il Comune di Napoli, Invitalia, The Hive e le testimonianze di numerose Start-up di successo; la Clab Competition che ha portato a selezionare le migliori idee imprenditoriali. Durante il percorso formativo i Clabber hanno anche avuto l’opportunità di confrontarsi con personalità di particolare rilievo sui temi oggetto del Clab Uniparthenope, quali il Commissario Europeo per l'ambiente, gli affari marittimi e la pesca Karmenu Vella ed il Commissario Europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan.   Il Ceremony Day sarà anche l’occasione per lanciare la seconda edizione del Contamination Lab di Uniparthenope e dare così il via alla fase di recruiting dei nuovi talenti.
Disney+ annuncia le sue prime serie Marvel!
Aprile 12
Una nottata foriera di news scottanti! Beh, qui in Italia era notte, ovviamente, ma non negli Stati Uniti, dove l’annuale incontro con gli investitori ha portato la Disney a poter finalmente annunciare due entusiasmanti serie tv e a confermarne una terza. Iniziamo da quella annunciata tramite un’immagine proprio sul profilo twitter ufficiale dei Walt Disney Studios: Falcon & Winter Soldier, interpretati sempre da Anthony Mackie e Sebastian Stan. I due amici di Captain America ci avevano regalato una breve ma simpatica parentesi a due in Civil War, quindi dovremmo aspettarci una serie comica? Purtroppo è ancora presto per dirlo. Passiamo poi ad una serie che tutti un po’ ci aspettavamo: WandaVision, con protagonisti Wanda Maximoff e Visione, anche loro interpretati nuovamente da Elizabeth Olsen e Paul Bettany, il quale si è detto davvero entusiasta del progetto. Anche qui non è stato riferito nulla riguardo alla trama. È stata poi confermata la serie su Loki, che dovrebbe vedere la partecipazione di Tom Hiddleston ma forse unicamente in veste di narratore in quanto era trapelato che si sarebbe costituita come un prequel, dunque narrando le gesta di un Loki più giovane. Il web dà poi per certa la serie su Occhio di Falco, ancora col volto di Jeremy Renner che si è detto disponibile a rivestire i panni dell’eroe arciere. Pare che tratterà del passaggio di testimone tra Clint Barton e Kate Bishop, nei fumetti membro degli Young Avengers. Tuttavia ancora nulla riguardo questa serie viene dalla Disney/Marvel. Quel che è certo è che aspettiamo con grande trepidazione il debutto della nuova piattaforma streaming Disney+! Link alle foto:http://www.gamesoul.it/2019/01/04/alcuni-ex-sviluppatori-blizzard-lavorano-ad-un-nuovo-gioco-marvel/ https://nerdmovieproductions.it/2019/04/12/the-falcon-and-the-winter-soldier-wandavision-e-marvels-what-if-annunciate-le-prime-esclusive-marvel-su-disney/falcon-winter-soldier-disney-plus-logo/ https://www.themarysue.com/falcon-winter-solider-tv-series-make-em-kiss/ https://geektyrant.com/news/marvel-studios-confirms-wandavision-and-shares-info-on-their-what-if-animated-series https://www.comicsuniverse.it/nuovi-dettagli-sul-possibile-progetto-dei-marvel-studios-dedicato-a-occhio-di-falco-clint-addestrera-kate-bishop/
Quanto sappiamo sul racconto? Storia, accoglienza e analisi della forma breve nel libro di Maurizio Vicedomini
Aprile 12
Considerato per anni una forma narrativa inferiore, o non altezza del romanzo, il racconto è stato messo da parte, camuffato, trasformato in altro dagli editori. Quali sono le ragioni della ghettizzazione della forma breve? Dove affonda le sue radici lo scetticismo di lettori e editori dinanzi a un testo quantitativamente – e si badi, solo quantitativamente – inferiore al romanzo?     L’assunto da cui parte il saggio di Maurizio Vicedomini, Sul racconto (Les Flâneurs 2019), è la necessità di svelare le ragioni di questo isolamento, ma soprattutto di fornire una definizione esaustiva del concetto di forma breve.   Vicedomini risponde a questo bisogno smontando e ricostruendo la storia e l’accoglienza del racconto in maniera accurata e svelando un’invidiabile preparazione sull’argomento, oltre che una profonda e tangibile passione.   L’autore riflette sul panorama internazionale della forma breve e ne analizza tutte le declinazioni: da Calvino a Cortázar, da Hemingway a James, per finire con l'anilisi della prismatica complessità del racconto di David Foster Wallace, Piccoli animali senza espressione.   Dopo anni di isolamento, ora il racconto sta finalmente trovando un proprio spazio soprattutto grazie al lavoro di piccoli e medi editori che si sono assunti il rischio di investire e sperimentare. Ma i contorni in grado di definirne una forma sono ancora incerti.   “Cosa significa, allora, racconto? È un testo breve, certo. È qualcosa di piccolo, che oggi troviamo pubblicato online su blog e riviste, oppure in raccolte con altri testi simili. […] Siamo insomma davanti a un significato decisamente vago. Il racconto è un testo breve. Ed è tutto ciò che sappiamo. Ci basta?”   A noi no, ed è per questo che vi consigliamo caldamente il libro di Maurizio Vicedomini!                           link immagini: https://www.ilcartello.eu/wp-content/uploads/2017/05/David-Foster-Wallace.jpg
Elisa Macellari, Papaya salad: un viaggio tra atmosfere esotiche e nostalgiche
Aprile 11
Thailandia, terra ricca ed esotica che non perde mai il suo fascino, è il pulpito che da inizio alla storia del giovane Sompong. Così nasce una delle graphic novels più amate dell'ultimo anno.   Dalla Thailandia all'Europa tra atmosfere coinvolgenti e nostalgiche. Bangkok, la famiglia di Sompong si riunisce per un pranzo familiare. Una della portate principali è un piatto tipico della tradizione thailandese, la papaya salad. Quel sapore così dolce riporta la mente dell'ormai vecchio Sompong ai tempi di quando era un giovane curioso, che fu trascinato dalla sua passione per le lingue a viaggiare fino alla lontanissima Europa. La narrazione del protagonista è scandita dalla preparazione della ricetta di questo piatto. Man mano che la storia si arricchisce di colori, avvenimenti e sentimenti, anche la papaya salad diventa sempre più un piatto finito. In questo viaggio complesso, Sompong, da giovane ingenuo e spensierato, si ritrova a dover fare i conti con la Seconda Guerra Mondiale, che lo plasma e lo trasforma in un uomo che sa affrontare le paure e le avversità.   Chi è la mente che ha creato questa graphic novel, Papaya Salad? Elisa Macellari è una giovanissima illustratrice italo-tailandese che vive e lavora a Milano. Artista di grande talento, all'attivo vanta numerose collaborazioni sia su territorio nazionale che internazionale. Il suo stile molto colorato ed esotico sono il suo “marchio di fabbrica”. Papaya Salad è il suo primo romanzo edito dalla Bao Publishing.     Link alle immagini: http://www.trevisocomicbookfestival.it/2018/portfolio/mostra-papaya-salad/ - http://www.tropismi.it/2018/10/16/papaya-salad/ - https://www.google.com/search?q=papaya+salad+fumetto&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjOh_vZv8jhAhVGyaQKHTy7DS8Q_AUIDigB&biw=1920&bih=937#imgrc=HB8c5gb4UDBXMM: - https://www.badcomics.it/2018/10/papaya-salad-la-recensione/220964/
L'enneagramma delle Personalità: intervista ad Antonio Barbato
Aprile 10
A circa tre anni dall’uscita del suo primo libro, L’enneagramma della ferita originaria, Antonio Barbato torna con un secondo volume per approfondire meglio l’argomento. - Buonasera Antonio, vogliamo anzitutto rinfrescare la memoria su cosa sia l’enneagramma? L’enneagramma è un simbolo, raffigurato sulla copertina del libro, è un cerchio al cui interno sono inscritti un triangolo equilatero, che collega tre punti convenzionalmente posti nel vertice in alto e in quelli a destra e a sinistra, e un esagono irregolare che collega gli altri punti. Noi utilizziamo questo simbolo come una sorta di bussola che ci permette di poter avere delle assonanze e delle dissonanze rispetto a quelle che possono essere le posizioni caratteriali o della personalità delle persone. - Il tuo secondo libro a distanza di tre anni circa dal primo libro. Si è trattata di una lunga gestazione o non era inizialmente previsto? Era previsto poiché dovrebbe essere il secondo di una quadrilogia. In questo secondo libro ho avuto la fortuna di potermi divertire perché tra il momento in cui ho concepito il libro, raccogliendo il materiale già raccolto negli anni, e il momento della sua realizzazione è passato un periodo di tempo abbastanza ridotto, di circa sette o otto meni, molti meno rispetto al primo libro. Soprattutto mi sono divertito a scrivere questo libro perché nel descrivere i tratti caratteriali mi sono sentito quasi un romanziere alle prese con la creazione di un personaggio. - Dunque hai un modello letterario di riferimento? Beh, in realtà più che ad un modello letterario vero e proprio mi viene da pensare alle Mille e una notte. Sembra strano ma chi conosce l’opera sa che il personaggio centrale è questa donna, Shahrazad, di cui tra l’altro si parla diffusamente nel libro in quanto rappresenta molto bene un tipo di carattere. Shahrazad è il vero filo conduttore delle Mille e una notte, in quanto attraverso la molteplicità delle storie raccontate nel libro si racconta in realtà un’unica visione, proprio quella di Shahrazad, che dipana una trama sottile al di sotto di quanto appare in superficie. Si parla infatti di umanità e di essere umani, dell’unità profonda che esiste al di là delle apparenti divergenze caratteriali nelle coscienze degli essere umani. - Tre anni fa hai affermato che in Italia non c’è molta dottrina su questo aspetto. È cambiato qualcosa in questo lasso di tempo? Qualcosa è cambiato in quanto qualche nuovo libro che parla di enneagramma delle personalità c’è. Tuttavia su questo specifico argomento, ovvero sui sottotipi, non vi è alcun libro uguale a questo, quando poi i sottotipi sono da un certo punto di vista il tratto più evidente del carattere di una persona in quanto si caratterizzano come il modo più evidente in cui si manifesta una passione dominante. Gli altri libri si limitano a rappresentare 27 varianti istintuali. Io sono andato abbastanza oltre e mettendo a frutto tutto un quindicennio di lavoro ne ho descritti 54 in dettaglio sui 108 plausibili. - Questo secondo libro si caratterizza come approfondimento del primo? Che differenze presenta rispetto al primo? Il primo libro era molto legato al desiderio di far comprendere come nasce la personalità o carattere, come esiste una interrelazione inscindibile tra l’ambiente in cui si nasce e il tessuto di cui siamo portatori e soprattutto di come il tessuto di cui siamo portatori si adatti seguendo proprio uno degli istinti fondamentali della vita, l’istinto all’adattamento alle esigenze ambientali. Quindi il filo conduttore del primo era far vedere come il bambino sviluppi un carattere, far vedere l’importanza delle cure parentali sul felice compimento della personalità del bambino prima e dell’uomo poi e dunque mettere in allarme sulle possibili conseguenze negative di una cattiva parentalità. Nel secondo libro invece potremmo dire che i temi del primo vengano guardati al microscopio. Si tratta di un ampliamento molto forte dei tratti caratteriali in quanto si va a parlare delle modalità con le quali una coscienza un po’ meccanica, cioè formata da un filtro cognitivo fisso con cui vedere le cose e da un modo condizionato dal punto di vista emozionale, vada ad interagire con gli istinti, cioè con le forze primarie della vita. Nell’essere umano il carattere è il sostituto dal punto di vista della risposta esistenziale degli istinti, che nel mondo moderno sono scarsamente sviluppati. Tuttavia gli istinti sono ugualmente vivi e non potrebbero non esserlo in quanto sono funzionali alla vita, ma gli istinti non sono liberi, sono condizionati. La personalità funge da filtro che condiziona gli istinti. - Tre anni fa hai detto che il primo libro era  maggiormente rivolto ai caregiver. Questo ha un pubblico più o meno ampio? A prima vista il pubblico di questo secondo libro potrebbe apparire più ridotto, in quanto parlando di sottotipi si presuppone la conoscenza dei tipi. In realtà però siccome parliamo di qualcosa che fa parte dell’esperienza umana universale io credo che questo libro sia di molta più facile lettura rispetto al primo, che scontava dei passaggi tecnici più radicali. Questo secondo libro parla molto di più dell’esperienza a cui la persona accede con facilità. Qual è il tratto che maggiormente mi contraddistingue? Cioè, qual è la forma che più sento appartenere a me stesso? C’è meno difficoltà a vedersi. - Per la sua struttura, è un’analisi, una descrizione dei sottotipi o ci sono dei “consigli” per affrontare le situazioni della vita in modo migliore a seconda della propria predisposizione caratteriale? Io non amo molto dare consigli in quanto dare consigli significa sentirsi superiori in un certo senso. L’obiettivo è rendere consapevoli del fatto che l’agente di cambiamento, ciò che in qualche modo può realmente fare qualcosa per una persona, è la persona stessa. Una persona estera può accendere una luce, ma il cammino deve essere fatto dalla persona stessa. Il tentativo è dunque quello di permettere alle persone di capire davvero cosa le spinge in profondità. Ti faccio un esempio: molte persone sono molto radicate nell’ambizione. Questa può avere una valenza positiva, in quanto si traduce in una non accettazione della situazione in cui si è nati e quindi può spingere al cambiamento, ma può anche essere molto negativa perché può condurre ad un’eliminazione di coloro che non accettano tale ambizione o una lotta al coltello con chi si frappone al proprio obiettivo. Nel libro si tenta di far in modo che le persone comprendano qual è il lato positivo del dilemma piuttosto che rimanere ferme nell’ignoranza della ragiona scatenante della propria passione dominante. - Centootto sottotipi. Ci sarà anche il tuo, giusto? È visibile? Certo, ma è più facile che sia la persona stessa a riconoscersi nel sottotipo, rispetto al tipo, e a vedersi in prima persona. Dire a qualcuno che è avaro (tipo) può portare una sorta di difficoltà di accettazione nella persona che è “affetta” da tale passione. La persona non ama vedere la propria immagine condizionata dal sentirsi etichettare in un certo modo. Se invece si dice alla persona in questione che questa tende a rinchiudersi molto, a preferire ambiti ristretti con le proprie cose, a necessitare di molto spazio e tempo per sé, a non amare molto la condivisione qualora non ci sia la certezza di un arricchimento proveniente dall’altro, allora molto più probabilmente la persona accetta tale situazione. - Dunque questo è il secondo libro di una quadrilogia. Ci puoi anticipare qualcosa sul prossimo? Si, il prossimo cercherà di fare un ragionamento diverso. Quando si parla di carattere si tende ad enfatizzare il fatto che il carattere sia fatto tratti, ma ciò significa vedere dei singoli alberi e non l’intera foresta. La personalità è fatta di sistemi, non di singoli tratti. Tutti sentiamo una particolare necessità psichica, ovvero di dirci che se conseguissimo un qualcosa, diverso da persona a persona, allora la nostra vita sarebbe completa e avremo raggiunto l’optimum. Ciò non è vero, è un’illusione che ci serve perché abbiamo necessità di puntellare continuamente il nostro senso di sé. Questo è un sistema che si chiama proprio sistema illusorio ed è molto diverso dal sistema difensivo della personalità che tende a non vedere e a tener lontano dalla propria consapevolezza cose che risultano sgradite. Il prossimo libro tratterà dei sistemi all’interno della personalità e torniamo ad allargarci per mostrare i molteplici segmenti di cui è composta la personalità e le loro interconnessioni.Foto di: Annachiara Giordano
La prima foto di un buco nero!
Aprile 10
Da qualche parte, qualcosa di incredibile è in attesa di essere scoperto. Così diceva l’astronomo Carl Sagan e oggi arriva un’ulteriore conferma di quanto da lui affermato. È la prima volta nella storia, infatti, che si è riusciti a fotografare l’orizzonte degli eventi di un buco nero. Si tratta di un evento importantissimo perché questa fotografia rappresenta la prima prova diretta dell’esistenza dei buchi neri, mentre fino ad ora vi erano solo prove indirette. Il protagonista è il buco nero M87, che si trova al centro della galassia Messier 87 A e a 55 milioni di anni luce da noi. Scattare una foto non è mai stato così difficile: due anni di lavoro, otto diversi telescopi e l’analisi di circa 4 petabyte di dati, ma gli astronomi dell’Event horizon telescope consortium ci sono riusciti. Il risultato però è un grande successo per la scienza, un’ulteriore conferma la teoria della relatività di Einstein e – sicuramente – l’inizio di nuove indagini.Link alla foto: https://www.wired.it/scienza/spazio/2019/04/10/foto-buco-nero-prime-immagini-sagittarius-a-via-lattea-diretta/
Il 60° anniversario della Fondazione Istituto Antoniano
Aprile 10
Aiutare le persone più fragili ad avere una vita soddisfacente; offrire opportunità di formazione a operatori del settore socio-sanitario; sviluppare ricerca scientifica: sono queste le attività che la Fondazione Istituto Antoniano porta avanti, con successo, da 60 anni, seguendo la tradizione della carità cristiana e della solidarietà. È per celebrare l'ente che il prossimo 11 aprile, a partire dalle ore 10, sarà il S.E.R. Cardinale Crescenzio Sepe ad officiare la Santa Messa che inaugurerà i festeggiamenti, nella Parrocchia di San Pietro Apostolo a Portici. Subito dopo, i ragazzi del Semiconvitto porteranno in scena nel Teatro della Fondazione (via Madonnelle, 15 – Ercolano) La Parabola del Buon Samaritano. Per finire, sulla Terrazza sarà offerto un rinfresco a tutti i partecipanti.     Con oltre 130 professionisti e operatori del settore e 350 utenti, la struttura si conferma il fiore all'occhiello della "sanità che funziona" in Campania: è qui che chi si trova in difficoltà, chi ha una disabilità grave o un disturbo del neurosviluppo, può trovare ristoro. Grazie al lavoro sinergico del Centro Medico Riabilitativo, la Casa Famiglia, il Centro Studi collegato alle Università Federico II e Luigi Vanvitelli, la Cooperativa Sociale Padre Ferdinando Brachini e il servizio di accoglienza immigrati la solidarietà opera a 360°, fornendo un valido aiuto a tutto il comparto del Terzo Settore. Il Dio degli ultimi si manifesta tra le stanze della Fondazione più che altrove ma, tra opere compassionevoli e misericordia, c'è spazio anche per un momento di spensierata serenità. Quella di giovedì è, dunque, l'imperdibile occasione per toccare con mano quanto l'affetto e la tenacia possano essere fondamentali nel processo di recupero:«Sono passati 60 anni ma per il futuro abbiamo tanti progetti in cantiere. – spiega il direttore sanitario, Goffredo Scuccimarra – Siamo ottimisti sulla loro realizzazione perché tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati in passato sono stati raggiunti. Oggi la difficoltà principale è muoversi al pari di una società che cambia, con realtà molto diverse rispetto a prima. Oltre a fare una programmazione adeguata, dobbiamo impegnarci ad affrontare problemi contingenti ma manteniamo una prospettiva felice».
Il #lussoaccessibile nello “Spring Party Collection” di Galleria 66
Aprile 10
Allegro, colorato, spumeggiante: si preannuncia così l'evento che si terrà in Galleria 66 il prossimo 10 aprile a partire dalle 17.30 quando, nel concept store di via Crispi 66, esploderà la Primavera! Nel cuore del "salotto buono" della città stoffe pregiate, borse e accessori glamour si trasformeranno in un attimo nei protagonisti del trunk show più atteso dell'anno: tra i mille colori dei soprabiti sgargianti, le camicie in raso e gli intramontabili Capresini, le partecipanti potranno indossare i capi couture del noto brand partenopeo consigliate dall'esperienza delle influencer Adelaide Caiazzo (alias Fashion_dea) e Marianna Di Guida Scalzone.     Non è tutto: sarà l'occasione per ammirare la moda giovane e spensierata – rigorosamente Made in Naples – della "Pablo Collection SS19" de Le Zirre. Un beachwear di grande effetto e, soprattutto, innovativo: per la prima volta sarà possibile, infatti, personalizzare il proprio telo mare preferito con iniziali o con nomi abbinandolo alla borsa coordinata. Un mondo di novità, insomma, adatte alle giovani fashion victim ma pensate davvero per tutte.         Gli abiti e gli accessori della collezione sono oggetti unici di indiscusso valore, realizzati con materiali di altissima qualità. La scelta di colori, forme, dettagli e finiture è frutto di una profonda conoscenza del settore, ma è anche espressione di chi guarda avanti, di chi sa intercettare e valorizzare le nuove tendenze. Galleria 66 si conferma, anche questa volta, una realtà perfettamente inserita nel suo contesto, al passo con i tempi ma sempre elegante e, da non sottovalutare, ad un costo accessibile.     Nel corso della serata sfileranno le ragazze dell'agenzia PL Management di Fabio Ummarino, che ha curato l'evento; il buffet – prosecco e assaggini in linea con l'atmosfera cool che impone il momento – sono a cura di Occhi Blu Gourmet Lab.
Jean-Philippe Toussaint al Grenoble di Napoli
Aprile 08
Una due giorni dedicata a Jean-Philippe Toussaint all’Institut Français di Napoli. Prix littéraire de la Vocation per La Salle de Bain; Prix Médicis du roman français per Fuir; Prix Décembre e Prix triennal du roman per La Vérité sur Marie, la scrittura “visuelle” di Toussaint, classe ’57, colpisce per un ritmo narrativo caratterizzato da una sintassi che spezza il fluire del discorso e per l’uso di un linguaggio essenziale ma ricercato. Tali requisiti, ma non solo, lo rendono la punta di diamante degli illustri autori della prestigiosa casa di edizione francese Minuit.   L’autore belga, grazie alla volontà del Console di Francia e direttore dell’Istituto Francese a Napoli, Laurent Bourin des Roziers, dialogherà martedì 9 aprile alle ore 18,00 nella Mediateca dell’Institut Français con la studiosa Maria Giovanna Petrillo, docente di Lingua e Letteratura Francese all’Università Parthenope, nonché autrice di diversi articoli scientifici e di un volume sull’autore in questione (Jean-Philippe Toussaint et le malaise de l’homme contemporain).   Il 10 aprile, alle ore 19,00 avrà luogo, sempre all’Istituto Francese ma stavolta presso la Salle Dumas, la proiezione del suo film La Patinoire.   Toussaint, oltre ad essere scrittore – noto in Italia soprattutto per La stanza da bagno, edito da Guanda, e La televisione (Einaudi, 2002) – è anche fotografo e regista. È considerato da alcuni critici le nouveau romancier degli anni ’80, ma, come vedremo, non è questa l’unica “etichetta” con cui si tenta di catalogarlo. Della sua arte si apprezza l’inquietudine di una ricerca essenziale e filosofica che si trasferisce, talvolta, in interrogazioni profonde, talvolta, in una partecipazione cosmica che diviene emozione poetica.   È tradotto in più di venti lingue e ha riscosso molto successo anche in Giappone, dove è stato una decina di volte – e in alcuni suoi romanzi si avverte –inoltre, l’amore per la Cina, leggendo il suo ultimo testo a metà tra l’autobiografia e il saggio: Made in China.   L’incontro rientra nell’ambito dei “Dialoghi del Centenario” dell’Istituto Francese.
Gordon: lui si che capisce le donne!
Aprile 08
Ah questi uomini … non capiscono proprio! Ma proprio tutti? Non ce n’è neanche uno che capisca le donne? Forse uno c’è o almeno ci prova. È Gordon, alias di Yuri Sterrore, un giovane ragazzo di Milano, uno youtuber come si dice oggi, che con i suoi video – ma anche con le stories di Instagram e in generale sui social – cerca di mettersi nei panni delle donne e capirne la logica, che – ammettiamolo – spesso è un tantino contorta. E allora ecco che appaiono video sulle frasi tipiche delle donne in varie occasioni, dal sushi con le amiche alla serata in discoteca, passando ovviamente per lo shopping e la scelta dell’outfit giusto, che può richiedere ore e ore. C’è addirittura il video sulle frasi delle mamme! Ovviamente però non possono mancare i video sulle donne in rapporto agli uomini: quindi le tipiche frasi delle ragazze gelose o i consigli per affrontare la fine di una relazione. L’obiettivo? Far conoscere le donne, renderle più comprensibili ai poveri uomini che magari possono riuscire in questa impresa titanica se aiutati da un ragazzo come Gordon. Forse però anche le donne potranno trarne vantaggio, divenendo più consapevoli di se stesse e del proprio valore. Il tutto con una veste sempre divertente e con autoironia, ma anche con messaggi talvolta profondi. Sì perché Gordon ha recentemente iniziato a mettersi davvero nei panni delle ragazze: ha iniziato a sperimentare com’è davvero essere una ragazza. Ha infatti iniziato una serie di video che rientrano nell’iniziativa “Gordon per il sociale” in cui il giovane milanese ha sperimentato situazioni tipiche femminili: dall’intera giornata sui tacchi all’appuntamento per la ceretta. Nell’ultimo video – grazie alla collaborazione e all’aiuto di elettrostimolatori in un centro professionale – ha addirittura sperimentato i dolori del parto! Il video qui. Perciò non potremmo più dire che gli uomini sono tutti uguali e non ci capiscono. Gordon capisce! Link alle foto: https://www.facebook.com/yurigordonsterrore/
I simboli per le elezioni europee: tra tradizione e bizzarrie!
Aprile 07
Le elezioni europee di maggio si avvicinano. Fino alle ore 16 di oggi sarà possibile depositare al Viminale il simbolo del proprio partito e gruppo politico. Ma in Italia, Paese creativo e fantasioso, non mancano simboli, partiti e gruppi alquanto singolari. Al di là dei due partiti di maggioranza, M5S e Lega, e a partiti consolidati, come Partito democratico e Forza Italia, al Viminale sono presenti anche altri tipi di realtà. Partiti e gruppi politici il cui nome è già tutto un programma. Ci sono, infatti, il Partito Pirata, il Movimento dei Poeti d’Azione, il Partito Internettiano, i Forconi e gli Animalisti. Tuttavia a spiccare più di tutti è il Sacro Romano Impero Cattolico di Mirella Cece, che sostiene la necessità dell’esistenza di questo partito, nonostante l’impossibilità a partecipare alle elezioni dato il fondamento monarchico del partito. Ce n’è per tutti i gusti, dunque. Link alla foto: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/07/europee-dal-partito-internettiano-al-sacro-romano-impero-cattolico-depositati-i-simboli-al-viminale/5092765/
La Marvel vende oggetti di scena!
Aprile 07
Gli occhiali rossi di Matt Murdock. La katana di Colleen Wing. O magari la giacca di pelle di Jessica Jones. E perché non il giubbotto antiproiettile di Frank Castle? Di cosa parliamo? Di meravigliosi oggetti che sotto sotto i fan della Marvel vorrebbero. Ma è impossibile. Oppure no? Ebbene tenetevi forte. La Marvel è prossima a mettere in vendita gli oggetti di scena di tutte le serie trasmesse su Netflix e che, ahimè, hanno subito la cancellazione dopo l’acquisto dei diritti da parte della Disney. Quindi, forse, non ogni male vien per nuocere. Nello specifico 750 lotti verranno messi all’asta di due giorni, organizzata da Prop Store e Marvel, che si svolgerà a luglio a Los Angeles, ma a cui si potrà partecipare anche con telefonate o tramite internet. Ogni prodotto sarà dotato di un certificato di autenticità siglato dalla casa delle idee e da Prop Store, al cui sito rimandiamo per maggiori informazioni e per iscriversi all’asta. Ciò non significa che non c’è futuro per i Defenders su Disney+, nuovo servizio streaming in arrivo, come ha affermato il capo della Marvel Tv Jeph Loeb. Staremo a vedere!Link alla foto: http://www.ilcibicida.com/extra/the-defenders-la-premiata-ditta-marvel-netflix-continua-a-funzionare/
Si conclude Napoli Città Libro ... tra alti e bassi!
Aprile 07
Si è concluso proprio stasera la seconda edizione di Napoli Città Libro. Il Salone del Libro e dell’Editoria ha visto davvero un boom di presenze (anche) quest’anno a Castel Sant’Elmo, al Vomero. Una sede prestigiosa e splendida, ma forse non propriamente di passaggio per molti. Ciò non si è rivelato un grosso problema: per i quattro giorni in cui si è svolgo il Salone molti hanno potuto approfittare, oltre che dei mezzi pubblici e dei taxi, di ben due navette brandizzate e facilmente riconoscibili, totalmente gratuite. Al di là della spettacolare e unica location, anche il programma ha avuto successo: oltre ai 115 espositori atti a rappresentare 160 sigle editoriali, il Salone è stato animato da 120 appuntamenti, tra presentazioni di libri, conferenze, convegni, etc., e 350 ospiti – da Pippo Baudo a Vincenzo Salemme, passando per il cast di Made In Sud e numerosissimi scrittori. Tuttavia non sono mancate alcune lamentele, provenienti soprattutto dagli stessi editori, che giustamente il Salone lo hanno vissuto per quattro interi giorni. In primis, il freddo. La temperatura nel castello era alquanto bassina, soprattutto nei corridoi e nelle aree meno frequentate . Poi, la scarsa illuminazione. Piccole luci, alcune difettose, e inadatte soprattutto nel secondo pomeriggio. Infine lo scarso segnale del wifi e l’assenza di campo per la connessione dati. Questo, se può essere un imprevisto vantaggio per i visitatori che possono alzare lo sguardo dallo smartphone e posarlo su un libro, riscoprendo questo oggetto magico, si è rivelato un danno per le case editrici, impossibilitate non solo a documentare sui social la propria partecipazione all’evento (invogliando così altri utenti a parteciparvi) ma anche e soprattutto ad utilizzare il bancomat come metodo di pagamento. Com’è noto, però, sbagliando si impara. Probabilmente per l’edizione dell’anno prossimo gli organizzatori, in collaborazione con la rete Aldus, network europeo sostenitore – anche a livello economico – di questo tipo di iniziative ed interessato al Salone, sceglieranno un’altra sede. Quello che non deve cambiare e perdersi mai, però, è l’amore per il Libro, cioè per la cultura, nutrimento dell’anima.Foto di: Annachiara Giordano
Unicorn Store: Brie Larson e i sogni!
Aprile 05
Il viaggio è la meta. Questo viene da pensare dopo aver visto Unicorn Store, entrato a far parte del catalogo Netflix proprio oggi. Una dolcissima commediola indie che vede Brie Larson – ormai nota per Captain Marvel – come protagonista ma anche regista. E tutto ciò non è da sottovalutare. Se in Captain Marvel la vediamo forte e intrepida, saperla nel ruolo di regista solletica l’orgoglio di avere una donna in un ruolo importante. Bisogna però dire che il film, in realtà, risale al 2017, quando la Larson aveva solo 26 anni. Una primissima prova che supera decisamente la sufficienza, ma non raggiunge il massimo dei voti. Ma ci sta. Il taglio dato alla storia è piacevole, ma forse il tutto appare tirato un po’ per le lunghe, con numerosi momenti morti. Se la cava decisamente meglio nell’interpretazione di Kit, una donna sostanzialmente sua coetanea e che rispecchia la crisi di una generazione: quella di giovani che, usciti dalla scuola, dall’università o dall’accademia, si trovano catapultati nel mondo reale senza avere la giusta preparazione emotiva, più che professionale. Si perché, comunemente, essere adulti significa rinunciare a sogni infantili e irrealistici. Ma chi dice che i sogni siano infantili e irrealistici? E se invece potessero insegnarci più di quanto sembri in superficie? Avere un unicorno potrà anche essere impossibile perché gli unicorni non esistono – checché ne dica Samuel L. Jackson che nel film li vende gli unicorni –, ma averne uno comporterebbe dedizione, fatica, impegno e determinazione. Perché, dunque, non focalizzare l’attenzione su questi aspetti? “Continua a piantare i tuoi semi perché non saprai mai quali cresceranno. Forse lo faranno tutti.” (Albert Einstein) Link alle foto: http://time.com/5562151/unicorn-store-brie-larson-netflix/ https://www.imdb.com/title/tt2338454/
25 anni fa si uccideva il diavolo maledetto del Grunge: Kurt Cobain
Aprile 05
Qualche tempo fa, su Facebook, qualcuno mi chiese se tra quelli che ci avevano lasciato negli anni '90 ci fosse qualcuno che mi mancasse. Senza esitazione feci i nomi di Ayrton Senna e Kurt Cobain, morti a poca distanza l'uno dall'altro. Il nome di Senna, per me, era e continua ad essere l'unico sinonimo per indicare il Motorsport, mentre il nome di Cobain, è il sinonimo di Grunge poiché da molti è considerato il portabandiera di questo genere musicale. Credo che sia doveroso dedicargli, in questa sezione, un articolo a 25 anni dalla sua scomparsa. Kurt Cobain rispecchiò in sé tutta la negatività della sua epoca fatta di insicurezze sociali ed economiche e trovò rifugio nella musica e con la chitarra riuscì ad esprimere quelle emozioni soffocate e taciute.La separazione dei suoi genitori lo segnò per tutta la vita, un dolore che non riuscì mai a superare e che incise sul suo carattere e sul suo modo di vivere. Sappiamo che ebbe una vita sregolata, segnata dall'uso di eroina, ma questo aspetto appartiene all'uomo Cobain, mentre qui celebriamo l'artista e leader dei Nirvana che ha incantato un'intera generazione in cerca della propria identità. Il Grunge, nato a Seattle, vide come protagonisti anche i Pearl Jam e i Soundgarden, ma sarebbero stati i Nirvana a farlo apprezzare ad un pubblico sempre più ampio, tanto che i produttori di MTV vollero anche loro per il programma musicale Umplugged. I testi delle loro canzoni, così introspettivi, toccavano vari argomenti, frustrazione di vivere, tristezza e rabbia, accompagnati da musiche sporche e da ritmi inusuali che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del Rock. Qualcuno dirà che il Grunge è fuori moda, eppure dopo un quarto di secolo l'album "Nevermind" non ha perso nulla della sua autenticità e potenza poiché ancora oggi è in grado di intercettare le agitazioni e i tormenti della nostra generazione.   la foto di copertina è stata presa dal seguente link:   https://www.panorama.it/musica/kurt-cobain-50-anni-le-30-frasi-aforismi-e-citazioni-piu-belle/
Shazam! Ma solo per bimbi...
Aprile 04
Se vedete un fulmine cadere all’improvviso… beh, potrebbe essere Shazam! L’eroe della DC ha invaso le nostre sale cinematografiche proprio a partire da ieri e si mostra come un film totalmente diverso rispetto a ciò che la DC ci ha abituati a vedere finora. C’è infatti un evidentissimo desiderio di non prendersi troppo sul serio e il film è un susseguirsi di battute, disastri, risate e buffonate. Sicuramente i più piccini ameranno questo strampalato supereroe che in realtà è semplicemente un ragazzino di 14 anni catapultato in una realtà più grande di lui e che affronta, appunto, come un ragazzino. Ci sono dunque gli ingredienti giusti affinché i nostri amici più piccoli si rivedano in Billy/Shazam e magari acquistino fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. Per non parlare poi di uno dei messaggi principali della pellicola: l’importanza della famiglia, di qualsiasi tipo esso sia. (Dite che in America sanno della famiglia naturale?) Per gli adulti … beh, qualche risata c’è, ma niente di più. Un eroe troppo goffo, dallo spessore psicologico pari allo zero e scene di combattimento molto semplici, se non banali. Il protagonista è interpretato da uno Zachary Levi che appare troppo ingessato e alla disperata ricerca dell’effetto-risata. Emerge solo Mark Strong, che interpreta il “supercattivo” (o almeno così viene chiamato dagli altri personaggi a intervalli di 30 secondi) ma che effettivamente si vede poco in scena. Inizialmente simpatici, anche i numerosi riferimenti a Batman e Superman alla lunga stancano. In fine, anche le due scene post-credit (ma non erano una peculiarità della Marvel?) non riescono a suscitare il desiderio di seguire ancora questo eroe, magari con un sequel. “Non hai vinto. Ritenta!” [cit.] Link alla foto: http://redcapes.it/shazam-zachary-levi-rivela-il-nuovo-poster-del-film-e-quando-uscira-il-trailer/
Inn-Keep quando l' immobile diventa smart
Aprile 04
  Napoli si sa è sempre stata teatro di idee  e innovazione, di gente coraggiosa e che sa guardare avanti, chiaramente, ed è proprio ad uno di questi disegni “Inn-Keep” che oggi daremo spazio. Inn-Keep è un progetto innovativo di gestione di proprietà per il mercato degli affitti brevi. Nasce ad Amsterdam ad aprile del 2016 dall’ idea e dall’esperienza di Gennaro Bausano un giovane imprenditore partenopeo che incuriositosi dopo aver chiacchierato con un collega olandese già esperto del settore, in quel della terra dei tulipani ha trovato i primi clienti, tornato in Italia ha portato con sè la propria esperienza e ha strutturato quest’iniziativa sulla base del principio win-win. La professionalità e l’ affidabilità dell’azienda deriva dall’esperienza acquisita in campo immobiliare e nel settore turistico e alberghiero. Inn-Keep è  titolare e gestore di strutture ricettive e offre, efficienza e conoscenza in una chiave del tutto moderna. Alle competenze tradizionali si aggiungono le esperienze internazionali, attraverso l’uso di strumenti tecnologici di ultima generazione e i corsi di formazione in management dei sistemi turistici.   Il progetto è principalmente dedicato a privati che in mancanza di tempo o pregressa esperienza non riescono a massimizzare i ricavi delle loro proprietà, ma è inoltre rivolto alle piccole strutture ricettive che hanno difficoltà di gestione. Tra i servizi offerti, la Inn-Keep prevede l’assistenza di un interior design e di un fotografo professionista cosi da evidenziare ed esaltare bellezza e potenzialità dell’immobile. Grazie all’ impiego di tecnici specializzati offre una consulenza professionale finalizzata  alla presentazione e gestione di pratiche burocratiche. Il funzionamento è semplicissimo Inn-Keep inserisce la proprietà sui migliori portali web (AirBnb, Booking.com, Expedia, Agoda, Tripadvisor e molti altri) occupandosi di tutta la gestione, dal calendario alle prenotazioni, dal check-in/check-out ai servizi di pulizia (tra cui la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’ immobile) tenendo sempre sotto controllo l’andamento del mercato, garantendo così occupazione e massimizzazione profitti. Inoltre, gestisce e verifica le transazioni, così da affrancare l’ host da qualsiasi problematica che deriverebbe dall’ affrontare questa attività personalmente. A differenza di altri sistemi il sito http://www.inn-keep.com/ mette a disposizione dell’ utente un’ area riservata dedicata, dove potrà controllare, in qualsiasi momento, occupazione e ricavi del proprio immobile ma la differenza rispetto ad altri tipi di società è che l’immobile rimane completamente a disposizione del proprietario che ne può richiedere la disponibilità in qualsiasi momento, senza obblighi  o restrizioni contrattuali.   Il punto di forza di questa azienda, completamente italiana è che lavora esclusivamente attraverso l’impiego di risorse qualificate nell’accoglienza dell’ospite e ne cura i rapporti per tutta la durata del soggiorno.
Game of Thrones 8: la premiere!
Aprile 04
Si è tenuta ieri l’anteprima dell’attesissima ottava stagione del Trono di Spade, sfortunatamente solo per un ristretto pubblico di addetti ai lavori. L’attesa per noi altri comuni mortali sarà breve: il 15 aprile Sky Atlantic ci farà finalmente tornare a Westeros! L’evento di ieri è però stato accompagnato da un red carpet e molte persone accorse dinanzi al Radio City Musical Hall di New York hanno potuto ammirare la sfilata delle star protagoniste della serie e i loro meravigliosi look. Immancabili Kit Harington (Jon Snow) e la moglie Rose Leslie (che nella serie ha interpretato Ygritte), Emilia Clarke (Daenerys Targaryen), Peter Dinklage (Tyrion Lannister), le sorelle Stark Sophie Turner (Sansa) e Maisie Williams (Arya) e la giunonica Gwendoline Christie (Brienne). Ma hanno partecipato anche alcuni ex membri del cast come Sean Bean (Ned Stark), Pedro Pascal (Oberyn Martell) e Jason Momoa (Khal Drogo). Grandi assente Lena Headey (Cercei Lannister), ammalata, ma anche Richard Madden (Robb Stark) e Michelle Fairley (Catelyn Tully/Stark). Ovviamente le hanno sfoggiato meravigliosi abiti: dai minidress delle sorelle stark al meraviglioso e svolazzante abito floreale di Gwendoline Christie, passando per l’elegantissimo abito argentato di Emilia Clarke. Gli uomini erano ugualmente affascinanti in completi di vari colori (Jon Snow ovviamente in total black), ma a rubare la scena è stato – ovviamente – Jason Momoa che si è presentato sul red carpet con una giacca jeans rosa e una lattina di birra in mano. Se non può osare lui… Ecco alcuni scatti di ieri. Link alle foto: https://www.gingergeneration.it/n/il-trono-di-spade-8-premiere-352671-n.htm https://www.facebook.com/knownothingjonsnow/photos/pcb.1361738467299459/1361737340632905/?type=3&theater https://www.facebook.com/knownothingjonsnow/photos/pcb.1361738467299459/1361737560632883/?type=3&theater https://www.facebook.com/knownothingjonsnow/photos/pcb.1361738467299459/1361738080632831/?type=3&theater https://www.instagram.com/p/Bv0OEYPCbwk/?utm_source=ig_embed
Primo trailer per il Joker di Joaquin Phoenix!
Aprile 03
Why so serious? Oggi avrebbe compiuto quarant’anni Heath Ledger. Scomparso nel 2008 a causa di un avvelenamento da farmaci, l’attore di origini australiane è noto per essere uno dei migliori Joker cinematografici. Si tratta del penultimo ruolo interpretato prima della prematura morte e ciò ha sicuramente contribuito a legare nell’immaginario comune l’attore e il personaggio. Competere, in questo caso, è davvero complicato. Eppure qualcuno doveva farlo. È Joaquin Phoenix a raccogliere l’eredità di Ledger e la maschera del Joker proprio in un film dedicato all’antagonista di Batman. Proprio ieri è stato diffuso il primo teaser trailer della pellicola che vedrà la luce ai primi di ottobre 2019. Il film diretto da Todd Phillips (Una notte da leoni, Parto col folle) si propone come racconto a tinte cupe di un uomo mentalmente disturbato, apparentemente lontano dallo psicopatico villain che tutti conosciamo, ma che pur diverrà tale. Un film sulle origini quindi, per scoprire cosa può spingere un uomo ad una tremenda trasformazione. Trovate il trailer qui! Link alla foto: https://www.digitalspy.com/movies/a860010/joker-release-date-trailer-plot-cast/

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