One Piece. Eiichiro Oda annuncia possibile fine a breve. Sarà vero?

“La fine di One Piece è molto vicina” così Eiichiro Oda ha scioccato i fan di tutto il mondo a genna...

Vasco non delude mai!

Vasco Rossi, all'inizio di settembre, sui canali social, ha annunciato l'uscita, per il 25 ottobre, ...

C’ era una volta a Hollywood...molta Suspance

  (No Spoiler)   Grande successo per l’ultima pellicola dell’eccentrico regista fanatic...

Io, Leonardo sospeso tra scienza e astrattismo

  Un viaggio introspettivo, in cui Leonardo si confronta con se stesso, attraverso rendez-vo...

Tall Girl: sfatiamo il mito 'altezza mezza bellezza'

Le ragazze, si sa, spesso si concentrano solo ed esclusivamente sui propri difetti: qualche chilo di...

Leo Ortolani, Due figlie e altri animali feroci: la difficile vita di un neo genitore!

La strana avventura di Leo ortolani, “Due figlie e altri animali feroci”, in realtà non è un’opera i...

Ultimi Articoli

Previous Next
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
One Piece. Eiichiro Oda annuncia possibile fine a breve. Sarà vero?
Settembre 22
“La fine di One Piece è molto vicina” così Eiichiro Oda ha scioccato i fan di tutto il mondo a gennaio di quest’anno. Già in passato il sensei ha rilasciato diverse dichiarazioni sulla presunta fine del manga, lasciando tutti con il fiato sul collo.   Anche se il suo editor, Takuma Naito, non sembra esserne tanto convinto, infatti in un’intervista ha dichiarato:"Ho pensato tra me e me: ma perché tutti gli hanno creduto? Non c'è modo di chiudere One Piece in 5 anni!Non è che vogliamo per forza trascinare la storia, ma le trame a venire sono talmente dense, abbiamo ancora così tanto da fare che non ce la faremo mai in 5 anni. In questo momento abbiamo appena concluso il secondo atto di Wano Country, il che vuol dire che ci stiamo avvicinando al punto nodale di One Piece, ecco perché questo arco è così importante".     Oda nel 2016 aveva dichiarato che l’opera era arrivata al 65%, un anno fa era arrivata al 80%, ora in una recente intervista ha annunciato che ha intenzione di concludere entro cinque anni e non oltre, la notizia è rimbalzata in ogni angolo del mondo scatenando tutti i fans. Cinque anni potrebbero essere giusti per poter chiudere un arco narrativo nel miglior modo possibile dando una degna conclusione ad un manga che dal 1997 ad oggi ha registrato solo successi e record da capogiro.  Non resta che aspettare e vedere se riuscirà nell’impresa o meno!   Link alle immagini: https://anime.everyeye.it/notizie/one-piece-uscita-anticipata-capitolo-941-manga-torna-meta-maggio-374443.html  -  https://kissmanga.com/Manga/One-Piece/Chapter-906--The-Holy-Land-Mary-Geoise?id=422953  -  https://www.readmangaonline.org/manga/one-piece/912/9  -  https://www.viz.com/shonenjump/chapters/one-piece
Vasco non delude mai!
Settembre 22
Vasco Rossi, all'inizio di settembre, sui canali social, ha annunciato l'uscita, per il 25 ottobre, del suo nuovo singolo arrangiato da Celso Valli.Un brano definito dal cantante di Zocca un vero gioiello, la sua ultima confessione. La canzone, afferma il Blasco, è il riassunto della sua vita, ma anche il decalogo di tutto ciò a cui si è attenuto durante la sua carriera e su  Rockol.it  si afferma che il suo titolo potrebbe essere proprio "Se ti potessi dire", già diffusa in rete nel 2014. Certo quest'anno il cantante di "Vita spericolata", nonostante l'età che avanza, non si è sottratto alle fatiche poiché è riuscito ad esibirsi nello stadio di San Siro senza perdere un colpo. Ha saputo regalare emozioni a raffica e coinvolgere il pubblico non solo con la sua voce particolare, ma sopratutto con il suo carisma da rockstar. Così lo scorso giugno, per la prima volta, il mondo della musica, ha visto un artista esibirsi, sbancando i botteghini, 6 volte nello stesso luogo, nello spazio di soli quindici giorni. I fans di Vasco potranno ascoltare questi live poiché, come ha dichiarato il cantante, adesso sono in fase di mixaggio e saranno presto disponibili sul mercato, racchiusi in un cofanetto, in concomitanza delle vacanze natalizie. Ma le notizie non finisco qua poiché la Sony Music è pronta a celebrare i 40 anni dell'album "Non siamo mica gli Americani!", che contiene la mitica "Albachiara", con una una speciale edizione rimasterizzata del secondo disco di Vasco Rossi uscito nell'aprile del 1979 per l'etichetta indipendente Lotus. Nel corso degli anni Vasco, per gli appassionati, è diventato un mito, una leggenda, non solo perché ha scritto brani che rimarranno per sempre scolpiti nella storia della musica italiana, ma perché ascoltando le sue canzoni hanno sempre la sensazione di ritrovarsi in qualcuna di loro. Certo è che è riuscito a coinvolgere, tramite i suoi testi a volte malinconici, a volte rabbiosi e graffianti, almeno tre generazioni di fans per i quali partecipare ai suoi concerti è quasi un obbligo morale, un dovere a cui non possono sottrarsi.   L'immagine è stata presa dalla pagina FB ufficiale di Vasco Rossi
C’ era una volta a Hollywood...molta Suspance
Settembre 19
  (No Spoiler)   Grande successo per l’ultima pellicola dell’eccentrico regista fanatico dello “Spaghetti Western”, il film proiettato nelle sale italiane dal 18 settembre già minaccia di sbancare il botteghino.  Alla premiere a Roma infatti poco più di un mese fa i fan si erano accalcati davanti al cinema Adriano già da qualche ora nella speranza di vedere i protagonisti Leonardo Di Caprio e Margot Robbie e ovviamente il regista Quentin Tarantino. Le aspettative non sono state disattese infatti le star si sono dimostrate generose con i fan concedendo selfie e autografi.   Lo storico Cinema Adriano ha vestito i panni di un teatro anni 70’ con la tipica insegna rossa e le luci attorno al cartellone, alcuni potebbero vederci un collegamento  visivo con un’altra pellicola di Tarantino ovvero “Bastardi senza Gloria “ in quanto le due insegne sonosomiglianti.     In pieno stile Seventy’s anche  biglietti della serata poichè riproduzioni fedeli dei ticket dell’epoca. Una curiosità legata ai biglietti è che sul fronte veniva indicato il dresscode con cui prendere parte alla premiere ovvero capi di vestiario che dovevno richiamare il 1969.     Dopo la proiezione al Festival di Locarno in cui piazza grande ha fatto sold out fra meno di una settimana anche i comuni mortali oggi potranno godersi lo spettacolo in tutti i cinema italiani , ma vediamo nello specifico di cosa si tratta : La pellicola è ambientata ad Hollywood nel 1969, teatro di efferati delitti compiuti dalla setta di Charles Manson, uno in particolare passerà alla storia come la strage di Bel Air, dove la giovane attrice Sharon Tate , moglie di Roman Polanski, perse la vita mentre si trovava alsuo ottavo mese di gravidanza interpretata qui Dalla bellissima Margot Robbie. Un quadro riprodotto fedelmente di ciò che era l’anticamera degli anni 70, un film che oscilla tra delicatezza, stivaletti, personaggi alquanto rudi, fotografia per nulla scontata (lodevoli i poster dei film italiani dell’epoca), Il tutto cucinato sapientemente per ricostruire l’atmosfera tipica del tempo, alleggerita di tanto in tanto dalla bellezza composta di Sharon/Margot e dalla sua presenza eterea che anche se provvista di poche battute rimane ben impressa nel cuore di chi osserva .Difficilmente appena usciti dal cinema ci si riabitua ad essere nel 2019,la sensazione è che non ci si sia soffermati su qualcosa e si debba tornare in sala a rivedere quale dettaglio sia sfuggito.
Io, Leonardo sospeso tra scienza e astrattismo
Settembre 18
  Un viaggio introspettivo, in cui Leonardo si confronta con se stesso, attraverso rendez-vous mentali con artisti, politici e perfino con gli apprendisti della sua bottega. La comprensione dello sviluppo intellettuale, emozionale e spirituale del Genio del 400 è affidata alla voce profonda di Francesco Pannofino che da perfetto cicerone conduce lo spettatore ad analizzare il pensiero, la genesi delle opere ed eventi che hanno rivestito importanza fondamentale nella vita dell’ artista. La voce della mente e della coscienza diviene essa stessa protagonista in quanto dialoga, conversa soffre e gioisce insieme a Leoardo cercando di contestualizzare i pensieri e renderli comprensibili. Ma non si tratta solo di un film storico, infatti il sapiente uso di computer grafica, animazioni e proiezioni permette al pubblico di entrare a far parte delle visioni e delle epifanie, tant’è vero che alcune invenzioni scientifiche che nella realtà non hanno mai visto la luce, nella storia prendono magicamente forma si animano, e si mettono in funzione. I veri protagonisti di questo film sono appunto la mente e il genio di Leonardo, che fungono da ponte con il mondo esterno, i luoghi natali, paesaggi bucolici, la Valdarno,la città di Milano fino a giungere a Parigi, dove il pubblico può scoprire la nascita di opere quali  La Gioconda, L’Ultima Cena, L’Uomo Vitruviano  la Dama con Ermellino e molte altre. La pellicola discosta totalmente dai soliti schemi dei docufilm, La struttura narrativa e la fotografia rendono questo film innovativo e stravagante,in quanto è proprio la mente di Leonardo a condurre chi osserva nella storia, prendendo forma e vita e donando un ritratto di Leonardo che va al di là dell’inventore, del pittore e del genio, mostrandolo in vesti umane. Questa struttura narrativa particolare mostra e mette a confronto tre diverse tipologie di spazi mente –ricordo - natura. Il primo spazio inerente la mente viene rappresentato come uno spazio chiuso, un luogo in cui le pareti girano su loro stesse e il tetto si apre proiettandola verso l’universo, creando una connessione con lo spazio del ricordo e quello della natura. Lo spazio del ricordo muta e si evolve ogni qual volta una reminiscenza viene evocata, queste contestualizzazioni fanno si che in Leonardo prendano vita personaggi, si materializzino ambientazioni e opere distinte. Quando ciò avviene lo spettaore si ritrova al di fuori dello studio, vivendo la scena evocata dal ricordo insieme a Leonardo. Lo spazio della natura è strettamente connesso con i luoghi in cui è cresciuto e vissuto divenendo elemento essenziale per tutto ciò che ruota attorno le sue percezioni e i suoi studi al punto che la definisce ” Maestra dei maestri”. Anche i dialoghi sono significativi,considerando il fatto che esclusivamente ricavati da scritti autografi estrapolati per lo più dal “Trattato della Pittura” cosi come gli oggetti di scena, le ricostruzioni ambientali e i vari oggetti fedelmente riprodotti dai disegni di Leonardo. Leonardo è interpretato da Luca Argentero che lo ricorda nei tratti e nell’ aspetto. Nella pellicola viene rappresentato come un uomo 35enne capelli ondulati e delicato nei tratti, descritto dai biografi come affabile gentile ed elegante oltre che di straordinaria bellezza, un’ immagine molto lontana dal viso invecchiato e malinconico che di solito si attribuisce al suo autoritratto, il quale sembra essere in realtà uno studio datato tra il 1490 e il 1495 periodo del cenacolo. La bella Cecilia Gallerani musa della “Dama con ermellino” e giovante amante a soli 16 anni di Ludovico il moro è portata in scena da Angela Fontana che con il candore della sua pelle e i tratti delicati incarna a pieno la bellezza della nobile feudataria. La regia del film è affidata al regista Jesus Garces Lambert già noto al pubblico per il documentario “Caravaggio L’anima e il sangue”. Il fil Io, Leonardo sarà in programmazione al cinema il 2 ottobre. immagini di D.Foti
Tall Girl: sfatiamo il mito 'altezza mezza bellezza'
Settembre 18
Le ragazze, si sa, spesso si concentrano solo ed esclusivamente sui propri difetti: qualche chilo di troppo, quei brufoli persistenti, il naso pronunciato, il contorno labbra irregolare, le doppie punte e magari anche un’altezza limitata. E allora eccoci a soffrire su tacchi esagerati nella speranza di poter guardare negli occhi le persone che ci circondano perché si dice sempre che l’altezza costituisca già metà della bellezza. Ma siamo sicure che essere alte sia davvero così bello? Un radicale cambio di prospettiva ce lo dà proprio Tall Girl, una nuova commedia inserita sul catalogo Netflix lo scorso 13 settembre. Jodi (Ava Michelle), la protagonista, è una liceale alta ben 185 cm, che deve affrontare quotidianamente le conseguenze di ciò: essere perennemente la più alta tra le ragazze e spesso anche tra i ragazzi, ma soprattutto ascoltare ogni giorno battutine e frecciatine che, a lungo andare, minano la sua autostima. Le cose cambiano quando arriva a scuola Stig (Luke Eisner), ragazzo svedese alto quanto lei e soprattutto tremendamente affascinante. Ma le cose non andranno come Jodi immagina… Una commedia che si lascia guardare piacevolmente, ben strutturata e con un cast quasi esclusivamente young che però non ha nulla da invidiare agli adulti. Certo, le dinamiche liceali sono una storia già nota, ma l’originalità sta nel fatto che il tema dell’accettazione di se stessi nasce dall’altezza della protagonista (di solito in questi film c’è sempre una ragazza secchiona ma sotto sotto bellissima oppure un giovane che deve fare i conti con la propria omosessualità). Inoltre bisogna notare che non solo Jodi deve imparare ad accettare se stessa e divenire padrona del proprio destino, ma anche chi le sta intorno, in particolare l’amico di sempre Jack “Dunkleman” (Griffin Gluck) – che dovrà scrollarsi di dosso l’etichetta di spasimante timido e goffo – e il bel Stig – che deve ritornare in sé dopo essersi smarrito, accecato dalla popolarità acquisita nella nuova scuola. Link alla foto: https://www.playblog.it/il-film-netflix-tall-girl-quando-laltezza-e-un-problema/
Leo Ortolani, Due figlie e altri animali feroci: la difficile vita di un neo genitore!
Settembre 14
La strana avventura di Leo ortolani, “Due figlie e altri animali feroci”, in realtà non è un’opera inedita, come qualcuno poco esperto potrebbe pensare, ma bensì un racconto che è stato già pubblicato nel 2011 dalla  casa editrice Sperling & Kupfer. Il libro non è stato ristampato e pertanto è stato molto difficile trovarlo in commercio, finché la Bao Publishing, che già collabora con Ortolani, ha deciso di mandare in stampa il libro.   Ogni pagina è intrisa dell’umorismo pungente e del sarcasmo a cui Ortolani ci ha sempre abituati e che ormai sono il suo tratto distintivo per eccellenza. Non è il classico graphic novel, ma di un racconto intenso scandito da qualche disegno di tanto in tanto. Quest’avventura inizia nel 2010, quando l’autore e sua moglie hanno deciso di affrontare il calvario dell’adozione internazionale, volando per la prima volta a Calì dove hanno conosciute Lucy Maria e Johanna, due bambine di 3 e 4 anni. Due figlie e altri animali feroci è un’opera in cui l’autore si mette completamente a nudo raccontando, eviscerando, quest’esperienza che gli ha stravolto completamente la vita. Le pagine sono “impregnate” dalla sua ansia dovuta soprattutto alla sua incapacità iniziale di comunicare con le sue figlie, dato che non sapeva parlare spagnolo e dalla stanchezza fisica, perché Lucy Maria e Johanna sono due uragani!   In un’intervista Ortolani ha detto: “Mi secca, pensare che queste bimbe abbiano già fatto delle cose e io non c’ero. Sono geloso di questo loro passato che non conosco. Di chi le ha viste nascere, di chi ha guidato i loro primi passi, di chi ha sentito le loro prime parole… Non mi starò mica innamorando, eh?! Se mi innamoro…è finita.” Questa nuova versione dell’opera si è arricchita di 50 pagine a fumetti inedite rispetto alla precedente, che tuttavia non sono collegate alla trama principale, quasi come se abbia voluto riempire il volume e renderlo forse più appetibile per il pubblico.       Link alle immagini: https://anime.everyeye.it/articoli/first-look-due-figlie-e-altri-animali-feroci-15211.html  -  https://leortola.wordpress.com/2012/10/24/post-celere/  -   -  https://leortola.wordpress.com/category/due-figlie-e-altri-animali-feroci/
George R. R. Martin: buchi di trama nel Signore degli Anelli!
Settembre 13
Un tempo il derby era tra i fan del Signore degli Anelli e quelli delle Cronache di Narnia. Ora se si parla di fantasy non si può non fare i conti col Trono di Spade ed è giusto così. La notizia del giorno è che proprio l’autore di quest’ultima opera ha rivolto delle critiche al lavoro di Tolkien. George R. R. Martin ha infatti espresso la sua opinione secondo cui nella trilogia tolkeniana ci sarebbero molti buchi di trama. No, non si riferisce al noto dilemma delle aquile (ovvero: perché Gandalf non sfrutta subito le aquile risparmiando mesi di stenti e fatiche alla compagnia? Se fosse andata così, però, non avremmo avuto uno dei capolavori della letteratura del Novecento), ma pone la sua attenzione al finale dell’opera. In questo si dice che Aragorn diviene re e governa saggiamente per cento anni. Martin si chiede come possa essere possibile concludere in modo così sbrigativo l’opera. In particolare l’autore delle Cronache del ghiaccio e del fuoco è sicuro che l’ex ramingo abbia dovuto affrontare delle situazioni problematiche, se non spiacevoli: ad esempio, che fine fanno tutti gli orchi? Vengono inseguiti e trucidati dagli uomini di Aragorn? O vengono riabilitati? Senza dubbio si tratta di domande che non avranno mai una risposta, salvo la scoperta di nuovi scritti tolkeniani. Tuttavia, a modestissimo parere di chi vi parla, si tratta di domande relativamente di scarsa importanza. L’opera trattava delle vicende dell’anello del potere, che è stato distrutto quando Aragorn diviene re. Il finale mostra la conclusione della vicenda della compagnia dell’anello. Tutto ciò che viene dopo dovrebbe far parte di un’altra opera, non del Signore degli Anelli. Magari la preoccupazione di Martin è che la serie sull’opera tolkeniana attualmente in lavorazione venga fatta bene e questo è il suo modo di dare un suggerimento? Staremo a vedere! Link alla foto: https://www.lascimmiapensa.com/2019/09/13/george-martin-tolkien-signore-degli-anelli/
Slum Dunk: Restyled edition, finalmente l'attesa è finita!
Settembre 12
Era il 1990 quando l’NBA ha fatto conoscere al mondo giocatori di basket che hanno fatto la storia di questo sport, per citarne alcuni, Michael Jordan, Shaquille O’Neal, Larry Bird. Era sempre il 1990 quando in Giappone Takehiko Inoue  pubblica sulla rivista Weekly Shonen Jump le prime pagine di Slam Dunk, uno dei fumetti più apprezzati ancora oggi dopo 30 anni.     Oggi 12 settembre esce in tutte le fumetterie Slam Dunk: Restayled Edition , in una nuova versione rivista e corretta rispetto all’originale, conterà da 20 volumi e non 31 come la prima edizione ed avranno della copertine nuove di zecca e nuove traduzioni (come ogni nuova edizione che si rispetti). Slam Dunk è una pietra miliare nel mondo dei fumetti perché è stato tra i primi a mettere in risalto il problema del bullismo, ancora molto attuale, e l’isolamento adolescenziale che ne consegue. Ha portato alla ribalta un nuovo modo di raccontare uno sport, stravolgendo i registri a cui ci si era abituati fino ad allora e influenzando anche altri sensei a fare lo stesso, dando vita a veri capolavori come ad esempio Holly & Benji.     Non sono in molti a sapere che il sensei Inoue scelse di raccontare una storia incentrata sul basket andando in conflitto con il suo editore, che gli aveva sconsigliato in modo categorico di farlo. Lo fece tra l’altro per uno dei motivi più banali: al liceo usò il basket per conquistare le ragazze. Non è un caso se ci sono molte somiglianze con l’incipit del manga?       Link alle immagini: http://comics.panini.it/notizie/articolo/slam-dunk/  -  https://anime.everyeye.it/articoli/speciale-slam-dunk-basket-come-maestro-manga-takehiko-inoue-45298.html  -  https://en.wikipedia.org/wiki/Slam_Dunk_(manga)
Il 29 novembre esce Pink Floyd The Later Years
Settembre 08
L'ultimo quadrimestre del 2019 sarà un periodo ricco di novità musicali, non solo perché usciranno album totalmente inediti, come quello di Franco Battiato, "Torneremo ancora", previsto per la metà di ottobre, ma sugli scaffali troveremo cofanetti in edizione deluxe di dischi "già sfornati", come l'imminente Abbey Road e come il "Pink Floyd The Later Years" che racchiude l'attività degli ultimi 35 anni del gruppo capitanato da David Gilmour. Questo scrigno, è proprio il caso di dirlo, sarà disponibile il 29 novembre e conterrà 5 CD, 6 Blu-Ray e 5 DVD al cui interno ci saranno anche 13 ore di musica totalmente inedita. Tutto un lavoro supervisionato da David Gilmour ed Andy Jackson. I fans potranno riascoltare, in versione rimasterizzata, gli ultimi tre album registrati in studio - A Momentary Lapse of Reason, The Division Bell e The Endless River - , i live ufficiali usciti tra il 1988 e il 1995, Delicate Sound of Thunder e Pulse e due concerti eseguiti dal vivo a Venezia nel 1989 quello di Knebworth nel 1990.   Finalmente questi due concerti entreranno nel mercato ufficiale e non ci sarà più bisogno di ricorrere ai bootleg che per anni hanno invaso le bancarelle delle fiere del disco. Stranamente nel cofanetto non ci sarà nessuna traccia dell'ultima esibizione dei Floyd tenutasi sul palco del Live 8 nel 2005, ma invece video musicali inediti, tra cui il documentario di Endless River, tracce bonus e un libro che include immagini rare, artwork e testi.   La musica dei Pink Floyd fa respirare una serie di emozioni, come il desiderio di viaggiare con la mente e la voglia di riscattarsi da un sistema che ci vuole soli ed emarginati, perciò i puristi storcono il naso per il fatto che l' ultima fase di vita della band vede l'assenza di Roger Waters che per molti è stato il vero genio dietro al gruppo, l'unico in grado di dare forza e animo ai tappeti musicali ideati da Dave Gilmour e da Richard Wright. Invece non bisogna dimenticare che nel momento in cui la band passa tra le mani del chitarrista il successo planetario proseguirà. Gli album in studio sono successi commerciali e ogni concerto è sold out sopratutto perché i Pink Floyd non hanno mai avuto bisogno di un frontman che li facesse contraddistinguere perché ciò che ha sempre contraddistinto i Pink Floyd è loro musica     L'immagine è stata presa dal sito ufficiale dei Pink Floyd  
Friends: la serie compie 25 anni!
Settembre 06
22 settembre 1994. Venticinque anni fa. Tanto tempo. Ma ciò che merita davvero riesce a resistere al passare del tempo. Allora la serie tv Friends merita davvero! Esattamente venticinque anni fa oggi veniva trasmessa la prima puntata della prima stagione. Per la prima volta vedevamo una giovane Jennifer Aniston aka Rachel vestita da sposa entrare in una caffetteria e dar vita – insieme agli amici e colleghi Monica aka Courtney Cox, Phoebe alias Lisa Kudrow, Joey aka Matt LeBlanc, Chandler alias Matthew Perry e Ross aka David Schwimmer – ad uno show che ha tenuto incollati alla schermo milioni di spettatori. Oggi, dopo 25 anni, lo show creato da David Crane e Marta Kauffman continua ad appassionare moltissime persone in tutto il mondo e ciò si rivela soprattutto tramite la sentita partecipazione (reale e virtuale) ad eventi, iniziative e commemorazioni. Partiamo dall’America, patria dello show. A New York (precisamente al 76 di Mercer Street) lo scorso 7 settembre ha aperto un pop-up store tutto dedicato alla serie, che rimarrà aperto fino al 6 ottobre e permetterà ai fortunati visitatori di vivere un’esperienza a 360°: sono stati ricostruiti il Central Perk e l’appartamento di Joey e Chandler, ma ci sono anche numerosissimi oggetti di scena e viene data la possibilità di scattare delle foto uniche, oltre che di acquistare numerosissimi prodotti a tema. Costo del biglietto 29,50 dollari (non comprende volo per New York, nel caso ve lo steste chiedendo). La Lego ha poi creato un set che ricostruisce la caffetteria più amata dai nostri beniamini e che trasforma quest’ultimi (Gunther incluso) in piccoli omini con cui giocare. Catalogato col numero 21319, il set è disponibile dal 1 settembre ad un costo di 69.99 euro e prevede l’iconico divano arancione, lo spazio esibizioni di Phoebe, il bancone con la macchina da caffè e un paio di altri tavolini e posti, oltre che tutti i dettagli (tazze, fiori, portaombrelli, luci di scena) che hanno caratterizzato la location dello show. Inoltre, sempre in America, alcune sale cinematografiche hanno deciso di proiettare i 12 episodi più amati dello show, mentre FrontierBundles, provider di servizi internet e televisivi, ha messo in palio – solo per cittadini americani maggiorenni, tramite candidatura – 1000 dollari, un abbonamento a Netflix e un Friends Fandom Fun (un box con gadget a tema) a patto di fare una super maratona: 25 ore per guardare tutti i 60 episodi della serie. E a noi italiani cosa resta? Se non siete stati tra i fortunati che, tra ieri 21 e oggi 22 settembre scorsi, si sono trovati a passare per piazza Barberini a Roma e ci hanno trovato l'iconico divano arancione, non disperate: anche nel Belpaese ci sono occasioni per celebrare il nostro show preferito. Negli store Zuiki, Tezenis, Stradivarius e Primark si possono prodotti dedicati alla serie cult: t-shirt, pigiami, pochette, adesivi, cover per smartphone, album fotografico, ecc. In più si può scaricare l’app “Friends 25” che permette di applicare adesivi e filtri alle proprie fotografie e video (N.B. i filtri non sembrano funzionare su Xiaomi Redmi Note 7), mettersi alla prova con quiz, conoscere le ricette dello show e scaricare numerosi wallpaper.Per finire poi andate su google e cercate i nomi dei sei amici più famosi di sempre, cliccate sull'icona in alto a destra e... godetevi le sorprese! E come disse una volta Phoebe: “Boyfriends and girlfriends come and go, but this is for life!” Link alle foto: https://www.vox.com/2014/9/29/6857745/friends-ruined-TV https://www.thrillist.com/entertainment/nation/friends-pop-up-nyc-2019 https://www.comingsoon.it/serietv/news/friends-lego-realizza-un-set-per-il-25-anniversario/n93379/ http://www.givememyremote.com/remote/2019/09/05/friends-app-anniversary/
Tredici: la terza stagione - Ma perchè?
Agosto 27
Chi ha ucciso Bryce Walker? Non c’è pace alla Liberty High School, il liceo frequentato dai protagonisti della serie Tredici (13 reasons why, in originale). La serie aveva debuttato nel marzo 2017 su Netflix con la prima stagione, con cui abbiamo assistito agli eventi seguiti al suicidio di Hannah Baker (Katherine Langford), la quale ha però registrato delle cassette, prima di morire, in cui esprimeva tutta la sua sofferenza ed esponeva i suoi tredici motivi per morire. Ne era poi seguita nel maggio 2018 la seconda stagione in cui si era finalmente giunti al processo, alla resa dei conti e alla scoperta di molti retroscena. Siamo ora alla terza stagione, caricata su Netflix lo scorso 23 agosto. Come vi ho anticipato, Bryce Walker (Justin Prentice) muore e gli episodi ruotano intorno alle indagini della polizia e al modo in cui i nostri beniamini affrontano tutto ciò, sempre con un occhio di riguardo per Clay Jensen (Dylan Minnette). Gli ingredienti sono sempre gli stessi, il modus operandi c’è e quindi è fondamentalmente una buona stagione, che si fa guardare con notevole interesse: il cast è fenomenale, la trama è interessante, i colpi di scena dosati nel punto giusto, la fotografia è impeccabile, ecc. Ma c’è una nota stonata, qualcosa che non va. Il problema sta proprio alla base: perché questa stagione? La serie prendeva il nome dalle tredici cassette di Hannah e non basta conservare invariato il numero di episodi. A modestissimo parere di chi vi parla si è persa un po’ la vera ragion d’essere della serie. Tutto il caso di Hannah è stato concluso. Ora stiamo raccontando un’altra storia. Con gli stessi personaggi, ok, ma un’altra storia. Nonostante ciò la serie è stata rinnovata per una quarta stagione, che però sarà l’ultima. Ci aspettiamo un finale col botto! Link alla foto: http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/tv/2019/08/06/tredici-vira-sul-mystery-nuovo-omicidio_4ec16279-8d39-4c55-8fd9-f91af3accc66.html
Governo's Greatest Hits vol. II
Agosto 24
Alla fine del 2018 pubblicammo un articolo sull’operato del governo (fai clic qui per leggerlo), e speravamo di riuscire a fare lo stesso anche per il 2019, un anno che si prospettava davvero meraviglioso! Tuttavia il destino, cinico e baro, ha voluto che l’esperienza di questo esecutivo (che senz’altro passerà alla storia come uno dei migliori, se non IL migliore della Repubblica Italiana) si interrompesse bruscamente in un caldo pomeriggio di agosto.   Eppure, in questi mesi i nostri eroi sono riusciti a fare tanto per il Paese, quindi ci sembra giusto omaggiarli con un articoletto vergin di servo encomio, e che dice solo la verità, tutta la verità e nulla più che la verità (baciando la Bibbia).   Un piccolo suggerimento: mettete il tema principale del film Missing (scritto da Vangelis) come colonna sonora per massimizzare l’esperienza.   Ci siamo? Partiamo!   Accise: magari con un po’ di ritardo rispetto a quanto detto in campagna elettorale, ma il Ministro Salvini ha mantenuto la promessa e ora il prezzo del carburante è tornato a livelli accettabili. D’altronde questo era il primo passo per preparare l’Italia al   Boom economico di cui parlava il ministro Di Maio. E i fatti gli hanno dato ragione: ci sentiamo già molto anni ‘60, anzi, sapete che facciamo? Andiamo in spiaggia con la nostra bella FIAT 600 con autoradio, ma attenzione! Che la radio trasmetta almeno una   Canzone italiana ogni tre! D’altronde chi tra noi, dopo aver ascoltato, che so, Stairway to Heaven, Child in Time e Another Brick in the Wall non ha voglia di rilassarsi con Felicità? Grazie alla Lega per questa illuminata e per nulla anacronistica proposta. E chi se non i nostri amici in verde poteva avere un’idea simile? Beh, con un Ministro   DJ solo loro, ovvio. E basta con le critiche al nostro Matteo Nazionale (che mica è l’altro, eh!): non ha fatto altro che avvicinare i giovani al nostro inno e a ciò che esso rappresenta: il verde dei mojito, il bianco della sabbia e il rosso della pelle abbronzata delle cubiste del Papeete Beach! Ma se a voi piace la vecchia politica (un po’ da kasta!!!111!!!, diciamocelo), quella dei palazzi, delle scartoffie e delle riunioni al chiuso, pensate a come Matteo ha gestito le varie   Emergenze umanitarie: con coerenza, ma fermezza. Ha detto che non si scendeva? E infatti nessuno è sceso sull’italico suolo da quelle brutte navi negriere che prelevano le persone dai villaggi vacanze in Libia e le portano qui. Nemmeno uno. Ma cambiamo argomento e parliamo dei social, più precisamente di   Facebook, e del ban sulla pagina del Capitano per chi digitava le parole “quarantanove” e “milioni” nella stessa frase. Giustissimo, perché c’è altro a cui pensare che questi quattro spiccioli, e poi i social si usano per cose serie, come il selfie col   Gatto, definito come “nuovo amico” dal leader della Lega.     L’unico problema è che il micio non sembrava gradire, scatenando l’ilarità dei radical chic, dei sisnistroidi buonisti e dei rosiconi da centro sociale. In attesa di nuove e più rigide regole per chi manchi di rispetto al Capitano, auspichiamo l’intervento immediato della crocchet-polizia per ridurre le razioni giornaliere dell’impertinente felino, e magari fargli passare un paio di notti in gattabuia… ma una seria, non come gli   Hotel a mille stelle in cui vengono alloggiati i migranti, eh! Ma spostiamoci su uno dei protagonisti assoluti dell’articolo dell’anno scorso e cioè, l’unico, inimitabile, inarrivabile Danilo Toninelli che ha praticamente ammesso la sua   Ignoranza del Def durante un’intervista con Gianni Floris. Vistosi irrispettosamente incalzare dall’inopportuno inquisitore, il mitico Danilo ha stupito tutti con una mossa à la Castelli, ricorrendo al più classico dei «Questo lo dicono i tecnici». Poco importa che questi ultimi siano proprio quelli del governo! Sofismi. Mistificazioni. Ma restiamo sul nostro Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti preferito che si vanta di possedere una   Jeep Compass Diesel dopo aver coraggiosamente difeso la scelta del suo ministero di dotarsi di una flotta di auto blue elettriche. Chissene! Più monossido di carbonio per tutti! E poi, viaggiare col jeeppone è meglio: pensate di dover andare all’Oasi di   Kufra a Sabaudia e… ma… dove sono le folle esultanti? Le turbe adoranti? Questo è quello che deve essersi chiesto il povero Salvini lo scorso 7 agosto trovando la struttura praticamente vuota. Un’azione di disturbo ordita da Renzi e dalla Boschi, senza dubbio alcuno. Lapalissiano. Come la falsità dello sbarco sulla   Luna, chiedere a Carlo Sibilia, Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Interno. Che dite? Terrapiattisti? No TAV? No vax? No TAP? Salite! C’è spazio per tutti! Anche per chi a Pasqua si fa fotografare con un   Mitra in mano. Non sapete di chi possa trattarsi? Fate uno sforzo… La stessa persona che risponde con un secco   No, anzi HET! A chi gli fa domande invadenti e un po’ maleducate su tale Savoini Gianluca o sulla Russia. E basta! Crescete! Se da soli non ci riuscite chiedetelo nelle vostre   Orazioni, dette naturalmente brandendo il Rosario come se foste Simon Belmont. Non sapete chi sia? Meritavate un posto nel governo, allora! Si scherza, si scherza! Non scherza invece uno dei nostri miti assoluti, Paola Taverna, che ha definito alcuni dissidenti del M5S come una   Piccola Pletora di miserabili. Signori, giù il cappello. Tralasciando il modo a dir poco sublime in cui le “l” e le “p” allitterano, è l’accostamento tra “piccola” e “pletora” a fondere in una meravigliosa armonia, quasi una “total and undivided philosophy” termini solo apparentemente lontani: α e ω, sacro e profano, 北斗 e 南斗, Milan e Inter… tutto finisce nel paiolo della mitica Paola. Grazie di esistere. Davvero. Ma facciamo un breve salto in Sardegna, giusto   Quarantotto ore per risolvere il problema del prezzo del latte. Fatto? Perfetto. Avanza tempo per un veloce   Ripensamento sulla festa del 2 giugno. Nemmeno troppo tempo fa non c’era un cappero da festeggiare e invece nel 2019 è diventata una festa per tutti. Che volete? Solo gli stolti, non cambiano mai idea! Chissà, magari anche Virginia Raffaele un giorno smetterà di invocare il Maligno e abbandonerà il   Satanismo, dopo l’increscioso espisodio dell’Ariston in occasione del Festival. Problemi seri, cavoli! Se i nostri ragazzi non ascoltassero tanto heavy metal straniero e ascoltassero più espressioni dell'italico sovranismo come Al Bano, Orietta Berti o Lorella Cuccarini, tanti problemi sparirebbero! Restando in tema Sanremo, come non lodare la proposta di Di Maio di far contare il solo   Televoto a partire dal 2020? Alla faccia dei radical chic buonisti da salotto e dei professoroni che inguaiano l’Italia! Un’altra trovata semplicemente geniale e un’altra spallata ai veri problemi del Paese! E come farlo senza avvicinarsi agli uomini e alle donne comuni? Partendo da tutti coloro che con orgoglio indossano un   Uniforme, ed è proprio per rendere loro il giusto omaggio che Salvini ne ha indossate tante (che Capitano va in giro senza divisa, scusate?) tra cui quella della Polizia, sfoggiata con orgoglio anche alla Camera. Il nostro mitico ministro è stato emulato anche dal collega Bonafede     che in un   Video girato per il ritorno in Italia di Cesare Battisti si è lanciato in una goffa imitazione del ben più esperto Matteo. Voto? 6+, per l’impegno. Così come per quanto riguarda la presunta confusione tra   Washington e Philadelphia e i loro monumenti da parte dell’onnipresente padano. Ammesso e non concesso che abbia scambiato la scalinata del Lincoln Memorial con quella assai meno famosa del Philadelphia Museum of Arts vista nel film Rocky (e se nottetempo Renzi, Boschi, Macron, Merkel e Obama le avessero invertite?), un errore lo commettono tutti! Professoroni arroganti che non siete altro! Incominciano le lettere difficili come la “X” di   Xylella, che da “bufala” è diventata una cosa talmente seria da richiedere contromisure nel Dl Semplificazioni dello scorso gennaio. Lo ripetiamo: solo gli stolti non cambiano mai idea! Ci avviciniamo alla fine perciò dedichiamo un’altra lettera al nostro Toninelli che ha – letteralmente – definito la Sea Watch uno   Yacht. Sì, una di quelle barche alla Abramovich, CR7, ecc. Signore e Signori, un bell’applauso al nostro boccoluto amico che esce di scena (?) alla grandissima. E anche noi, ci apprestiamo a fare l’inchino ai nostri lettori e a lasciarli con la “Z” del Mandato   Zero, una perla di rara bellezza. Una capriola degna del miglior e più spericolato luchador messicano quella con cui Di Maio ha rivoluzionato la matematica e il diritto, dopo aver pensato negli anni precedenti alla storia (Pinochet), alla geografia (Matera) e a chissà quali altre cose che non possono rientrare negli angusti limiti di questa sede.   Prima di chiudere, un pensiero a tutte quelle voci che non ce l’hanno fatta: in ordine rigorosamente alfabetico, una piccola rappresentanza:   la Agrigento-Caltanissetta, la Coca-Cola a scuola, il Decino di Zio Paperone, la Moto d’acqua, il Reggiseno di Carola Rackete, la Zingaraccia.   Viva MAIGENERESCION! Viva l’Italia!             Link alle immagini originali:   https://www.ligurianotizie.it/cronaca-di-una-crisi-di-governo-annunciata-conte-la-colpa-e-di-salvini/2019/08/21/345794/ https://notizie.virgilio.it/salvini-foto-gatto-virale-ironia-688117 http://www.today.it/politica/bonafede-divisa-polizia-penitenziaria-polemica.html
Torna Rino Gaetano con “Ahi Maria 40th”.
Agosto 13
Da quest'estate si ha l'occasione di ascoltare la compilation di Rino Gaetano "Ahi Maria 40th", una raccolta che, a differenza di quelle precedenti, ha il pregio di aver avuto il placet della famiglia del cantante e dei suoi discografici.Il cofanetto, disponibile in 4 CD o in 2 LP, accompagnato da un libro di 40 pagine, contiene oltre alle interpretazioni del cantante calabrese anche quelle di vari interpreti che hanno voluto omaggiarlo. Le canzoni di Rino Gaetano piacciono alle nuove generazioni, non solo perché a distanza di 40 anni risultano ancora fresche ed orecchiabili, ma perché lui ha saputo esprimere il disagio della società italiana degli anni '70, che, guarda caso, è lo stesso disagio della società odierna.Ha avuto la capacità di raccontare gli esclusi e gli emarginati e, senza cadere nel pietismo, la loro solitudine. È stato anche capace di cantare, con sarcasmo, un proletariato volto al consumismo, ma schiacciato dai dominanti e, senza mai scadere nel populismo, i vizi di un'Italia corrotta. Nelle sue canzoni non si è mai nascosto dietro un "si dice", ma si è sempre rivolto direttamente al politico di turno o ai vari personaggi che lui "non reggeva più".Oggi è un mito, ma i suoi contemporanei lo ritennero semplicemente un cantante non-sense, un guitto da palcoscenico che cantava canzonette contro tutti e tutto. La sua sincerità lo rese antipatico ad una certa critica che gli remò contro con un atteggiamento che invece non usò nei confronti di Gaber e di De Andrè, artisti che pure criticavano la società. In pochi lo capirono. Sono dovuti passare parecchi anni prima che si comprendesse il suo genio artistico. Paradossalmente lui stesso aveva profetizzato il fatto che le sue canzoni sarebbero state cantate dalle future generazioni.Aveva ragione! Qui la tracklist completa: CD 1 GiannaSfiorivano le violeSupponiamo un amoreSpendi spandi effendiBerta filavaE io ci stoResta vile maschio dove vaiE cantava le canzoniRare tracceMio fratello è figlio unicoAd esempio a me piace il sudA mano a mano CD 2 AidaNel letto di LuciaMetà Africa metà EuropaLa festa di MariaCogli la mia rosa d'amoreE la vecchia salta con l'astaAhi MariaNuntereggae piùEscluso il caneSu e giùA KhatmanduAida (Q Concert) CD 3 Ma il cielo è sempre più bluVisto che mi vuoi lasciareIo scriveròFontana chiaraRositaTu, forse non essenzialmente tuAnche questo è sudPing pongI tuoi occhi sono pieni di saleSolo con ioLe beatitudiniAida (Live) (Tour In Città Band) CD 4 Ma il cielo è sempre più blu (Giusy Ferreri)Sfiorivano le viole (Daniele Silvestri)Aida (Gianluca Grignani)Le beatitudini (Simone Cristicchi)Escluso il cane (Fabrizio Moro)E cantava le canzoni (P.F.M.)Mio fratello è figlio unico (live) (Rino Gaetano & I Crash)E Berta filava (Live)Spendi spandi effendi (live)Ma il cielo è sempre più blu (Live) (Rino Gaetano & I Crash)Aida (Live)Ahi Maria (demo)   La foto di copertina è stata presa dalla pagina FB di Rino Geatano
Una nuova voce sta “spaccando” sui social: Augusto Zarrillo.
Agosto 08
Tra le nuove e promettenti leve musicali campane teniamo d'occhio il giovane casertano Augusto Zarrilo, classe 1997, che sicuramente ha tutte le qualità per farsi conoscere dal grande pubblico. Su Youtube si può apprezzare il suo primo videoclip, autoprodotto, girato a Francolise, About Your Choice, (clicca sul nome del brano per visualizzarlo), che in pochi giorni ha raggiunto quasi le 2000 visualizzazioni. È un bell'inizio se si considera che alle sue spalle non ci sono né grosse etichette discografiche né talent show che riescono a spianare la strada ai propri artisti. Alle spalle di questo talento c'è solo la sua musica, una musica che ricorda certamente l'atmosfera Punk e Grunge, ma senza quella carica di rabbia autodistruttiva che contraddistingue questi due generi musicali. Il suo brano, musicalmente, ha uno stile personale ed elegante, ed è accompagnato da un testo che vuole essere un rifiuto ad accettare un destino predeterminato, un inno alla libertà di scelta contro qualunque condizionamento od ostacolo. Così bella è la scelta di affidare il ruolo di protagonista femminile ad una ragazza affetta da fibrosi cistica, che combatte quotidianamente le sue personali battaglie per "L'aria, la vita" ed è testimonial di varie campagne a favore della ricerca sulle malattie genetiche: Carmina Valentino. Abbiamo dialogato con Augusto perché ci interessava conoscerlo meglio per poterlo presentare ai nostri lettori a 360 gradi.   • Ciao Augusto, sei molto giovane, ma la tua musica sembra molto matura. Ci parli del tuo background musicale e delle tue influenze musicali?Ho ascoltato e ascolto di tutto; apprezzo vari generi, tra i quali il pop-punk e il grunge, le chiamerei "radici", piuttosto che "influenze", di in un mio sound originale, come si evince dal mio primo videoclip ufficiale, "About Your Choice".• Qual è la scintilla che ti ha indirizzato verso questo mestiere?La mia passione per la musica e il canto è praticamente innata; non so se questa passione si tramuterà in "mestiere".• Ho letto che ti esibisci con una tua band nei locali campani. Oltre ai tuoi brani originali che sicuramente suoni, cosa altro c'è in scaletta?Fino all'ultimo mio live, anteriore alla registrazione del mio album, ho rivisitato, anche fuori regione, soprattutto i brani punk e grunge più rappresentativi. • Come mai hai scelto di scrivere canzoni in inglese, lasciando da parte la tua lingua madre? Non credi che la barriera linguistica possa rappresentare un problema da parte di chi ti ascolta?Non "ho scelto"; mi è venuto spontaneo utilizzare l'inglese, per la sua "congenita musicalità", già nei primi "scarabocchi", all'epoca delle scuole medie. Non è una barriera. Quasi tutti ascoltano, da anni, brani in inglese, inglese-americano. Non ho abbandonato la mia lingua e non escludo di utilizzarla in futuro nei miei brani. • Per chi non mastica l'inglese ci dici quali sono i temi affrontati nelle tue canzoni, in particolare, in quelle dell'abum che presto uscirà? E' un disco autoprodotto o sei sotto contratto discografico? Sarà possibile ascoltarti sulle piattaforme di streaming?Affronto tematiche sociali: analizzo il menefreghismo diffuso (I'm Over) e la noia dei miei coetanei (Bored), invito alla libertà di scelta (About Your Choice) e a guardare i lati positivi delle cose (Balance), esorto a cambiare coi fatti un mondo che non va come dovrebbe (My Soul Is A Broken City). Sono "discograficamente indipendente", ma ascolterai, sì, sulle piattaforme più diffuse, quelli già accennati e gli altri brani dell'album.• Hai progetti per il futuro?  Come tutti, ho tanti progetti e "sogno" un mondo migliore, ma ognuno di noi deve far bene la sua parte.   La foto di copertina, inedita, ci è stata fornita da Augusto Zarrillo
Veronica Mars torna per una quarta stagione...col botto!
Agosto 03
“Non vado in cerca di guai. Di solito sono i guai che trovano me.” Lo diceva Harry Potter. Eppure potrebbe benissimo essere una frase di Veronica Mars. Vi ricordate della giovane liceale che nel tempo libero si dilettava a fare l’investigatrice privata? Beh, è tornata. Ancora una volta. La serie, infatti, constava di 3 stagioni andate in onda dal 2004 al 2007, anno in cui la casa di produzione The CW la cancellò e non si lasciò impietosire nemmeno dalle 10.000 barrette Mars ricevute dai fan. Tuttavia la storia di Veronica doveva ancora concludersi. Nel 2013 Rob Thomas (creatore della serie), Kristen Bell (alias Veronica) e i fan hanno ricorso alla piattaforma di crowdfunding Kickstarte e si ebbe un film. Ma ancora c’era qualcosa da dire. Ora, nel 2019, grazia ad Hulu abbiamo ottenuto una quarta stagione, che – a modesto parere di chi vi parla – conclude definitivamente la storia, e vedremo ora perché. Veronica è tornata a Neptune, sua città natale per la quale prova una sorta di amore-odio. Niente più liceo e università: lavora a tempo pieno insieme al padre Keith (Enrico Colantoni) nella Mars Investigations. Convive con Logan (Jason Dohring) – fan in visibilio –, che lavora nei Marines. Eppure, come abbiamo già detto, i guai tendono a non lasciare mai Veronica. E così la nostra eroina si trova a dover indagare su un caso molto complicato: diverse bombe esplodono a Neptune, causando morti e feriti e scuotendo tutta la città. Sono in tanti ad avere un valido movente, dati gli interessi economici sottesi, e i detective Mars faticano a giungere ad una definitiva conclusione. In tutto ciò Keith sembra avere dei gravi problemi di salute e con Logan ci sono delle tensioni. I nuovi otto episodi ci riportano alle origini: non solo troviamo tutto il cast originale, ma anche il clima è esattamente lo stesso, col mix di giallo e black humour che ci avevano conquistato anni fa. Il caso, forse, risulta un po’ troppo complesso e confuso: ad un certo punto sembra che tutti a Neptune siano sospettati, come se Veronica e Keith non sapessero in che direzione andare. È la vita privata di Veronica a suscitare maggior interesse ed emozioni. In vari modi, diretti ed indiretti, ci sono riferimenti alle stagioni precedenti, ma senza esagerare e questo è bene. Le preoccupazioni per la salute di Keith e le tensioni nella relazione con Logan sono il vero punto di attrattiva della serie e fungono da nutrimento per la fanciullina che è nella spettatrice (eh si, immagino che il pubblico sia quasi totalmente femminile, ma chi può dirlo?!). Ed è per questo che il finale risulta assolutamente scioccante. [SPOILER ALERT] Abbiamo aspettato più di dieci anni per vedere il lieto fine tra Veronica e Logan. Si sposano, finalmente. E poi? Bum. Logan è vittima dell’attentatore e salta in aria. Sembra quasi di essere tornati al Trono di Spade di una volta. Eppure il motivo c’è: il creatore Rob Thomas ha infatti rivelato che questo finale sconvolgente serve in realtà a salvaguardare la vera Veronica. A ben pensarci, infatti, Veronica dà il meglio di sé solo in situazioni di enorme pressione e difficoltà. È il conflitto che la motiva e la spinge. Una perfetta vita coniugale con l’amore della sua vita l’avrebbe snaturata in quanto personaggio. Lo so. È difficile da accettare, ma in fondo è la verità. Link alla foto: https://www.hallofseries.com/recensioni/veronica-mars-recensione-quarta-stagione/
Abbey Road una copertina tutta da spulciare
Luglio 17
Rientrato da poco da Liverpool, dove ho visitato i luoghi cult dei Beatles, mi viene naturale, approfittando che a settembre si celebrerà il cinquantennale di un'iconico album del quartetto di Liverpool, scrivere qualcosa su Abbey Road. Non voglio dilungarmi sul fatto che sia stato l'ultimo lavoro registrato dalla band, né sulla bellezza del Medley del lato B, né che secondo il produttore George Martin Abbey Road sia stato il 33 giri più tecnico dei Fab Four, ma voglio essere leggero e spulciare le curiosità legate alla copertina di questo storico vinile, di una cover famosa soprattutto per le dicerie scatenate attorno al caso del Paul is dead. Infatti fu per uno scherzo telefonico che migliaia di persone cominciarono a cercare indizi subliminali, presenti sulle varie copertine dei dischi dei Beatles e in alcune loro canzoni, le prove che avvalorassero la morte e la sostituzione di Paul McCartney.L'affare Paul is Dead incuriosì i tanti ingenui, caduti nella trappola di un buon tempone che, forse, non si aspettava nemmeno lui di suscitare un enorme clamore mediatico, né si aspettava di fare un enorme favore ai baronetti di Liverpool poiché Abbey Road risulta l'LP più venduto della loro carriera. La leggenda vuole Paul sostituito da un sosia dopo un incidente stradale tenuto segreto. Il tutto sarebbe svelato, secondo questa tesi, dallo scatto del fotografo MacMilland dove si vede il gruppo attraversare la strada sulle strisce pedonali di Abbey Road, a mo' di processione funebre. Ad aprire la processione il sacerdote John Lennon con un abito bianco, a seguire il portatore della bara Ringo Starr, ed eccoci dunque al morto Paul McCartney, scalzo e con gli occhi chiusi, con una sigaretta nella mano destra pur essendo mancino, e infine a chiudere la fila il becchino George Harrison in abiti da lavoro. E se questo non bastasse i complottisti hanno creduto di intravedere un acronimo sulla targa, "LMW28IF, del maggiolone bianco, in sosta lungo la strada: Linda McCartney piange il marito che avrebbe avuto 28 anni se non fosse morto. Ma c'è di più. Hanno trovato un altro indizio di morte su un furgone nero della polizia utilizzato per il rilevamento sui luoghi degli incidenti stradali. Lasciamo tutte queste supposizioni alla fantasia di chi vuole crederci, quello che è certo è che Paul, a 76 anni, ha pubblicato, raggiungendo il primo posto in classifica negli USA, il suo ultimo disco "Egypt Station" e continua ad esibirsi live.   La foto dell'articolo è stata presa dalla pagina ufficiale dei Beatles
"Il Re Leone": nelle sale dal 21 Agosto
Luglio 13
Nelle sale dal 21 Agosto, il classico 1994 targato Disney Il Re Leone torna in una veste completamente nuova, un film che ha fatto sussultare i cuori di milioni di persone, grandi e piccini. Ieri mattina, in occasione del Photocall e della Conferenza Stampa, nella location del The Space Cinema Moderno di Piazza della Repubblica a Roma, erano presenti due dei protagonisti che hanno dato la propria voce a questo meraviglioso lungometraggio: Marco Mengoni, recordman e star del pop Italiano, da pochissimo rientrato da Los Angeles, dove ha avuto la possibilità di partecipare alla premiere mondiale di The Lion King con l’intero cast americano e il regista Jon Favreau, e che nella versione italiana dà voce a Simba, il leone destinato ad essere un potete re; ed Elisa Toffoli che dà voce a Nala, amica coraggiosa di Simba fin da quanto era piccola. Una Elisa che già era riuscita ad incantare, non tanto tempo fa, il grande regista Tim Burton per la sua interpretazione nella versione italiana del film Dumbo. Ma nel cast italiano troveremo non soltanto Elisa e Marco Mengoni: avremo un fantastico Massimo Popolizio, che interpreterà la voce di Scar, ma anche Edoardo Leo e Stefano Fresi che si scateneranno ad interpretare le voci dei simpaticissimi Timon e Pumba. In conferenza stampa, abbiamo ascoltato un emozionatissimo Marco Mengoni, che, ancora incredulo dall’esperienza di Los Angeles (tanto che si è definito come un bambino alla vista della maestosità del parco giochi di Disneyland, confessandoci di non esserci mai stato prima), si dimostra pieno di gioia ed entusiasta del lavoro svolto e della gentilezza che la Disney ha rivolto nei suoi confronti. Elisa, invece, con la sua solita compostezza, risponde cordialmente e in modo impeccabile alle domande dei giornalisti in sala, riconoscendo però di essere anche lei visibilmente emozionata per la fantastica esperienza vissuta. Insomma, una rivisitazione in chiave tecnologia che noi tutti attendiamo con trepidazione nelle sale cinematografiche italiane e che speriamo ci lasci quella malinconia tipica delle meraviglie create dalla Disney.Foto di: Camilla Greco
The Last Czars: la storia russa invade la tv!
Luglio 10
Un tempo la storia si studiava sui libri. Ora numerosissime serie tv sono di argomento storico, al punto che tra non molto, forse, la materia si studierà a suon di episodi! Il che non sarebbe poi così male… Ad esempio, oggi potremmo andare tutti in Russia per capire come sia finita la dinastia dei Romanov, che ha governato pressoché indisturbata dal 1613 fino al 1917, quando furono deposti in seguito alla rivoluzione d’ottobre. La storia russa non gode di molta popolarità, ma a ben vedere si rivela di notevole interesse e sembra quasi possedere tutti i connotati giusti per alimentare film e serie tv davvero avvincenti. Apripista in questo senso è dunque la serie Gli ultimi zar (titolo originale: The Last Czars) distribuita da Netflix a partire dallo scorso 3 luglio. Assistiamo, dunque, agli ultimi anni della dinastia Romanov, ripercorrendo le vicende dell’ultimo zar Nicola II, della zarina Alessandra, dei loro figli – compresa la famosa Anastasia – e dell’immancabile e discutibile Rasputin. Rivelando la profonda commistione di pubblico e privato, Gli ultimi zar rivela le cause profonde della crisi ideologica e politica affrontata dalla Russia di inizio ‘900, riconducibili quasi esclusivamente alle azioni scellerate degli zar. Si tratta però di una docu-serie, in cui le scene di ricostruzione storica con attori si alternano con interviste a storici e studiosi. Una scelta alquanto singolare e che sembra dimostrare una sorta di paura da parte di Netflix, quasi a voler tentare con un prodotto di natura mista prima di cimentarsi in una vera e propria serie. Il risultato non può non risentire di queste esitazioni: i sei episodi sono sempre sul punto di catturare lo spettatore e divenire avvincenti, ma le continue interruzioni didascaliche – per quanto preparati e competenti siano gli storici interpellati – fungono da freno inibitore. La sensazione è quella di una serie tv mancata, ma si tratta comunque di un prodotto sostanzialmente piacevole da guardare. La speranza è che Netflix prenda coraggio e investa in questa direzione. Link alla foto: https://www.thereviewgeek.com/thelastczars-s1review/
Stranger Things 3: il ritorno di Dawson's Creek!
Luglio 10
Era attesissima e finalmente lo scorso 4 luglio la terza stagione di Stranger Things è sbarcata su Netflix. Ritornano, dunque, i ragazzini più furbi di Hawkins – Mike (Finn Wolfhard), Dustin (Gaten Matarazzo), Will (Noah Schnapp), Lucas (Caleb McLaughlin), Undici (Millie Bobby Brown) e Max(ine) (Sadie Sink) – insieme anche agli ormai immancabili Hopper (David Hoarbour), Joyce (Winona Ryder), Nancy (Natalia Dyer), Jonathan (Charlie Heaton) e Steve (Joe Keery). New entry la simpatica Robin, interpretata ottimamente da Maya Hawke, figli di Uma Thurman e Ethan Hawke. I nostri beniamini tornano a dover avere a che fare col sottosopra e con le orripilanti creature che da esso fuoriescono, in quanto uno degli accessi a questo mondo parallelo è stato riaperto da alcuni spregiudicati scienziati russi, segretamente stanziatisi proprio ad Hawkins. Che coincidenza! Detta così, la faccenda sembra interessante. Peccato che in realtà lo scontro con i mostri del sottosopra si caratterizzi quasi come una trama secondaria. A farla da padrone in questa terza stagione sono i sentimenti, le relazioni di amore, amicizia e parentela tra i vari personaggi, ma ad un livello che ricorda assolutamente troppo Dawson’s Creek. Lo dimostra perfettamente il povero Will, che non fa altro che sentirsi escluso dagli amici, ormai troppo impegnati a frequentare le ragazze, e – detto tra noi – imitare il caro vecchio Jon Snow del Trono di Spade ripetendo sempre le stesse due battute (“Giochiamo a D&D?” e “Lui è qui”). Il tutto, dunque, gira intorno alle relazioni degli adolescenti alla scoperta dell’amore, ma anche intorno al flirt tra Joyce e Hopper. Uccidere i mostri sembra quasi un’attività per riempire i momenti morti e le relative scene mancano di linfa vitale, apparendo come un qualcosa di già visto e soprattutto poco approfondito. Tutto ciò non vuol dire che la serie non possa piacere, anzi: il finale, ad esempio, è davvero toccante. Tuttavia si ha la sensazione di guardare una serie totalmente diversa e che la Stranger Things che conoscevamo si sia snaturata. Originale la presenza di una scena post-credit (perciò non saltate i titoli di coda!) che rende aperto il finale e prepara alla quarta stagione, che ci auguriamo possa ritrovare la propria identità. Link alla foto: https://www.wired.it/play/televisione/2019/07/09/stranger-things-3-cosa-cambiare/
Chernobyl: le serie capolavoro sul disastro nucleare
Luglio 09
26 aprile 1986. Una data che non deve essere dimenticata. Si tratta del giorno in cui il reattore Rbmk-1000 del blocco 4 della centrale elettronucleare Vladimir Il’ic Lenin di Chernobyl, in Ucraina, esplose. Il più grave incidente verificatosi in una centrale nucleare. L’esplosione del nocciolo portò alla diffusione di una nube di materiale radioattivo che raggiunge tutta l’Europa e addirittura toccò porzioni della costa orientale del Nord America. I danni furono enormi, con la contaminazione di acqua, aria, terreno e animali, la morte diretta di almeno 65 persone e un incremento esponenziale dei casi di tumori, soprattutto in bambini e minori di 18 anni. Tuttavia è probabilmente impossibile ottenere delle stime numeriche precise degli effetti negativi del disastro di Chernobyl, per la cattiva amministrazione dell’allora governo sovietico e per l’azione a lunga durata degli effetti. Numerosissime, infatti, le diagnosi di depressione, ansia e disturbo post-traumatico da stress nella popolazione locale. Ed è appunto sul lato emotivo che insiste notevolmente la miniserie Chernobyl, scritta e creata da Craig Mazin e Johan Renck. Andati in onda dal 10 giugno all’8 luglio 2019 su Sky Atlantic, i cinque episodi della serie hanno ricevuto il voto più alto di sempre sull’Internet Movie Database: con un punteggio di 9,6 la serie ha superato addirittura Breaking Bad (9.5) e Il Trono di Spade (9.4). In Russia ha ricevuto molti consensi, tra cui quello del Ministro della Cultura, Vladimir Medinsky, ma anche alcune critiche da alcuni media filo-governativi. Bisogna ammettere che la serie romanza ed esaspera alcuni aspetti: [SPOILER ALERT] ad esempio, l’esposizione alle radiazioni non provocò emorragie diffuse tali quali mostrate nella serie e non vi furono i tre volontari sacrificatisi per drenare l’acqua radioattiva nei corridoi della centrale. Dunque, più che di inesattezze storiche, si potrebbe parlare di una forzatura di alcuni elementi in chiave emotiva. La rievocazione degli eventi, infatti, non manca di precisione, non distorce la realtà dei fatti: l’esplosione è riproposta in tutta la sua veridicità e sono tanto precise quanto piacevoli e comprensibili le spiegazioni sul piano scientifico (affidate a personaggi quali il Legasov di Jared Harris e la Khomyuk di Emily Watson, che in realtà è un personaggio creato per omaggiare i tanti scienziati che collaborarono con Legasov). Ciò su cui si è calcato la mano è il post-disastro, con le misure adottate per far fronte alla tragedia. Qui, tramite il confronto tra la superficialità e negligenza dei più e la disperazione dei pochi consci del disastro appena avvenuto, si insiste molto sulle responsabilità che l’egoismo e la spregiudicatezza umana comportano. Tutto ciò risulta evidente sul piano tecnico soprattutto tramite una fotografia da premio Oscar, con l’insistenza sui volti delle persone spaventate e dei malati in ospedale, sulla desolazione della città di Pryp’jat evacuata, e così via, con una luce fredda e grigia in cui il calore non riesce a tornare. Ottima anche l’interpretazione di tutto il cast, dai già citati Harris e Watson, passando per il grande Stellan Skarsgard (nel ruolo del burocrate Shcherbina) fino ai ruoli minori. In conclusione si tratta di un prodotto televisivo stupefacente, con una missione importantissima. Dovrebbe essere guardato obbligatoriamente per legge. Link alle foto: https://www.individualistaferoce.it/2019/06/14/chernobyl-e-lincalcolabile-prezzo-delle-menzogne/ https://www.ilsole24ore.com/art/chernobyl-serie-tv-tutto-quello-che-e-vero-e-verificato-ACItNsW https://www.comingsoon.it/serietv/news/chernobyl-non-piace-alla-russia-che-prepara-una-sua-contro-serie/n91068/
AltaRoma Luglio 2019: passerelle alla ribalta
Luglio 08
Siamo arrivati al giro di boa finale di questa edizione estiva di Altaroma, celebrazione ormai nota della moda romana. Nelle ultime due giornate molti sono stati gli stilisti che hanno fatto sfilare le loro collezioni nella location di Pratibus District, partendo proprio dai finalisti di Who Is On Next?, progetto ormai arrivato alla sua quindicesima edizione, e che anche quest’anno afferma il suo ruolo di scouting project volto a promuovere nuovi talenti. AltaRoma, in collaborazione con Vogue Italia, ha decretato un vincitore per il premio FRANCA SOZZANI: a trionfare, il giovane Federico Cina, che grazie al suo istrionico contrasto di tessuti e stampe ha fatto votare in unanimità l’intera giuria presente. La giornata procede con la sfilata di Italo Marseglia, una collezione di una purezza quasi celestiale: abiti bianchi declinati in tutte le sfumature con contorni in pizzo, anch’esso bianco, che danno quel tocco di eleganza che non guasta mai. Insomma, un mix perfetto e in completa sintonia con il contesto. A seguire la sfilata della collezione di Paola Emilia Monachesi, che dopo aver lasciato AU197SM ha creato Pryvice Fashion, un brand tutto suo che con geometrie, decoupage e zip hi-tech ha fatto impazzire tutti gli ospiti. A quanto si dice la Monachesi non utilizza alcun cartamodello, tutto sarebbe realizzato a manichino e poi scannerizzato per ottenere modelli ancora più personalizzati. D’altronde l’arte del customize ormai ha preso piede anche qui in Italia e non si può certo dire che la riuscita non sia più che buona! Infine, la passerella di ROME IS MY RUNWAY #1, una nuova iniziativa promossa appositamente per questa edizione estiva della Settimana della Moda di Roma, che pone sotto i riflettori i brand locali con sfilate collettive di designer provenienti dalla regione Lazio. Beh, una ventata di aria fresca per le vecchie generazioni e uno sguardo al futuro per tutte quelle che verranno.     Le foto sono state scattate dall'autrice dell'articolo.
Roma Fashion Week: AltaRoma Luglio 2019
Luglio 06
Il 4 Luglio scorso si è dato il via alla Fashion Week Romana targata AltaRoma. Non solo una Fashion Week che mette in luce i migliori talenti italiani emergenti della città eterna, ma una vera e propria manifestazione che riempie di creatività il cuore pulsante della capitale. Anche per questa edizione, come per la precedente di Gennaio, è stata scelta come location per l’evento il Pratibus District di Viale Angelico. Il primo giorno di sfilate viene interamente dedicato alle Accademie di Belle Arti: da quella di Frosinone a quella di Napoli e del Lusso di Milano, per poi arrivare alla capitolina Accademia di Belle Arti di Roma. Una prima giornata PER i giovani e che ai giovani è completamente ispirata. Lunghi maglioni oversize ne fanno da padrone, azzardando molto su colori, patchwork e texture. Una passerella, in particolare, ha catturato però l’attenzione di tutti. Una copertina per questo articolo non lasciata puramente al caso: sto parlando della collezione dedicata alla “diversità” messa in scena da una delle Accademie in calendario e che ha portato a sfilare persone con problematiche fisiche di ogni genere: dal ragazzo senza una gamba, ad una coppia di bambine albine. Un messaggio molto forte e di impatto che non è riuscito a passare inosservato. Una diversità che ci vuole far intendere come tutti in realtà siamo così uguali di fronte alle sfide che la vita ci riserva. Passiamo ora alla seconda giornata di ieri, dove due ragazzi, Dassù e Pasquale Amoroso, talenti scoperti grazie alla scorsa edizione di Showcase, erano in programma con la loro collezione P/E 2020 “I Am Whast I Am”, completamente ispirata alla cultura punk con abiti in nylon fluo e vernice. Insomma, una scarica di adrenalina non indifferente. Non poteva poi di certo mancare l’Atelier Persechino, che con una sfilata di una raffinatezza più unica che rara, ha lasciato gli ospiti a bocca aperta. Abiti che vanno dal bianco, al viola, creano quel distacco che mai disturba e rendono, anzi, l’abito ancora più aggraziato. D’altronde non ci meravigliamo: il marchio firmato da Sabrina Persechino risulta sempre essere all’altezza di ogni passerella!
Il Satyricon del Pompeii Theatrum Mundi
Luglio 06
“E senti, che ti volevo dire?” C’è sempre qualcosa che bisogna dire. Qualcosa che bisogna fare. Qualcosa che bisogna dimostrare. Oggi non sappiamo più sopportare la noia, l’attesa. Siamo in un’epoca di sfrenata irrequietezza, in cui la maggior paura è l’immobilismo. Ed ecco allora il disperato bisogno di uscire tutte le sere, di andare alle feste migliori, alle serate più inn. Un male dei nostri giorni, potremmo dire. Eppure non siamo i primi. Anche Encolpio, Ascilto e Gitone, pur di non stare a casa senza far nulla, si costringono ad andare ad una festa. Stiamo parlando del Satyricon, l’opera dell’autore latino Petronio, che torna a vivere dal 4 al 6 luglio nello spettacolare Teatro Grande di Pompei nella terza rassegna drammaturgica nata dalla collaborazione del Teatro Stabile di Napoli Teatro Nazionale e del Parco Archeologico di Pompei. Il Satyricon, dicevamo, è portato in scena dal regista Andrea De Rosa per rappresentare quella decadenza che Petronio vedeva nella romanità della sua epoca e che possiamo noi vedere nella società attuale. Come afferma Francesco Piccolo, riscrittore dell’opera, “la cena di Trimalcione sarà come è o come dovrebbe essere la vita (mondana e non): stanca, ripetitiva, piena di luoghi comuni e di rapporti superficiali o ipocriti”. Tutto ciò si impone agli occhi ad una festa, ovvero “il rito collettivo che ci rende tutti uguali, il momento in cui siamo una vera comunità; e, contemporaneamente, il più grande spreco di tempo della nostra vita, seducente e superficiale, vuoto e irrinunciabile. Ciò che impesta e che ammorbidisce lo slancio vitale.” Ed ecco dunque che lo spettacolo è tutto ambientato durante una festa, in cui i vari personaggi/invitati esprimono la vuotezza dei loro pensieri in un fiume di parole stantie, trite e ritrite, ma che si sono imposte come stereotipo collettivo. E più si parla, più le parole perdono di significato e profondità, ma c’è un’irrequietezza di fondo che spinge a parlare ancora e ancora e ancora. Irrequietezza che si manifesta anche a sul piano fisico, con i personaggi che si muovono incessantemente sulla scena, ballano, camminano, si alzano e siedono e rialzano. Tra i vari ospiti spicca Fortunata, la moglie di Trimalcione. Lei non dialoga con gli altri personaggi, lei li racchiude tutti in se stessa. Per questo i suoi discorsi sono il non plus ultra del perbenismo, del vuoto e dello stereotipo: è ovviamente vegana, critica le multinazionali, si cruccia dei bambini malati, si duole dello spreco alimentare. Eppure non fa che starsene sdraiata ad una festa.A distinguersi è, invece, Trimalcione, l’ospite della festa, che, nella sua rozzezza, esprime pensieri sinceri al punto da risultare comici (critica i finti intellettuali, i finti comunisti, afferma onestamente che a lui interessano “li sordi”, nota le “fregnacce” che gli altri continuano a ripetere e ripetersi), ma che almeno dimostrano una certa consistenza. Uno spettacolo dunque notevolmente interessante, con una scenografia d’impatto (un pavimento e un muro d’oro su cui spicca un water su piedistallo come fosse un trono) e un’eccellente interpretazione di tutti gli attori. Unico neo è forse la durata che risulta eccessiva per una pura rappresentazione quasi fotografica della società odierna e che risente della mancanza di una vera e propria trama, con sviluppi ed evoluzioni di una vicenda. Anche il finale, con l’affermazione speranzosa “si può cambiare”, risulta forse un po’ troppo sbrigativo.Link all'immagine di copertina: https://www.napolitoday.it/cultura/pompeii-theatrum-mundi-giugno-2019.htmlFoto di: Annachiara Giordano
Shaft: la simpatica parodia di se stesso
Luglio 02
- Non puoi picchiare una donna! - Perché? - Ti direbbero che sei misogino. - Tu sei misogino, i miei calci sono uguali per tutti! Ecco Shaft, John Shaft, protagonista dell’omonimo e irriverente film disponibile su Netflix dallo scorso 28 giugno (e nei cinema americani dal 14 giugno). A ben vedere, si tratta di un reboot che segue i quattro precedenti film (rispettivamente del 1971, ’72, ’73 e 2000) e la serie tv (7 episodi andati in onda tra il 1973 e il ‘74) dedicati al detective afroamericano di Harlem. La storia, ovviamente e fortunatamente, è andata avanti e il nuovo film non ripercorre dal principio le vicende di Shaft, anzi. Questo film è vivificato e reso attuale dalla presenza del figlio di Shaft, John Shaft Junior (Jessie Usher), che deve indagare sulla misteriosa morte del suo migliore amico e ricorre alle indiscutibili abilità del bizzarro padre, riavvicinandosi a lui dopo un ventennio di lontananza. Lo Shaft attuale è interpretato, con prevedibile ma graditissima maestria, da Samuel L. Jackson così come quello del film del 2000. In precedenza il ruolo era di Richard Roundtree, che nella nuova versione interpreta la parte del padre di Shaft, nonostante nel 2000 fosse apparso come zio dello stesso. Non solo, i cambiamenti sono notevoli anche a livello di impostazione di trama: le pellicole degli anni ’70 si inscrivono nel filone dei film sulla blaxploitation (da black, nero, + exploitation, schiavitù) e, nonostante il notevole successo, furono aspramente criticati per gli stereotipi di cui erano intrisi (ambientati sempre nei ghetti o nelle piantagioni del sud, con gli afroamericani sempre invischiati in loschi affari). In questo clima, Shaft era impegnato a sgominare giri di droga, prostituzione, ecc., malvisto sia dalla polizia che dai criminali di Harlem. La serie tv vede invece Shaft quasi come collaboratore esterno della polizia. In questa nuova pellicola a farla da padrone è l’ironia, ma soprattutto l’autoironia: lo Shaft di Samuel L. Jackson appare infatti come una macchietta di se stesso; l’esasperazione – ben calibrata e studiata, ovviamente – di certi atteggiamenti un po’ “vecchia scuola” rivela la parodia in atto e conquista lo spettatore. Indispensabile appare dunque il talento di Samuel L. Jackson, che riesce anche a condurre come un maestro di ballo tutti gli altri interpreti in modo da ottenere un ottimo risultato. Link alla foto: https://nerdmovieproductions.it/2019/02/05/shaft-ecco-il-primo-poster-domani-il-trailer/

Catch-22: il paradosso della guerra!

Venerdì, 24 Maggio 2019 10:50 Pubblicato in Serie Tv

Gomorra 4: finale shock!

Sabato, 04 Maggio 2019 08:12 Pubblicato in Serie Tv

IL CEPPO DI SANT'ANTONIO: TRA FOLCLORE ED ILLEGALITÀ

Venerdì, 18 Gennaio 2019 08:11 Pubblicato in Agorà

Das Boot - Debutto evento per la serie di Sky

Domenica, 06 Gennaio 2019 09:50 Pubblicato in Serie Tv

Terrosismo e intrighi governativi: Bodyguard!

Lunedì, 29 Ottobre 2018 10:23 Pubblicato in Serie Tv

Montacchi e Copulati a Roma!

Mercoledì, 03 Ottobre 2018 14:34 Pubblicato in Serie Tv

Avengers: Infinity War - Diario a caldo di una sopravvissuta

Mercoledì, 25 Aprile 2018 21:02 Pubblicato in Cinema

"Quarry": acqua, sangue e piombo

Giovedì, 13 Aprile 2017 08:51 Pubblicato in Serie Tv

The Expanse, la serie consigliata da George R. R. Martin

Sabato, 17 Dicembre 2016 16:02 Pubblicato in Serie Tv

Benedict Cumberbatch racconta la Napoli del 1944

Mercoledì, 19 Ottobre 2016 12:24 Pubblicato in Cinema
Pagina 1 di 5

Progetti & Territorio

Agorà

Palcoscenico

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.