Gloria e declino di Peter Frampton

Ciclicamente, riviste musicali specializzate stilano classifiche sui migliori musicisti, sui miglior...

PASSAPORTO VACCINALE: SI POTRÀ VIAGGIARE IN SICUREZZA ?

Ormai è più di un anno che le nostre vite sono state stravolte dall’arrivo del Covid-19 e questo per...

Planet manga annuncia i nuovi titoli in uscita la prossima estate

Nei giorni scorsi sul profilo Instagram di Planet Manga sono state pubblicate delle immagi...

Dedicato ai papà: father and son

In Italia il 19 marzo è la giornata dedicata ai papà e, in questa sezione di MyGeneration, abbiamo p...

Neom:la prima Mega Città completamente High Tech ed eco-sostenibile

Mohammed Bin Salman, erede dell’attuale re Saudita Salman, ha rivelato il suo ambizioso progetto di ...

Demon Slayer: il caso degli orecchini di Tanjirou in Corea del Sud

Demon Slayer, la fortunata serie manga, sta facendo molto discutere. Da qualche settimana sia la ser...

Ultimi Articoli

Previous Next
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
Gloria e declino di Peter Frampton
Aprile 05
Ciclicamente, riviste musicali specializzate stilano classifiche sui migliori musicisti, sui migliori testi, migliori musiche e tanto altro ancora, ma non indicano mai quali sono stati i criteri di valutazione. In questo modo si scatenano dentro e fuori il web infinite polemiche. Noi di MyGeneration non diamo adito a malumori perché non facciamo classifiche, ma preferiamo presentare, ogni mese, un cantante sconosciuto soprattutto alle nuove generazioni affinché possano apprezzare, oltre al rap/trap, altri generi musicali.   Il mese di aprile è dedicato ad uno dei migliori chitarristi di sempre: Peter Frampton. Peter Frampton, classe 1950, iniziò ad interessarsi alla musica sin da giovanissimo e il suo talento gli consentì di inserirsi facilmente in varie band locali di Beckenham, sua città natale. Divenne noto nell’ambiente discografico a 16 anni, quando si unì al gruppo britannico dei The Herd, gruppo che non riuscì mai ad imporsi sul mercato e per di più gli venne cancellato il contratto con l’etichetta Parlophone.   Con l’amico Steve Marriott, ex cantante degli Small Faces, Frampton si gettò in una nuova avventura che portò alla nascita degli Humble Pie che includeva anche la presenza di del bassista Greg Ridley e del batterista Jerry Shirley. Ma anche questa avventura durò poco perché le sonorità della band si spostarono fortemente verso l’heavy metal, genere musicale che a lui non piaceva perché ben poco si confaceva al suo modo di intendere la musica.   Decise quindi di lanciarsi in una carriera solista che finalmente, a metà degli anni ‘70, gli diede ricche soddisfazioni, prima con i singoli Baby I love Your Way, Show Me The Way e Do You Feel Like We Do e poi con l’album dal vivo “Frampton Comes Alive!” che lo consacrò definitivamente nell’olimpo del rock, con 8 milioni di copie vendute solo negli USA. Purtroppo il culmine della sua carriera segnò anche il suo declino, poiché dopo questo enorme successo, negli anni a venire i suoi nuovi album non riuscirono mai ad eguagliare il successo del passato.   link all'immagine: https://www.facebook.com/7172686185/photos/pb.100044337700723.-2207520000../10157814138776186/?type=3
PASSAPORTO VACCINALE: SI POTRÀ VIAGGIARE IN SICUREZZA ?
Aprile 01
Ormai è più di un anno che le nostre vite sono state stravolte dall’arrivo del Covid-19 e questo periodo non sembra volersi arrestare. La strada da percorrere per tornare alle nostre vite tradizionali è ancora lunga ma, intanto, è necessario imparare a convivere con questa nuova realtà. La pandemia ci ha sottratto diversi piaceri tra cui quello di poter viaggiare liberamente. Infatti, il settore turistico è uno di quelli che ne sta risentendo di più.   Proprio per questo motivo, si sta pensando alla possibilità di creare un passaporto vaccinale europeo, al fine di consentire gli spostamenti tra i paesi. La commissione europea come monito per incentivare la popolazione a vaccinarsi e per aiutare il settore del turismo ha proposto la creazione del Digital Green Certificate che ci permetterà di tornare a viaggiare. Questo servirà a facilitare gli spostamenti dei cittadini europei in vista dell’estate 2021, permettendo alle persone di salire in aereo, partecipare a eventi di massa o entrare in luoghi pubblici. La commissione spera che il Digital green pass possa entrare in vigore dal 15 giugno; questo sarà disponibile in forma cartacea o digitale, nella lingua ufficiale di ogni stato. Il pass comprenderà una firma digitale per proteggerlo della falsificazione, i dati personali e sanitari dell’individuo e un QR code che dimostrerà l’autenticità e la validità del passaporto; sarà disponibile gratuitamente anche tramite app. Per non causare discriminazioni e ribellioni, questo non sarà considerato come un vero e proprio passaporto. Il documento vaccinale servirà solo a segnalare l’avvenuta immunizzazione tramite vaccino, l’esito negativo ad un tampone o la dimostrazione tramite test sierologico della presenza di anticorpi in coloro che hanno già contratto il virus. Il pass sarà valido in tutti gli Stati membri dell’unione europea ma anche in Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein. Non sarà obbligatorio per spostarsi in Europa anche se l’idea è quella di rendere più agevoli i viaggi, evitando le quarantene previste nei diversi paesi. Si è proposto, anche in Italia, l’utilizzo volontario di apposite app per attestare l’avvenuta vaccinazione. Tuttavia, la maggior parte della popolazione si oppone a quest’idea, sentendo violata la propria privacy e la propria libertà decisionale.   La proposta del passaporto vaccinale presenta ovviamente vantaggi e svantaggi. Da un lato, il pass potrebbe garantire una maggiore sicurezza all’interno degli edifici pubblici e una diminuzione di diffusione del virus tra i vari paesi. Dall'altro, questa scelta condizionerebbe indirettamente la popolazione ad effettuare un vaccino per poter circolare senza impedimenti.   L’argomento sarà ancora oggetto di discussione ma sarà soprattutto l’andamento della campagna vaccinale, fino al periodo estivo, che determinerà l’attuazione di questa proposta.     link all'immagine: https://www.laquilablog.it/wp-content/uploads/2020/12/passaporto_sanitario_coronavirus_web_2020-750x375.jpg
Planet manga annuncia i nuovi titoli in uscita la prossima estate
Marzo 25
Nei giorni scorsi sul profilo Instagram di Planet Manga sono state pubblicate delle immagini apparentemente senza senso. La celebre casa editrice ha deciso di annunciare le future pubblicazioni tramite dei post criptici spiazzando tutti i propri followers.   “Dall’ufficio ci hanno detto di preparare quattro post per degli annunci che ancora non sapete prima che ci vengano spoilerati dal sito, però è un casino trovare idee nuove e tanto prima o poi lo scoprirete lo stesso quindi forse chiudiamo tutto e ciao ci vediamo a Natale. Che poi magari non è vero niente e questo è un indizio e noi vi stiamo facendo davvero un annuncio. Chissà non lo saprete mai.”   Tralasciando una comunicazione che denota non pochi problemi, alcuni riferimenti erano decisamente facili da comprendere e altri un po’ meno.   Blue Lock è un manga shonen in corso dal primo agosto 2018 su Weekly Shonen Magazine, scritto da Kaneshiro Muneyuki (As Gods Will, Jagaaaaaaan) e disegnato da Yusuke Nomura (Dolly Kill Kill). Un manga antisportivo che arriverà nelle fumetterie e librerie a luglio.   City Hunter XYZ, nuova edizione della celebre opera di Tsukasa Hojo in 12 volumi, che ha avuto numerose trasposizioni, serie animate, OAV e special. Sarà disponibile a partire da luglio in tutte le fumetterie e librerie.   Alice in Wonderland di Jun Abe è il terzo annuncio. Adattamento manga del capolavoiro indiscusso di Tim Burton, avrà uno speciale cofanetto di due volumi che vedrà la luce sempre a luglio.   Toilet Stories di Asami Hyogetsu è il quarto ed ultimo annuncio. Si tratta di una raccolta di brevi storie che hanno la durata di una “seduta meditativa”. Sarà pubblicato in Italia da settembre.       Link alle immagini: https://www.tomshw.it/culturapop/lucca-changes-tutti-gli-annunci-planet-manga/  -  https://anime.everyeye.it/notizie/panini-comics-annuncia-ufficialmente-blue-lock-calcio-spietato-arriva-italia-507148.html  -  https://www.meganerd.it/city-hunter-planet-manga-annuncia-il-ritorno-di-ryo-saeba/  -  https://www.akibagamers.it/24-03-2021/alice-in-wonderland-arrivera-a-luglio-grazie-a-planet-manga/  -  https://anime.everyeye.it/notizie/planet-manga-annunci-marzo-concludono-ultima-sorpresa-toilet-stories-507236.html
Dedicato ai papà: father and son
Marzo 22
In Italia il 19 marzo è la giornata dedicata ai papà e, in questa sezione di MyGeneration, abbiamo pensato di regalare simbolicamente a tutti i padri, tra le varie canzoni a loro dedicate, "Father and son" di Cat Stevens, proprio perché, anche se scritta più di cinquanta anni fa, può essere di aiuto a quei padri che non riescono a capire quando bisogna fare un passo indietro per il bene dei loro figli. "Father and son" è la conversazione tra due generazioni che non riescono a trovare un punto di incontro: da un lato c'è l'esperienza che invita a prendersi il proprio tempo, ad essere più rispettoso verso gli altri, dall'altro c'è voglia di libertà di chi vuole lasciare il nido sicuro per fare le proprie scelte. Certo, a differenza del passato, oggi i genitori sono sempre più permissivi e accondiscendenti nei confronti dei figli, tuttavia i contrasti e le incomprensioni non mancano mai poiché il contrasto tra "presente-passato", il mantra di "ai miei tempi", recitato dai genitori, forse per lo spirito di contraddizione giovanile, risulta inutile. I giovani vogliono fare esperienza da soli, caso mai fare errori, cadere e poi riuscire a rialzarsi. E questo concetto, che spesso nella canzone si ripete, tutt'ora è valido: "Now there's a way/ And I know that I have to go away/ I know I have to go."   Il brano "Father and son" fu pensato per un musical chiamato "Revolussia" ambientato durante la rivoluzione russa. Doveva parlare di un ragazzo che voleva unirsi ai moti rivoluzionari nonostante il parere contrario del padre. Il progetto fallì, ma la canzone fu riadattata e pubblicata ugualmente e nel corso del tempo è diventata un evergreen. Recentemente con la ripubblicazione dell'album rimasterizzato "Tea for the Tillerman" è stata presentata una versione in cui Yusuf (l'attuale nome del cantante) duetta con l'allor giovane Cat Stevens. Questa nuova uscita è accompagnato da uno straordinario video animato del regista Chris Hopewell che incorporiamo nell'articolo.   link alla foto di copertina: https://pixabay.com/it/photos/silhouette-padre-e-figlio-tramonto-1082129/      
Neom:la prima Mega Città completamente High Tech ed eco-sostenibile
Marzo 19
Mohammed Bin Salman, erede dell’attuale re Saudita Salman, ha rivelato il suo ambizioso progetto di costruire una città del tutto eco-sostenibile. Il complesso urbanistico sarà denominato The Line e attraverserà la città futuristica di Neom, nella parte settentrionale dell'Arabia Saudita. Costruita in un’area 33 volte più grande di New York, la città si svilupperà su una linea lunga circa 170 km, che partirà dalla provincia di Tabuk e continuerà per tutta la lunghezza delle coste del Mar Rosso. The Line sarà un insieme di comunità disposte in forma lineare; sarà anche la prima località al mondo completamente High Tech e il suo costo è stato quantificato in 500 miliardi di dollari. Il principale obiettivo di Salman è apportare modifiche all’economia del paese che dipende soprattutto dall'esportazione di petrolio e che, invece, necessiterebbe di investimenti su nuove fonti di entrata.  Neom si baserà su nove settori economici per l’innovazione: energia rinnovabile, settore idrico, filiera alimentare, mobilità, biotecnologie, produzione avanzata, social media, intrattenimento, scienze tecnologiche e digitali. La città, inoltre, si concentrerà sullo sviluppo di sei concetti futuristici principali: la priorità per la qualità della vita degli abitanti, i trasporti sostenibili di nuova generazione, i servizi automatizzati, la digitalizzazione, la sostenibilità, l’innovazione edilizia. La mega città, dunque, sarà alimentata interamente da fonti rinnovabili, infatti, l’uso di macchine convenzionali sarà proibito e tutte le compagnie dovranno adottare una condotta aziendale puramente eco-sostenibile e con zero emissioni di C02. Sarà proposta una smart mobility basata su trasporti a tecnologia driverless (a guida autonoma), non ci sarà la presenza di traffico e si favorirà la pedonalità nel rispetto dell’ambiente. Nella nuova città sarà garantita la sicurezza attraverso un sistema basato sul riconoscimento facciale e sull’intelligenza artificiale.  Il principe Salman è convinto che Neom possa diventare una città di riferimento per lo sviluppo tecnologico e sostenibile mondiale. La mega-città avrà le proprie tasse e le proprie leggi, dalle quali si potrà innescare una rapida crescita socio-economica, capace di attrarre investimenti esterni. Secondo il governo Saudita, infatti, la realizzazione del progetto creerà 380.000 posti di lavoro, con un contributo al PIL nazionale di circa 48 miliardi di dollari. L’inizio della costruzione di Neom è programmato per questo primo semestre del 2021 e il completamento della prima fase è previsto per la fine del 2025. Si ipotizza che, entro il 2030, la nuova città diventerà la residenza di un milione di abitanti. Ci sono molti dubbi sulla realizzazione di un progetto così articolato ma, in attesa della sua attuazione, si spera che in futuro il Neom project possa creare un importante precedente storico per lo sviluppo dell'eco-sostenibilità Link immagine  https://i.postimg.cc/CxLkP5dg/arabia-saudita-the-line-neom-citta-futuro-video.jpg      
Demon Slayer: il caso degli orecchini di Tanjirou in Corea del Sud
Marzo 18
Demon Slayer, la fortunata serie manga, sta facendo molto discutere. Da qualche settimana sia la serie, entrata a far parte del catalogo di Netflix, che il film, sono sbarcati in Corea del Sud e dal primo istante c’è stata una gogna mediatica da parte di alcuni gruppi di nazionalisti coreani. Nello specifico ad essere presi di mira sono stati gli orecchini di Tanjiro, che secondo la loro opinione, il loro motivo ricorda troppo la bandiera del Giappone, innescando i ricordi degli anni bui dell'imperialismo giapponese del secolo scorso.   Il dibattito si è acceso ancora di più dopo il milione di biglietti venduti in soli sette giorni dall'uscita del film, costringendo sia Netflix che l’industria cinematografica a fare una revisione dei contenuti audiovisivi. Per porre fine alle polemiche e accontentare tutti, o in buona parte, si è deciso di modificare il design degli orecchini di Tanjirou Kamado, ma solo per la Corea del Sud. Netflix Corea ha apportato per ultima questi cambiamenti, che in realtà erano stati apportati anche al film in Cina più o meno per gli stessi motivi, dopo che la questione aveva toni troppo accesi sui social. Comunque pare che la maggior parte dei sudcoreani non condivida tutta questa idee, dato che il film, uscito nelle sale di Seoul il 27 gennaio, ha incassato ad oggi più di nove milioni di dollari. Link alle immagini: https://www.vvvvid.it/show/869/demon-slayer&r  -  https://anime.everyeye.it/notizie/demon-slayer-indignazione-social-orecchini-tanjiro-sono-offensivi-398415.html  - 
The Investigation: da una storia vera, un giallo danese
Marzo 16
Ha debuttato ieri su Sky Atlantic (canale 110) e NOW TV la serie tratta da una storia vera The Investigation. Si tratta della ricostruzione del cosiddetto “giallo del sottomarino”, una vicenda realmente accaduta in Danimarca nell'agosto 2017: la giornalista svedese freelance Kim Wall scompare durante un viaggio in compagnia dell'inventore Peter Madsen sul suo sommergibile; il corpo della donna viene ritrovato, smembrato, in mare. L'uomo è accusato di omicidio e condannato all'ergastolo.   Questa la vicenda, in sintesi. Tuttavia ci sono molti elementi di mistero, a partire dalle motivazioni che hanno spinto Madsen a compiere l'omicidio e alle dinamiche dello stesso.Da qui l'idea di realizzare una miniserie – sono in tutto sei episodi – che nella sua costruzione rivela esattamente le ambiguità della storia.   Prodotta da Miso Film (Fremantle) e diretta da Tobias Lindholm, la serie danese si concentra esclusivamente sulle indagini svolte dalla polizia, in collaborazione con la Marina e con vari operatori di giustizia. Non compaiono mai né la vittima né il suo assassino. Vengono solo nominati, evocati, in modo anche ossessivo, sottolineando costantemente la loro presenza/assenza. Ciò che lo spettatore vede è il meccanismo che sta dietro ad un indagine, in modo puro e diretto. Non ci sono la frenesia e le esagerazioni tipiche di molti polizieschi.   Si tratta di un prodotto, dunque, innovativo ed originale, con ottime location e una stupefacente fotografia che riesce a far calare lo spettatore nei luoghi e nella vicenda in un attimo.Tuttavia, almeno per noi spettatori italiani, potrebbe risultare un po' algida. L'interpretazione del cast non riesce a coinvolgere e a suscitare particolare interesse: sembra, in certi momenti, di vedere un lungo e lento telegiornale, di quelli asettici.Solo in parte la recitazione del protagonista, Soren Mallen, che interpreta il capo della Omicidi Jens Moller, e del pubblico ministero interpretato da Pilou Asbaek (che molti conoscono come il cattivo zio Euron Greyjoy del Trono di Spade) compensano questa freddezza generale.   La sinossi dello show parla di una storia che consiste in una lotta per la giustizia. Speriamo di vedere un po' più di concitazione ed emozioni nei prossimi episodi.         Link alla foto: https://www.cinematographe.it/recensioni-serie/the-investigation-recensione-della-serie-tv-in-onda-su-sky-atlantic/
Il teatro San Carlo Online
Marzo 14
L’anno 2020 è stato molto duro e quello corrente non sembra essere poi così diverso. Per evitare assembramenti, molte attività culturali, quali cinema e teatri, sono stati chiusi a singhiozzo e durante le rare aperture non hanno avuto le sale piene. Molti films nuovi sono stati trasmessi dalle varie piattaforme di streaming, così anche molti teatri hanno usufruito del web per continuare ad avere un rapporto con il pubblico in attesa di un ritorno alla normalità.   A Napoli, uno dei teatri più belli e più antichi al mondo, Il San Carlo, si è appoggiato al sito Mymovies per aprirsi almondo, con la volontà di non fermarsi, ma fare compagnia con i suoi spettacoli e con gli appuntamenti sulle pagine social (Twitter, Facebook, Instagram) dove si potrà conoscere il palinsesto e tanto altro ancora. Addirittura sul suo canale YouTube sono disponibili selezioni di opere, nell’ottica di una sempre maggiore diffusione della musica classica e del balletto in tutte le fasce della popolazione.   Questo mese sono previsti 3 appuntamenti: dal 12 Marzo fino al 31 dello stesso mese si potrà assistere al concerto sinfonico diretto dal Maestro d’Orchestra, Juraj Valčuha, la “Pulcinella” di Igor Stravinskij, e la sinfonia n. 4 “L’inestinguibile”. Per gli amanti dell’opera lirica, segniamo che Il 19 marzo, sulla stessa piattaforma ci sarà “Il turco in Italia”, di Giacomo Rossini, diretto da Carlo Montanaro, mentre la musica sinfonica, con i quartetti di Shostakovich e di Van Beethoven chiuderà gli eventi del mese.   I biglietti possono essere acquistati sulla pagina OnDemand di MyMovies che permetterà di visionare uno di questi spettacoli illimitatamente per sette giorni al prezzo di 2,29 Euro, o di scegliere un abbonamento per tutti e tre al costo di 4.99 Euro.   Una bella iniziativa per tutti gli appassionati del genere, purtroppo c’è una buona fetta di utenti che non è pratica di internet, che non è in grado di effettuare un pagamento elettronico e che non ha una connessione veloce. Preghiamo i più nerd della famiglia di aiutare i loro congiunti meno esperti.   foto presa da:   https://unsplash.com/photos/_r0fD1pDQ38?utm_source=unsplash&utm_medium=referral&utm_content=creditShareLink
Il crossover tra Sandman e Locke & key è reltà!
Marzo 11
Negli Stati Uniti il 14 aprile farà il suo debutto il primo numero di Locke & Key/The Sandman Universe: Hell & Gone, figlio della collaborazione tra la IDW Publishing e la DC Comics. Si tratta di una miniserie a fumetti in cui ci sarà l’incontro fra l’universo narrativo creato da Neil Gaiman per la Vertigo e il mondo di Locke & Key.   Gli autori della serie saranno gli stessi di Locke & Key, lo scrittore Joe Hill, figlio del celebre scrittore Stephen King, e il disegnatore Gabriel Rodriguez. La storia ha per protagonista Mary Locke, sorella di John “Jack” Locke, che nonostante sia morto da un decennio, ha sempre spedito lettere a casa dall’Inferno. Mary, per amore di suo fratello, ha come unico scopo quello di salvare la sua anima e sarà disposta a tutto.   Sandman fu pubblicata sotto l’etichetta Vertigo della DC Comics tra il 1989 ed il 1996 e conta circa 75 numeri. Uno dei suoi protagonisti è Sogno, una delle sette entità note come Eterni. Conosciuto anche come Sandman (o Morfeo) e controlla il mondo dei sogni. In Italia è stata raccolta da Panini Comics in un cofanetto di 14 volumi e sta per diventare una serie tv prodotta da Netflix.     Locke & Key, pubblicato negli Stati Uniti da IDW Publishing e in Italia da Magic Press, racconta la storia di alcune chiavi magiche che permettono di sviluppare capacità non comuni tra gli esseri umani, come aggiustare oggetti rotti, cambiare il proprio sesso o trasformarsi in ectoplasma e nel 2020 ne è stata creata una serie tv da Netflix.       Link alle immagini:  https://www.comixisland.it/2020-10-hell-gone-il-crossover-tra-locke-key-e-sandman/   - https://www.nerdevil.it/2020/02/22/locke-and-key-sandman-crossover-annuncio/
Affrontare il Covid: due libri sulla scia del Decameron
Marzo 09
Era esattamente un anno fa. Il 9 marzo 2020 iniziava il lockdown, la quarantena. Un anno fa iniziavamo a scoprire i DPCM, le mascherine, i gel igienizzanti per le mani, lo smartworking, il distanziamento sociale, l'esistenza dei virologi. Abbiamo scoperto tante cose brutte, la malattia, la sofferenza, la solitudine, il licenziamento. Eppure, come in tutte le cose della vita, forse qualche lato positivo c'è stato. C'è chi ha riscoperto gli affetti familiari, chi ha ridato valore a certe relazioni, chi ha dato nuovo slancio alla propria autostima, chi ha studiato, chi ha scoperto la serenità nel rallentare i ritmi frenetici della propria vita.   La pandemia da Covid-19 ci ha sorpresi e sconvolti, ha scombussolato le nostre vite. Eppure non avrebbe dovuto. Non perché non sia un evento spartiacque, ma perché c'era qualcuno che ci aveva già spiegato che, nonostante tutto il male, c'è sempre la possibilità di tornare alla serenità. Si tratta di Giovanni Boccaccio, col suo famosissimo capolavoro, il Decameron.   Ed è proprio alla lezione del fan numero uno di Dante che sono ispirati due libri, la cui lettura può forse aiutarci ad affrontare meglio la pandemia, fosse anche solo per la sensazione di essere capiti, di vivere una situazione comune anche ad altri. I due libri si intitolano Decameron Project e Nuovo Decameron.     Decameron Project, pubblicato in Italia da NNEditore il 28 gennaio 2021, è una raccolta di racconti che hanno visto la luce prima sul New York Times Magazine. La rivista ha chiesto a ventinove scrittori internazionali di produrre dei racconti che raccontassero questi tempi difficili. Sono storie brevi, ma molto intense. Non si parla della pandemia, ma della vita ai tempi della pandemia. Sono storie di sensazioni, emozioni, frustrazioni, solitudini, amori, affetti, speranze. La particolarità del libro è data proprio dalla pluralità di voci, stili e accenti che i racconti presentano perché scritti da autori provenienti da ogni angolo del globo: dalla canadese Margaret Atwood allo scozzese Andrew O'Hagan, dal cileno Alejandro Zambra al nigeriano Uzodinma Iweala, passando per l'italiano Paolo Giordano (divenuto noto per La solitudine dei numeri primi). L'atmosfera complessiva della raccolta, dunque, è oltremodo cosmopolita e, grazie al talento di ognuno degli autori, permette di compiere dei piccoli ma intensi viaggi nel mondo, comodamente seduti sulla poltrona di casa.     Nuovo Decameron, invece, è un prodotto tutto italiano, pubblicato da Harper Collins lo scorso 4 febbraio. Qui ritroviamo maggiormente la struttura boccaccesca: sette autrici e tre autori, italiani tranne uno, che riscrivono a modo loro alcune novelle, aggiornandole per ambientarle ai giorni nostri oppure capovolgendone il senso, riscrivendone il finale, ecc. Ci sono la divisione in giornate e la fedeltà ai temi che ogni giornata nel Decameron prevedeva: leggiamo storie inerenti ad avventure a lieto fine, storie che riguardano l'uso dell'ingegno, storie di beffe e storie d'amore. Prima di ogni racconto, ci sono un breve riassunto ed un estratto della novella boccaccesca di riferimento, che ci permettono di tuffarci nell'ambientazione ed apprezzare il contributo dato dalla scrittrice o dall'autore contemporaneo.Si distingue l'ultima novella, firmata dalla scrittrice statunitense di origini indiane Jhumpa Lahiri. Il Premio Pulitzer, follemente innamorata dell'Italia, sceglie il tema della fortuna, ma lo coniuga con un tema di struggente attualità, quello della casa, ed in particolare la casa per gli immigrati. La casa, il luogo simbolo della quarantena, dove si vive, si lavora, si studia, si mangia, si fa ginnastica. Eppure c'è chi non ce l'ha una casa. C'è chi ne aveva una, ma gli è stata tolta a causa della paura dell'altro, del diverso. Che poi forse così diverso non è: vuole una casa, come la vogliamo tutti.   Due opere, dunque, che declinano i vari aspetti della nostra nuova vita ai tempi della pandemia. Il covid aleggia in tutti, ma non è il protagonista. Sono le persone, le emozioni, le speranze i protagonisti. Il messaggio è quello di non dimenticare che non siamo solo strumenti di diffusione del contagio, siamo persone, che possono fare tanto. Non perdiamo la nostra umanità in favore della paura.             Link alle foto: https://www.italiaatavola.net/coronavirus/coronavirus/2020/2/25/decameron-lezione-di-boccaccio-quando-ragione-vince-terrore/65522/ https://www.amazon.it/Decameron-project-Ventinove-racconti-selezionati/dp/889493893X https://www.harpercollins.it/9788869059025/nuovo-decameron/
Et voilà le rocker Johnny Hollyday
Marzo 08
Questo mese la nostra ormai consolidata rubrica musicale si occuperà di un artista francese dal punto di vista musicale, poiché fu anche attore, famoso sia in patria, dove era molto amato ed osannato, che all’estero: Johnny Hallyday. Nacque nel 1943 come Jean-Philippe Smet e volle fortemente entrare nel mondo dello spettacolo con uno pseudonimo anglofono, sfidando quel cliché francese per cui tradizionalmente gli artisti si presentavano al pubblico con un nome che metteva in risalto la propria origine.   Certo per Hallyday era un azzardo, in una terra in cui andavano di moda gli chansonnier, che cantavano musica folk o romantica, proporre il rock’n’ roll mescolato a pop, rock, blues, psichedelia e anche un po’ di country ad un pubblico attaccato a sonorità più quiete, ma la sua caparbietà lo premiò a partire da una celebre apparizione radiofonica a Paris-Cocktail, nel dicembre del 1959, trampolino di lancio che lo portò ad incidere pochi mesi dopo l’album “Hello Johnny” con il quale fece il suo debutto discografico. Per quella sua voce da urlatore, per il suo carisma, per il suo fare sopra le righe, fu criticato dalla stampa specializzata, ma immediatamente amato e oggetto di isteria da parte dei suoi fans.   Durante la sua carriera, durata quasi 60 anni, ha inciso 1000 canzoni vendendo oltre 100 milioni di dischi ed è riuscito a conquistare anche quelli che, con la puzza sotto il naso, lo vedevano come un bifolco, poiché non possedeva l’intensità di un Brassens o di un Brel o la freschezza di un Antoine, famoso in Italia per il ritornello ancora attuale delle “Pietre”. È vero a lui mancavano queste doti ed in più nelle sue canzoni non c’era impegno politico, non c’erano citazioni letterarie, non c’erano innovazioni musicali ma i suoi pezzi semplici, la sua anglofonia farlocca, la sua pop music commerciale la sua simpatia riuscirono a rubare il cuore dei francesi tanto da farlo diventare un’icona nazionale.   La sua morte, avvenuta nel 2017, per la Francia fu un lutto nazionale e lo stesso presidente Macron, in un suo comunicato, disse: “Di Johnny non dimenticheremo né il nome, né la faccia, né la voce, né soprattutto, le interpretazioni che, con quel suo lirismo rozzo e sensibile, appartengono oggi pienamente alla storia della canzone francese.”   immagine presa da: https://fr.wikipedia.org/wiki/Johnny_Hallyday#/media/Fichier:Johnny_Hallyday_%E2%80%94_Milan,_1973.jpg
FILTERDROP: ABOLITO L’USO DI FILTRI PER INCREMENTARE GLI EFFETTI DEI COSMETICI
Marzo 07
Negli ultimi anni  si stanno sempre più affermando degli standard di bellezza spesso non riscontrabili nella realtà. Infatti, ogni giorno, milioni di consumatori sono attratti da pubblicità ingannevoli, che promettono al cliente dei risultati impossibili da ottenere. Ogni individuo perde così la sua naturalezza e i suoi tratti unici, per adattarsi a canoni estetici artificiali. La bellezza è soggettiva ma, con il tempo, le si è associato il concetto di perfezione, spesso creato tramite sistemi alternativi. Per esempio, oltre ad essere utilizzati i ritocchi fotografici, vengono anche applicati sul volto filtri che modificano completamente la propria immagine. In questo modo sui social viene proposta, tramite l’uso dei virtual filters, una bellezza irreale e irraggiungibile per la maggior parte delle persone. Il vero problema, però, è nato nel momento in cui  le influencer hanno iniziato ad usare i filtri di bellezza anche per promuovere prodotti cosmetici, al fine di rendere più evidenti i risultati benefici dei propri articoli. Nonostante ciò, alcune modelle rifiutano tale sistema; tra queste ricordiamo la make-up artist e curve model Sasha Louise Pallari che, promuovendo la campagna #filterdrop, invita le blogger ad eliminare i filtri dalle loro storie di Instagram, per rivelare il loro vero viso e la loro vera pelle, con le proprie imperfezioni e senza vergogna. Sulla situazione è intervenuta anche l’Advertising Standards Authority (ASA), autorità britannica per la regolamentazione dei settori pubblicitari, che ha stabilito che i filtri non possono essere applicati alle pubblicità sui social se ingigantiscono l’effetto del prodotto, perché possono illudere i consumatori di poter raggiungere degli ideali di bellezza inesistenti. Sasha Pallari sottolinea che, in passato, desiderando di somigliare a coloro che vedeva nelle immagini ritoccate, ha modificato spesso le sue foto usando filtri ma, dopo aver esercitato per ben 10 anni la sua professione, ha compreso che era necessario un cambiamento. I contenuti filtrati non dovrebbero essere usati per accrescere i profitti ma, piuttosto, si dovrebbero promuovere cure per la pelle e prodotti di bellezza che si adattino alle vere esigenze dei consumatori. Dunque, è giusto prendersi cura di sé, anche facendo uso di cosmetici, ma bisogna saper prendere le distanze da prototipi di bellezza lontani dalla realtà. Sarebbe sicuramente un buon proposito riuscire ad allargare il divieto applicato in Inghilterra, anche negli altri paesi, cercando di proporre un rapporto con l’estetica più sano e veritiero.     link immagine: https://c.files.bbci.co.uk/CE8C/production/_114267825_4191418a-90c0-4f50-80a2-f82348b39c06.jpg
Supergirl: la DC Comics ha annunciato la pubblicazione del fumetto negli U.S.A.
Marzo 04
Da un po’ di tempo circolava la notizia, ufficializzata soltanto due giorni fa dalla DC Comics, del lancio di un nuovo fumetto dedicato a Supergirl. Stando a quanto dichiarato, la serie sarà formata solo da 8 numeri, sarà scritta da Tom King.   La serie, che negli Stati Uniti sarà pubblicata da giugno, vedrà Supergirl e Krypto partire per un lungo viaggio nello spazio, la DC Comics ha dichiarato in una nota ufficiale: «Una ragazza aliena la cerca per una pericolosa missione. Il suo mondo è stato distrutto e i cattivi responsabili sono ancora in circolazione. Lei vuole vendicarsi, e se Supergirl non la aiuterà, lo farà da sola, a qualunque costo».   Oltre che su Supergirl, lo sceneggiatore Tom King, uno dei più apprezzati e proficui sceneggiatori americani al momento, è attualmente al lavoro anche sulle serie Batman e Catwoman con il disegnatore Clay Mann e su Rorschach, con protagonista il vigilante mascherato del Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons, per i disegni di Jorge Fornés.   La Worner Bros e la DC Comics hanno, inoltre, annunciato che Supergirl comparirà nella serie tv The Flas e sarà interpretata dall’attrice Sasha Calle.     Link alle immagini: https://www.comicsuniverse.it/warner-bros-vuole-la-regista-reed-morano-per-il-film-di-supergirl/  -  https://www.dccomics.com/blog/2021/03/02/dc-proudly-announces-supergirl-woman-of-tomorrow-launching-in-june
Golden Globes 2021: cerimonia via zoom - Tutti le candidature e i vincitori
Marzo 01
Nella notte appena trascorsa si è svolta la 78esima cerimonia di consegna dei Golden Globes. Quest'anno, però, c'è stato un po' meno luccichio: l'evento non si è potuto svolgere come da tradizione con tutte la star riunite al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills. A causa della restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19, la cerimonia, che si sarebbe dovuta tenere a inizio gennaio ed è slittata al 28 febbraio (in Italia già 1 marzo), ha visto i candidati collegati in remoto, dalle proprie abitazioni. Il tutto è stato condotto da Tina Fey ed Amy Poehler, per la quarta volta, ma la prima era al Rainbow Room a New York, la seconda nella sede tradizionale di Beverly Hills. Niente tappeto rosso: tutte le star collegate via webcam, come Jodie Foster, sul divano insieme a moglie e cagnolina, o il regista di origini coreane Lee Isac Chung, con la figlia in braccio. Ancora, niente show luccicanti o esibizioni scintillanti, ma le due conduttrici, pilastri del Saturday Night Live, hanno fatto di tutto per tenere alto lo spirito, con la loro comicità e non poco sarcasmo.   Le candidature erano state annunciate lo scorso 3 febbraio da Sarah Jessica Parker e Taraji P. Henson. Moltissimi i premi, suddivisi innanzitutto tra cinema, televisione e premi onorari, e cinque candidature per ogni premio. Come premi onorari sono stati assegnati il Golden Globe alla carriera a Jane Fonda, il Golden Globe alla carriera televisiva a Norman Lear e il Golden Globe Ambassador a Jackson Lee e Satchel Lee, cioè i figli di Spike Lee e Tonya Lewis Lee.   A saltare subito, tra i premi “ordinari”, all'occhio è la forte presenza di registe donne: ben tre su cinque, con Chloe Zhao, Emerald Ferrell e Regina King in maggioranza rispetto ai colleghi maschi David Fincher e Aaron Sorkin. Seguono poi le due candidature per l'Italia: il film Netflix con Sophia Loren, La vita davanti a sé, si aggiudica la nomination come Miglior film in lingua straniera e come Miglior canzone, per Io sì – Seen, di Laura Pausini e Niccolò Agliardi, che si aggiudica il premio. Purtroppo nessun nomination per l'attrice protagonista della pellicola, come invece in molto si aspettavano. Magari si tratta solo di aspettare, perché ancora devono essere annunciate, ad esempio, le candidature per gli Oscar.   Qui l'elenco delle candidature con i vincitori:   Miglior film drammatico: The Father (regia di Florian Zeller); Mank (David Fincher); Nomadland (Chloé Zhao); Una donna promettente (Promising Young Woman, Emerald Fennell); Il processo ai Chicago 7 (The Trial od the Chicago 7, Aaron Sorkin). Si è aggiudicato il premio Nomadland, che tratta il tema della povertà e della solitudine e da molti considerato il favorito.   Miglior film commedia o musicale: Borat – Seguito di film cinema (Borat Subsequent Moviefilm: Delivery of Prodigious Bribe to American Regime for Make Benefit Once Glorious Nation od Kazakhstan; regia di Jason Woliner); Hamilton (Thomas Kail); Music (Sia); Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani (Palm Springs, Max Barbakow); The Prom (Ryan Murph). Vince l'irriverente sequel di Borat che non le manda a dire all'ex presidente USA Donald Trump.   Migliore regista: Emerald Fennell, Una donna promettente (Promising Young Woman); David Fincher, Mank; Regina King, Quella notte a Miami... (One night in Miami...); Aaron Sorkin, Il processo ai Chicago 7 (The Trial of the Chicago 7); Chloé Zhao, Nomadland. È proprio quest'ultima, Chloé Zhao, ad aggiudicarsi il premio, divenendo così la seconda donna nella storia del premio, 37 anni dopo Barbara Straisand, che su Twitter dichiara “era ora”.   Miglior attore in un film drammatico: Riz Ahmed, Sound of Metal; Chadwick Boseman, Ma Rainey's Black Bottom; Anthony Hopkins, The Father; Gary Oldman, Mank; Tahar Rahim, The Mauritanian. Il premio è stato consegnato alla moglie di Chadwick Boseman, prematuramente scomparso a fine agosto 2020.   Miglior attrice in un film drammatico: Viola Davis, Ma Rainey's Black Bottom; Andra Day, The United Stares vs. Billie Holiday; Vanessa Kirby, Pieces of a Woman; Frances McDormand, Nomadland; Carey Mulligan, Una donna promettente (Promising Young Woman). Si aggiudica il premio l'esordiente Andra Day, che ha interpretato la cantante afroamericana perseguitata dall'FBI.   Miglior attore in un film commedia o musicale: Sacha Baron Cohen, Borat – Seguito di film cinema; James Corden, The Prom; Lin-Manuel Miranda, Hammilton; Dev Patel, La vita straordinaria di David Copperfield (The Personal History of David Copperfield); Andy Samberg, Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani (Palm Springs). Vince Sacha Baron Cohen per il suo irriverente personaggio Borat.   Migliore attrice in un film commedia o musicale: Marija Bakalova, Borat – Seguito di film cinema; Kate Hudson, Music; Michelle Pfeiffer, French Exit; Rosamund Pike, I Care a Lot; Anya Taylor-Joy, Emma. Vince Rosamund Pike per l'interpretazione della spietata e senza scrupoli tutrice legale di anziani in I care a lot.   Migliore attore non protagonista: Sacha Baron Cohen, Il processo ai Chicago 7; Daniel Kaluuya, Judas and the Black Messiah; Jared Leto, Fino all'ultimo indizio (The Little Things); Bill Murray, On the Rocks; Leslie Odom Jr., Quella notte a Miami... Vince Daniel Kaluuya per Judas and the Black Messiah, in cui si racconta la storia dell'attivista Fred Hampton, ucciso dall'FBI nel 1969.   Miglior attrice non protagonista: Glenn Close, Elegia americana (Hillbilly Elegy); Olivia Colman, The Father; Jodie Foster, The Mauritanian; Amanda Seyfried, Mank; Helena Zengel, Notizie dal mondo (News of the World). Vince Jodie Foster per il film, tratto da una storia vera, The Mauritanian.   Miglior film in lingua straniera: Un altro giro (Druk), regia di Thomas Vinterberg (Danimarca): La llorona, regia di Jayro Bustamante (Guatemala); La vita davanti a sé (The Life Ahead), Edoardo Ponti (Italia); Minari, Lee Isaac Chung (Stati Uniti d'America); Due (Deux), Filippo Meneghetti (Francia). Vince Minari, film che narra la vita di una famiglia di origine coreana negli Stati Uniti e che vanta tra i suoi produttori anche Brad Pitt. Miglior film d'animazione: I Croods 2 – Una nuova era (The Croods: A New Age), regia di Joel Crawdord; Onward – Oltre la magia (Onward), Dan Scanlon; Over the Moon – Il fantastico mondo di Lunaria (Over the Moon), Glen Keane; Soul, Pete Docter e Kemp Powers; Wolfwalkers – Il popolo dei lupi (Wolfwalkers), Tomm Moore e Ross Stewart. Vince Soul, il film d'animazione Disney che insegna a cercare la bellezza nella vita.   Migliore sceneggiatura: Emerald Fennell, Una donna promettente; Jack Fincher, Mank; Aaron Sorkin, Il processo ai Chicago 7; Florian Zeller e Christopher Hampton, The Father; Chloé Zhao, Nomadland. Si aggiudica il premio Aaron Sorking per la sceneggiatura del film Netflix Il processo ai Chicago 7.   Migliore colonna sonora originale: Trent Reznor, Atticus Ross e Jon Batiste, Soul; Trent Reznor e Atticus Ross, Mank; James Newton Howard, Notizie dal mondo; Alexandre Desplat, The Midnight Sky; Ludwig Goransson, Tenet. Vincono Trent Reznor, Atticus Ross e Jon Batiste per la colonna sonora del film Disney Soul.   Miglior canzone originale: Fight for You (H.E.R., D'Mile e Tiara Thomas), Judas and the Black Messiah; Hear My Voice (Daniel Pemberton e Celeste), Il processo ai Chicago 7; Io sì – Seen (Diane Warren, Laura Pausini e Niccolò Agliardi), La vita davanti a sé; Speak Now (Leslie Odom Jr. e Sam Ashworth), Quella notte a Miami...; Tigress & Tweed (Andra Day e Raphael Saadiq), The United States vs. Billie Holiday. Vince l'italiana Io sì – Seen di Diane Warren, Laura Pausini e Niccolò Agliardi, ascoltata nel film Netflix La vita davanti a sé, interpretato da Sophia Loren e diretto dal figlio Edoardo Ponti. Miglior serie drammatica: The Crown; Lovecraft Country – La terra dei demoni (Lovecraft Country); The Mandalorian; Ozark; Ratched. Vince The Crown, la serie sulla famiglia reale inglese che tiene incollati milioni di spettatori in tutto il mondo.   Miglior attore in una serie drammatica: Jason Bateman, Ozark; Josh O'Connor, The Crown; Bob Odenkirk, Better Call Saul; Al Pacino, Hunters; Matthew Rhys, Perry Mason. Premiato Josh O'Connor per la sua interpretazione del Principe Carlo in The Crown.   Miglior attrice in una serie drammatica: Olivia Colman, The Crown; Jodie Comer, Killing Eve; Emma Corrin, The Crown; Laura Linney, Ozark; Sarah Paulson, Ratched. Si aggiudica il premio Emma Corrin, la giovanissima interprete di Lady Diana Spencer in The Crown.   Miglior serie commedia o musicale: Emily in Paris; The Flight Attendant: The Great; Schitts's Creek; Ted Lasso. È Schitt's Creek, serie televisiva canadese, a vincere il premio come miglior serie commedia o musicale.   Miglior attore in una serie commedia o musicale: Don Cheadle, Black Monday; Nicholas Hoult, The Great; Eugene Levy, Schitt's Creek; Jason Sudeikis, Ted Lasso; Ramy Youssef, Ramy. Si aggiudica il premio Jason Sudeikis per Ted Lasso.   Miglior attrice in una serie commedia o musicale: Lily Collins, Emily in Paris; Kaley Cuoco, The Flight Attendant; Elle Fanning, The Great; Jane Levy, Lo straordinario mondo di Zoey (Zoey's Extraordinary Playlist); Catherine O'Hara, Schitt's Creek. È proprio quest'ultima, Catherin O'Hara – che molti ricordano come la mamma di Mamma ho perso l'aereo – ad aggiudicarsi il premio.   Miglior miniserie o film televisivo: Normal People; La regina degli scacchi (The Queen's Gambit); Small Axe; The Undoing; Unorthodox. Dopo aver fatto nascere la voglia di imparare a giocare, La regina degli scacchi si aggiudica il premio.   Miglior attore in una miniserie o film televisivo: Bryan Cranston, Your Honor; Jeff Daniels, Sfida al presidente – The Comey Rule; Hugh Grant, The Undoing – Le verità non dette; Ethan Hawke, The Good Lord Bird – La storia di John Brown; Mark Ruffalo, Un volto, due destini – I Know This Much Is True. A vincere il premio è Mark Ruffalo, per la sua interpretazione dei gemelli Thomas e Dominick in Un volto, due destini – I Know This Much Is True.   Miglior attrice in una miniserie o film televisivo: Nicole Kidman, The Undoing – Le verità non dette; Cate Blanchet, Mrs. America; Daisy Edgar-Jones, Normal People; Shira Haas, Unorthodox; Anya Taylor-Joy, La regina degli scacchi. È Anya Taylor-Joy ad aggiudicarsi il premio per la sua interpretazione della campionessa protagonista de La regina degli scacchi.   Miglior attore non protagonista in una serie, miniserie o film televisivo: John Boyega, Small Axe; Brendan Gleeson, Sfida al presidente – The Comey Rule; Dan Levy, Schitt's Creek; Jim Parsons, Hollywood; Donald Sutherland, The Undoing – Le verità non dette. Si aggiudica il premio John Boyega, che nella miniserie Small Axe interpreta un poliziotto che nell'Inghilterra degli anni '60 si batte contro il razzismo.   Miglior attrice non protagonista in una serie, miniserie o film televisivo: Gillian Anderson, The Crown; Helena Bonham Carter, The Crown; Julia Garner, Ozark; Annie Murphy, Schitt's Creek; Cynthia Nixon, Ratched. A vincere il premio è Gillian Anderson con la sua Mrs T, come lei chiama Margaret Thatcher, vista in The Crown.           Link alla foto: https://spettacolomusicasport.com/2021/02/26/golden-globe-2021-su-sky-atlantic-e-sky-tg24-la-diretta-della-lunga-notte-dei-premi-della-hfpa/
Retrospettive: Doisneau e la realtà ricreata
Febbraio 26
Robert Doisneau, considerato un esponente della cosiddetta fotografia umanista, è stato un fotografo francese del '900, sicuramente tra i più significativi.   Nato nel 1912 a Gentilly, alla periferia sud di Parigi, farà dei suoi luoghi natii il suopalcoscenico e solo verso la fine della sua vita si trasferirà a Montrouge, dove poi morirà nel 1994. Tra il 1925 e il 1930 studia incisione e litografia all'École Estienne di Parigi e dopo gli studi,nel 1929, lavora come grafico e disegnatore presso L'Atelier Ullman e inizia a fotografare professionalmente.In un contesto parigino in forte fermento culturale, Doisneau, nel1931 lavora come assistente del fotografo pubblicitario André Vigneau, dove incontra poeti e artisti d'avanguardia (Prévert sarà, infatti, uno dei suoi più grandi amici). Il contatto con l'ambito pubblicitario gli permette di diventare fotografo ufficiale delle officine Renault di Boulogne-Billancourt per poi passare a lavori da freelance. Nel 1939 conosce Charles Rado, fondatore dell'agenzia Rapho, di cui, nel1946 Doisneau diventerà membro attivo e lo rimarrà anche quando Cartier-Bresson gli offrirà un posto nell'agenzia Magnum.Doisneau pubblica le sue foto su riviste di notevole spessore, comeVogue, ma uno degli eventi più significativi sarà sicuramente il rapporto con la rivista americana Life. Gli americani, infatti, commissioneranno al fotografo una serie di scatti di "vita vera" e li promuoveranno ai lettori come tali, descrivendolo come un fotografo in grado di catturare attimi di quotidianità vissuti nella fugacità del momento,ma la realtà è che Doisneau mette in posa i suoi attori, ricreando le scene come un regista di teatro.     Famosissimo è lo scatto che ritrae i due giovani amanti ai piedi del municipio di Parigi,mostrata come l'abilità di un fotografo di entrare per un secondo nell'intimità di una giovane coppia che sboccia o che trova la sua realizzazione in un'Europa post-bellica, ma altro non si tratta che di una scena ricreata con una giovane attrice ed il suo ragazzo che agiscono sotto direttive.     Questa foto, che otterrà un incredibile successo e di cui ancora oggi se ne parla, guardandola come uno degli esempi più romantici ed emozionanti di "fotografia dal vero", sarà accompagnata da un processo dove i due amanti avrebbero richiesto un risarcimento in denaro, rifiutato dalla corte stessa che darà ragione al fotografo che sarebbe riuscito a dimostrare, non si sa esattamente come, di aver scritturato loro ed altri attori per ulteriori "messe in scena". Si potrebbe quindi dire che le foto di Doisneau sono finte? Che le emozioni che un individuo prova guardando quelle foto non sono forse vere? In che modo la consapevolezza di come qualcosa sia stato realizzato può influire sull'emozione che si prova osservandola? Non è forse vera quella stessa emozione? Perché non nutrirsi di essa e basta? Doisneau ha creato opere che sono entrate nella quotidianità e nel cuore di coloro che si rivedono in esse. È riuscito ad immegersi, ed immergerci, in un territorio che conosceva a fondo e anche a ricrearlo in modo estremamente naturale, forse anche grazie a quella incredibile conoscenza che aveva di esso, essendone un membro attivo e partecipante. Indipendentemente da come sono state realizzate le foto di Doisneau trasudano di vita umana, tanto da essere definito un esponente di un "profondo umanesimo".  
Considerazioni sulla querelle del Joker
Febbraio 25
"All art is quite useless".   Tutta l'arte è perfettamente inutile: non sono parole di chi scrive, per carità! A pronunciarle, anzi a scriverle fu Oscar Wilde, alla fine della prefazione di The Picture of Dorian Gray (1890), vero e proprio manifesto dell'estetismo inglese. Certo, sono passati più di 130 anni da allora, ma, a ben vedere la lezione del poeta irlandese è ancora valida: parafrasando A Defence of Poetry di Percy Bysshe Shelley, un altro gigante della letteratura in lingua inglese, una grande opera d'arte è come una fontana traboccante di saggezza, capace di parlare in maniera differente, ma egualmente potente a ogni epoca e generazione, come scopriremo.   Recentemente, l'artista vomerese Ruben D'Agostino, già noto per l'opera di riqualificazione Tetris Urbano in via Massimo Stanzione, ha sottoposto alla V Municipalità un progetto riguardante la parte alta dei gradini Cacciottoli che prevede la realizzazione di un murale del Joker danzante di Joaquin Phoenix nella celebre scena della scalinata. Il progetto, attualmente in esame, ha incontrato le opposizioni di alcuni rappresentanti delle istituzioni e di una parte dei cittadini, non del tutto a loro agio con l'idea che un criminale possa essere immortalato, e, in un certo qual modo, magnificato.     Tralasciando per un attimo l'assoluta bellezza della sequenza e il fatto che essa sia già entrata nella storia del cinema, l'idea che D'Agostino intenda glorificare o giustificare le azioni di Arthur Fleck sembra del tutto peregrina, come egli stesso ha affermato. D'altronde, basterebbe aver semplicemente prestato attenzione alla pellicola di Todd Phillips per comprendere come essa, lungi dall'essere una celebrazione, si configuri, piuttosto, come una drammatica discesa agli inferi. A proposito della scena in questione, il direttore della fotografia Lawrence Sher in un'intervista a Variety nel 2019 affermò come «the movie is a lot about dichotomies and about two sides of our own self. We are all good, and we all have the potential to be bad».   Se, a tutti i costi, siamo costretti a suggerire una chiave di lettura a ciò che nasce come semplice celebrazione della bellezza, che almeno sia quella della solidarietà: tendere la mano, mettersi nei panni dell'altro, comprendere coloro che soffrono. Questo perché la discesa di Arthur Fleck nell' "abisso Joker" non si sarebbe verificata in un mondo, magari non perfetto ma in cui la malattia mentale venisse vista per quello che è: malattia, appunto, e non stigma. Allo stesso modo, se ci sforzassimo di vedere il bicchiere pieno, useremmo il nostro potenziale per qualcosa di buono, ritornando alla dicotomia di cui parlava Sher, e – chissà! – anche attraverso l'arte, e le sue innumerevoli declinazioni, eviteremmo che tanti potenziali Arthur Fleck si trasformino in altrettanti Joker.     Tralasciando, infine, come altri iconici villains siano apparsi sui muri di mezzo mondo (da Hannibal Lecter a Alex DeLarge, da Norman Bates alla Malvagia Strega dell'Ovest senza che nessuno abbia interpretato tali opere come apologie del cannibalismo o della stregoneria), può rivelarsi produttivo chiudere il cerchio con Wilde, il quale sottolinea come i libri non siano morali o immorali, ma solo scritti bene o scritti male. Allo stesso modo, non sarebbe una cattiva idea giudicare l'opera di D'Agostino tenendo presente un unico, infallibile parametro.   La bellezza.
DC Comics: ecco cos'è il nuovissimo Linearverse
Febbraio 25
Questa settimana arriverà nelle fumetterie e librerie un albo davvero speciale intitolato Generations: Forged 1. Pubblicato dalla DC Comics, in cui farà il suo debutto un luogo inedito, il Linearverse, e che sarà la nuova ambientazione di alcune storie della casa editrice.   In questo universo le realtà alternative non esistono e non sono mai esistite. Come ha spiegato, Dan Jurgens, uno degli sceneggiatori del nuovo fumetto, il Linearverse “è un luogo che utilizza in modo diverso la storia di DC. Saràun luogo in cui potranno essere ambientate storie singolari e indipendenti”.   Qui i personaggi invecchiano molto più lentamente e vivono vite molto più lunghe. Ciò significa che il Bruce Wayne che diventò un vigilante nel 1939 è la stessa persona che combatte il crimine nel 2021. Questa “dilatazione” del tempo vale sia per gli umani come Batman sia per alieni come Superman.   Il concetto del multiverso è poi tornato nel 2006, con la creazione successiva di più di 50 mondi, grazie al crossover Crisi infinita di Geoff Johns e Phil Jimenez. Soltanto di recente la DC Comics ha creato l’omniverso, stabilendo una forte connessione tra tutte le storie presenti e peaaste di DC Comics.       Link alle immagini: https://www.gamesradar.com/dcs-new-linearverse-explained/  -  https://insidepulse.com/2021/02/23/forget-multiverse-metaverse-omniverse-dc-comics-introduces-linearverse-as-dc-future-state-wraps-up-infinite-frontier-begins-small-spoilers/
Goodfellas chiude i battenti
Febbraio 24
Prima del Covid, i locali in cui imperversava la movida a Napoli, per trascorrere una spensierata serata in compagnia di drink e musica dal vivo, erano pochi poiché la crisi economica degli ultimi decenni aveva messo in ginocchio un settore che già a stento riusciva a mantenersi a galla solo grazie alle proprie forze, alla propria imprenditorialità e alla propria capacità di promuoversi al pubblico, offrendogli uno spazio speciale sia per l’udito che per il gusto, alle etichette discografiche, che fremevano per far esibire i propri artisti e agli esordienti a cui veniva data l’opportunità di farsi conoscere.   Anche sul GoodFellas, noto locale del Vomero, pesava la crisi economica, il caro affitto, nota dolente che interessatutto il quartiere, ma nonostante tutto il gestore Bob Gallino è riuscito per 12 anni a far si che quel luogo, baluardo della musica live a Napoli, fosse un punto di riferimento e di aggregazione per tantissimi giovani. Gallino ha combattuto contro le avversità sempre con grande impegno per riuscire a tenere in vita la sua attività. Ma niente ha potuto, come d’altronde è successo e succederà a molti altri, contro la pandemia.   Il Goodfellas ha alzato bandiera bianca ed ha dovuto arrendersi perché la mancanza delle entrate non è stata supportata da adeguati ristori. Gallino sul proprio profilo Facebook ha affidato il suo sfogo ad un post che pubblichiamo interamente: Io sono Bob Gallino,Fondatore del GoodFellas che dal 2008 è stato l’ultimo baluardo della musica live; musica di quella suonata con batteria e chitarra elettrica, di quel genere che visse bene negli anni ‘80 e alla fine degli anni ‘90 andò a scemare. Il GoodFellas, nel cuore del Vomero, ha attirato a se per 12 anni due generazioni di ragazzi per il semplice gusto di aggregarsi e di andare a sentire quel solista piuttosto che quell’altra band, o per la scusa del panino o della birra. Io sono Bob Gallino e il GoodFellas era la mia attività fatta di arte, cultura, musica: svariate piece teatrali, meeting culturali e sociali, incontri con gli alunni di conservatori e scuole musicali, contest musicali e per non parlare dei concerti, i cosiddetti live: Stef Burns, Robben Ford, Greg Howe,Kiko Lourerio, Neil Zaza, Shawn Jones, Corrado Rustici, Peppino D'Agostino, Andrea Palazzo, Federico Poggipollini, Will Hunt,Juan van Emmerloot, Dennis Chambers, Marco Minnermann, Alfredo Golino, Luca Martelli, Roby Pellati, Billy Sheehan, Stuart Hamm, Max Gelsi, Antonio Righetti, Claudio Golinelli, Martin Allcock, Claudio Simonetti, Piero Pelù, Raiz,Erminio Sinni e tanti, tanti altri, per non parlare di tutti i tributi e gli omaggi e tutte le band inedite che abbiamo accolto ed aiutato a formare nel corso del tempo. Tutti professionisti della musica che si esibivano nel mio locale, tutti abituati ai grandi palchi che passavano volentieri una serata con me,con Noi. Io sono Bob Gallino e la pandemia, un governo impreparato, un comune assente, un proprietario senza scrupoli, una Giuria poco attenta hanno fatto si che il GoodFellas interrompesse la sua attività, che non sia più cultura, suoni, vita. Oggi non lo accetto e non ho ancora metabolizzato il lutto. Forse oggi cammino con lo sguardo calante e con la tristezza nel cuore, ma ho intravisto un bagliore di positività. Le persone che amavano il Good Fellas si sono fatte sentire, hanno mostrato la loro solidarietà e non è poco per me! Non so se mi aprirò un altro locale e se si chiamerà GoodFellas ma so che voi mi seguirete e so che seguirete il mio nome perché io sono Bob Gallino (quello con sorriso e con i dread).   Purtroppo per molti la musica è considerata un’arte minore a cui viene data meno valore, partendo dalle istituzioni, sopratutto quelle nazionali e locali che non la supportano, non l’aiutano e non la valorizzano. Dobbiamo sperare che il vento cambi e augurare a Bob Gallino di poter in futuro riaprire quei battenti tanto cari a chi ama la buona musica.   link all'immagine: https://pixabay.com/it/photos/club-bar-musica-luce-persone-378021/
IL FUTURO DEI GIOVANI ITALIANI: MIGRARE O RESTARE?
Febbraio 21
In questi primi mesi del 2021, sono saliti ad oltre trecentomila i giovani italiani che si sono diretti all’estero per studio o per lavoro (aumento del 33% negli ultimi cinque anni). Attualmente i giovani ritengono che l’Italia sia un paese dal quale prendere le distanze anche se, talvolta, risulta difficile costruirsi una vita lontani dalle proprie origini. In questo momento, però, il nostro paese è un paese senza crescita, proprio a causa delle continue partenze dei ragazzi che lasciano la penisola. Le mete più scelte da chi emigra sono Regno unito, Francia, Germania e Svizzera, tutti paesi con migliori politiche giovanili e con una pressione fiscale più bassa. I giovani italiani che vanno all’estero sono portati a farlo soprattutto perché la cultura del lavoro è inadeguata rispetto agli standard europei. Solo il 54,6% dei giovani italiani infatti riesce ad ottenere un lavoro, contro il 75% della media europea; inoltre il 19,7% dei ragazzi italiani è disoccupato, rispetto alla media dell’Europa del 9,2%. Questi dati palesano la profonda crisi in cui si trova il nostro paese. La fuga dei ragazzi, è costata all'Italia 16 miliardi di euro, cifra che si sarebbe riversata nel PIL dello Stato, se i giovani avessero trovato occasioni lavorative in Italia e non all'estero. In Italia, non solo i salari sono troppo bassi ma, coloro che hanno un titolo o una qualificazione, spesso non trovano una posizione lavorativa adeguata alle loro competenze. Il differenziale salariale, inoltre, ha un alto effetto di attrazione ma un ridotto effetto di ritorno. Ciò significa che, chi parte verso i paesi meglio organizzati, difficilmente tornerà nei paesi natii. I migranti sono attratti dai salari più elevati di questi paesi, dai sistemi di welfare più protettivi, dalla loro maggiore attenzione al merito, dal loro rispetto delle differenze e dell’uguaglianza di genere. Lavorare sui salari di ingresso è quindi fondamentale per la crescita italiana, ma è da considerare solo come un punto di partenza di un lavoro lungo e complicato, del quale nessuna classe politica ha mai voluto davvero occuparsi. In effetti, il principale responsabile del deserto lavorativo italiano è il disinteresse generale, che peggiora le tragiche condizioni del paese, soprattutto in prospettiva delle generazioni future.   L’Italia è potenzialmente uno stato prospero, tra i primi al mondo per patrimonio culturale, artistico e naturalistico, perché decidere di sprecare questa fortuna?     link all'immagine: https://www.adviseonly.com/wp-content/uploads/2014/03/%E2%80%9CMe-ne-vado-perch%C3%A8%E2%80%A6%E2%80%9D.-Gli-otto-motivi-della-fuga-dei-giovani-italiani-all%E2%80%99estero.jpg
Rubrica Mensile: Ravi Shankar
Febbraio 15
Robindra Shankar Chowdhury, in arte Ravi Shankar, nacque nel 1920 a Varanasi, in India, da una famiglia di ballerini e musicisti. La sua vita sul palco iniziò in tenera età, come ballerino, con la compagnia di danza del fratello. Solo a 18 anni il suo interesse si spostò interamente verso il sitar, strumento a corde indiano, perché, dopo aver molto viaggiato, voleva riappropriarsi della sua cultura d’origine dove la musica ha che fare con la religione, con la filosofia e con la concezione della vita e del mondo.     Una musica molto lontana dai suoni e dalle forme occidentali a cui il nostro cercò di togliere quel carattere elitario per renderla accessibile  alle altre culture e invogliare gli ascoltatori ad apprezzare la sua complessità e la sua profondità attraverso esperimenti interculturali in cui si amalgamavano in un unico suono strumenti indiani e occidentali. Nella sua visione non dovevano esitare vari generi musicali: la musica è musica e basta. Questa sua voglia di contaminare ed essere musicalmente contaminato gli portò aspre critiche in patria, mentre in Occidente veniva osannato e apprezzato per la sua apertura intellettuale e musicale tanto da guadagnarsi, in seguito, il nome di padrino della World Music.   Negli anni ‘50 divenne direttore di All India Radio e proprio da allora la sua musica cominciò ad essere meglio conosciuta fuori dalla patria anche grazie all’esibizione presso il Royal Festival Hall in Inghilterra. Né sono da dimenticare le sue partecipazioni come musicista al Festival di Woodstock e al concerto per il Bangladesh organizzato da George Harrison nel 1971.   Era stato il suo modo di suonare i Raga (improvvisazioni) che aveva catturato l’interesse di molti musicisti inglesi, tra cui i Beatles, che incominciavano a vedere nel sitar non un semplice oggetto etnico, ma uno strumento che poteva dare nuove sfumature alla loro musica. E infatti in Norwegian Wood il sitar è lo strumento solista.    Ravi Shankar ha vissuto in California con la sua seconda moglie Sukanya ed è morto all’età di 92 anni, ma la sua eredità musicale continua a vivere.   link alla foto di copertina: https://www.facebook.com/ravishankarfoundation/photos/10155465173062633       
Sergio Bonelli annuncia il ritorno di Nick Raider
Febbraio 15
La Sergio Bonelli Editore ha annunciato che quest’anno, probabilmente in autunno sarà pubblicata la nuova serie dedicata a Nick Rider, il detective della squadra omicidi.    Conterà circa dieci numeri e partirà con l’avventura scritta da Claudio Nizzi, creatore del personaggio, e ambientata prima di La vittima senza nome, l’albo con cui ha esordito nel 1988. L’arco narrativo delle storie successive trasporteranno Nick Raider ai giorni nostri accompagnato da personaggi vecchi e nuovi.   Tra gli autori della serie ci saranno gli sceneggiatori Davide Rigamonti e Giovanni Eccher e i disegnatori di Giovanni Freghieri, Mario Jannì, Marco Foderà, Massimo Cipriani, Ivan Vitolo, Ivan Zoni e Rosario Raho. Un assaggio delle nuove storie è stato fornito in occasione del Free Comic Book Day Italia lo scorso dicembre, con la distribuzione di un albo gratuito.   Nick Raider, investigatore della squadra omicidi di New York, è stato creato nel 1988 e la serie, edita da Sergio Bonelli Editore sino al 2005, conta circa 200 numeri. Il suo fu il primo fumetto di genere giallo mai pubblicato dalla casa editrice. Tra gli sceneggiatori della serie ci sono stati, Gianfranco Manfredi, Alfredo Nogara, Michele Medda, Gianluigi Gonano e Gino D’Antonio. Tra i disegnatori: Giampiero Casertano, Corrado Mastantuono, Aldo Capitanio, Gustavo Trigo, Marco Foderà, Bruno Ramella, Ivo Milazzo, Ferdinando Tacconi e Luigi Siniscalchi.       Link alle immagini: https://www.sergiobonelli.it/sezioni/26/nick-raider  -  https://www.sergiobonelli.it/sezioni/589/il-mio-nome-e-nick-raider
Inizia ufficialmente il governo Draghi: recap!
Febbraio 13
Alle 19 di ieri Mario Draghi ha sciolto la riserva e ha ufficialmente accettato l’incarico di formare un nuovo governo, affidatogli dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In diretta dal Quirinale, ha anche rivelato i nomi dei ministri che andranno a formare il suo esecutivo. Alle 12 di oggi, il giuramento.   Dopo due giri di consultazioni con i partiti e le parti sociali, l’ex presidente della BCE è salito al Quirinale per comunicare al presidente Mattarella di essere pronto a sciogliere la riserva ed a formare un nuovo governo. Ha pertanto comunicato la lista dei ministri che lo accompagneranno. Ventitré dicasteri, di cui quindici affidati a uomini politici e otto a figure tecniche, così come quindici ministeri sono affidati a uomini e otto a donne.   Hanno ricevuto l’incarico da Draghi alcuni dei nomi più citati negli uomini giorni, dall’ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia alla Giustizia al direttore generale della Banca d’Italia Daniele Franco per il Ministero di Economia e Finanza, passando per il manager Vittorio Colao nuovo ministro dell’Innovazione tecnologica e della transizione digitale.   Confermati nel proprio dicastero quattro ministri del governo Conte-bis: Lamorgese agli Interni, Di Maio agli Esteri, Speranza alla Salute, Franceschini ai Beni Culturali, D’Incà ai rapporti col Parlamento. Torna al Ministero delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti, dopo le dimissioni che, insieme a quelle di Teresa Bellanova, hanno praticamente innescato la crisi del governo Conte-bis. Molta attenzione sul “nuovo” Ministero della Transizione Ecologica – che però tecnicamente è il già esistente ministero dell’Ambiente con un nuovo nome. A guidarlo sarà Roberto Cingolani, fisico, ex responsabile dell’innovazione tecnologica di Leonardo e ex direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.   Il nuovo esecutivo Draghi rivela l’ampio sostegno ottenuto durante le consultazioni nell’assegnazione dei ministeri a rappresentanti di tutti i partiti che hanno sostenuto l’ex governatore della Banca d’Italia. A formare l’esecutivo sono infatti quattro ministri pentastellati, tre ciascuno per Pd, Lega e Forza Italia, uno per Leu e uno per Italia Viva. Ovviamente esclusi Fratelli d’Italia, unico partito ad essersi opposto fin dai primi istanti alla partecipazione al governo di Mario Draghi.   I membri del nuovo esecutivo sono entrati ufficialmente in carica dopo il giuramento di fedeltà alla Repubblica che si è tenuto alle 12 di oggi al Quirinale. A causa della pandemia da Covid-19 è stato un giuramento diverso dal solito. Non sono stati ammessi parenti dei nuovi ministri, né giornalisti e fotografi. In attesa del giuramento, i ministri sono stati seduti a debita distanza nel Salone delle Feste e, poi, si sono spostati nel salone dei Corazzieri per la rituale foto di gruppo, a cui hanno preso parte posizionati in tre file da sette, ad un metro di distanza gli uni degli altri. si è svolta poi la cosiddetta cerimonia della campanella, cioè il passaggio della campanella che segna l'inizio del Consiglio dei ministri dalle mani del presidente del Consiglio uscente al suo successore. Dopo questi rituali, può tenersi il primo Consiglio dei ministri del nuovo governo.   Il nuovo esecutivo dovrà poi chiedere la fiducia alle Camere, entro dieci giorni dal decreto di nomina del presidente del Consiglio, secondo la Costituzione. Si ipotizza dunque che Draghi si recherà a chiedere la fiducia al Senato (secondo la regola dell’alternanza tra le due Camere, visto che il precedente esecutivo chiese la fiducia prima ai Deputati) mercoledì 17 gennaio, per poi presentarsi alla Camera il giorno successivo, giovedì 18. Non ci si aspettano sorprese: è prevedibile che il nuovo governo otterrà una fiducia molto larga, trovando unicamente l’opposizione di Fratelli d’Italia, che potrebbe però anche astenersi.   Numerosi i temi caldi che aspettano l’attenzione del nuovo Presidente del Consiglio, in gran parte conseguenza della situazione di emergenza generata dalla pandemia. Il 25 febbraio scade il divieto di spostamento tra regioni, ed è probabile che all’interno dell’esecutivo vi siano opinioni diverse a riguardo. Segue poi la necessità di valutare il rinnovo del blocco dei licenziamenti che scade il 31 marzo e i ministri interessati dalla questione – il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andra Orlando del PD e quello allo Sviluppo economico, il leghista Giancarlo Giorgetti – hanno posizioni di partenza distanti. Infine, il piano vaccinale, di cui Draghi discuterà in una videoconferenza informale con i leader del Consiglio europeo il prossimo 25 febbraio.               Link alla foto: https://www.ilpost.it/2021/02/13/giuramento-governo-draghi-diretta-foto/
Pedigreender: l'app per gli incontri a quattro zampe!
Febbraio 10
Vi ricordate la scena de La carica dei 101 in cui Pongo, il cane protagonista, per far sì che il suo amico umano Rudy incontrasse la bella Anita e la sua dalmata Peggy, inizia a correre e a girare intorno ai due bipedi, costringendoli ad “abbracciarsi” creando un intrico di guinzagli? Sicuramente la scena avrà fatto ridere tanti bambini, ma c'è un fondo di verità: tra i tanti benefici degli amici a quattro zampe, c'è anche quello di regalarci una maggiore socialità – perciò non abbandoniamoli mai.Se volessimo ricambiare e regalare noi una maggiore socialità al nostro amico peloso, ci sono tanti modi: uscite più lunghe, soste più durature al parco, incontri e asilo nei centri cinofili e – udite udite – un'app di incontri. Sì, avete letto bene. Stiamo parlando di Pedigreender, disponibile su Android e iOS. Scaricata l'app, bisogna creare un account con email e password, oppure si può accedere con il proprio account Facebook o Google. L'app richiederà il consenso a utilizzare la posizione. Effettuato l'accesso, si crea il profilo del proprio pet, con foto, nome, data di nascita, tipo (cane o gatto), data di nascita, genere e razza. È possibile aggiungere in seguito ulteriori informazioni, come la taglia, il possesso del pedigree, eventuali trofei vinti, e anche una breve didascalia di presentazione. Completati questi passaggi, si inizia il gioco vero e proprio: si possono visualizzare scorrendo col dito da destra verso sinistra i profili di papabili partner di passeggiate e incontri, con foto, nome, razza e distanza. Cliccando su “più info” si ottengono ulteriori dettagli del cane/gatto, ovvero quelle info opzionali aggiunte in un secondo momento che abbiamo citato sopra.Nella schermata di visualizzazione dei vari profili pet, in basso, sono presenti due tasti per esprimere il proprio apprezzamento o meno: uno rosso col pollice in giù sulla sinistra ed uno verde col pollice in su sulla destra. Per restringere la ricerca secondo alcuni specifici parametri è sufficiente, nella schermata principale dell'app, inserire i filtri desiderati dopo aver cliccato in basso su “avanzate”. Infine, cliccando in alto a destra sull'icona coi due fumetti sovrapposti, si ha la possibilità di leggere e accedere alle conversazioni intrattenute con gli altri utenti.   Che dire? Idea un po' bizzarra, ma davvero carina per poter ricambiare a tutto l'amore che i nostri amici pelosi ci regalano, creando per loro maggiori occasioni di socialità con simili. I benefici saranno sicuramente godibili anche dagli umani: un'occasione in più per uscire e, in questi tempi di distanziamento sociale, avere l'opportunità di incontrare persone diverse e avere nuovi amici, con cui sicuramente si ha già una cosa importante in comune: l'amore per gli animali.Link alla foto: https://it.mashable.com/5223/pedigreender-dating-app-cani-gatti
Sanremo è Sanremo. Questo detto vale ancora?
Febbraio 07
In questo periodo il Festival di Sanremo torna ad essere protagonista nelle rubriche musicali di vari giornali, e, come al solito, non manca mai di suscitare polemiche. Sebbene in passato anche noi di MyGeneration ci siamo occupati del Festival della canzone italiana, quest’anno torniamo sull’argomento, non come i soliti assassini che tornano sul luogo del delitto almeno due volte, ma perché l’edizione del 2021, nonostante debba ancora cominciare, già si presenta diversa da quelle del passato.   Diversa perché in sala non ci sarà pubblico. Diversa perché la sua messa in onda è stata messa in dubbio. Ma allora perché nonostante i vari ostacoli alla fine c’è stato il via libera affinché la trasmissione si svolgesse? La risposta è semplice e va ricercata sugli interessi economici che si muovono intorno al carrozzone di Sanremo.   La Rai investe tanti bei soldini in uno show in cui i super ospiti e i presentatori vengono pagati profumatamente, ma, al netto delle spese, quello che resta in tasca a mammina, grazie agli spot pubblicitari, è decisamente più di quello che spende. Infatti gli slot pubblicitari da 30 secondi variano tra i 25.000 e 414.000 euro a seconda della serata e della fascia oraria.   Ma vi sono tanti altri attori che aspettano l’arrivo della manna dal cielo cominciando dagli Hotel, dal Casinò, dai commercianti e dallo stesso comune che, per ospitare la canzone, riceve bei finanziamenti statali. Ma specialmente è il mondo della musica che attende questo momento con trepidazione, infatti da un lato vi sono i cantanti ansiosi di lanciare, rilanciare o riaffermare la propria carriera e dall’altro i produttori che non aspettano altro che vendere quello su cui hanno investito.   Speriamo che almeno quest’anno riesca ad emergere un vero talento e con questo pensiero buttiamoci alle spalle i nostri problemi, la pandemia, la caduta del Governo, la crisi economica sociale e sanitaria, accomodiamoci sul divano e assistiamo alla kermesse più famosa dell’anno: il Festival di Sanremo!link alla foto: https://it.wikipedia.org/wiki/Festival_di_Sanremo#/media/File:Festival_di_Sanremo_16_febbraio_2013.JPG

Gloria e declino di Peter Frampton

Lunedì, 05 Aprile 2021 08:30 Pubblicato in Musica

Governo's Greatest Hits vol. II

Sabato, 24 Agosto 2019 08:45 Pubblicato in Nessuna delle precedenti

Io, Ibra e Mou

Martedì, 24 Maggio 2016 08:28 Pubblicato in Sport

Nerd Zone

Agorà

Palcoscenico

Biblioteca

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.