Giorgio Biferali, l’esordiente candidato allo Strega racconta Roma e l’amore

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Giorgio Biferali, l’esordiente candidato allo Strega racconta Roma e l’amore
Aprile 24
Inaspettatamente in lizza per il Premio Strega 2018, il romanzo d'esordio di Giorgio Biferali è una di quelle storie d'amore propriamente romane. Di quelle che la tradizione del genere – da La Dolce Vita in poi - ci insegna a collocare con facili associazioni mentali ai bar, ai sanpietrini, ai nasoni e alle piccole vie di Trastevere. Lì dove innamorarsi è un attimo, forse anche troppo veloce. L'amore a vent'anni (Tunué 2018) è un primo romanzo, ma ha una scrittura forte, già matura. Biferali gioca con l'innovazione senza inibirsi, sperimenta nuovi impianti rimescolandoli con un stile personalissimo: svincola i discorsi diretti dal dispotismo del virgolettato; dissolve e ricompatta il tempo e lo spazio, muovendosi come un regista in un moderno film d'essai. L'abilità nella scrittura è il vero segreto di questo romanzo, che altrimenti non potrebbe reggersi sulla sola storia di Giulio e Silvia. Un amore un po' stereotipato, poco credibile, piegato da quell'urgenza dell'autore di parlare di sé e dei propri gusti che spinge con troppa, narcisistica veemenza sotto la pellicola di protezione della finzione letteraria. Anche il titolo, L'amore a vent'anni, è un prestito un po' vanitoso dall'omonimo film di Truffaut. Giulio è un ingenuo romantico, cresciuto in una famiglia normale - con un padre e una madre che si amano, o che almeno si rispettano -, in una cameretta che conserva ancora la collezione dei coccodritti e dei fantasmini fosforescenti. Silvia è la donna perfetta – innaturalmente perfetta – che ha un anacronistico atteggiamento bohémien, in una Roma di Whatsapp e localizzatori, e che ha una visione un po' diversa dell'amore rispetto a Giulio; di certo meno duratura. Biferali affida a un colpo di scena il compito di rovesciare le sorti della storia ma, anche in questo caso, la scelta dell'autore si rivela troppo debole: un calco in vero stile Beautiful. La magnifica agilità con cui Biferali sa destreggiarsi con la scrittura è l'unico vero motivo per cui valga la pena leggere questo primo romanzo. Al lettore più scettico basterà sfogliare le prime cinque o sei pagine in libreria per convincersi che valga la pena andare avanti.         Link immagini: https://twitter.com/giorgiobiferali http://static.lafeltrinelli.it/static/frontside/xxl/629/8593629_3108240.jpg  
"Cabal" versione Montecitorio
Aprile 18
Che RaRt081 fosse un amante del retrogaming lo avevamo già intuito da poster come PAC-ANM,     ma poiché la creatura di Toru Iwatani appartiene ormai all'immaginario collettivo, il nostro ci dimostra di essere un connoisseur di giochi d'antan citando nientemeno che Cabal, innovativo sparatutto del 1988. Dimentichiamo però gli scenari esotici del titolo della TAD Corporation, poiché RaRt081 sceglie di ambientare l'opera in un contesto assai familiare...     A metà strada tra l'obelisco e Palazzo Montecitorio, il soldato senza nome (dettaglio assai interessante) rivolge lo sguardo alla frotta di sprites che sembrano correre a perdifiato verso l'ingresso. Il messaggio appare abbastanza chiaro, e la barra "politicians" in alto sembra non lasciare molti dubbi sull'identità dei suddetti sprites, eppure un attimo di riflessione è doveroso.   In primo luogo la posizione del protagonista: poiché in Cabal il player poteva spostarsi solo a destra e sinistra, era abbastanza raro trovarlo immobile; eppure RaRt081 lo ritrae proprio così: fermo, quasi in rassegnata contemplazione, e – altro dettaglio da tenere presente – nemmeno l'arma è immediatamente visibile. In secondo luogo, lo stesso mirino è puntato verso un punto qualsiasi, come a sottolineare il disinteresse verso i suoi nemici (che pure lo hanno lasciato con solo un quarto di salute, come si vede in alto a sinistra)... che stia pensando all'aumento del prezzo del piombo e abbozzando un rapido calcolo mentale tra costi e benefici?   Dal lato del significante, infine, un accenno sulla grafica pixellosa: esigenza compositiva o un'amara riflessione sulla nostra politica che sembra essere rimasta a decenni fa?   Ai poster(i) l'ardua sentenza.         Link all'immagine di copertina: http://davegamethoughts.blogspot.it/2011/03/cabal-clones.html L'immagine di PAC-ANM è presa dalla pagina Facebook di RaRt081 https://www.facebook.com/rart081/
Tormento primaverile: l'ora legale
Aprile 11
Odio guardare l'orologio e dire:«È già mezzogiorno ed ancora non ho concluso niente!» Odio che qualcuno mi dica:«Sbrigati che è tardi!» Forse non tutti saranno d'accordo con me, ma detesto l'ora legale poiché la considerò dannosa per il mio ciclo di vita naturale.Il mio corpo possiede un orologio interno collegato ai ritmi della natura che viene sbilanciato dall'ora legale ed un'ora di sole in più non mi serve nemmeno per sintetizzare la beneamata la vitamina D, dal momento che non posso passeggiare liberamente senza il timore di imbattermi in qualche baby gang. Qualcuno potrebbe obiettare che queste "birbe" non guardino l'orologio, ma io preferisco sperare che il buio le faccia rintanare nelle loro case! Logicamente sto ironizzando, ma l'odio per l'ora legale mi sorge spontaneo. Ma chi ha inventato l'ora legale, questa consuetudine che ci fa spostare le lancette un'ora avanti? Il colpevole è stato Benjamin Franklin che capì che facendo adattare l'orario ai cambiamenti della luce si sarebbe risparmiata energia destinata all'illuminazione. Il suo suggerimento cadde nel vuoto, ma fu riconsiderato, in molti paesi d'Europa, durante la Prima Guerra Mondiale, quando il risparmio energetico risultava importante. In Italia entrò in vigore con continuità nel 1966 e dal 1996 fu adottata con un calendario comune in tutta Europa. Ma i bisogni del mondo super-industrializzato sono cambiati: ciò che risparmiamo sulla bolletta per l'illuminazione è vanificato dall'uso eccessivo di apparecchiature elettriche che divorano energia indipendentemente dalle ore di luce. Anche alcuni eurodeputati hanno proposto l'abolizione del cambio orario affermando che studi scientifici hanno dimostrato che non ci sono stati  effetti economicipositivi, ma al contrario hanno rilevato effetti negativi sulla salute umana e sull'agricoltura. La richiesta è stata bocciata, ma spero che in futuro ci sia l'opportunità di ridiscuterla. L'ora legale scatta sempre la domenica in modo che le persone si adattino, dormendo un poco in più, dolcemente alla variazione di orario. Peccato, per me non è stato così. Il sabato sono andato al letto dopo la mezzanotte, la domenica mi son dovuto svegliare alle 6:30 per assistere al primo Gran Premio di F1 del 2018!         Link all'immagine originale: https://pixabay.com/it/tempo-di-conversione-orologio-2205490/
Omicidio Angelo Vassallo: storia esemplare che rischia di essere dimenticata
Aprile 04
"Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi"- B. Brecht. Non ci sono elementi rilevanti per il processo. Così l'assassino di Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore di Pollica ucciso il 5 settembre del 2010, resterà senza nome. Dopo più di sette anni i magistrati non sono riusciti a trovare prove che permettessero l'esercizio dell'azione penale e quindi l'avvio di un processo ai danni dei presunti responsabili dell'assassinio del Sindaco Pescatore. È difficile accantonare la storia di Angelo, paradigma di buona politica e di impegno civile. La sua passione per l'ambiente, per il mare e la terra, è sempre stata al centro del suo esercizio. Ciò ha portato le acque di Pollica ad essere le più premiate, negli anni, con le 5 vele – massimo riconoscimento – della Bandiera Blu di Legambiente e Touring Club. L'amore per la sua terra lo ha spinto a battersi contro il mercato della droga ad Acciaroli, arrivando ad affrontare in prima persona gli spacciatori. La sera del 5 settembre di quasi otto anni fa, fu ucciso barbaramente mentre rincasava alla guida della sua auto. Il nome dei suoi assassini è ancora ignoto. L'unico indagato, l'italo-brasiliano Bruno Humberto Damiani (arrestato a Bogotà nel 2015) considerato un frequentatore degli ambienti dello spaccio nella movida cilentana, è risultato negativo al test del DNA. Il fascicolo è stato gestito dalla PM Rosa Volpe, procuratore aggiunto a Napoli ma applicata dal CSM a Salerno proprio per coordinare l'inchiesta seguita sin dalle prime battute, e dal PM Leonardo Colamonici, con il coordinamento del procuratore Corrado Lembo.   Vassallo fu ucciso con 9 colpi di pistola esplosi da distanza ravvicinata a pochi passi dalla sua abitazione di Pollica. Era in auto, con il finestrino aperto e il cellulare in mano. Con ogni probabilità, conosceva l'assassino o comunque non temeva che l'uomo potesse sparargli. L'arma, una calibro 9 baby Tanfoglio, è stata cercata dappertutto, ma non è mai stata trovata.   La scelta di eseguire i test del DNA ad ampio spettro è stata dettata proprio dalla volontà di non trascurare alcun dettaglio utile a scoprire la verità, reclamata a gran voce in questi anni non solo dai familiari del Sindaco Pescatore ma anche dalla società civile. Nonostante la perseveranza della magistratura nel corso di questi lunghi anni, neanche l'ultimo tentativo investigativo – il test del DNA su 94 persone tra conoscenti di Vassallo e sospettati – ha sortito esito positivo. Ed ecco, quindi la chiusura del caso. Una ferita aperta, che brucia sempre di più. La legge, ai sensi dell'art. 408 CPP, disciplina la richiesta di archiviazione nel caso in cui il Pubblico Ministero non sia in possesso di elementi idonei a sostenere l'accusa nel processo penale. Il nostro paese in questo caso non deve plasmarsi alla legge formale affinché questo delitto così efferato non resti impunito. Per fare sì che l'Italia sia in grado di rendere giustizia ad Angelo, servitore delle istituzioni e amante della sua terra, le indagini devono continuare senza sosta. È importante sottoscrivere l'appello su change.org (ecco il link: https://www.change.org/p/no-all-archiviazione-dell-omicidio-vassallo), per l'istituzione di una commissione d'inchiesta sull'omicidio del Sindaco pescatore. Un omicidio che deve far parte dell'ordine del giorno senza cadere nel dimenticatoio, nella lunga lista di storie irrisolte. Storie che nascondono sofferenze ed affetti di intere famiglie e comunità che cercano la verità da troppi anni.   Quando la Verità illuminerà la Giustizia allora il nostro paese potrà dire a gran voce di aver vinto. Per Angelo, per tutte le vittime innocenti.         Immagine presa dal sito www.panorama.it
Jessica Jones: la seconda esplosiva stagione!
Marzo 27
Lo scorso 18 agosto su Netflix assistevamo all’incontro di quattro newyorkesi “speciali”. I loro nomi sono Matt Murdock, Danny Rand, Luke Cage e Jessica Jones. Sono i Defenders, protagonisti dell’omonima serie del Marvel Cinematic Universe. Serie che potrebbe riassumersi in “andiamo a sistemare i guai che quel piagnucolone ripetitivo di Iron Fist non sa risolvere da solo”. Tuttavia non siamo qui a insultare Danny Rand (ma lo abbiamo fatto qui). Siamo qui per parlare di uno dei personaggi che nei Defenders ha avuto troppo poco spazio: Jessica Jones. Per fortuna la nostra eroina ha una serie tutta sua, giunta ormai alla seconda stagione, disponibile su Netflix dall’8 marzo. Un giorno secondo me molto significativo per far uscire la serie su una giovane donna quanto più diversa dall’idea classica di supereroina. Una donna che ne ha passate davvero tante e che ancora sembra essere una calamita per le sventure. Una donna a mio avviso estremamente reale, seppur uscita dai fumetti. Guai e sfortune, infatti, capitano e portano a scoraggiarsi o a divenire cinici. Jessica Jones è cinica. È sarcastica. Forse è anche un po’ asociale. Pur dotata di superpoteri, Jessica Jones è terribilmente umana. Traumi, sfortune e seccature varie riempiono le sue giornate. Però Jessica Jones reagisce. Sempre. Non si arrende mai. Spesso commette errori, è vero. Ma prova e riprova finché ce la fa. (Sì, come nella sigla di Rossana) La seconda stagione, a mio modestissimo parere, porta alle estreme conseguenze alcuni aspetti della prima. È soprattutto il lato emotivo che viene esposto e coinvolto. Se nella prima stagione si trattava delle conseguenze che il passato recente di Jessica aveva sulla sua vita, ora si scava ancora più a fondo. Si va ancora più indietro nel tempo, pur non muovendoci mai dalla New York dei giorni nostri. Un passato che non è mai andato via, era solo sopito, ma che ora ritorna con la forza di un’esplosione (SPOILER: la scelta di parole non è casuale…) e non può più essere evitato. Un passato che cambierà drasticamente il presente, modificando radicalmente le dinamiche della vita attuale di Jessica. Tuttavia non c’è solo Jessica (Krysten Ritter). Tredici puntate dove si passa in modo estremamente fluido dalla trama principale – riguardante Jessica – alle trame secondarie, in cui anche gli altri personaggi – Trish (Rachael Taylor), Malcolm (Eka Darville), Jeri (Carrie-Anne Moss) – vedono loro vite trasformarsi in modi imprevisti e sconvolgenti. È tutto un veloce (ma non troppo) precipitare verso gli ultimi episodi, in un crescendo di emozioni e suspense irresistibili. [SPOILER ALERT] E poi che finale! Da urlo!Link alle foto: http://nerdmovieproductions.it/2018/03/06/jessica-jones-i-primi-5-episodi-della-seconda-stagione/http://ilnerdastro.blogspot.it/2018/03/ancora-uno-poi-basta-jessica-jones-2.htmlhttps://www.serialclick.it/news/73191-marvels-jessica-jones-recensione-della-seconda-stagione
Donne che odiano le donne
Marzo 26
Nei giorni scorsi è venuto alla luce un fatto sconcertante circa le affermazioni di una professoressa di storia e filosofia di un istituto superiore. La notizia rimbalzata su tutti gli organi di informazione, persino in prima serata sulle reti nazionali, riguarda una ferita aperta, troppo spesso presente nella cronaca italiana, il femminicidio. Ed è proprio questo il nodo cruciale della questione. È innegabile che il dovere morale della Scuola sia di educare i cittadini del domani al rispetto comune, alla giustizia e alla liberalità. Ma in tempi recenti tale dovere non sarebbe stato – presumibilmente - adempiuto dall'Istituto d'Istruzione Superiore "N. Pizi", di Palmi (RC): infatti, un membro del corpo docente avrebbe pronunciato una frase deprecabile contro le donne, tra l'altro in ricorrenza della Giornata Internazionale della Donna, proprio nella classe frequentata dalla figlia minorenne di Maria Chindamo, la mamma scomparsa in circostanze misteriose circa due anni fa nel vibonese. Dal 6 maggio 2016 la Procura di Vibo Valentia ha avviato le indagini sui reati di: sequestro di persona, omicidio e occultamento di cadavere (il corpo della donna non è mai stato ritrovato, sono state rinvenute solo tracce ematiche davanti alla sua proprietà nel giorno in cui si sono perse del tutto le sue tracce). La frase poco felice: «Tutte le donne andrebbero sterminate, non valgono a nulla» rivolta alla ragazza visibilmente scossa, sarebbe arrivata allo zio, attualmente tutore legale, tramite un SMS in cui la nipote raccontava quanto successo. Lo zio, fratello della madre, subito messosi in contatto con la dirigente sarebbe stato convocato e informato di quanto riferito dagli avvocati presenti «la professoressa conferma l'accaduto e non mostra alcun pentimento, posto che ritiene "normale" tali affermazioni.» Ora, ciò è già spiacevole di per sé, ma il fatto che tale affermazione sia uscita dalla bocca di una donna, per giunta un'educatrice la rende oltremodo agghiacciante.   La bufera mediatica che si è abbattuta sui protagonisti di tale episodio, e il relativo coinvolgimento di allievi e del resto del corpo docente, denota sicuramente, una leggerezza e una mancanza di tatto non solo nei confronti della figlia di Maria Chindamo, ma di altre persone che con l'episodio non c' entrano assolutamente nulla, professionisti seri che si spendono ogni giorno per fronteggiare una cultura popolare spesso retrograda e sbagliata, e ragazzi che si sono prontamente schierati dalla parte della compagna e della famiglia, biasimando il comportamento inusuale e fuori luogo della professoressa.   L'Istituto è stato inoltre accusato di promuovere una cultura "omertosa", a causa del silenzio del personale scolastico in merito alla vicenda. In realtà, il "Pizi" si dissocia senza dubbio dalla violenta asserzione dell'insegnante, che anzi condanna aspramente; d'altro canto, è ragionevole che la scuola tuteli dalla bufera mediatica tutta la comunità scolastica, composta in gran parte da minori, prima che le autorità competenti emettano la loro sentenza. Ciononostante, l'allieva più di tutti colpita (per via della sua condizione familiare) dall'aggressione verbale del professore, in una dichiarazione rilasciata pochi giorni fa, ha affermato di aver ricevuto non solo l'appoggio dei compagni e di tutti gli altri docenti, ma soprattutto il sostegno della Dirigente Scolastica, Prof.ssa Maria Domenica Mallamaci, che tempestivamente è intervenuta nella questione prendendo i dovuti provvedimenti e informando gli organi competenti dell'Ufficio Scolastico Provinciale e Regionale e successivamente diramando all'ANSA un comunicato in cui chiarisce nettamente la posizione assunta dalla scuola. Quest'ultima, insediatasi solo due anni fa alla Dirigenza dell'Istituto, ha svolto un instancabile lavoro di promozione della scuola come faro di cultura nel territorio pianigiano, creando nuovi percorsi di studi e curando i rapporti con tutti gli enti locali e le associazioni culturali interessati allo sviluppo formativo ed educativo della comunità giovanile, coinvolgendo la Diocesi Oppido-Palmi, esperti di psicologia, giornalisti ed autori affermati in campo letterario. Peraltro, sono frequenti i contatti proprio con il mondo della legalità: è stato da poco attivato un percorso di alternanza scuola-lavoro presso il Tribunale di Palmi e regolarmente sono tenuti incontri con esponenti del sistema giudiziario, da avvocati a magistrati e procuratori. Lo scorso 21 marzo, in occasione della Giornata contro le mafie, la scuola ha preso parte al consueto appuntamento della marcia annuale organizzata dall'associazione antimafia "Libera" di Don Ciotti. L'Istituto, poi, si preoccupa di stimolare la crescita culturale dei suoi studenti non solo attraverso le tradizionali lezioni frontali, ma anche grazie a progetti finalizzati a coltivare il loro lato umano ed artistico. Dunque, pur andando adesso incontro ad una spiacevole ed infamante vicenda, il "Pizi" riesce comunque a tenere alto il suo nome, proponendosi come garante di una solida formazione umana e culturale contro la discriminazione e la sopraffazione. Insomma, l'impegno e la passione di tutto il collegio docenti, degli alunni, del personale ATA e degli uffici non possono e non devono essere lesi o lasciati nell'ombra da generalizzazioni e distorsioni ad opera di informazioni semplificate agli occhi della società civile, per via dell'errore di un singolo che non è stato capace di portare avanti pienamente i valori condivisi dall' Istituto.   Proprio per questo ci si augura che, qualora venissero individuate responsabilità penali oltre che amministrative, lesive nei confronti in primo luogo della dignità della ragazza e successivamente di una scuola sempre attenta e vigile nella lotta ad ogni tipo di sminuimento e/o sopraffazione, sia essa culturale o umana, siano presi i giusti e dovuti provvedimenti.
Finché ci sono i nonni... c'è speranza!
Marzo 25
L'Italia è un paese in cui si registra un esercito di persone "diversamente giovani" che si prendono cura dei propri nipoti: i benamati nonni. Una volta lo stereotipo della nonna era quello di una vecchietta che, accanto al camino, lavorava la lana e coccolava i suoi nipotini con favole e filastrocche. Il nonno, in genere, era una figura più defilata, ma non mancava mai di rincasare con caramelle e dolci per i suoi piccoli. Se una volta erano considerati solo la memoria storica e, per cultura, non esternavano apertamente il loro amore, perché non era stato esternato a loro, tuttavia Il loro ruolo, all'interno della famiglia, è sempre stato importante nell'educazione dei nipoti. Un'importanza accentuata tanto più adesso dai bisogni della società odierna che vede i genitori sempre più impegnati nel lavoro.     Infatti oggi i nonni trascorrono sempre più tempo con i nipoti; giocano assieme; li vanno a prendere all'uscita di scuola; ascoltano la musica contemporanea e si dilettano con WhatsApp, Facebook e Instagram, insomma tutte attività che li avvicinano e rompono quel muro di soggezione che una volta esisteva tra di loro. Così tra nonni e nipoti si sviluppa una relazione magica fatta di continui scambi, grazie alla quale i nonni riescono a trasmettere un senso di continuità tra i vecchi insegnamenti e quelli nuovi e i nipoti riescono a dare ai nonni un nuovo senso alla vita che li rende dinamici e giovanili e, anche se fiaccati nel corpo dalla vivacità dei nipoti, hanno il cervello rivitalizzato. Ma i nonni non sono solo una figura di riferimento sotto il profilo affettivo, poiché molto spesso, grazie alle loro solide pensioni, sono diventati un welfare sicuro per quei figli che vivono in situazioni precarie e non riescono più ad arrivare alla fine del mese.Insomma si è passati dal concetto di famiglia nucleare composta da padre, madre e figli, a quello di famiglia allargata anche ai nonni e agli zii che contribuiscono sempre più al benessere dei propri nipoti.
La saga Cloverfield: strano ma bello!
Marzo 20
J. J. Abrams. Un nome, una garanzia. Regista(Mission Impossible III, Into Darkness – Star Trek, Star Wars: Il risveglio della Forza), sceneggiatore (Armageddon – Giudizio finale, Alias, Lost, Fringe) e produttore di molti dei prodotti televisivi e cinematografici più amati di sempre, J.J. Abrams ha messo il suo zampino – come produttore – anche in una particolare saga, composta da tre film, di cui due distribuiti nelle sale cinematografiche e uno, l’ultimo, solo su Netflix lo scorso 5 febbraio. Stiamo parlando di Cloverfield (2008), 10 Cloverfield Lane(2016) e The Cloverfield Paradox (2018). Tre pellicole estremamente diverse l’una dall’altra per ambientazione, personaggi, trama, stile di regia e, in un certo senso, anche genere. Tuttavia hanno un profondo e intenso legame. Alla base di tutti e tre i film vi è il fatto che l’umanità è tenuta ad affrontare qualcosa di inimmaginabile e totalmente imprevisto, che stravolge totalmente le esistenze delle persone e non solo.Cloverfield, il primo, si presenta come se fosse realizzato a partire dalle immagini ritrovare su una videocamera privata. Vediamo sei ragazzi che un attimo prima si stavano divertendo ad una festa e un attimo dopo devono fuggire in una New York devastata da un terribile e gigantesco mostro. Nel secondo capitolo la protagonista, Michelle (Mary Elizabeth Winstead), dopo un incidente d’auto, si trova segregata nel bunker di un bizzarro sconosciuto, Howard (John Goodman). Nonostante le rassicurazioni di Emmett (John Gallagher Jr.), un ragazzo che ha assistito al famigerato attacco di cui parla Howard e che è anch’egli ospite nel bunker, Michelle non riesce a non sospettare di Howard e cerca in tutti i modi di fuggire. Ciò che la aspetta all’esterno è davvero incredibile. The Cloverfield Paradox, l’ultimo, vede una squadra di astronauti internazionali che, nel 2028, in missione in orbita per cercare fonti di energie alternative, compiendo esperimenti scientifici che presentano un alto tasso di rischio e di “controindicazioni” che potrebbero cambiare la realtà così come la conosciamo. Come già detto, tre pellicole estremamente diverse, ma legate da un qualcosa che si percepisce, ovvero la natura post-apocalittica degli eventi e delle situazioni che i personaggi si trovano a dover affrontare (o – SPOILER ALERT – causare). Il primo film si presenta come un video-diario girato da ignari ragazzi che cercano solo di sopravvivere. La componente emotiva è estremamente forte: amici scomparsi o morti, perdita degli oggetti più cari, della sicurezza, per via di una minaccia tanto improvvisa quanto pericolosa e invincibile. 10 Cloverfield Lane, dopo un inizio un po’ lento e stentato, si presenta come una sorta di action movie dei comuni mortali, con la protagonista che si trasforma all’occasione in Sherlock Holmes e Lara Croft. L’ultimo capitolo appare più complesso sia per temi trattati che per le vicende vissute dai protagonisti e, soprattutto, (SPOILER ALERT) per le conseguenze delle loro azioni. Gli esperimenti scientifici che tentano, in un clima già di per sé complicato (vita in orbita a contatto con persone totalmente diverse, influenzati da culture e politiche nazionali spesso in conflitto), finiscono col danneggiare lo spazio-tempo in modo disastroso.La particolare natura di questa saga, in cui gli ultimi due film presentano una certa distanza cronologica dal primo, dipende da fattori esterni a quelli che potremmo definire cinematografici in senso stretto: in parole povere, non si trattava di problemi di budget. Il primo film ebbe sì un buon successo al botteghino, ma soprattutto continuò a vivere in altre forme: ad esempio, fu creato il sito del film (www.1-18-08.com), dove, insieme  a foto inedite, erano fornite ulteriori informazioni omesse nella pellicola; ancora, vennero creati i (finti) profili myspace dei protagonisti, i quali riportavano come ultima data di accesso proprio la data in cui si svolge il film (quella riportata anche nel sito). Il risultato è una trilogia particolare e per questo accattivante, che riesce a soddisfare i gusti di un vasto pubblico. L’ideale per una bella maratona con gli amici nerd e amanti del genere post-apocalittico. Preparate i pop corn!Link alle foto: https://fi.flixable.com/title/70082268/ https://cinapse.co/the-cloverfield-films-get-the-4k-treatment-cbceb2faf8e5http://ilbelcinema.com/10-cloverfield-lane/https://www.ilpost.it/2018/02/05/cloverfield-paradox-netflix-online-trailer/
Chi è RaRt081?
Marzo 20
Chi è RaRt081?   Nessuno lo sa, tantomeno noi di MYGENERATION.   Sappiamo però che è un giovane artista napoletano, che ha deciso di manifestare il suo dissenso restando nel più totale anonimato, scegliendo la nostra redazione come suo interlocutore privilegiato, ogni volta che una nuova opera vede la luce.   I suoi poster, affissi in varie zone di Napoli (e non solo!) hanno attirato l'attenzione di un crescente numero di curiosi e di appassionati, e vanno a toccare una serie di temi che spaziano dalla politica al sociale, dalla cultura alla TV, sempre in maniera intelligente. Talvolta forte, ma mai banale, come nel caso della serie di opere "ispirate" alla serie TV Gomorra, in cui la giustapposizione tra le frasi celebri dello show e i personaggi dell'universo Marvel o DC creavano un senso di straniamento nell'osservatore.   Ma passando a lavori più recenti, il primo che RaRt081 presenta a MYG è il seguente:     La semplicità della composizione si riflette nell'immediatezza del pensiero veicolato: se qualcuno va preso – metaforicamente? – a bastonate, quel qualcuno è chi ci governa, che anche nell'atto di fuggire si tiene ben stretta la sua borsa. L'opera è stata concepita mesi fa, come spiega lo stesso RaRt081, eppure il messaggio rimane – ahinoi – tristemente attuale.     In attesa di altri poster, per ora è tutto.
Starnone racconta l’amore e i suoi “Lacci”
Marzo 20
«L’amore è un contenitore dentro cui ficchiamo tutto». Ci mettiamo la gioia, certo, la passione, il traporto, l’emozione; ma non risparmiamo le notti in bianco, i rancori, le liti feroci e quel senso di vuoto che prevale quando la storia è ormai ai suoi ultimi sfilacci. Lacci (Einaudi 2014) di Domenico Starnone – da cui l’omonima pièce con Silvio Orlando - nasce dall’esigenza di raccontare gli ultimi respiri rantolosi di una storia d’amore malata e troppo avanti con gli anni. Il romanzo è un racconto a più voci: c’è quella capricciosa e venata di disprezzo di Vanda molti anni fa, e quella rassegnata, dai toni pacifici e malinconici di suo marito, molti anni dopo. Le storie d’amore procedono su binari non ben assestati, spesso deragliano e rischiano di finire fuori strada, a volte vanno avanti ma perdono qualcosa per strada: qualche bagaglio vola fuori dal finestrino, eppure il carico non diventa più leggero. Starnone cambia notevolmente tono e ritmo rispetto al romanzo con cui si aggiudicò lo Strega nel 2001, Via Gemito. C’è una differenza sostanziale: prima di forma – Lacci conta 133 pagine, contro le 389 di Via Gemito -, poi di contenuto. I toni sono più svelti, accesi, incalzanti. Insomma, un autore da riscoprire con un romanzo nuovo e pluritonale. Uno Starnone intenso e ricco di attese. url immagini: https://img.ibs.it/images/9788806228989_0_0_1541_75.jpg http://leultime20.it/wp-content/uploads/2015/08/starnone-lacci-570x300-1764x700.jpg
Zeppole, che passione!
Marzo 14
I dolci napoletani hanno origini antiche e loro nascita è stata spesso influenzata da un misto di culture. Alcune ricette risalgono all'epoca greca, altre rievocano sapori orientali, come si evince dall'uso del miele e dei canditi, altre ancora prendono spunto dalla cucina francese, ma tutte si sono poi trasformate secondo il gusto locale. Per ogni ricorrenza c'è una delizia per il palato: la pastiera, il babà, gli struffoli, la sfogliatella, il migliaccio e tanto altro ancora spalmato lungo tutto l'arco dell'anno. Così, marzo non è solo il mese della primavera, ma è anche il mese in cui tutta Napoli si riempie dell'odore di uno dei dolci più buoni della sua storia culinaria, ovvero quello delle zeppole. Queste soffici frittelle hanno origini antiche risalenti addirittura all'epoca romana, quando gli abitanti festeggiavano Bacco e Sileno durante le celebrazioni della Liberalia gozzovigliando con vino e paste di frumento, cotte nello strutto bollente. L'avvento del Cristianesimo non ha cancellato questa antichissima tradizione, ma l'ha assimilata e fatta propria per onorare uno dei Santi più amati a cui è dedicata la Festa del Papà che si festeggia mangiando proprio le ben note zeppole. Questa bontà è associata a San Giuseppe perché, secondo la leggenda, egli affiancò al mestiere di falegname quello di friggitore di frittelle durante la fuga in Egitto. La ricetta originale si avvicina a quella del bigné francese e risalirebbe, secondo il trattato Cucina teorico-pratica di Ippolito Cavalcanti, al 1837: un preparato a base di zucchero, uova, farina, burro, fritto e decorato con crema pasticcera, zucchero a velo e amarena sciroppata. È un dolce tradizionale mangiato ancora oggi, ma, nei tempi addietro, risultava costoso per il nostro popolo che onorava il Santo con le classiche ciambelle di patate fritte prima nello strutto e poi zuccherate. Ricetta ancora oggi rispettata.   Risulta, comunque, sempre delizioso mangiare l'uno o l'altro dolce. Buon appetito!           Link all'immagine originale: https://pixabay.com/it/pasticceria-zeppola-napoletana-1538782/ 
I supermercati Walmart hanno alzato il limite di età per l’acquisto delle armi
Marzo 07
Dai 18 ai 21 anni è stato elevato da Walmart il limite di età per poter acquistare armi da fuoco. La catena di supermercati americana ha, infatti, anticipato una proposta già in discussione al Congresso. Su di questa, il presidente Donald Trump ha mostrato sorprendenti aperture, incontrando l’opposizione generalizzata della Nra (National Rifle Association), il colosso americano per le armi.     Walmart è stata chiara: si impegnerà seriamente ad essere e rimanere un serio rivenditore di armi da fuoco, a costo di oltrepassare la legge federale con i suoi clienti. Essi, prima di acquistare un’arma, saranno sottoposti ad un accurato “background check”, e l’acquisto sarà loro interdetto fino al termine delle opportune verifiche.   Anche il rivenditore Usa Dick’s Sporting Goods sembra sulla stessa lunghezza d’onda. Ha, infatti, dichiarato che non venderà mai più fucili di assalto della tipologia dell’AR-15, utilizzato dal killer durante la strage nel liceo della Florida.   link alle foto: https://www.nytimes.com/2015/08/27/business/walmart-to-end-sales-of-assault-rifles-in-us-stores.html https://techcrunch.com/2016/01/12/visa-checkout-announces-walmart-starbucks-as-merchant-partners/  
Google ha vietato sette domande ai colloqui perché nessuno sapeva rispondere
Marzo 07
Il colosso della ricerca Google ha deciso di vietare sette precise domande, usualmente poste nel corso delle interviews. Motivo? Tutti facevano scena muta! Sarebbe infinitesimale, infatti, la percentuale di candidati che saprebbe rispondere a queste domande, ritenute “praticamente impossibili”. Andiamo a scoprire, allora, i temibili quesiti che valgono a giocarti il posto a Mountain View!     Partiamo con il quesito su quanti gradi misura l’angolo formato dalle lancette dell’orologio alle tre e un quarto. Vi diamo uno spoiler, la risposta non è “zero”. Proseguiamo quindi con la domanda su quanti dollari servano per lavare tutte le finestre di Seattle. Pare che Google abbia anche chiesto ai propri candidati di spiegare in tre frasi che cosa sia un database. Ad un ipotetico nipote di otto anni. E siamo solo all’inizio. Per diventare un dipendente Google, bisogna sapere per quale motivo i tombini siano tondi, e non di un’altra forma. Ancora, come dividere il tesoro di una nave pirata in modo da sopravvivere, ma anche da accontentare gli altri pirati e non farsi uccidere. Forse saranno fissati con gli orologi, perché pare che gli intervistatori ti chiedano anche quante volte al giorno le lancette si sovrappongono. Non solo; pare che tu debba anche disporre di poteri da medium per sapere che cosa diavolo è successo ad un uomo che spinge la sua macchina fino ad un hotel, dopo aver perso tutti i suoi averi.   Non so voi, ma personalmente non avrei saputo rispondere neanche a mezza. Credo che cercherò le risposte su Google.   link alle foto: https://www.technoblitz.it/google-lancia-oreo-su-entry-level/ https://twitter.com/google
Si rade i capelli per donarli ai bambini malati: 14enne messa in isolamento a scuola
Marzo 07
Si chiama Niamh Baldwin la ragazzina di 14 anni della Cornovaglia che ha deciso di rasarsi i capelli per consegnarli alla Little Princess Trust. L’organizzazione realizza parrucche per bambini malati di cancro, e la quattordicenne ha deciso di devolverle una donazione. Eppure, quando si è recata a scuola, è stata severamente punita e messa in isolamento: l’istituto scolastico prevede che, per seguire le lezioni, i capelli dello studente debbano essere più lunghi di un centimetro.   E’ particolarmente dubbia la connessione circa la lunghezza dei capelli e l’apprendimento di uno studente; e la madre di Niamh non ha esitato a manifestare il suo disappunto sui social. La signora si è dichiarata sconvolta dal comportamento degli insegnanti, che invece di valorizzare il comportamento della ragazzina come esempio di generosità e umanità, non solo avrebbero condannato la sua scelta, ma l’avrebbero perfino umiliata, attraverso l’isolamento dai compagni. La preside ha affermato che la ragazza seguirà le lezioni da sola fino al momento in cui le cresceranno i capelli.     La Little Princess Trust, pur dimostrandosi comprensiva nei confronti delle regole della scuola, non ha mancato di manifestare la sua solidarietà alla madre della ragazzina e di ringraziare la piccola per il suo gesto. La quattordicenne ha scritto su Facebook che non sono i capelli a definirti come persona. Le azioni e le assurde regole di alcuni, invece, di definizioni ce ne fanno venire in mente parecchie.   link alle foto: http://www.huffingtonpost.it/2018/01/09/si-rasa-i-capelli-e-li-dona-ai-bambini-con-il-cancro-niamh-14-anni-viene-punita-dalla-scuola-ha-infranto-le-regole_a_23328257/ https://www.justgiving.com/fundraising/marinahairdonation  
Intercettato il segnale delle prime stelle dell’Universo!
Marzo 07
Per oltre venti anni è stato ricercato dagli astronomi di tutto in mondo, e finalmente si è fatto sentire. Il segnale delle prime stelle dell’Universo è stato catturato da una piccola antenna radio nel deserto dell’Australia. Grazie ad un lieve rumore, è stata dimostrata la teoria per cui le stelle sarebbero nate 180 milioni di anni dopo il Big Bang, ponendo fine alla cosiddetta Età Oscura dell’Universo.   Pubblicata sulla rivista Nature dal gruppo internazionale guidato dall’Università dell’Arizona e dal Mit (Massachusetts Institute of Technology), la ricerca apre nuove prospettive per la fisica. L’antenna Edges, grande quanto un frigorifero, ha volato indietro nel tempo più di quanto avrebbe fatto il telescopio Hubble, riuscendo ad intercettare la traccia nientemeno che delle prime stelle.   Un suono leggero, definito dai ricercatori come un “battito di ali di colibrì nel mezzo di un uragano”; ma in grado di rivoluzionare le misurazioni di tutti i campi della scienza! La scoperta permetterà, infatti, di mappare la nascita delle stelle nelle varie aree del cielo. Non vediamo l’ora di scoprire il parere di Sheldon Cooper! Specialmente perché il segnale è stato trovato dal suo odiato Mit.     Link alle foto: https://gogomagazine.it/serie-tv/10-personaggi-piu-intelligenti-delle-serie-tv-15448/  https://www.savoiabenincasa.gov.it/2014/11/30/global-teaching-lab-la-partnership-con-boston-mit/  
25.000 dollari l’anno per accarezzare gatti da professionista: aperte le candidature
Marzo 07
Sì, avete capito bene: a Dublino, la clinica veterinaria “Just Cats” sta cercando un “accarezzatore professionista di gatti” da ricoprire di soldi. Non è una presa in giro; la clinica è molto seria sulla sua offerta lavorativa, e non intende trattare sulle ben determinate skills che verranno richieste all’aspirante.     Sarà, infatti, valutato positivamente il candidato che documenti il possesso di specifiche certificazioni circa lo studio dei felini e delle loro abitudini. Non solo: dovrà essere perfettamente capace di parlare loro, in modo da farli rilassare. Non a caso, dovrà conoscere ogni minima tipologia di fusa (ne esiste più di una?) e le sue mani dovranno essere delicate e abili ad accarezzare i gatti per un periodo di tempo molto lungo.   Che la nostra prospettiva di invecchiare soli e circondati da gatti possa regalarci una superpensione? Non sappiamo voi, ma noi corriamo ad inviare i curricula!     link alle foto: https://www.athleticat.it/comportamento-gatto/  https://www.petpassion.tv/blog/gatti-collare-campanella-49560  
“Come potete stare dietro un PC per soldi?”, ce lo domanda l’ultimo eremita
Marzo 07
Si chiama Christopher Thomas Knight, ha 47 anni e potrebbe essere considerato l’ultimo vero eremita. Ai suoi vent’anni, durante un viaggio verso il sud degli Stati Uniti, si è avventurato in un sentiero remoto, proseguendo fino al bel mezzo della vegetazione più florida. Ed è lì che ha deciso di vivere per i successivi ventisette; senza che nessun parente abbia mai denunciato la sua scomparsa. L’uomo è stato recentemente arrestato: per sopravvivere, infatti, avrebbe commesso numerosi furti.   La sua storia è stata raccontata dal giornalista statunitense Michael Finkel nel libro “Nel bosco, la straordinaria storia dell’ultimo vero eremita”. L’impresa è particolarmente ambiziosa: non è per nulla facile tracciare il profilo di Christopher. Knight viene presentato come un uomo dalla personalità complessa. L’autore racconta di come Christopher non fosse contento di essere intervistato, e che sfuggisse il suo sguardo, ritenendo che i volti degli uomini contengano troppe informazioni da interpretare velocemente.     Non tutti credono a Christopher: molti sono scettici riguardo le sue possibilità di sopravvivenza nel rigido inverno del Maine. Eppure, sembrava ben organizzato: una tenda fatta di plastica, pile di National Geographic e giornali rubati per formare dei mattoni isolanti. Avrebbe costruito un sistema per rendere potabile l’acqua con i soli fondi del caffè.   La sua filosofia di vita? Nessuna. Ci terrebbe a chiarire, conferma il giornalista, che la sua persona non corrisponde in alcun modo all’ideale di eremita saggio e zen che potremmo immaginarci. Semplicemente, Knight ha desiderato, per una vita, fuggire il contatto con gli uomini e con il tempo. Ritiene, infatti, inconcepibile come possa essere considerato normale stare dietro ad un PC per soldi, e assurdo rilassarsi in una tenda. Non vede come sia possibile che contemplare gli alberi sia considerato improduttivo, e tagliarli l’esatto contrario.   Insomma, se ci aspettavamo il remake di “Into the wild”, siamo finiti nel posto sbagliato. Il libro di Michael Finkel parla di un uomo che semplicemente odia tutti e vuole essere lasciato in pace. Già lo amiamo!   link alle foto: https://www.nytimes.com/video/movies/100000003634158/true-story-mike-finkel.html https://www.portsmouthnh.com/event/writers-loft-michael-finkel-stranger-woods/ 
Sesso a pagamento: scandalo per ventuno membri della Croce Rossa
Marzo 07
  La Croce Rossa internazionale si è impegnata in un’operazione di trasparenza assieme ad altre organizzazioni umanitarie, a seguito dello scandalo sugli abusi sessuali che ha recentemente coinvolto Oxfam, Save The Children e Plan International. Quest’ultima, in particolare, avrebbe autodenunciato ben sei episodi di recenti abusi su minori da parte di collaboratori e membri del suo staff. In particolare, presso la Croce Rossa non sono stati perpetrati reati, ma comportamenti esplicitamente vietati dal codice di condotta dell’ong. Si tratterebbe del pagamento di prestazioni sessuali, anche se effettuate presso Paesi in cui la prostituzione non costituisce un illecito.   Yves Daccord, direttore generale del Comitato internazionale della Croce Rossa, ha dichiarato come sia fondamentale che il silenzio che ha circondato tale problematica si sia frantumato. Ha altresì osservato che comportarsi con assoluta integrità rappresenta un dovere per ogni organizzazione non governativa nei confronti delle persone a cui prestano i loro servizi. Persone che, è doveroso aggiungere, si fidano di loro.   link alle foto: https://scambieuropei.info/lavoro-croce-rossa-italiana-sociali-amministrativi-salute/ https://it.wikipedia.org/wiki/Croce_Rossa_Italiana
Arriva We Croak, l’app che ti ricorda che devi morire!
Marzo 07
Un’antica credenza del Bhutan affermerebbe che, per essere una persona veramente felice, bisognerebbe pensare alla morte per ben cinque volte al giorno, meditando su noi stessi e sul modo in cui conduciamo la nostra vita. Ed è proprio da questo filone di pensiero che nasce We Croak, l’app che ha lo scopo di aiutare i suoi utenti alla ricerca della felicità mediante una periodica riflessione sulla mortalità.   L’app, disponibile per Android e iOS, invia sul dispositivo cinque frasi al giorno di celebri filosofi, poeti o pensatori che, nel corso della loro vita, si sono interrogati sulla tematica. I messaggi verranno inviati dalle 7 del mattino alle 10 di sera senza un orario fisso, e saranno seguiti da un invito a dedicarsi per qualche secondo alla meditazione, con un respiro profondo e consapevole.   Noi non mettiamo in dubbio l’efficacia dell’applicazione, siamo curiosissimi di sperimentarla! Abbiamo solo dubbi su come ci sentiremmo se, nel bel mezzo della preparazione di un esame o di un lavoro importante, sul telefono ci arrivassero sms sulla nostra morte imminente!   link alle foto: https://www.wecroak.com/ 
Fallito il tentativo di rilevarla: la Weinstein Company dichiara bancarotta
Marzo 07
Il cda della Weinstein Company è stato molto chiaro con i media statunitensi. L’esito è sicuramente disastroso per i dipendenti dell’azienda, per i creditori e ogni vittima, ma è necessario un processo di bancarotta per massimizzare il valore residuo della compagnia. Questo è quanto dichiarato al Los Angeles Times e al New York Times: ed entrambe le testate fanno riferimento ad un fallimento nel tentativo di rilevare l’azienda.     Il gruppo degli investitori capeggiato da Maria Contreras-Sweet sarebbe stato molto interessato a rilevare la Weinstein Company per mezzo miliardo di dollari. Questo, però, prima che il procuratore generale di New York intentasse un’azione legale contro la società e i fratelli Weinstein. L’azione è stata promossa nel timore che la vendita producesse il probabile rischio di lasciare le vittime degli abusi da parte del regista senza la possibilità di accedere ad un opportuno risarcimento.   Il regista non è – ancora – imputato di alcun reato; tuttavia, le denunce a suo carico sono talmente numerose che la notizia che non se la passi per nulla bene non può che farci sorridere di soddisfazione.   link alle foto: http://www.bbc.co.uk/news/entertainment-arts-43227627  https://www.thesun.co.uk/news/4624318/harvey-weinstein-net-worth-films-wife-georgina-chapman/
Apple ha ceduto: i dati degli utenti cinesi di iCloud verranno spostati su server locali
Marzo 07
Con una decisione che desta particolari perplessità, dallo scorso 28 febbraio Apple si è adeguata alle leggi di Pechino: d’ora in poi, i servizi cloud offerti ai cittadini saranno gestiti dai server della Repubblica popolare. L’azienda di Cupertino ha tenuto a precisare come i valori in cui crede - rispetto della privacy e tutela degli utenti- non varino a seconda del luogo in cui i prodotti vengono venduti. Tuttavia, questa volta non è riuscita ad ostacolare la volontà del governo cinese, essendo Apple tenuta a rispettare le disposizioni legislative di tutti i Paesi.     I dati saranno trasferiti sui server della società – strettamente legata al Partito comunista cinese - Cloud Big Data Industry, creata a Guizhou nel 2014. Apple assicura, tuttavia, che continuerà a mantenere il controllo sulle chiavi crittografiche dei dati iCloud, oltre a rispondere delle richiese giudiziarie per i dati in suo possesso dei singoli individui.   Il tutto nell’ottica della sopravvivenza di un briciolo di garanzia alla privacy dei consumatori, tematica che preoccupa moltissimo gli attivisti per i diritti umani. Jing Zhao, infatti, ci tiene a ricordare che, un decennio fa, Yahoo! cedette i dati di alcuni cittadini al governo cinese, e questo provocò numerosi arresti e condanne a morte.   link alle foto: https://www.apple.com/shop/accessories/all-accessories
Il grande ritorno del “banana phone”: il Nokia 8110 sbaraglia la concorrenza
Marzo 07
Sono passati ben 22 anni da quando fu messo sul mercato; e oggi, a Barcellona, il Banana Phone fa il suo grande ritorno! L’azienda finlandese HMD Global ha deciso di mettere in imbarazzo i grandi colossi della tecnologia, come Samsung ed Lg, senza grandi sforzi creativi. E lo farà semplicemente rimettendo in commercio quello che fu il telefono di Neo nel film Matrix!   L’8110 ha un costo di 80 euro e, a differenza del 3310, ha una compatibilità 4G e dispone della possibilità di scaricare app come Gmail, Facebook e Twitter. Ha una memoria interna RAM di 512 MG e una fotocamera posteriore da 2MP. Il piccolissimo display consiste in un QVGA da 2.4 pollici. Come potrebbe, poi, mancare una versione aggiornatissima del gioco Snake?     Non è la prima volta che l’azienda utilizza questa strategia: al Mobile World Congress del 2017, l’HMD Global rilanciò nientemeno che il Nokia 3310! Roba che mancavano soltanto gli scaldamuscoli, gli Oasis e le cuffie fluo, poi con gli anni ’90 eravamo al completo. Noi non vediamo l’ora di acquistarlo: chissà che sapore avrà inviare il buongiornissimo con un telefono di venti anni fa!     link alle foto: https://notebookitalia.it/nokia-8110-4g-banana-phone-prezzo-vendita-italia-26508  http://www.repubblica.it/speciali/tecnologia/mobile-world-congress/edizione2018/2018/02/25/foto/nokia_torna_il_banana_phone_ed_e_subito_nostalgia_anni_90-189737800/1/#1  
Messina ignorata nel docufilm su Caravaggio: il sindaco ne chiede il ritiro
Marzo 07
Il sindaco di Messina Renato Accorinti non ha ben gradito l’assenza della sua città dal nuovissimo docufilm su Caravaggio. Il prodotto del regista Jesus Garces Lambert, infatti, avrebbe totalmente ignorato il soggiorno messinese dell’artista, non menzionando neanche le opere lì realizzate. Del tutto omesse, quindi, l’Adorazione dei pastori e la Resurrezione di Lazzaro.   Di fuoco è stata, dunque, la lettera del primo cittadino, che ha richiesto esplicitamente il ritiro del film. Peccato che il documentario non solo sia stato già proiettato dal 19 al 21 febbraio; ma in soli tre giorni è stato guardato da più di 130.000 persone!   Accorinti ha altresì dichiarato come questa dimenticanza culturale inspiegabile abbia tanto il sapore di ostracismo culturale. Di conseguenza, sarebbe opportuno e doveroso rivedere ed integrare l’opera in considerazione, ai fini di veridicità storica e completezza. La lettera del sindaco è stata inviata anche a Caterina Di Giacomo, direttrice del Museo regionale di Messina, a Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali, e all’immancabile Vittorio Sgarbi. Ci aspettiamo grandi cose dalla risposta di quest’ultimo: è già pronto il pop corn per una cat fight all’ultimo dipinto!   link alle foto: http://www.vocespettacolo.com/intervista-al-regista-jesus-garces-lambert/   
Rimaniamo legati alle canzoni dell'adolescenza: la psicologia ci spiega perché
Marzo 01
Recentemente il New York Times ha pubblicato un pezzo, The Songs that bind, nel quale il giornalista Seth Stephens-Davidowitz ha proposto delle conclusioni molto interessanti. Tra le tendenze di Spotify, ha notato come certe canzoni dovessero la loro popolarità al fatto che alcuni gruppi della popolazione le avessero sentite quando erano adolescenti. Ne è un esempio “Creep” dei Radiohead, ascoltata in prevalenza da quelli che oggi sono quarantenni.   Il magazine on line Vice ha quindi deciso di indagare sulla questione, intervistando la dottoressa Stephanie Burnett Heyes, ricercatrice della British Academy all’Università di Birmingham, per ottenere un punto di vista sul piano psicologico.   La dottoressa ha dato risposta al fenomeno spiegando come “i teen” siano un periodo particolarmente sensibile dal punto di vista sociale. E’ un periodo della vita in cui si è parecchio recettivi verso idee e persone, e questo tipo di interazione tende a sedimentarsi nell’interiorità di ognuno. Ecco perché si rimarrebbe così legati a tali ricordi, più di quanto accade da adulti. Non ci sarebbero prove scientifiche a supporto di questa tesi, ma è un filone su cui, nel campo della psicologia, pare si trovino tutti d’accordo.   Un’altra ragione riguarderebbe l’attività funzionale del cervello, teoria che va ad integrare quelle sociali. Gli adolescenti, infatti, sembrano rispondere meglio di persone più giovani e più vecchie alla stimolazione derivante dalla ricompensa, e questo andrebbe ad incidere su tutte le loro attività. Non sappiamo esattamente se essere o meno d’accordo con questi studi; nel frattempo, corriamo ad accendere i Blink 182!   link alle foto: https://www.bbc.co.uk/music/artists/fbd2a255-1d57-4d31-ac11-65b671c19958 https://blink182merch.com/collections/youth  

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