Una vera e propria diatriba tra Italia e Francia per la restituzione di alcuni reperti, adesso la questione finisce in tribunale.
Tornano a far discutere alcuni oggetti che sarebbero conservati al Louvre, ma che in realtà sono state rubate al Louvre, ma adesso l’Italia vorrebbe tutto indietro. Anfore, vasi, rilievi antichi sarebbero un tempo trafugati e in seguito rivenduti e adesso la direttrice del Louvre, dovrà difenderli, il motivo?

Il Tribunale di Roma ha richiesto la confisca per alcune opere che sono state trafugate nel nostro Paese e adesso si troverebbero al Louvre. Di mezzo, sarebbe finita anche l’architrave della chiesa di San Nicola di Bari (Avezzano), sicuramente sparito dopo il terremoto del 1915.
Tribunale di Roma chiede la confisca di alcune opere
Inutile negarlo al Musée du Louvre a Parigi basta guardarsi intorno per notare che sono presenti innumerevoli opere realizzate in Italia. Fra qualche mese il museo più importante del mondo sarà sottoposto ad un delicatissimo ripristino per via delle sue condizioni.

Tra le opere presenti che sono state realizzate in Italia, però, alcune presenti stanno facendo molto discutere, il motivo? La provenienza sarebbe dubbia ed ecco che arriva la nuova diatriba internazionale tra l’Italia e la Francia.
La diatriba tra Italia e Francia continuerà in tribunale
Nello specifico, sarebbero sei le opere finite al centro dell’attenzione, ma come sarebbero giunte al Louvre? Pare proprio che all’orizzonte vi siano traffici illeciti. Insomma, è bastato poco per arrivare alla contesa tra il museo francese e il Ministero della Cultura Italiana. Tra i vari oggetti è presente un’anfora, acquistata all’asta nel 1990 e proveniente da una collezione sospetta e ancora le Nereidi in terracotta, alcuni vasi del IV secolo e, infine, una testa in terracotta di Eracle, ma non è ancora finita perché è presente anche un architrave da ricondurre alla chiesa di San Nicola di Bari.

Quest’ultimo pare abbia girato per moltissimo tempo prima di arrivare a Parigi, luogo in cui adesso è conservato, come capolavoro del rinascimento italiano. Dal 2018, si cerca però, di arrivare ad un accordo che prevedesse la restituzione delle opere all’Italia. Ma attenzione, però, non arrivando ad una soluzione adesso la questione si sposterà nelle aule del tribunale, il motivo? È stata chiesta la confisca dei beni, infatti, sono ritenuti patrimonio del Paese.
Adesso l’arduo compito spetterà alla direttrice del Louvre, sarà proprio lei che si dovrà presentare in tribunale e cercare in tutti i modi di difendere quelle opere. Una lunga battaglia quella portata avanti dall’Italia, il recupero dei beni culturali che nel corso del tempo sono stati sottratti illegalmente e poi in seguito rivenduti all’estero è un tema centrale di questi tempi. Negli ultimi anni e, più nello specifico dal 2023, infatti, va sottolineato che sono innumerevoli i beni tornati indietro. Per essere più precisi nel Bel Paese sono tornati avanti 750 reperti solo dall’Inghilterra e 600 dagli Stati Uniti.