La chiedono milioni di fan da anni, ma una edizione che presenti un Bloodborne remake o remastered quanto è concreta oggi, nel decennale di uno dei videogiochi più amati di sempre?
Bloodborne, gli amanti dei videogiochi sanno bene quanto importante sia questo nome nell’ambito dell’industria del gaming. Si tratta di una delle opere più acclamate realizzate da From Software e da Hidetaka Miyazaki, e che il 24 marzo 2025 ha compiuto dieci anni (anche se per noi europei la data da prendere come riferimento è il 25 marzo, n.d.r.). Tanto tempo è passato infatti da quando questa opera magna riuscì a dare maggiore lustro alla libreria di PlayStation 4, ai tempi ancora ai suoi albori.

Per milioni di fan, Bloodborne è ritenuto il videogioco migliore mai fatto da From Software e Miyazaki. Migliore persino di quel Dark Souls di fine 2011 che pure seppe rapire tantissimi videogiocatori, o del pluripremiato e sempre di moda Elden Ring del febbraio 2022 Nel corso degli anni si è vociferato tanto di un possibile remake o di una remastered di Bloodborne. Magari da affidare alle sapienti mani di Bluepoint Games, che all’uscita di PlayStation 5 a novembre 2020 strappò applausi con il remake di Demon’s Souls del 2009, uno dei titoli di lancio della console. E che arrivò in Europa nella sua versione originaria a giugno del 2010.
Bloodborne a 60 fps, sogno o realtà?
Demon’s fu il titolo pioniere del genere souls, dal quale è poi nata la sottospecie dei soulslike, ovvero di quei videogiochi il cui stile richiama, in toto od anche solo parzialmente (Nioh, The Sourge, Lies of P, Mortal Shell, Lord of the Fallen e tanti altri) le opere miyazakiane di From Software. Che a sua volta però fece dei tentativi pioneristici con i vari King’s Field ed Otogi anni prima. Di Bloodborne, ora che è arrivato il decennale, giungerà anche un tanto desiderato remake od anche solo una remastared?
Sembra proprio di no. Forse perché non è chiaro chi sia il vero detentore dei diritti, tra Sony e From Software. Magari è per non rischiare beghe legali che uno dei pochissimi videogiochi dei quali davvero la gente avrebbe voluto una riproposizione in chiave moderna continua invece a restare celato nell’oblio, vivendo solo nei nostri ricordi e magari in una nuova run da cominciare a distanza di anni. Di piani ufficiali per rivivere nuovamente il Sogno del Cacciatore con grafica e comparto tecnico migliorato non ce ne sono.

Né tanto meno riusciremo a rigiocare a Bloodborne con i tanto desiderati 60 fps. Vengono i brividi a pensare a come lo abbiamo giocato nel 2015; con tempi di caricamento lunghi anche due minuti e con un bug che cancellava i salvataggi. Di patch in patch la situazione è migliorata. Ed ora avviare Bloodborne su PS5 migliora le cose in fatto di risoluzione e di caricamenti, ma tutto resta ancorato a 30 anacronistici fps.
Come giocare in multiplayer su Bloodborne?
I 60 fps ci starebbero proprio bene, in quello che è il souls più action che ci sia. Qualcuno potrebbe obiettare che tale titolo spetti a Sekiro: Shadows die twice, ma non è così, per il semplice fatto che Sekiro È DEL TUTTO un action e PER NULLA un souls.
In tutto ciò Sony se n’è uscita con il recente lancio della remastered di Days Gone. Un titolo dall’appeal decisamente meno forte, ritenuto più che sufficiente in media, e che, nonostante la bravura dello studio di sviluppo, Bend Studios – ed a differenza di Bloodborne – non è poi così indispensabile dover giocare. E dal 24 marzo al 7 aprile ha luogo l’ormai tradizionale appuntamento “Return to Yharnam”, organizzato interamente dalla fan base di Bloodborne.

Si tratta di un revival che porta i giocatori a riprendere o ad incominciare nuove run collaborando nella modalità cooperativa del gioco oppure con i celebri messaggi lasciati per altri gamers da chi è passato lì prima di loro. Intanto sembra alle porte l’arrivo su PS5 di una produzione Microsoft di peso e molto bene accolta quando è uscita nei negozi, pochi mesi fa.