Proteste ambientali: i recenti metodi degli attivisti funzionano?

Sabato, 29 Ottobre 2022 08:09
  

Il 14 ottobre un’attivista di Just Stop Oil ha lanciato alla National Gallery di Londra una zuppa di pomodori contro “I girasoli”, celebre opera di Vincent Van Gogh. La giovane attivista invita a riflettere sull’importanza della vita; chiede se sia giusto preoccuparsi più della salvaguardia di un dipinto piuttosto che della salvaguardia del nostro pianeta e delle persone. Un’azione simile si è ripetuta quattro giorni fa al museo Barberini di Postdam in Germania. Qui due attivisti di Letzte Generation hanno gettato purè di patate contro un quadro di Claude Monet chiamato “Il pagliaio”. Questi sono solo alcuni degli esempi dei recenti attivisti ambientali che stanno attaccando le opere d'arte per protestare contro il cambiamento climatico, per ricordare che la Terra va tutelata tanto quanto il patrimonio artistico.

 

Anche in Italia gli attivisti Ultima Generazione hanno deciso di protestare contro la miopia del governo rispetto al cambiamento climatico. Inizialmente le proteste consistevano in blocchi stradali sul Grande Raccordo Anulare a Roma, poi con scioperi della fame e azioni a danno del Mite e di Eni. Più di recente, invece, hanno preso di mira le opere d’arte. Prima alla Galleria degli Uffizi di Firenze poi al Museo del Novecento a Milano. I giovani attivisti hanno incollato le loro mani a due opere d’arte; rispettivamente al dipinto la Primavera di Botticelli e alla scultura Forme uniche della continuità nello spazio di Umberto Boccioni. Questa protesta manifesta il fatto che il progresso che i futuristi auspicavano è lo stesso che ora ci sta portando verso l’estinzione di massa. Questo movimento è convinto di essere l’ultima generazione che può agire per migliorare la situazione ambientale. Questi attivisti, preoccupati per il proprio futuro e per quello di chi verrà dopo di loro, hanno deciso di intraprendere azioni di disobbedienza civile non violenta per fare pressione sul governo e sulle politiche green. In particolare, propongono l’interruzione immediata della riapertura delle centrali a carbone dismesse e la cancellazione dei progetti di nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas naturale; chiedono un maggiore investimento sulle energie rinnovabili e la creazione di posti di lavoro nel settore dell’energia rinnovabile.

 

Queste proteste sono partite dai blocchi del traffico, passando al latte versato sul pavimento fino ai barattoli versati sui quadri. Gli attivisti ambientali negli ultimi mesi stanno sicuramente cercando di far rumore: sono intransigenti, antisistema e più estremi rispetto a movimenti come Fridays for future. Sebbene il motivo che si cela dietro le loro azioni sia assolutamente valido e di necessaria discussione, molti ritengono che il loro più che attivismo sembri spreco alimentare e vandalismo. Questi gesti radicali hanno infatti scatenato un’ondata di polemiche in tutto il mondo. I metodi non convenzionali e provocatori sono talmente esagerati e apparentemente scollegati dalla tematica che addirittura allontanano le persone dalla questione. Nonostante il motivo della protesta sia giusto, mettere a rischio il lavoro e il benessere delle persone non è giustificato.Insomma, nessuno è contro lo scopo delle proteste, che stanno sicuramente accendendo i riflettori sulla crisi climatica. Ma l’accanimento contro i grandi capolavori o il blocco del traffico che impedisce le azioni quotidiane e lavorative di tante persone aumenta l’indignazione verso queste proteste e non quella per l’inazione contro la crisi climatica. In molti chiedono piuttosto di prendere di mira la classe politica e le e multinazionali che inquinano il Pianeta. La giustizia della causa non giustifica i metodi a priori.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ultima modifica il Sabato, 29 Ottobre 2022 08:16
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