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English Jam

English Jam (19)

English Jam è una rubrica settimanale che vi aiuterà ad esplorare I termini ed I modi di dire in inglese che difficilmente si incontrano nei libri di testo, ma che spesso vi lasciano spaesati mentre guardate una serie tv o un film.

Per questo motivo la rubrica proporrà regolarmente parole ed espressioni tipiche dello Urban English e dello slang sia del mondo reale che di quello virtuale, accompagnate da termini tecnici di vari ambiti e curiosità, in modo utile e divertente.

Spieghiamo subito la scelta del titolo della rubrica: perché’ English Jam?
Oltre al significato immediato di jam come pasticcio, miscela – e quindi appunto “pasticcio inglese” – il termine vuole anche comunicare quel senso di improvvisazione non preordinata che produce risultati inattesi e piacevoli – pensate alle jam sessions tipiche del Jazz – nonché’ generare un gioco di parole basato sul fatto che la lettura fonetica di jam (/dʒæm/) risulta estremamente simile a quella di gem (/dʒem/, gemma, perla, ma anche rarità), che potremmo tradurre come “chicca inglese”.
Cosi', chicca dopo chicca, costruiremo insieme un piccolo bagaglio di termini utili (si spera), divertenti (quasi sempre) e irriverenti (nella vita serve tutto!)! Stay tuned!

 

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New strange terms

New strange terms (12)

“La lingua è qualcosa di vivo!” vi dicevano sempre i professori.

Ora è possibile anche dire che la lingua è anche qualcosa di strano. Ogni anno, i nostri dizionari si arricchiscono di nuovi termini: termini che potrebbero portare, addirittura, al suicidio i puristi della lingua quando sono costretti a leggere articoli scritti da giornalisti che ormai senza pietà usano questi nuovi termini all’impazzata senza nemmeno spiegarli.

Questa rubrica si prende ufficialmente il compito di portarvi a conoscenza della esistenza di questi neologismi per così dire poco ortodossi. Purtroppo per i suicidi non siamo competenti.

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EstroVerso

EstroVerso (28)

Guardandoci un pò intorno scopriremo di quanti prodotti preconfezionati ci dà la società attuale. E non si parla solo dei vestiti e delle scarpe; ma s'intendono anche modi di pensare, di agire che portano ad accettare passivamente infinite cose che forse, a pensarci meglio, non ci stanno neppure così bene. Abbiamo raggiunto un livello di sopravvivenza molto raffinato. Perchè? Perchè l'espressione personale è stata spenta nel ritmo insostenibile che ci siamo imposti. Ma la poesia in mezzo a questa chiassosa desolazione è ancora una musica speciale, il cui ritmo fa ballare felicimente ancora la fantasia di scrive e di chi legge. Naturalmente incorruttibile ed unica la poesia fa tappa anche qui con il nome di EstroVerso per chiunque abbia voglia di fare una lettura veramente libera!!!

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Tra le nuove proposte AUGH!, il libro di Antonio Giugliano, Love Kaputt, è una storia di violenza che si somma ad altra violenza, in un paesaggio - quello tra Napoli e Caserta - deturpato dall’abbandono, dalle piaghe ambientali e dalla delinquenza. L’ennesima storia campana, vera, che fa da sfondo ad…
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Dopo il grande successo televisivo, The Young Pope approda al Palazzo Reale di Napoli per “mettere in mostra” i momenti salienti della serie-evento del 2016.

 

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Trentotto scatti di Gianni Fiorito, fotografo napoletano, che ha seguito il premio Oscar, Paolo Sorrentino, anche sul set di altri sui film, dall’esordio de L’uomo in più La grande Bellezza, passando Il Divo.

 

La mostra “mette in evidenza” come la costruzione della serie è l’insieme del lavoro di molteplici figure con le quali il regista risulta essere in sintonia. Attraverso i suoi scatti, il fotografo napoletano ripercorre la costruzione del personaggio interpretato da Jude Law, degli altri personaggi della serie, le ambientazioni alternando immagini di scena ad immagini di back-stage dove emerge maggiormente lo stretto rapporto tra il regista, i suoi attori e il cast tecnico.

 

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Protagonisti, dunque, non solo quello che c’è davanti la macchina da presa, ma soprattutto ciò che c’è dietro e coloro che permettono la perfetta riuscita del lavoro, dalla costruzione dei personaggi al trucco, dalla ricerca dell’inquadratura giusta fino al dialogo, quasi intimo, tra il regista e i suoi attori. 

 

La mostra, aperta al pubblico fino al 18 giugno 2017, è a cura di Maria Savarese ed coordinata dalla Scabec Spa, Società Campana Beni Culturali. Un evento, questo che rappresenta «un omaggio [ … ] al premiatissimo regista napoletano e a Gianni Fiorito, fotografo e da sempre suo collaboratore».

 

 

INFO

Date 11 aprile - 18 giugno 2017
Orario: 9.00 - 20.00 (ultimo ingresso ore 19) - mercoledì chiuso
Ingresso: € 4,00 
Tel.: 081 580 82 55

mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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«Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l'arte della fotografia» (H.Newton).

 

 

È questa l’essenza dell’arte fotografica che ritroviamo in tutti gli scatti di Helmut Newton in mostra al PAN | Palazzo delle Arti di Napoli, inaugurata ieri 25 febbraio. L’idea della mostra, dal titolo Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, nasce dalla volontà di June Newton, moglie del fotografo, di “mostrare”, appunto” le fotografie del grande maestro pubblicate in tre libri verso la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’90.

 

Libri, questi, curati, progettati ed impaginati dallo stesso Newton:

 

White Women. È il primo libro nomografico del fotografo tedesco, pubblicato nel 1976, che gli valse il prestigioso premio Kodak Photo Book Award. Si tratta di 81 immagini, 42 a colori e 39 in bianco e nero, introducendo per la prima volta il nudo e l’erotismo nella fotografia di moda. In quegli anni, la moda stava cambiando e con lei anche il modo di “mostrarla” in fotografia: sul mercato appaiono i primi capi a prezzi modici che consentirono anche agli strati sociali inferiori di vestirsi con eleganza e gusto e i fotografi non potevano non testimoniare questa quasi rivoluzione alimentata dai movimenti femministi che introdussero nell’immaginario collettivo l’idea di una donna aggressiva che combatte per ottenere la sua emancipazione. C’è un ribaltamento della “figura donna” e le stesse riviste che trent’anni prima pubblicizzavano donne aristocratiche con abiti lunghi e lussuosi, ora propongono donne emancipate, combattive con l’uomo alle proprie dipendenze. Di conseguenza, nascono nuovi modi di “vedere” la donna: fotografi come Helmut Newton ritraggono donne decise e compiacenti a volte colte in atteggiamenti sadomasochisti. Provocazione, la sua, simbolo della sua personale produzione artistica.

 

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Sleepless Nights. Pubblicato nel 1978, è un libro fotografico dal carattere retrospettivo che mostra Newton in una veste diversa: le immagini da foto di moda si trasformano in ritratti e da ritratti in reportage quasi da scena del crimine. Si tratta di 69 fotografie, 31 a colori e 38 in bianco e nero, dove i soggetti, le modelle, sono per lo più seminude con in dosso corsetti ortopedici e selle di cuoio, fotografate all’esterno in atteggiamenti provocanti quasi a proporre, ancorauna volta, un uso della fotografia di moda come pretesto per realizzare qualcosa di differente e molto personale.

 

 

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Big Nudes. Pubblicato nel 1981, questo libro consente al grande artista tedesco di diventare il protagonista nella storia dell’immagine del secondo Novecento. Si tratta di 39 scatti in bianco e nero che inaugurano una nuova dimensione della fotografia umana: nudi a figura intera, gigantografie che entreranno prepotentemente nei musei di tutto il mondo. L’ispirazione? I manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF.

 

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Nato a Berlino il 31 ottobre del 1920 da una ricca famiglia di origine ebrea. Sin dalla più tenera età vive una doppia vita diviso tra posti particolari (come i quartieri a luci rosse) che, seppur degradati, lo affascinano e i grandi alberghi in cui va in vacanza con i genitori. A dodici anni acquista la prima macchina fotografica. Nel 1936, a sedici anni, inizia il suo apprendistato presso l'atelier della fotografa di moda Iva frequentando una ragazza ariana che mette a rischio la sua incolumità a causa della diffusione delle leggi antiebraiche. I suoi genitori lo imbarcano così su una nave diretta in Cina, ma Helmut si ferma a Singapore, dove, per appena due settimane, lavora per il quotidiano "Straits Times". È in questo periodo che inizia a capire che la fotografia potrebbe essere il suo lavoro. Nel frattempo, conosce una ricca signora belga con la quale viaggia nelle colonie britanniche fino ad approdare in Australia nel 1940. Dopo un breve periodo di prigionia in quanto cittadino tedesco, diventa cittadino australiano e nel 1948 sposa l'attrice June Brunnell, che ha conosciuto in ambito lavorativo; infatti, lei ha posato come modella per le sue fotografie. Dopo aver aperto un piccolo negozio di fotografia a Melbourne, si trasferisce a Parigi nel 1961 e comincia quasi subito a lavorare per French Vogue, dando così inizio alla sua lunga carriera di fotografo. «Newton aveva la capacità di scandagliare la realtà che, dietro il gesto elegante delle immagini, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, che sta allo spettatore interpretare».

 

«Obiettivo della mostra è presentare i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora».

 

L’esposizione è aperta al pubblico dal 25 febbraio al 18 giugno 2017 ed è Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation ed è curata da Matthias Harder e Denis Curti.

 

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