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Il 17 marzo è sbarcata su Netflix una serie davvero attesissima, Iron Fist, che in poche parole racconta del ritorno nel mondo occidentale del giovane Danny Rand (Finn Jones), creduto morto 15 anni prima in un incidente aereo insieme ai suoi genitori – il padre Wendell è il fondatore della…
E alla fine Higuaín tornò al San Paolo.   Tutto si è svolto esattamente come previsto, con bordate assordanti di fischi ogni qualvolta il Pipita toccasse palla o partecipasse in qualunque modo all'azione. Benché affatto intimidito dall'accoglienza riservatagli dai suoi ex tifosi, il numero 9 bianconero non è riuscito ad…
È da qualche tempo che il magico mondo dell'Internet pare aver deciso di celebrare l'italianità ad ogni costo; e ad ogni post! Una proliferazione incontrollata di meme ha fatto capolino sulle nostre homepage, e la domanda «Che cosa abbiamo fatto per meritarci tanta attenzione?» è sorta spontanea. Di cosa stiamo…

FRIDA. È ormai istintivo associare a questo nome il volto incorniciato di fiori e dalle folte sopracciglia stampato su tote-bags, cover per cellulari, magliette e altri svariati gadget. Un tempo collegata a movimenti artistici e ideologici, dei quali però ha più volte rifiutato l'etichetta, la messicana Frida Kahlo è stata per anni un'icona del surrealismo, del femminismo e del comunismo. Ad oggi - a pari merito con Papa Francesco! – è invece diventata uno dei simboli della pop art e dello stile hipster.


Frida Kahlo


Nel 2016, Benjamin Lacombe e Sébastien Perez pubblicano un libro di illustrazioni che ha come soggetto la celebre artista messicana. Esattamente come faceva Frida con i suoi dipinti, anche nelle illustrazioni di Lacombe nessun particolare è lasciato al caso e ogni elemento si carica del suo simbolismo magico.


Ne sono un esempio le farfalle azzurre della prima illustrazione, scelte da Lacombe perché nella tradizione messicana sono un simbolo della rinascita dell'anima. La prima immagine, infatti, è quella del tragico incidente in autobus che diede inizio alla vita di sofferenze di Frida, ma anche alla sua rivincita morale sul dolore attraverso l'arte, al suo insaziabile piacere di vivere, alla sua eterna e gloriosa lotta contro un corpo malandato.


Frida Kahlo 2


Lacombe e Perez sviluppano il loro libro in nove capitoli e anche in questo caso la scelta del nove non è un caso: nove era, infatti, il numero magico nella cultura azteca. I due illustratori ripercorrono la vita di Frida attraverso i suoi pensieri, le sue opere e le sue disavventure: l'incidente, la cura, l'amore per la terra, per gli animali e per il suo Diego, il suo stoico rapporto con la morte, il bisogno mai soddisfatto di maternità, la sua "colonna rotta" e il suo desiderio di non essere mai dimenticata.
I lineamenti delicati della Frida di Lacombe, fanno pensare ad una bambina con una testa troppo grande per il gracile corpicino, esattamente come fu l'artista durante la sua breve ma intensa vita: una grande mente e un grande spirito, intrappolati nella gabbia di un corpo troppo fragile.


Frida Kahlo 3


Le illustrazioni di Lacombe riprendono i dipinti di Frida accentuandone alcuni elementi e giocando con la tecnica delle pagine intagliate, che permette di valorizzare il gioco di simbologie e la profondità psicologica di questo affascinante personaggio. Frida non è più soltanto il nome di un'artista che un tempo visse in Messico, è un mondo, una cultura, un mito, un simbolo del suo paese e del suo tempo e il libro di Perez e Lacombe è una rivisitazione della sua arte filtrata dall'occhio della nostra generazione, irrimediabilmente contagiata dal fascino esotico, ispirato e caparbio di quel volto incorniciato di fiori.

A 20 giorni dal suo 84° compleanno ci lascia un grande artista, un uomo che ha fatto ridere e riflettere l'Italia intera. Quando da piccoli, su Rete 4 davano i film di Tomás Milián era quasi una festa. Anche se conditi da espressioni colorite e parolacce era sempre permesso guardarli.…
Jack lo Squartatore, il Mostro di Firenze, il delitto di via Carlo Poma e l'omicidio di Notorious B.I.G. Tutti famosi casi irrisolti. Non sempre per le vittime (o i familiari di esse) è facile avere giustizia. Ciò non è sempre dovuto, però, al fatto che ci si trovi davanti al…

Bastien Vivès (1984) è un giovane fumettista parigino. La carriera di questo artista - ancora poco noto in Italia, se non tra gli appassionati del genere - inizia con una serie di romanzi grafici.


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Nel 2007, Vivès esordisce con Tra due cuori. Alice, Charlotte e Renaud, la storia di un fragile triangolo amoroso tra due personaggi femminili e uno maschile. Il tema dell'amore si ritrova nel secondo romanzo a fumetti realizzato da Vivès nel 2009, Il Gusto del Cloro, che è il racconto di una storia romantica che muove i suoi primi passi - sarebbe più corretto dire : le sue prime bracciate ! - in piscina. Per questo romanzo l'autore vinse il Prix Révélation al Festival del Fumetto di Angoulême e il Premio Micheluzzi al Napoli Comicon 2010. Ispirate alla città partenopea sono, inoltre, le storie di Napoli, Sguardi d'Autore, un volume realizzato insieme a Anne Simon, Alfred e Mathieu Sapin, nello stesso anno.


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In una secoda fase della sua carriera, il disegno di Bastien Vivès si evolve, abbandonando lo stile dei primi romanzi a colori e adottando una nuova tecnica, basata sull'utilizzo del bianco e nero e su un'estrema sinteticità del tratto. Questa tecnica si ritrova, ad esempio, in Polina (2011), ultimo romanzo grafico di Vivès, in cui la dolcezza dei movimenti e la complessità psicologica del piccolo personaggio in tutù sono realizzati con pochi e ben studiati tratti di matita. È proprio ai delicati disegni di quest'ultimo romanzo che si ispira il recente film di Angelin Preljocaj (2016), Polina, Danser Sa Vie.


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Lo stile dell'essenzialità sperimentato con l'ultimo romanzo è estremizzato da Bastien Vivès nella collana di albi a fumetti Shampooing, pubblicata tra il 2012 e il 2013 e edita da Delcourt. La lista di titoli suggerisce il tema portante della collana : la quotidianità e gli oggetti, le futilità, i discorsi vuoti, le ridicole preoccupazioni con cui riempiamo la nostra vita di tutti i giorni. Il primo albo è stato Fatality! seguito da Family Business, Questioni d'Amore, Tu lo Leggi il mio Blog? e L'Importanza di Chiamarlo Fumetto.


Le figure, in questi albi, sono appena accennate, ma al lettore è sufficiente un'impercettibile inclinazione del tratto di matita che disegna una spalla, o un ciuffo di capelli più folto che ricade sul viso, per percepire le emozioni, i toni e i sentimenti di ognuna di esse. Questa essenzialità è la grande risorsa di Bastien Vivès, che egli sfrutta con furbizia ed eleganza.

 

Non mancono sarcasmo e battutine spigolose, ma l'autore è lungi dal voler utilizzare la propria arte a scopo di polemica o di denuncia. L'obiettivo di questo giovane artista parigino è di rendere tutta questa modernità lobotomizzata dai media e dai social, divertente nelle sue storture. Vivès vuole abbassare i paraocchi della politesse – la "buona educazione" – realizzando un audace ed irriverente dipinto della vita del nostro secolo.

Eptacaidecafobia cos'è? Deriva dal greco ἑπτακαίδεκα "diciassette" e φόβος, "paura". Nell'antica Grecia gli allievi di Pitagora "odiavano " questo numero in quanto si interponeva tra il 16 e il 18 ovvero la perfetta rappresentazione dei quadrilateri 4x4 e 3x6. Una credenza religiosa cristiana, stando alla Bibbia associa il venerdì al…
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