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«Per smantellare il Cartello di Calì devi essere matto, stupido, coraggioso e fortunato allo stesso tempo». Con queste santissime parole, Pedro Pascal, aka Agente Peña, chiude il sipario sul primissimo Trailer Ufficiale della terza stagione di Narcos, in onda su Netflix a partire dal primo settembre. Paura e delirio sono…
Tutto è cominciato con un banalissimo "swipe right" su Tinder, la celebre app di incontri on line. Josh e Michelle, due studenti universitari, quel "match" l'avevano lasciato lì, senza un particolare interesse ad una conversazione. Fino a quando, un bel giorno, Josh non ha deciso di contattare la ragazza. Michelle…
L'Università di Tecnologia di Lappeenranta e il VTT Technical Research Centre hanno creato un lotto di proteine semplici che presenta un apporto energetico tale da poter costituire un pasto per un essere umano. E realizzando il tutto attraverso un sistema alimentato con energia rinnovabile: il cibo sintetico è stato creato…
Si dice che la ricetta di un rapporto sano stia nella fiducia e nella comprensione. Per una coppia di ultrasettantenni made in Japan, invece, pare che la formula dell'amore stia nella coordinazione. È forse per questo motivo che sono trentasette anni che marito e moglie si vestono in modo complementare, con…

Continua la nostra lunga intervista con Marco Accordi Rickards. Qualora vi foste persi la prima parte, la trovate facendo clic qui!

 

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Qual'è l tua opinione circa il ruolo dell' Italia nel variegato settore dello sviluppo?
L' Italia è un paese da sempre noto per la genialità, la creatività e il valore dei suoi artisti e ciò si riflette nei videogiochi. Abbiamo dei grandi nomi che lavorano all'estero, ma il nostro problema è quello di una scarsa produzione interna dovuta anche alla poca consapevolezza da parte delle istituzioni. Tuttavia negli ultimi anni, l'associazione di categoria AESVI, che unisce gli editori, sviluppatori, publisher come Nintendo, Sony, Microsoft, Ubisoft e così via, si è mossa bene, aggregando gli sviluppatori, portandoli alle fiere internazionali e aiutandoli con una serie di interventi legislativi come la Tax Credit, perciò abbiamo un mercato fiorente. I dati del 2016 parlano di un'industria molto cresciuta, tornata sopra il miliardo di euro annuo di fatturato, e con un incremento del settore digitale a 2 cifre, è cresciuto anche il settore dello sviluppo, per non parlare dei tanti studi che sono nati e che realizzano prodotti d'eccellenza. Questo fa pensare che a breve avremo i primi grandi successi, fondamentali per innestare il circolo virtuoso di crescita di un'autentica importante industria della produzione del videogioco. Sono molto ottimista, perché abbiamo veramente tutti i talenti e ora che comincia a costruirsi il giusto substrato legislativo, economico e industriale, credo che l' Italia potrà competere ad alti livelli anche nel campo del gaming.

 

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Vigamus porta avanti attività di rilevo come ospitare importantissimi personaggi, presentare nuovi titoli, organizzare convegni di respiro internazionale. Quali sono gli eventi in programma nel prossimo futuro?
Lo slogan di Vigamus è "Passato, Presente e Futuro del Videogioco" perché crediamo che per un medium interattivo, moderno e in continua evoluzione, sia inutile rinchiudersi nel recinto di un museo tradizionale, che si limita a preservare la storia custodendo oggetti antichi nelle teche. Il videogioco sfugge a questa dimensione: ne raccontiamo la storia, ma guardiamo alla sua evoluzione, a quella del mercato e dell'industria, tentando di capire dove sta andando. Ciò ci permette di essere la casa di tutti i videogiocatori. Organizziamo eventi, portiamo i protagonisti – quelli che I videogiochi li fanno – e creiamo attività legate alla formazione: all' interno dell' offerta formativa abbiamo infatti ospiti internazionali di grande caratura. Abbiamo organizzato una conferenza – il Gamerome – con ospiti come Tim Willits, direttore di id Software, la casa di Quake, Doom e Rage, Marty O'Donnell uno dei più grandi compositori di musica dei videogiochi (due nomi su tutti Halo e Destiny), autori di culto come Dennis Dyack, indimenticato padre di Blood Omen: Legacy of Kain (Playstation) ed Eternal Darkness: Sanity's Requiem (Nintendo GameCube), Robert Krakoff fondatore di Razer, la più grande azienda di accessori per PC, videogiochi e non, Tomonobu Itagaki, importante artista giapponese (Dead or Alive e Ninja Gaiden). Continueremo a portare grandi nomi sia in ambito accademico, sia in eventi aperti al pubblico: il nostro filo diretto con l'industria internazionale e gli artisti rimane parte della nostra mission.

 

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Continua...

Iceberg è una splendida femmina di dogo argentino, fedele compagna di Giuseppe Perna, un ragazzo originario di Avellino che vive e lavora a Copenhagen. Pochi giorni fa la cagnolona ha avuto un "battibecco" con un suo simile, una situazione in cui chiunque abbia mai avuto un cane si è imbattuto…
Alzi la mano chi ama Castlevania.   Bene.   Chiunque sia nato negli Anni '80 e non ha alzato la mano, o è un bugiardo o non ha avuto la fortuna di conoscere una delle saghe più belle (e longeve!) dell'universo videoludico. Personalmente non dimenticherò mai la bellezza di Simon's…

Marco Accordi Rickards, giornalista del settore videoludico e fondatore del Vigamus, museo permanente del videogioco, qual'è stato il tuo percorso?

È una bella storia, iniziata nel modo più strano. Sin da bambino ho infatti amato i videogiochi, e una volta studente di giurisprudenza mi sono trovato ri-catapultato in questo ambiente. Durante il praticantato facevo dei lavoretto per una piccola casa editrice romana traducendo articoli inglesi di videogiochi e fumetti: questa prova andò così bene che ricevetti una telefonata in cui mi si proponeva un posto da redattore fulltime per due riviste di prossima uscita legate alla Playstation 2, e ai Pokémon. Mi buttai così nel mondo del giornalismo, così diverso dal mio, in uno di quei momenti alla Sliding Doors: ho letteralmente lasciato tutto e dopo pochi giorni ero in redazione a scrivere sulle stesse riviste di videogiochi che avevo letto per tutta la vita. Sono passati 17 anni e non mi sono mai pentito di questa scelta. Oggi continuo a fare il giornalista, dirigo GamesVillage.it e riviste come Retrogame Magazine e PSM, e, col passare del tempo, ho iniziato a interessarmi al lato culturale del videogioco. Insegno infatti in due università: la Link Campus University e l'Università Tor Vergata; poi, nel 2012 è nato Vigamus di cui sono fondatore e direttore.

 

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Come nasce l'intuizione di creare un museo del videogioco?

Non credo sia stata un'intuizione. Il museo mancava, e va benché ci avessero pensato in molti, la difficoltà era quello di realizzarlo. L' idea è nata nel 2008, ma abbiamo aperto ad ottobre 2012, dopo 4 anni a risolvere problemi economici, burocratici, culturali, di percorso, di collezione, di organizzazione, di know-how. Francamente, chi è che sa come si crea da zero un museo? Io l'ho imparato giorno per giorno assieme ai miei collaboratori, e, con grandi lotte e sacrifici, l'abbiamo reso un museo riconosciuto, ufficiale, unico nel suo genere in Italia e secondo in Europa dopo Berlino. Siamo entrati nell'ICOM ( International Council of Museums) e assieme ad altri due promotori abbiamo costituito EFGAMP, la federazione europea che intende preservare la storia del videogioco come bene artistico,culturale e digitale. Ci battiamo per la sua valorizzazione e la sua specificità umanistica, al di là dell'evoluzione come piattaforma informatica. Questo perché a noi interessa l'autore che inventa e crea piuttosto che la base informatica.

 

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Come nasce Vigamus Academy ovvero l'Università del Videogioco? Quali sono gli obiettivi del suo percorso formativo? Vigamus Academy è il nostro progetto più ambizioso: fare alta formazione nel campo dei videogiochi. Ho insegnato in diverse università , allo IULM a Milano, allo IED e all' Accademia di Belle Arti a Roma, e ancora adesso insegno alla facoltà di lettere di Tor Vergata. Da queste esperienze ho maturato la voglia di creare un percorso più organico sul videogioco con valore di laurea, cosa che, del resto, all'estero già c'è. Una volta trovato il partner giusto, Link Campus University, abbiamo strutturato un programma di laurea triennale che sta per diventare magistrale, per formare ragazzi e dotarli di un titolo a tutti gli effetti e di un curriculum declinato sui videogiochi. Una parte di corso esplora tutti i terreni tipici di business, marketing e comunicazione mentre l'altra è più legata allo sviluppo, al design, all'utilizzo di strumenti come Unity e Real Engine per il game development e l'art direction, senza dimenticare aspetti come la localizzazione. In autunno avremo i primi laureati, alcuni dei quali hanno già trovato lavori importanti: uno studente è stato infatti assunto da CD Projekt Red, gli autori di The Witcher, forse il gioco di ruolo più bello mai realizzato.

 

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Continua...

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