Salute mentale: i due lati dei social tra confronto e autodiagnosi

Mercoledì, 13 Settembre 2023 08:13
  

Negli ultimi anni, parlare di salute mentale non è più un tabù, soprattutto per le nuove generazioni. Anche i social hanno dato un grande contributo nel normalizzare questo argomento, dando agli utenti la possibilità di esprimere le proprie opinioni e conoscenze in modo semplice e diretto, raggiungendo un gran numero di persone. Questi hanno consentito di affrontare tematiche che fino a pochi anni fa erano relegate a un contesto ristretto e familiare. La pandemia, inoltre, ha messo a dura prova la salute mentale di molti dando però così la spinta per chiedere aiuto ad esperti del settore: come ha riportato la commissione europea, a ottobre 2022 in Italia su 300.000 richieste per il bonus psicologo, oltre il 60% dei cittadini era under 35. Questa situazione, unita al contributo dei social, ha quindi permesso di normalizzare il bisogno di prendersi cura di se stessi, senza pregiudizi, dando voce a un bisogno reale soprattutto tra i più giovani.

 

Negli ultimi tempi, però, il tema della salute mentale è diventato un trend e si sono moltiplicati sui social contenuti che parlano di sintomi per riconoscere un disturbo mentale. Si stanno diffondendo sempre di più, su Tik Tok e Instagram, contenuti in cui si parla di diagnosi e sintomi legati ad alcuni disturbi mentali e neurodivergenze. Spesso questi video elencano una serie di sintomi in cui è facile identificarsi: avere difficoltà a mantenere la concentrazione, disagio sociale, procrastinare o provare emozioni amplificate. Di fronte a video simili è facile tendere a fare delle autodiagnosi, dimenticandosi che disturbi e neurodivergenze sono spesso difficili da diagnosticare per gli stessi professionisti che se ne occupano perchè richiedono un’analisi approfondita di come questi si inseriscono nella storia dell’individuo. Per parlare di salute mentale serve competenza e consapevolezza, soprattutto se l’obiettivo è quello di sensibilizzare gli utenti sull’argomento e aiutarli nell’affrontare le proprie paure. Quando si affrontano temi così delicati è importante porre attenzione all’impatto che le modalità con cui questi sono trattati hanno sugli altri.

 

Da un lato i social aiutano ad affrontare e normalizzare temi relativi alla salute mentale, permettendo alle persone di prendersi cura di sé. Dall’altro la diffusione sempre più ampia di questi contenuti richiede da parte di chi ne parla molta consapevolezza sul tipo di pubblico a cui potrebbero arrivare. I video in cui si parla di problemi psicologici potrebbero essere disturbanti per alcune persone che vedono rappresentati sintomi e disagi all’interno del flusso di contenuti social con superficialità. Un altro rischio riguarda la diffusione di un linguaggio clinico che può essere usato in modo inappropriato. Come spesso accade quando si parla di salute, i social possono essere un efficace strumento per diffondere conoscenze e combattere lo stigma, ma quando si parla di temi così delicati è importante considerare che non sempre chi crea tali contenuti possiede gli strumenti per contestualizzare le informazioni. Negli ultimi anni i social hanno reso possibile una vera e propria rivoluzione culturale intorno al tema della salute mentale, che rimane un ambito estremamente delicato. Proprio per questo è importante riuscire a sfruttare le potenzialità dei social, usando un linguaggio immediato e coinvolgente ma stando attenti ad utilizzare le parole giuste e a non banalizzare.

 

 

 

 

 

 

 

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