NerdEXPO

Martedì, 13 Ottobre 2015 00:00
  

Dell'EXPO avrete ormai letto tutto e il contrario di tutto: bello, brutto, utile, inutile, dannoso e così via. Dunque, perché mai - in data 13 ottobre - qualcuno sente ancora il bisogno di scrivere su questo evento? E, cosa ancora più importante, chi mai dovrebbe darsi la pena di leggerlo?

 

Molto più che giusto, ma qualora non foste ancora andati in quel di Rho, o se foste interessati ad una lettura Made in NerdZone dell'evento, beh, in quel caso potreste anche riconsiderare l'idea di cliccare sulla X in alto a destra sul vostro browser.

 

Immaginare la visita all'EXPO come una metafora dell'Universo Nerd non è infatti difficile: la sua stessa natura temporanea lo rende molto simile a un DLC in edizione limitata, un evento eccezionale e pressoché irripetibile. Certo, di EXPO ce ne sono stati e ce ne saranno ancora, ma ognuno diverso dall'altro, quindi una volta scoccata la mezzanotte dell'ultimo giorno il messaggio sarà inevitabilmente:«Sorry, this content is no longer available.»

 

Il primo importante corollario di una simile affermazione è che se all'inizio le visite (o i download, se preferite) sono state tantissime, dal momento che tutti volevano vivere l'esperienza prima degli altri, c'e stata poi una fase con minore affluenza, seguita da un ultimo, spaventoso boom dei ritardatari, terrorizzati dall'idea di non aver toccato con mano un simile evento.

 

Il che ci porta alla prima riflessione: appena usciti dalla fermata della metro Rho Fiera si diventa parte di un gigantesco fiume umano,

 

NerdEXPO 1

 

le cui vere proporzioni non sono chiaramente discernibili finché non si assume una posizione d'osservazione privilegiata.

 

NerdEXPO 7

 

Come non pensare a The Walking Dead (la cui season première è andata in onda giusto ieri sera)?

 

NerdEXPO 9

 

Certo, tutte quelle persone sono zombies. Ma noi? Chi siamo? Rick Grimes e il suo manipolo di sopravvissuti? O delle gocce nel gigantesco mare di carne che si infrange contro la scogliera dei tornelli? Siamo qui con spirito critico o solo perché, da bravi zombies, seguiamo la massa?

 

È una domanda alla quale ciascuno di noi darà una risposta tutt'altro che scontata.

 

Ma proseguiamo oltre i tornelli e subito ci imbattiamo nei primi venditori: per soli 5€ otteniamo il Passaporto dell'EXPO, un libricino in cui farsi mettere i timbri dei padiglioni visitati.

 

NerdEXPO 11

 

Ok, è una fesseria per turisti, ma come dire di no? In fondo è un po' come ottenere i trofei per un gioco su Playstation o Xbox: ci sono quelli di bronzo, facilissimi da ottenere, quelli d'argento leggermente più impegnativi e quelli d'oro, dannatamente faticosi.

 

Diciamolo da subito, platinare (ottenere tutti i trofei) dell'EXPO non è impossibile, bastano un mucchio di soldi, un mare di tempo e un oceano di pazienza. Come sul buon vecchio eMule le code per un brano di Pino Mauro e uno di Madonna erano assai differenti, allo stesso modo, se per ottenere il timbro/trofeo del Kyrgyzstan bastano pochi secondi, le cose si complicano esponenzialmente man mano che ci si avvicina ai padiglioni più importanti. Il top? Otto (!) ore di fila per il Giappone! Certo, chi l'ha visitato ne dice meraviglie (e ci mancherebbe!), ma per chi non dispone di moltissimo tempo rinunciare al timbro nipponico significa ottenerne svariati altri.

 

Dal punto di vista prettamente Nerd una menzione va a quello dell'Austria: una passeggiata in un simpatico boschetto molto à la The Fellowship of The Ring,

 

NerdEXPO 3

 

con tanto di vaporizzatori («We grow air» era infatti uno degli slogan dello stand, una intelligente variazione sul tema dell'EXPO, "Nutrire il Pianeta"),

 

NerdEXPO 4

 

alcune postazioni con piccoli esperimenti e un minuscolo bar dove provare una fetta di strudel o sachertorte. Semplice e veloce.

 

Molto più appariscente è quello dei Dothraki... Oh, pardon, del Türkmenistan! Proprio come i temibili guerrieri di Essos, i Turkmeni sono infatti amanti dei cavalli e vivono in una terra arida e inospitale; a differenza dei vari khalasar hanno però enormi risorse di gas e petrolio e un presidente dallo sguardo benevolo (è un po' ovunque...) e dal nome impronunciabile le cui stramberie fanno apparire Jeoffrey Baratheon Lannister una specie di Milhouse sfigato.

 

NerdEXPO 6

 

E poi, oltre al padiglione più kitsch dell'EXPO, hanno il cinema in 5D, che va prenotato qualche ora prima, e che permette di sorvolare il paese partendo dallo spazio per arrivare fin nelle crepe del terreno di un campo di papaveri. Il fatto che già da Marte si intraveda il bagliore dorato dello stato asiatico fa pensare ad una sfacciata autocelebrazione, ma l'esperienza riserva alcuni interessanti spunti che - proprio come in un videogame o una serie TV - è meglio non spoilerare.

 

Tra una colonnina per ricaricare smartphone e tablet con facilità, uno stand Xbox accanto al McDonald's (la cui presenza all'EXPO resterà un mistero) con tanto di FIFA e Fruit Ninja per distendersi tra una fila e l'altra, il tempo passa velocemente. È innegabile infatti che alcune strutture siano una vera e propria gioia per gli occhi: dal giardino verticale di Israele

 

NerdEXPO 12

 

alle pagode di Cina e Nepal, fino al bizzarro Luna Park olandese in stile American Horror Story: Freak Show

 

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con tanto di cover di Sweet Dreams!

 

NerdEXPO 2

 

Anche le brutture sono, ad onor del vero, facilmente reperibili: alcuni padiglioni sembrano più che altro degli ipermercati, mentre altri (in particolare modo africani o sudamericani) dei veri e propri mercatini. L'eccezione? Il Venezuela coi suoi ologrammi 3D e una lunga serie di interessanti informazioni.

 

Per concludere, l'EXPO merita una visita o no? Sì, perché al di là dell'ottica Nerd in cui ad ogni padiglione corrisponde un livello di un videogioco o una diversa Serie TV, la manifestazione soddisfa un po' tutte le aspettative: quella del tipico turista munito di macchina fotografica e selfie stick, di chi cerca paccottiglia da regalare o souvenir per poter dire:«C'ero anche io!». Quelle di chi vuole semplicemente girare per un grande Luna Park, dell'appassionato di architettura e design ma anche di chi si pone in maniera curiosa verso l'altro, desideroso di apprendere qualcosa che vada oltre le pietanze tipiche, l'artigianato o le esportazioni del paese X o Y.

 

Naturalmente tutte questi aspetti possono coesistere ed è possibile riflettere sulle implicazioni economiche dell'intera manifestazione mangiando uno Šmorn sloveno in fila per il padiglione del Qatar,

 

NerdEXPO 8

 

per cui spetta a ciascuno di noi porsi in un modo o nell'altro nei confronti di EXPO 2015 e delle sue mille chiavi di lettura.

 

Ah, e poi ci sono i draghi.

 

NerdEXPO 5

 

Sloveni, ma pur sempre draghi.

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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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